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BOCL N. 11 (LA LULULEIDE)

15 maggio 2012
  

(L’abbraccio fuori mercato tra autore e lettore)

                                             CRONISTORIA

                                            5 marzo 2007 

Nel sito di Giuseppe Genna www.giugenna.com si legge:

«Sta arrivando una sorpresa… e sarà una vera sorpresa: come si dice dei regali… Preparatevi, perché sarà una cosa mai vista. E la si potrà vedere in tanti modi diversi.» 

                                            6 marzo 2007, stesso sito:

«Svelo la sorpresa, che è tale per gli aficionados che frequentano questo sito e leggono i miei libri. Ho deciso di pubblicare, a puntate, i capitoli dell’inedito  MEDIUM, che è il mio libro più intimo e scatenato. Al termine della pubblicazione, verrà reso disponibile il libro in forma integrale, in un file pdf scaricabile gratuitamente. Chi desiderasse avere la versione cartacea, il libro fisico vero e proprio, con tanto di copertina, da subito può ordinarlo cliccando qui o sulla cover a sinistra: costa 6.97 euro, il costo della nuda stampa, io non ci guadagno un centesimo. Il libro è pubblicato scavalcando ogni editore: non ha editore, viene stampato e spedito attraverso un sistema eccezionale di print on demand. È allestito un sito con contenuti speciali riguardanti MEDIUM: il progetto, cos’è questo , i personaggi principali, la colonna sonora del libro, brani scelti letti dal sottoscritto in mp3 e ulteriori info su come acquistare fisicamente il libro. MEDIUM per parecchio tempo contaminerà questo sito: è per me un progetto importante, un

                     abbraccio fuori mercato tra autore e lettore,

che si avvicinano senza filtri economici. Nel frattempo, continua la seconda stesura del nuovo libro a cui sto lavorando, ma per il momento la priorità è MEDIUM: un progetto che subitaneamente è stato realizzato e a cui tengo molto. Dal sito ufficiale di MEDIUM, desumo la pagina di spiegazione del progetto e la pubblico qui di seguito. Stay tuned. La rivoluzione è in corso d’opera: è l’opera.

Cito da http://www.giugenna.com/mediumprogetto.html :

“Il libro sarà acquistabile in forma cartacea, avendo io deciso di rivolgermi a un servizio di qualità di print on demand, che stampa il libro, lo copertina in quadricromia come un normalissimo libro, e lo spedisce a casa di chi lo ha ordinato, alla cifra di 6,97 euro, che sono i puri costi di stampa, poiché io non ci guadagno un centesimo. L’obbiettivo di vendita dichiarato è che il libro cartaceo, acquistabile a un prezzo tanto irrisorio, raggiunga trecento lettori entro dicembre 2007 e i mille entro dicembre 2008. Questi mille lettori avranno fisicamente in mano un libro che non vedrà mai la luce editoriale in Italia, presso qualunque editore, a meno di svolte karmiche impreviste. I mille eventuali lettori (che, vi garantisco, per l’esperienza che ho, sono tantissimi, è una cifra che probabilmente non sarà raggiunta mai, sarà tanto se in due anni si arriverà a un terzo…), assommati a coloro che leggeranno MEDIUM in Rete o scaricandoselo e stampandoselo in ufficio o dovunque possano, condivideranno il mio processo di elaborazione del lutto e la mia privata dialettica d’amore con l’altro: che è il mondo, e quindi anche il lettore, la comunità dei lettori, per quanto limitata nei numeri essa sia (fuori dal mercato, che ci frega dei numeri? E tanto più dei grandi numeri? Essi saranno grandi soltanto nel futuro, eventualmente, se l’opera risulterà una variabile impazzita e valida, che intercetta ampiamente i tempi…). Non esisterà la benché minima differenza tra scrittore e lettore, quanto all’esperienza compiuta nel leggere il libro: ciò che deve essere spiegato, sarà spiegato, e il resto è un’àmbito esistenziale che è al tempo stesso personalissimo e universale. Non ho notizia di autori che, pluripubblicati da grandi case editrici e tradotti all’estero, espongano in questo modo un libro inedito e denso, a cui tanto tengono. Ciò non significa nulla, non si cercano primati nella prospettiva qui assunta. Significa invece che la letteratura ha molti modi per potere deviare dai sentieri tracciati dall’attuale industria culturale. Significa che l’abbraccio è possibile, che una comunità, foss’anche di trecento persone, esiste.

                          Aggiornamento del 7 MARZO, ORE 8.47:

“IN UNA NOTTE SONO STATE ACQUISTATE 16 COPIE DI MEDIUM. AI MIEI PRIMI 16 LETTORI: GRAZIE, L’ABBRACCIO E’ TOTALE! :) “ 

Sempre il 7 marzo, Loredana Lipperini pubblica il post:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/03/07/strade/

in cui scrive:  

“… c’è ben altro che dovreste vedere. Ed è il dono che Giuseppe Genna
fa alla rete, mettendo in atto una di quelle strade diverse e necessarie (per
il web, certo, e per la letteratura) di cui spesso si è discusso anche qui. Il
suo progetto di “abbraccio fuori mercato fra autore e lettore” è bellissimo. Qui.”

