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BOCL N.4 (OLIMPO PER BEOTI)

7 maggio 2012

25 AGOSTO 2007

«Tutti attraversiamo la fase caratterizzata da un fortissimo bisogno di dipendenza (dalla madre, dalle cure parentali eccetera). Poi, lentamente, ci avviamo verso l’autonomia e quell’antico bisogno sopravvive in forme solo sopite e attenuate (dipendenza da una donna, da un personaggio idealizzato, dal lavoro eccetera). In alcuni casi, però, l’antico bisogno di dipendenza si trasforma in un vero e proprio BISOGNO DI PENDENZA e allora non resta che avviarsi per piani inclinati, appunto pendenti, con lo sguardo rivolto alle cime:-) »

——————

sabato, dicembre 29, 2007

PROGETTI PER L’ANNO NUOVO 

Pare che nel giugno del 2008, se tutto andrà come spero, insieme agli amici della Giovane Montagna di Venezia potrò salire in vetta all’Olimpo, in Grecia. Mi domando se, lassù, mi sentirò a casa mia:- )

martedì, giugno 17, 2008

OLIMPO PER BEOTI

Quando ho detto a P. Bianchi che ero in partenza per la Grecia- vetta del monte Olimpo -, ha osservato:

«L’ Olimpo è per gli aspiranti dei. Per gli artisti c’è l’ Elicona!»

Confesso che mi sono sentito un po’ beota (1).

(1) L’Olimpo è tra Tessaglia e Macedonia. L’Elicona in Beozia:- )

[Immagini da http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Olimpo e www.hikenow.net/Mount-Olympus.html ] 

giugno 25, 2008

DI RITORNO DALL’OLIMPO

Quella che vedete nella foto è solo una scultura di sabbia intitolata “Monte Olimpo” [“Mount Olympus at sand sculpting festival Rye Beach, Vic, Australia 2007” ], ma sull’ Olimpo greco, la montagna degli dei, io ci sono salito davvero, a differenza di certi trolloni che continuano a giocare imperterriti – come prima della mia partenza per la Grecia – non tanto alla New Italian Epic, quanto a convincere gli allocchi della rete che essa esista anche fuori dalla loro immaginazione:- /

OK, vi racconto come si fa a salire sull’Olimpo: dall’aeroporto di Salonicco si costeggia l’Egeo verso sud fino a raggiungere la vivace cittadina di Litòkoro. Lì, in genere, si dorme. La mattina dopo ci si porta (in pullmann, o in auto o in taxi) alla località di Prionia (ca 1000 metri di h). A Prionia si calzano gli scarponi, ci si issa lo zaino sulle spalle e si imbocca il sentiero che porta al rifugio A (ca 2100 m. di altitudine). Al rifugio A ci si rifocilla (oppure si dorme per rimandare al mattino dopo lo sforzo finale). Dal rifugio A, infatti, si innalza un ripido ma non difficile sentiero che porta alla cima Skala (2880 m). Arrivati lì, i meno ardimentosi puntano diritti verso la vicina cima Skolio (la seconda dell’Olimpo per h, 2912 m), mentre i più audaci scelgono senz’altro cima Mytikas, la vera massima vetta del complesso (2918 m)… 

 

solo che per conquistarla bisogna prima calarsi per un diedro scosceso, traversare una crestina, scalare una parete, ricalarsi giù tra due abissi, risalire le rocce conclusive (guidati da vistosi e fitti bolli rossi e gialli) e toccare finalmente la sommità, the summit, irta di banderuole piantate da visitatori di tutto il mondo. Nel libro di vetta, naturalmente, ho lasciato il mio saluto e l’indirizzo di questo blog: www.lucioangelini.splinder.com , non prima di essermi goduto la vista degli strapiombi tutt’attorno e l’impagabile panorama fino al mare. Per chi, come me, viene dagli studi classici, infatti, l’emozione è davvero molto forte. Per chi, invece, viene solo dal liceo scientifico o, peggio ancora, da qualche istituto tecnico, l’emozione sarà sicuramente inferiore:- )