Scelgo alcuni commenti:

1) Purtroppo l’iniziativa di Giugenna, lodevole in sé, è vanificata dalle spese di spedizione di Lulu [8,10 euro, che portano il costo complessivo del volumetto a euro 15,07], come ho evidenziato nel mio blog (mi riferisco al cartaceo, ovviamente). Meglio una sana edizione economica in libreria, a ’sto punto. Solo un esordiente assoluto potrebbe trovare conveniente rivolgersi a Lulu, che, priva di filtri com’è, pubblica cani e porci. Postato venerdì, 9 marzo 2007 alle 7:39 pm da Lucio Angelini

2) E naturalmente Vibrisse libri è meglio. Basta, Angelini. Postato venerdì, 9 marzo 2007 alle 8:24 pm da Seccato

3) Basta de che, scusa? Di non essere d’accordo con te? Si sapesse almeno chi sei e cosa pensi… Postato venerdì, 9 marzo 2007 alle 9:14 pm da Lucio Angelini

4) Per ANGELINI: Amazon fa il delivery standard a 8.10 $. Vedi un po’ la differenza. Non sai navigare: bastava scegliere la voce economy e le spese di spedizione erano quasi equivalenti a quelle di iBS. Inoltre è incredibile che tu dedichi una polemica di 2 post a un gesto che ha un evidente valore simbolico. Nessuno ti obbliga ad acquistare il libro cartaceo, che peraltro, se fosse uscito da Mondadori, sarebbe un hardcover e costerebbe la cifra assurda che indichi tu. Impara a navigare. Quanto al paragone con vibrisselibri, è incredibile: VL fa da agente ad autori che non hanno accesso alla grande editoria, io un libro intimo non lo faccio uscire con nessun tipo di editoria e compio un gesto simbolico, che mi costa peraltro più fatica di un editing, oltre all’impegno di scrittura. Le mail che mi sono arrivate, che non sono di ringraziamento, ma di apertura quasi confessionale, superano in valore QUALUNQUE tipo di compenso economico – con almeno 40 persone condivido ora una conoscenza reciproca approfondita, che prima del gesto di pubblicazione non esisteva. E prendere un libro cartaceo è solo un’opzione. Di quello che ho fatto hai capito zero. Postato sabato, 10 marzo 2007 alle 11:12 am da giuseppe genna

5)  Giuseppe, non sto a copia-incollare la risposta già datati nel mio blog, altrimenti non è più finita. Se il tuo gesto mirava a raccogliere un’approvazione incondizionata, già in questo è ***ingeneroso***. Difendo il mio diritto di considerare la tua decisione di ***far arricchire Lulu anziché un editore italiano*** del tutto inane. Anche la mia protesta ha un valore simbolico. Un abbraccio. Postato sabato, 10 marzo 2007 alle 11:46 am da Lucio Angelini

6) Tra cielo e terra ci son più cose che etc., quindi può pure capitare che io non mi trovi d’accordo con Lucio Angelini. Ebbene, stavolta capita: non sono d’accordo su come Lucio ha proposto e portato avanti questa polemica. Tuttavia, trovo sbagliato pensare che dica certe cose in malafede. Semplicemente, credo abbia sbagliato impostazione: la questione del prezzo si poteva far notare in altro modo, senza dare l’idea di trarne un giudizio sull’intera operazione pensata da Genna. Ad ogni modo, faccio notare che c’è un’enorme differenza tra Angelini (che comunque distingue tra operazione e libro) e chi invece liquida operazione e libro in base a preconcetti o logiche di schieramento, senza aver letto una riga. Se c’è una cosa a cui Angelini è estraneo, quella è la logica degli schieramenti, delle cordate, delle lobbies. Come polemista, non guarda in faccia a nessuno e fa bene. Poi capita che sbagli, ma capita a tutti. Inoltre Angelini, al contrario di altri che affollano la blogosfera, non sminuirebbe mai – né tantomeno stroncherebbe – un libro senza averlo letto. Leggerà anche “Medium” e il suo giudizio – buono o cattivo – sarà sicuramente svincolato da questa polemica sul prezzo. Postato sabato, 10 marzo 2007 alle 4:44 pm da Wu Ming 1

[Per completezza, e adottando una prassi seguita da Lucio, riporto qui il commento che ho lasciato su Cazzeggi letterari (privo della seconda parte, meno importante in quanto dedicata al solito troll). Ok, Genna anziché “€ 6″ poteva scrivere “€ 15 comprese le spese di spedizione”, e in questo modo non si sarebbe prodotto un corto circuito di aspettative. Ok, Genna poteva scrivere in anticipo che si può scegliere tra “economy” e “standard”, così tutto sarebbe stato più chiaro. Ok, Genna poteva cercare un altro servizio di stampa su ordinazione, ce n’è anche in Italia (anche se, va detto, meno versatili di Lulu). Ok, concediamo tutto questo. Però io mi chiedo: anche stante il fastidio perché son soldi che vanno alle Poste invece che all’autore, è davvero così incredibilmente, scandalosamente, improponibilmente costoso un libro acquistato a 15 euro? Davvero questo dettaglio basta a inficiare l’operazione di Genna? Suvvia, Lucio, non esageriamo. Tant’è che, se non sbaglio, alla fine l’hai comprato. Cosa che ho fatto anch’io. Un conto è trarre da questo episodio suggerimenti per la prossima volta, come quelli che ho appena elencato io, altro paio di maniche parlare di “boiata”. Questo è il libro in cui Genna racconta la morte di suo padre, sicuramente per scriverlo gli ci sono voluti stomaco e impegno, e a me pare encomiabile che decida di regalarlo senza farci una lira.  Quanto ai “Piccoli fans” di balilliana attitudine, impavidi e sprezzanti, fez svettante contro il cielo e pugnale alla cintola, pronti a gettare vetriolo in faccia al nemico di turno delle Patrie Lettere, ci pensino prima di scrivere. Un simile ardore, se portato ad assoluta coerenza, li spingerebbe a trattare da “grassatori” e “plutocrati” anche – addirittura! – i loro eroi, in fila dal primo all’ultimo. Postato sabato, 10 marzo 2007 alle 4:50 pm da Wu Ming 1 ]

7) Rispondo a Wu Ming:

>> Anche stante il fastidio perché son soldi che vanno alle Poste invece che all’autore, è davvero così incredibilmente, scandalosamente, improponibilmente costoso un libro acquistato a 15 euro?

Tutt’altro. E’ il prezzo più normale del mondo. Proprio di qui, anzi, la mia incredulità nello spacciarla per un “rivoluzionario abbraccio tra autore e lettore”.

> la questione del prezzo si poteva far notare in altro modo, senza dare l’idea di trarne un giudizio sull’intera operazione pensata da Genna.

Anche Genna poteva proporla in altri termini. Traduco il suo discorso in soldoni: “Come sapete, potrei permettermi qualunque editore. Invece no. Mi voglio abbassare al livello di quelli che, se non si autopubblicano con Lulu, non se li fila proprio nessuno (tanto già a gennaio ho un altro titolo in uscita per Mondadori). Anzi, sapete che vi dico? Voglio essere talmente generoso da regalarvi il mio libro ad appena 6,9 euro, così si compie l’abbraccio tra autore e lettore.”

Ordino comunque il libro di Genna non certo perché estasiato dall’operazione, ma perché lo apprezzo come scrittore. Avrei preferito trovare comodamente il volumetto in libreria, anziché farlo arrivare dall’estero, ma pazienza. Scelgo la spedizione “standard” perché, a occhio, mi suona come “ordinaria” (anziché postacelere o altro). Confermo l’acquisto e finalmente appare l’importo complessivo: 15 euro e rotti. Benissimo. Li avrei spesi comunque anche in libreria, ma ragionando mi dico: Genna ha rinunciato alle royalties, ma l’acquirente non ci ha guadagnato un cazzo. Continua a sfuggirmi l’abbraccio.

Riassumendo. Penso di saper distinguere un fatto rivoluzionario da un fatto “inane”: se per una volta Genna rinuncia alle proprie royalties senza alcun reale vantaggio per l’acquirente (che paga il libro al solito prezzo tra gli 11 e i 16 euro), anzi con il fastidio aggiuntivo di farglielo ordinare all’estero (arriverà davvero? quando? e se non sei in casa al momento dell’arrivo può essere che torni indietro?) a me sembra un’operazione degna dell’ufficio complicazioni affari semplici. Nulla da dire, invece, sul fatto che lo metta on line, tantopiù che proprio voi wuminghi avete dimostrato come la prassi, anziché nuocere alle ordinazioni, le moltiplica.  Giuro che appena Genna, a cui continuo a voler bene come prima, compie un gesto davvero rivoluzionario, gli dedico dodici post di fila. A patto che eviti di autoincensarsi con frasi dell tipo: “Non ho notizia di autori che, pluripubblicati da grandi case editrici e tradotti all’estero, espongano in questo modo un libro inedito e denso, a cui tanto tengono.” Postato sabato, 10 marzo 2007 alle 10:34 pm da Lucio Angelini

8) Ma perché dovrebbe entusiasmarci l’idea di leggere un libro in pdf?
Mi sembra una di quelle idee un po’da Jules Verne, la modernità ad ogni costo. Un pdf di poche pagine mi va bene, un libro no, tra l’altro, se me lo scarico, dopo un paio di mesi le pagine si incollano perché l’inchiostro domestico non vale quello dell’editore. E se lo ordino il discorso di Angelini, qui sopra, mi pare sensato, se lo pago uguale, dov’è il vantaggio? Postato domenica, 11 marzo 2007 alle 11:24 am da Alcor

                                            8 marzo 2007 

Giuseppe Genna precisa nel proprio blog: 