Fissando il cosiddetto “Trono di Zeus” mi sono persino dimenticato di rubare qualche sasso da infilare nello zaino e portare a Venezia come souvenir: un frammento della Casa degli Dei, mica cotiche! Vabbè, pazienza, sarà per un’altra volta…

 

 
15 APRILE 2006
 
«COME ASCENDERE
 
“Sono passati già quaranta giorni…”, constatò Gesù. “Mi tocca ascendere.” 
Il sentiero cominciava a salire, non si poteva guardare dalla parte di Betania…
Uno degli apostoli gli si era accostato, gli stava dicendo qualcosa, sottovoce.
“Sapevo da sempre che questa battuta sarebbe stata pronunciata…”, mormorò Gesù passandosi una mano sulla fronte…
… [cut]…
Erano ormai arrivati quasi in cima.
“Come posso tenerle, le mani?”, si ricordò di chiedersi Gesù. “Non tutte e due incrociate sul petto come un bambolotto, ma neppure stecchite lungo i fianchi… A tenerle tutte aperte e allargate ai lati della testa assumerei un aspetto insopportabilmente pretenzioso durante l’ascensione… Ecco… potrei forse tenerle dietro la schiena, con le dita intrecciate, la testa leggermente inclinata da una parte, le spalle un po’ strette… Potrei grattarmi d’un tratto un angolo della bocca, o di un occhio, volendo, per minimizzare un po’ la cosa…”
Non sentiva già più il terreno sotto i piedi, gli apostoli dovevano già arrovesciare la testa per vederlo, sulla cima del colle che oscillava.
“Forse non ci sarà più nessuno ad aspettarmi…”, si disse ancora Gesù, “troverò tutto vuoto e deserto, abbandonato, le luci spente, cartacce che volano, sedie rovesciate…”»

(Antonio Moresco, “Gli esordi“, Feltrinelli)

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53 commenti
  1. Lucio, non so perché, ma a volte mi viene da accostarti all’autore della fortunatissima serie-cult francese (tradotta in italia nelle serie da edicola) del Commissario Sanantonio.
    L’autore era Fréderic Dard, un grande, con una verve narrativa che può essere accostata alla tua.

  2. Grazie. Ti attirerai un’altra frecciata dal nostro amico sardo:-)

  3. Scusate l’Ot, ma vorrei porvi un quesito.
    Leggete questo estratto da un romanzo:

    **
    Rodgers sbuffò e gettò la sacca sul letto. Bonnemain chiuse la porta e si sdraiò sul letto. Facendo leva con cun piede sul calcagno dell’altro, si liberò delle scarpe. Estrasse un joint già pronto da un pacchetto di Marloboro su cui danzava intermittente la scritta olografica UCCIDITI PURE, COGLIONE.
    – Che ti dicevo? Sei un hippie del cazzo. Passami la canna.
    Fissando il soffitto, Bonnemain allungò la mano verso il grasso compagno.
    – Ci hai mai fatto caso? Qual è la cosa che mangeresti, dopo aver fumato?
    – Rodgers aspirò e sbuffò il fumo dal naso. I lineamenti vennero nascosti da una nuvoletta. Rodgers rispose con circospezione. – Cioccolato?
    Bonnemain sorrise. – Esatto. Tetraidrocannabinolo più cioccolato. Hamburger di cane + Coca Cola. Cao Dai più carne U. Credi che sia un caso?
    – Dove vuoi arrivare, Bonnemail? – La faccia percorsa di venuzze del grasso compare sembrava preoccupata. Bonnemain si mise a sedere sul bordo del letto, recuperò il joint e sorrise.
    **

    Che ne pensate di questo pezzo narrativo?

    • Non sapevo cosa fosse quando ho letto il brano, giuro: potrei non essere credibile 😀
      Ho pensato: una traduzione fatta male o lo scimmiottamento di qualcosa. Trash.
      Poi ho pensato: “oddio, se l’ha scritto paolo? Non posso mica rispondere!”
      Ho googlato e mi son rincuorata 😉

      • Per fortuna non ero io (mi sarei auto-esiliato), ma uno dei soliti noti…:-/

  4. Quando ho detto a P. Bianchi che ero in partenza per la Grecia- vetta del monte Olimpo -, ha osservato:
    «L’ Olimpo è per gli aspiranti dei. Per gli artisti c’è l’ Elicona!»
    Confesso che mi sono sentito un po’ beota (1).