“In contemporanea a qui, i capitoli di MEDIUM vanno on line sul sito ufficiale del libro: il primo capitolo, per esempio, si trova anche qui

                                            9 marzo 2007 

Il rompicoglioni Lucio Angelini scrive nel proprio blog : 

http://lucioangelini.wordpress.com/2007/03/09/giuseppe-genna-e-le-spese-postali/

Bella iniziativa di Giuseppe Genna che, senza guadagnarci un centesimo, mette il suo libro MEDIUM su www.lulu.com dove, sostiene, lo si può ordinare – print on demand – per appena 6,97 euro (“i puri costi di stampa“, dichiara). Peccato, però, che, ordinandolo, vengano aggiunti 8,10 euro di spese di spedizione, che portano il costo complessivo del volumetto a euro 15,07 (l’ho sperimentato personalmente, chiedendone una copia). Tanto valeva, a quel punto, comprarlo in libreria, dove forse il prezzo sarebbe stato più basso:-) 

Giuseppe, che ‘cce voi fa? Le nostre migliori intenzioni sono sempre vanificate da questi enti esosi e pachidermici, dalle prestazioni sconfortanti: le Poste, le Ferrovie…  

Il vero regalo resta il fatto che il romanzo possa essere letto gratuitamente on-line, capitolo dopo capitolo, qui:

http://www.giugenna.com/medium.html

(ma se Giugenna l’avesse affidato a noi di www.vibrisselibri.net  gliel’avremmo impaginato meglio:-) ) » 

—————

                                            10 marzo 2007.

Nuovo post di Lucio Angelini (“Basta Angelini!”) in Cazzeggi Letterari:

http://lucioangelini.wordpress.com/2007/03/10/basta-angelini/

da cui:

“Okay, okay. Ho esagerato. Il tentativo di una rivoluzione da scrittore a lettore senza mediazioni è perfettamente riuscito. Lo scrittore Genna è uguale a ogni lettore [non fosse che ha un buon posto alla Mondadori e che, dopo questa estemporanea lululata, potrà tornare a scegliere – giustamente, dato il suo indiscusso talento -, l’editore che crede]. E 15 euro per un libro sono definitivamente un abbraccio fuori mercato. »

Commento di Giuseppe Genna:

Angelini, dire che sei un ingeneroso oltreché un inesperto è poco. Se compri un libro su Amazon, il delivery costa 8.98. Su Lulu.com, costa 4.98. Lulu è un sito americano. Niente è vanificato. Il paragone con vibrisselibri è allucinante: vibrisselibri si mette a fare da agente per i suoi autori, qua io cerco, al meglio, di regalare più che posso. Evidentemente, con certe persone, a poco vale.»

Angelini

Giuseppe, mi spiace tu mi prenda per un ingeneroso. La mia obiezione riguarda la concreta spesa per un tuo libro dal punto di vista di NOI ACQUIRENTI: edizione tascabile ma accurata in libreria, senza sbattimenti postali; edizione inaccurata (in tal senso la battuta sull’impaginazione di Vibrisselibri) con Lulu, ma + costosa del tascabile. Nulla da dire sulla pubblicazione on-line, ormai prassi ampiamente diffusa.

Ti ricordo che anche Cacciari, quando gli va, anziché usare il water-taxi che pur gli mettono a disposizione come sindaco, prende democraticamente il vaporetto. Un abbraccio.

Andrea Barbieri:

Lucio il problema della tua “ingenerosità” sta tutto qui: hai acceso la luce mentre si metteva in scena una pièce dal titolo L’abbraccio. E’ lo spettacolo che hai rovinato. E’ inutile che stai a giustificarti facendo due più due. È ovvio che dal tuo punto di vista, dei costi per il lettore, hai ragione, solo che dal loro punto di vista tu hai acceso le luci prima della fine.

Ieri ho comprato il libro “Diario di un qualunquista – Political comics” di Gianluca Costantini. Sono pagine già apparse in rete, condivise gratuitamente tra Gianluca e i suoi lettori. Nessuno lì ha pensato di mettere in scena L’abbraccio, ha caricato le pagine e basta. Nemmeno ora che il libro è stampato, libro che a Costantini renderà due lire che nemmeno ripagano il materiale per realizzarlo (non dico il tempo, questo è pacifico), qualcuno parla di Abbraccio. Il libro costa 12 euro, per 150 pagine, stampato con cura e rilegato. a.b.

Roberto Bui (= Wu Ming 1).

“Batticuore fuorilegge” di Scarpa costa 15 euro.
“Kamikaze d’occidente” costava 15 euro già quattro anni fa.
“Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno” di Moresco costa 15 euro.
“Zio Demostene” ne costava 12 due anni fa, e sono solo 101 pagine.
“L’invasione” costava 13 euro già nel 2002.
“Lettere a nessuno” costava l’equivalente di 18 euro nel 1997.
“L’ombra lunga dell’autore” di Carla Benedetti costava l’equivalente di 17 euro nel 1999.

Tutti soldi che mica andavano alle Poste, se non erro.
E allora? Croce addosso pure a tutti loro? Voglio sperare di no.

Su, dai, Barbieri: capisco l’odio, capisco il rancore, capisco la piccolezza, la grettezza, il miserando alzare il ditino a fare l’appuntino, capisco la strabordante mediocrità, l’angustia degli orizzonti, capisco tutto, però su, a cuccia, fai il favore, a cuccia. C’è chi regala libri, magari commettendo qualche perdonabile errore, e chi invece – non avendo alcunché da regalare, in quanto platealmente incapace di *fare* alcunché – impone tutti i giorni al mondo le proprie biliose stronzate. E adesso scatenati e sputazza, ciao.

                                             12 marzo

Riporto nel mio blog un’immagine sdrammatizzante intitolata “Abbraccio fuori mercato tra autore e lettore”. E la frase conciliatoria: “Autori, lettori… volemose bene!)”

                                             13 marzo.

Aggiungo un nuovo post nel mio blog:

“GENNA-LULU: LA VENDETTA”

http://lucioangelini.wordpress.com/2007/03/13/genna-lulu-la-vendetta/

Un paio di giorni fa scrissi su questo blog, rispondendo a Wu Ming 1:

Penso di saper distinguere un fatto rivoluzionario da un fatto inane: se per una volta Giuseppe Genna rinuncia alle proprie royalties senza alcun reale vantaggio per l’acquirente (che paga il libro al solito prezzo tra gli 11 e i 16 euro), anzi con il fastidio aggiuntivo di doverlo ordinare all’estero (arriverà davvero? quando? e se non sei in casa al momento dell’arrivo può essere che torni indietro?) a me sembra un’operazione degna dell’Ufficio Complicazioni Affari Semplici.”

Ed ecco che ieri, puntuale, anziché il libro, è arrivata via mail la VENDETTA di Lulu.com, per aver io dubitato della sua efficienza postale:

“We regret to inform you that there has been a problem fulfilling your order. You will receive a full or partial refund of your order, depending on how much of the order we can fulfill. If you have any questions, please go to your Order History and click the Need Help? link next to the order number. Regards, Lulu Support.”

E subito dopo una nuova mail in italiano:

“Dear Lucio,  c’è stato un problema con l’ordine, sei stato rimborsato e l’autore è stato avvertito. Ci scusiamo per l’inconveniente. Regards, Lulu Support “

“Cosaaaa????”, ho esclamato tra me e me. “L’autore Giuseppe Genna è stato avvertito della mancata PRINT ON DEMAND e non si è precipitato a mandarmi nemmeno un semplice mazzo di salumi per scusarsi? Questa me la paga!!! Vendetta, tremenda vendetta!!!!!”

(“… a meno che… a meno che… “, ho poi ragionato di lì a qualche secondo, “non sia stato proprio lui – permaloso com’è – a suggerire a Lulu di escludermi dalla lista dei beneficiari del suo impagabile… ehm… pagabile DONO!”)

E pensare che mi ero dimostrato disposto a sborsare più di 15 euro per averlo!

Okay. Pazienza. Come disse la mucca appena munta: “Inutile piangere sul latte versato!”. Non mi resta che accontentarmi della versione telematica di “Medium“, manco fosse uno di quegli sfigatissimi sans papier attualmente accuditi dall’organizzazione culturale senza scopo di lucro Vibrisselibri.net“:- ) »

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“Roma, 12 mar. (Ign) – Un romanzo in rete da leggere a puntate o da stampare gratis. Oppure da acquistare a prezzo di costo in formato cartaceo. E’ questa la novità nel panorama dell’editoria italiana firmata da Giuseppe Genna. Lo scrittore milanese che sbarca sul web – ma era già uno degli animatori del blog ‘Macchianera ‘- con ‘Medium’, un romanzo che viene pubblicato su internet a tre livelli: a puntate, capitolo per capitolo, completo in un file pdf e in versione cartacea, con la possibilità di farsi spedire il volume rilegato al prezzo di 6,97 euro… A scegliere il web è uno scrittore che ha già conosciuto la notorietà tramite la pubblicazione con grandi case editrici, come per esempio ‘Mondadori’: “Non ho notizia di autori che, pluripubblicati da grandi case editrici e tradotti all’estero, espongano in questo modo un libro inedito e denso, a cui tanto tengono – spiega il padre di ‘Assalto a un tempo devastato e vile’, edito dalla casa di Segrate -. Ciò non significa nulla, non si cercano primati nella prospettiva qui assunta. Significa invece che la letteratura ha molti modi per potere deviare dai sentieri tracciati dall’attuale industria culturale”. Andare incontro a una community è la scelta nuova: “È ciò verso cui da tempo penso di spingermi: sentire che una comunità può raccogliersi intorno a un racconto e i racconti sono gratuiti, le storie sono di tutti”. ”Senza contare – conclude lo scrittore – che se si conoscessero le tirature e le vendite reali della maggior parte dei libri di autori anche noti, lo sconforto basterebbe a fare maturare una decisione come quella che ho preso”.