    Lu’, una critica: credevii i tuoi lettori ‘sì beoti da non capire il collegamento allusivo? 😉
    E poi le battute, spiegate, perdono il loro fascino

    (1) L’Olimpo è tra Tessaglia e Macedonia. L’Elicona

  5. diait permalink

    proseguono le gesta eroiche di angelini, narrate con la misura e l’understatement che lo contraddistinguono (AHO’, HO MESSO UN NUOVO POST, ANNATE A VEDELLO! ANVEDI C’HO FATTO, C’HOFFA!) e sempre lussureggianti e fantastici (a posto?).
    Quando ho letto la cosa dell’Elicona e che stava in Beozia, ho pensato che fosse una battuta di Bianchi, e che Beozia stesse per “paese dei beoti”. E infatti! ma in un altro senso. Non solo esiste, la Beozia, ma esistevano anche i beoti (già agricoltori, dunque zotici poco illuminati), il cui capo era il beotarca. Ora, capite che da questo blog deve partire a tappeto una campagna virale per diffondere questo termine da usare al posto di “sommo idiota”.
    Divertente il pezzo di Moresco. Interveniva spesso a Fahrenheit, presentando suoi libri. (Ho visto che è del gruppo di NI – Un altro passato da una chiesa (collegio religioso) all’altra….)

  6. diait permalink

    cos’è Cao Dai più carne U? Che rapporto c’è tra tetraccanabinolo e carne di cane? (semplice curiosità)
    Non saprei dare un giudizio, personalmente, senza un po’ di contesto. E’ una cosa tua? E’ un brano da un romanzo tradotto, o scritto già in italiano? Perché joint?

  7. diait permalink

    p.s. per lucio. Scherzo sul tuo understatement, scusa se mi prendo questa libertà. Ma i tuoi racconti di viaggio si leggono sempre volentieri. Se però comincio a romperti le palle, dillo che mi riconfiguro.

  8. E’ uno dei libri più scadenti che mi è capitato di leggere: scritto in italiano, mi è stato passato da qualcuno, non l’avrei certo preso di mia iniziativa. Lo mollerò presto: la prosa è tronfiamente scarna e volutamente brutta, si nasconde dietro uno “sperimetalismo” inesistente. Vuol dimostrare qualcosa che non c’è, ed è terribilmente “out to date”. Bleah.

  9. Se però comincio a romperti le palle, dillo che mi riconfiguro:

    ma che, l’hai scambiato per qualcun altro?;-)

  10. diait permalink

    paolo – ah, meno male che non era roba tua. Non osavo dire quello che ho pensato di “grasso amico/grasso compare”, di “joint”, della sovrabbondanza di parolacce. Parlano come in Strange Days…
    (Sì, ma ancora non sono a pieno regime di rompitura di palle. Meglio mettere le mai avanti.)

  11. L’autore di questa monnezza appartiene a quelli che “vogliono dimostrare qualcosa” a tutti i costi: qualcosa di epocale, naturalmente.
    Non solo: il volume è di 240 pagine. Ma hanno usato dei trucchetti per arrivare a quella mole, perché le pagine di testo vero sono molte meno.
    I capitoli durano da 1 pagina e mezzo a tre pagine massimo. E quasi ogni capitolo finisce occupando solo 1/4 di pagina, così i restanti 3/4 sono vuoti. Il capitolo successivo, ovviamente, occupa 3/4 di pagina. Questo significa, in pratica, che 40 pagine del libro sono bianche: non è una splendida furbata? E ovviamente il corpo di stampa è grande, così si fanno più pagine.
    Se non avessero usato i trucchi, sarebbe stato un tometto di 150 pagine. Ma così poche non potevano farlo sembrare una cosa “epocale” e “di rottura”, no?
    Poveri loro.

  12. diait permalink

    ma è italiano? perché “grasso compare” sembra una traduzione letterale dall’inglese.