[Bastasse pubblicare con Lulu, naturalmente, per ottenere l’attenzione di ADNkronos o dell’Ansa, diventare dei Giusepppe Genna sarebbe un gioco da ragazzi:-) ]

http://lucioangelini.wordpress.com/2007/03/13/genna-lulu-la-vendetta/#comments

Wu Ming 1:

“Dài, Lucio, per favore, adesso stai esagerando. *Tutti* gli ordini sono stati annullati, anche il mio, per un problema tecnico di Lulu. Genna non c’entra nulla, anzi, la cosa lo danneggia e basta. Da questa sfortunata iniziativa Giuseppe ha avuto solo sospetti (come i tuoi qui sopra) e insulti (es: un ributtante troll che sguazza da anni in una salamoia di invidia e rancore dà a Giuseppe del “truffatore” in un post lurido, meschino e melmoso sul proprio blog, post che sarebbe da querela per diffamazione se Genna avesse tempo da perdere e volesse abbassarsi ai livelli fognari di quel personaggio). Ad ogni modo, Genna ha contattato il servizio clienti di Lulu, ha risolto la cosa e adesso il libro è riordinabile. Anche da te, e con tariffa economy. WM1

Angelini:

Dai, Roberto, in fondo ho solo detto che mi sarei aspettato un “semplice mazzo di salumi” in segno di scuse!!! Non vi basta che questo blog si chiami “Cazzeggi letterari”???

Monica Mazzitelli [caporedattrice de ‘iQuindici’]:

lucio bello, me pare che stai a sbajà… adesso manda un bel mazzo di rose a giuseppe e fate pace dài… ho messo un post sulla lipperatura a questo pro.. te lo incollo qui sotto:

Mi scuso in anticipo perché ho la sensazione che non riuscirò ad essere brevissima però considerando che non scrivo mai nulla spero che mi perdonerete (non lo faccio perché al 95% sarebbe solo x dire che sono completamente d’accordo con WM1 :-) ).
Io credo che questa faccenda Genna sia stata un po’ fraintesa da Lucio (che forse ha espresso un parere forte che non intendeva esattamente tale), e non completamente compresa anche da altri.
Pare chiaro che Giù abbia fatto questo ragionamento: vi “regalo” una cosa, perché è mia privata. Se qualcuno la vuole leggere su carta invece che su web la può comprare qui, a prezzo di costo. Ad essere sincerissima, forse Giù avrebbe potuto dare qualche piccola spiegazione in più, o addirittura affidarsi a un altro service che gli avrebbe potuto garantire anche ecocarta (non faccio nomi x evitare l’effetto reclame :-) ), ma per il resto mi pare una bella cosa, innovativa anche, soprattutto se fatta da un autore così (meritatamente) affermato come lui.
Detto ciò però vorrei dire che anche se capisco e voglio bene al gesto emotivo del regalo di sé, del proprio dolore, non riesco a condividere il principio.. ho la sensazione, magari sbagliata, che Giù sia forse partito in questa operazione con l’idea “scusate se disturbo, sono solo cazzi miei, se proprio ci tenete leggeteli, volendo anche su carta”.. ecco questo non lo condivido perché non vedo per quale motivo trattare come meno dignitoso un lavoro dove si parla di sé rispetto alla fiction pura.. insomma Giuseppe, tu fai letteratura con quello che scrivi, a prescindere dall’argomento, non sminuire il tuo talento e la fatica della tua creatività per questo, abbi il coraggio di essere scrittore per tutto, anche per ciò che ti coinvolge più direttamente. Se poi non piacerai a qualcuno che vuole solo un certo tipo di letteratura beh.. sti cazzi, il mondo è pieno di lettori che ameranno questo Genna di più. Ti abbraccio, anche se l’ordine del libro non è andato a buon fine neanche a noi.. ma ora riproviamo! ciao lucio! un beso. monica mazzitelli

Angelini

Condivido tutta la seconda parte del messaggio di Monica, mentre continuo a trovare perfettamente oziosa la decisione di Genna di privare editori e librai italiani – poveracci!:-) – della loro giusta percentuale sul prezzo pagato dagli acquirenti, a vantaggio delle poste. Chi vuole procurarsi il libro di carta lo paga uguale (e in questo non c’è nessun dono), ma ha una difficoltà in più. Inoltre Genna NON ha indicato una strada per nessuno (saltare gli editori tradizionali per pubblicate direttamente con Lulu!) perché se lo fa lui magari questo suscita risonanza, se lo fa Pinco Pallino non lo caga nessuno. E Genna il nome se l’è fatto grazie all’editoria tradizionale, mica a Lulu!

                                             16 marzo

Giuseppe Genna scrive nel suo blog:

“Sono abbastanza avvilito e chiedo perdono a coloro fra quelli che, avendo ordinato la versione cartacea di MEDIUM, si sono visti respingere l’ordine. Si tratta di una minoranza esigua, a cui vanno le mie scuse. Entrato in contatto con i gestori di LULU.com, mi è stato consigliato, per evitare in futuro problemi del genere, dovuti alla stampa, di mutare formato. MEDIUM, che ha l’identico numeri di caratteri di Grande Madre Rossa, passa così da 158 a 214 pagine, e a una migliore leggibilità. Purtroppo, aumenta il prezzo di stampa, che passa da 6.95 euro a 9.19 euro. Sono spiacente, anche se garantisco che l’aspetto del libro è ora pressapoco come un volume trade paperback di una grande casa editrice. Le spese di spedizione aumentano a 4.98 euro. A fronte di questo aumento di prezzo, che è comunque esente da compensi per l’autore, non mi dispiaccio se gli interessati all’acquisto diminuiranno vertiginosamente. Al momento sono state evase 101 copie. Poiché il prezzo si avvicina, fino a coincidere, con quello della normale editoria, interpellerò i lettori di questo sito sull’eventualità di pubblicare, presso una piccola casa editrice (o una grande, ma in tascabile) il romanzo in questione, destinando l’eventuale anticipo a un’associazione da decidersi insieme (proporrei VIDAS). Il progetto MEDIUM continua in ogni caso con la messa on line di capitoli ipertestualizzati, in logica feuilleton; al termine della pubblicazione, verrà reso disponibile il manoscritto totale, in formato pdf. Il libro cartaceo è comunque ordinabile CLICCANDO QUI. Nel week end, sistemerò tutti i prezzi che appaiono in questo sito e in quello di MEDIUM. Ringrazio tutti per la comprensione. gg”

Riporto la precisazione in Lipperatura e commento:

Lo dicevo o no che la “lululata” di Giuseppe era un’idea “inane”???????? Postato venerdì, 16 marzo 2007 alle 6:11 am da Lucio Angelini

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[Immagine da  www.mariastrofa.splinder.com. Pare che Maria Strofa, a sua volta, l’avesse ricevuta da Lostangel di http://l0stangel.splinder.com/ ]

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4 febbraio 2010

GLI STRANI DONI DI SUA DEGNITÀ GIUSEPPE GENNA

Qualcuno forse ricorda la cosiddetta LULULATA di Giuseppe Genna, ovvero il fatto che spacciò per dono ai lettori la pubblicazione di una sua opera su Lulu. Insomma fece finta di scendere dal piedistallo Mondadori per abbassarsi all’umile livello di un esordiente qualsiasi e pubblicò “Medium” proprio laddove avrebbe potuto farlo anche la sua colf: su www.lulu.com  (non ci sono filtri, basta pagare).
 
Il risultato fu che i lettori interessati dovettero acquistare il libro a un normalissimo prezzo di mercato (circa 15 euro, tra costo effettivo e spese postali), ma sobbarcandosi un doppio fastidio: 1) ordinare il testo in America; 2) aspettare circa un mese per averlo. La solita Lipperini, che ha l’obiettività letteraria di un armadillo, non esitò a parlare di “grande abbraccio fra autore e lettore”, mentre tutti gli altri si chiesero sgomenti dove stesse il dono, visto che, a parità di spesa, avrebbero fatto minore fatica a procurarsi il libro nella libreria sottocasa.
 
Da qualche giorno Giuseppe Genna nel suo sito va tentando di ripetere il grande abbraccio di cui sopra (la Lipperini avrà un orgasmo letterario?), ma alzando il tiro: niente più Lulu, questa volta, eh, no!!! Saranno proprio i suoi lettori a scegliere l’editore più adatto al loro idolo.
 
 
La scelta, ovviamente, è ristretta a una rosa di editori assai appetibili:
 
Einaudi Einaudi Stile Libero Guanda Longanesi Feltrinelli Bompiani Rizzoli Marsilio Baldini Castoldi Dalai minimum fax Un editore grosso per certi romanzi, un editore piccolo per altri
 
Da un lato Genna premette: “Non è affatto detto che i libri del sottoscritto interessino ad alcuno degli editori qui sotto elencati”, dall’altro – per chi sa leggere sia nelle righe sia tra le righe – è come se dicesse: “Sapete, posso permettermi chiunque, ma voglio essere così democratico da lasciare a voi la scelta del mio prossimo editore, così sarete doppiamente contenti. Avrete in un unico pacchetto-regalo 1) il vostro scrittore preferito + 2) il vostro editore preferito. Come dire che pagherete UNO e prenderete DUE!”
 
Ahi ahi, timeo Gennam et dona ferentem…*-°
 
——————–

giovedì, giugno 03, 2010

GIUSEPPE GENNA SONDA GLI ABISSI

Quale romanzo di Giuseppe Genna vuoi leggere prossimamente?