  13. diait permalink

    allora nel corpo dell’opera si troveranno sparsi anche un “sorellina” e un “paparino”. E un “fottutissimo”.

    • Un wm, qualsiasi, non userà GIAMMAI un *paparino* neanche in una traduzione 😉 se mai *babbino*… :-p

  14. joint è d’antan, a mio avviso e il linguaggio del pezzullo mi ha fatto pensare a tarantino, non alla bigelow (strange days mi piacque all’epoca, sia come idea sia per la presenza di ralph-gnam-fiennes, che ispirò il dampyr bonelliano; i film di tarantino mi piacciono per la tecnica del regista e per il citazionismo di cui sono intrisi.)

  15. Bene! Quindi la sensazione che fosse un pezzo tradotto -male- non è stata solo mia!

  16. Niente del genere. Però c’è un: “Birra del cazzo!”

  17. Dimenticavo: questa porcheria è anche scaricabile gratuitamente in rete.

  18. diait permalink

    sulla faccenda di togliersi le scarpe “facendo leva con un piede sul calcagno dell’altro”, Edoardo Lombardi Vallauri ci ha costruito un’intera puntata di Castelli in aria (radiotre), nel 2009.

  19. @diait. tranquilla, il problema del rompermi o non rompermi le balle qui non si pone proprio. che ognuno dica quello che vuole in assoluta libertà. peraltro a me piace molto quello che scrivi e come lo scrivi. quanto agli inviti a visitare il BestOf, sto insistendo solo per dirottare qualche visitatore in più anche di qua. sai com’è, i blog appena nati faticano un po’ a reggersi sulle proprie zampette, soprattutto all’inizio. mi domando se le nuove unità monotematiche (BOCL numerati progressivamente, in qualche caso frutto di compattamenti di più post) possano costituire veri e propri capitoli di un eventuale futuro libro cartaceo… *-°

  20. diait permalink

    (p.s. pirulix : ma la storia di “babbino” è vera? scusa, il mio senso dell’umorismo è intermittente, e si impalla sul letterale, a volte…)

    • diait, più che altro il mio sarcasmo è allusivo e spesso incomprensibile: alludevo alla resa di poppa con babbo, in una novella tradotta da wu ming 1, in cui a chiamare “babbo” il genitore è un contadinotto del Nebraska negli anni venti… sospensione dell’incredulità del lettore mandata a farsi friggere e puzza di brutta traduzione lontano un miglio, insomma!

      • diait permalink

        un contadinotto del nebraska di origini toscane….. Uhm.
        In realtà, nei dialoghi di film l’ho sempre trovato nel suo significato di “amico”, “capo”, “bello”, oppure “nonno” (quando un giovane si rivolge a un estraneo anziano). Meno spesso nel senso di padre.

  21. diait permalink

    pirulix: Il riferimento a Strange Days era per la traduzione italiana, il film non l’ho visto. Ne ho sentito parlre solo negli incubi di Nanni Moretti.

  22. P. Bianchi permalink

    Buon giorno, mi chiamo P. Bianchi e questa storia di aver mandato l’Angelini (ciao Lucio!) sull’Elicona anziche’ sull’Olimpo (e perche’ non sul Parnaso, a sto punto) io non me la ricordo proprio. Nel 2008 seguivo ormai poco i gruppi, e i blog meno ancora. Dove l’avrei detto? magari in email? Avete una copia? Amnesia totale, sorry.

    Cari saluti a tutti!

  23. @ppbianchi. Ciao bello!!! Che piacere averti mio ospite! Sì, credo che me lo dicesti via mail (sai che vengo a stanarti ogni qualche mese). Poi vado a verificare nel pc vecchio se la pregevole battuta è ancora lì. Stai bene? Vieni a vedere Klimt o la World Cup a Venezia? Nel caso, fammi un fischio. Un abbraccione.

  24. Saluto P. Bianchi con grande piacere e deferenza: a malapena si ricorderà della mia presenza su it.cultura.libri, visto che la scena se la prendeva quasi tutta Lucio!;-)

  25. Veramente la scena se la prendeva tutta “Pamela dell’Amba Alagi” 🙂

  26. diait permalink

    P. Bianchi c’entra con Maria Strofa?

  27. diait permalink

    Ah. Ricorda il tuo scambio con Vannucci.
    Io avevo trovato questo, di un Pietropaolo Bianchi:

    I temi che alla maturità non hanno mai osato darvi (per paura di non saperli correggere):
    Tema a scelta:
    Discuta il candidato la ricorrente tematica dello “stupro gentile” nella produzione artistica del primo de Andrè, con particolare riferimento a stilemi e significanze ravvisabili in opere quali “Marinella”, “Alla chiara fontana”, “Carlo Martello ritorna dalla Battaglia di Poitiers”, e altre minori dello stesso periodo. Tracci, se ne è in grado, gli opportuni rimandi alla poetica dei cantautori d’oltralpe cui il de Andrè si ispirava.
    Mao ha detto: “se cammini nel letame non meravigliarti di puzzare di merda”. Illustri il candidato la sottile metafora contenuta in questo famoso pensiero, evidenziandone le componenti ascrivibili alla millenaria tradizione dei mandarini e quelle finalizzate a polemica contingente contro il suo avversario d’allora Lin-Piao, tenendo conto che il pensiero citato risale al 1967, nel più drammatico sviluppo del conflitto sul fiume Ussuri.
    Topolino, Pippo e Basettoni: conformismo, trasgressione e repressione in cinquant’anni di fumetto occidentale. Descriva il maturando alcuni episodi della celebre saga murina e mostri le sottili differenze nel rapportarsi dei tre personaggi al variare degli sceneggiatori e dei disegnatori. Discuta in particolare se e come la allomorfosi di Pippo in Superpippo mediata dalle arachidi configuri una sorta di vulgata del superominismo nietschiano e/o risenta di altre figure e protagonismi del mondo dei fumetti, comprendendo in quest’ultimo anche Jimmy Carter.
    Einstein ha detto: “Dio è una ipotesi non necessaria”. Sia dunque il candidato a spiegare con proprie parole quali sono le ipotesi necessarie, motivando anche perchè è necessario che Ipotesi cambi modem al fine di evitare il succedersi di Grunged Bundles in Echomail, e in che senso e in quali termini risulta coinvolto Dio al reiterarsi di quest’ultimo inquietante fenomeno.

  28. P. Bianchi permalink

    Lucio: purtroppo anch’io quando cambio computer in pratica faccio pulizia dei vecchi messaggi e perdo i messaggi inviati. Non e’ che mi hai attribuito un bon mot, eh?

    Ferrucci: Ciao! Mi ricordo si’ il tuo nome, ma tu eri defilato dalle polemiche.

    Diait: no, Maria Strofa era esagitata, io ero normale.

    Diait: quante cazzate si scrivevano. Eravamo dei goliardi. Si citava Jimmy Carter, fai un po’ il conto di che anno era, si parla di 20 e passa anni fa. Tutti riferimenti che sbiadiscono. “Ipotesi” era il nome della piu’ importante BBS milanese della rete Fidonet, che distribuiva i messaggi agli altri BBS, ma spesso corrompeva i pacchetti (Grunged Bundles) e il padrone pidocchione non voleva comprare il nuovo modem. Queste erano cazzate della echomail “chatter”, dedicata alle chiacchiere. La prima che ho scritto, e che all’epoca riscosse successo perche’ fu il esempio di celebrazione autoreferenziale, era comunque “Fidonet Italiana, Una Rete in Topologia Feudale”.

    Quanti ricordi, ciao!

  29. @pbianchi. sto pensando di riesumare un tuo pezzo irrestitibile. Passa di qui anche domani e… nun t’incazzà. 🙂

  30. diait permalink

    cose che mi sono venute in mente leggendo i vostri scambi:
    eleuterio e sempretua (l’immenso Jurgens)
    nedovannucci psichiatra e trattorista
    ennio flaiano
    l’epistolario di Groucho Marx con i suoi amici goody, sheek e fred
    l’epistolario wittgenstein-pattison

    goliardi non mi piace come riferimento mi fa pensare a quelli che a scuola prendevano malevolmente in giro gli altri o facevano scherzoni stupidi

    unico limite, per me, è il vostro livello di erudizione, per cui molti rimandi me li perdo. Come Lucio sa, a me le citazioni me le devi spiegare parola per parola, possibilmente allegando disegnino.
    Stasera, leggerò il n.5, comunque.

    • unico limite, per me, è il vostro livello di erudizione, per cui molti rimandi me li perdo.

      È anche il mio limite, ma il bello sta in questo: imparare divertendosi 😉

  31. Io l’erudizione la simulo: ho imparato le tecniche per sembrare scafatissimo, mentre in realtà intuisco solamente le ombre;-)

    • Eco scriveva qualcosa tipo che l’importante è sapere “dove” prendere le informazioni che ci occorrono…

  32. PP. Bianchi permalink

    La frase “Mao ha detto: se cammini nel letame non meravigliarti di puzzare di merda” e’ una citazione di una storia a fumetti del grandissimo Gérard Lauzier, un sociologo prestato al disegno.

    Era stata pubblicata su uno dei primi numeri de Il Male, all’epoca in cui c’era ancora Pino Zac. Il protagonista e’ un cinese poco comunista all’epoca della rivoluzione culturale, innamorato cotto di una bella funzionaria del partito. A un certo punto per rieducarlo dalla infatuazione lo mandano in campagna, come si usava, e il suo commissario politico gli dice appunto la celebre frase.

    Le tavole di Lauzier furono tradotte dal Male da qualcuno in redazione, e che ci infilo’ un classico “falso amico”: la frase del Male diceva “Se cammini nel letame, non meravigliarti di sentire la merda”. Ma in francese “sentir” significa “puzzare”, come risulto’ poi dalla traduzione corretta, nel primo albo di “tranche de vie”, pubblicato dalla Milano Libri (quelli di Linus) nel 1980.

    Le tavole di Lauzier sono sempre tutte altamente raccomandate e se non le conoscete dovete subito andare a comprarle. Quei pochi euro vi varranno la giornata. Ai tempi, Lauzier aveva la nomea di fascista, la sua pubblicazione sul Male era quindi una trasgressione nella trasgessione. Oggi Lauzier e’ un grande senza altri aggettivi, e i disegnatori extraparlamentari dell’epoca, dall’ UP di Chiappori a Gasparazzo, sono dimenticati.

    ciao!

  33. Lauzier lo leggevo a cavallo dei Settanta e Ottanta nelle riviste francesi tradotte da noi (non ricordo se Pilot, Totem o Métal Hurlant): un autore f o r m i d a b i l e.

  34. Anzi, visto che citi la Milano Libri, forse era su Alter Alter!

  35. @ppbianchi. ancora coltissimo come allora. io, purtroppo, con l’avanzare degli anni, perdo parole e informazioni giorno per giorno:-)

    • Un bel racconto surreale e ironico di una bellissima persona “I libri che perdevano le parole”! 🙂

      • she was a healer and a spiiatuilrst and yet a Catholic nun. It was a bizarre exchange. Instead of living in the world, these weird nuns are living out of this world!Peace and social justice begin in the womb. They have lost all the JPII pro-life Catholic young people.

  36. @pirulix. sì sì, so che anche Umberto Eco attinge a Google (per prendere le informazioni che gli occorrono):-)

  37. @pbianchi. ritrovata la tua mail. è del 13 giugno 2008, in risposta a una mia intitolata “Triste notizia” (morte di Maria Strofa). La trascrivo:

    “—– Original Message —–

    >> Sai cosa gli e’ successo?

    > Probabile infarto.

    troppo agitata, troppo

    > Durante la giornata una serie di episodi di tachicardia,
    > che ha voluto ignorare (odiava gli ospedali).

    taccio

    > ho in programma la ferrata Viali al Gramolon e martedì parto per la
    Grecia: salirò in vetta al monte Olimpo, ove spero di sentirmi a casa mia:- )

    L’ Olimpo e’ per gli aspiranti dei. Per gli artisti c’e’ l’ Elicona!

    Comunque ti invidio, ciao”

    COME VEDI, NON INVENTO NULLA*-°

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