Un romanzo di genere crime, thriller o spy story, non piu’ di 400 pagine

Un romanzo di genere crime, thriller o spy story, almeno 600 pagine

Un libro fuori dai generi, finto autobiografico come “Italia

Un romanzo tradizionale di formazione e visione sociale

Un romanzo storico tradizionale

Un romanzo di fantascienza, allegorico e massimalista

 

Da qualche tempo Giuseppe Genna pare essersi dato ai sondaggi, anziché all’ippica. Prima per capire quale editore dovesse scegliere per meglio compiacere i propri lettori (la rosa, ovviamente, era ristretta al meglio dell’editoria attuale). Adesso vuole sondare quale tipo di opera dovrebbe mettere in cantiere per  far arrivare definitivamente all’orgasmo i propri fan. Manca, naturalmente, l’opzione “NESSUNO”.

Giuseppe Genna, va ricordato, è il tipo di trombone che, a seconda degli umori, può darti con la stessa facilità dell'”eccelso” come del “sottoautoriale” o “incapace di discutere con lui di Benjamin”. Manco fosse in possesso della famosa valigia nera sparita nel corso delle tragiche circostanze della morte del Tedesco…

Che dire se non: “An’ vedi questo?” *-°

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15 commenti
  1. Grandioso, spettacolare. Tempi epici, quelli: la True Italian Epic.

  2. Una volta l’autore scriveva il libro e i lettori lo leggevano.
    Oggi, con questo delirio internettiano, gli autori propongono innovazioni, scelgono formats, giustificano prezzi, si fanno mediatori della distribuzione, discutono e polemizzano sul cosa e sul come: diventa un casino, e leggere il libro perde addirittura senso (per lo schiacciamento della sovrastruttura in cui se ne parla troppo). Quando uno legge la Lululeide, ne ha già abbastanza.

    • È, infatti di per sé una saga – o una sagra… –
      Resto sempre basita dalla facilità con cui in rere si imbastiscono polemiche e dibattiti inesistenti partendo da semplici constatazioni oggettive…
      per quanto mi riguarda trovo urticante il modo in cui Genna propone il suo lavoro: abbraccio, dono del cielo, manna… un modo pomposo per o miei gusti che stimola lo sfottò.
      Senza niente togliere al prodotto.

    • Mi piace il commento che lasciò Maria Strofa cinque anni fa:

      “Gennerazione che va Gennerazione che viene, dice l’Ecclesiaste.”

  3. Nel frattempo l’abbraccio è salito a 9,19 euro:-)

    http://www.giugenna.com/medium.html

  4. diait permalink

    sono arrivata solo a due terzi del thread (quindi wm1 e lucio erano ancora amiconi!).
    Ma “il Dono”, “la mia opera più intima”, “il mio potente gesto simbolico”, la condivisione fusionale con i 40 lettori… oddiomio, certo che ce n’è di carne enfatica e spirituale al fuoco, eh. Non lo reggo questo tasso di enfasi.
    Sono d’accordo con l’osservazione fatta da te, Lucio, a Genna (tanto rumore per nulla, avrei preferito il libro trovarlo in libreria, l’avrei pagato più o meno uguale e senza tante storie). D’altra parte, vai a farla su lipperatura… immagino che sapessi già come finiva. Mi sono stupita che avessi l’aria di stupirtene, ma forse nel 2007 non avevi ancora preso bene le misure della location.

  5. diait permalink

    leggo solo ora il tuo commento, maria pia:
    per quanto mi riguarda trovo urticante il modo in cui Genna propone il suo lavoro: abbraccio, dono del cielo, manna… un modo pomposo per o miei gusti che stimola lo sfottò.

    You read my mind, o io la tua.

    • Chissà se oggi, a cinque anni di distanza, Genna avrebbe avuto tanto entusiasmo ispirato (quello che spesso porta a scrivere all’eccesso). Forse si sarebbe contenuto un po’.

  6. diait permalink

    avevo anche il battutone da caserma su saga, sagra e ****, ma magari l’ha già fatto qualcuno, e devo ancora finire di leggere tutto.

  7. @paolo. sì, molto bello il commento di maria strofa. lo riporto:

    MariaStrofa Dice:

    9 marzo 2007 alle 09:08

    Ciao Lucio, non è una polemica: però continuo a pensare che se un lettore non paga il libro, se lo riceve anche in regalo dall’autore – tramite posta – o in qualunque altra forma gli venga regalato (a parte eccezioni che sono eccezioni) tenderà inevitabilmente a svalutare il prodotto che ha tra le mani; tutto ciò che è regalato non vale niente (pare essere il senso).

    La vecchia formula vai in libreria e compri un libro mi sembra essere imbattibile. Scaricare a pagamento, forse.

    Di scrittori che conosco e che hanno regalato i libri… O nessuno li legge mai o, quando ti vedono, ti tolgono il saluto e si nascondono per non doverti dire che non l’hanno letto (sentendosi obbligati)

    – a suo modo regalare un libro è quasi un atto di violenza. costringe qualcuno a leggerlo per forza.

    Il rapporto lettore libro deve (dovrebbe) essere ancora uno solo.

    Desideri un libro, lo paghi e se poi lo leggi ne dici – l’investimento predispone alla lettura.

    Regalare un libro o darlo gratis è uno degli atti più osceni che ci siano – trovo.

    In sé l’azione è nobile (forse): i risultati a cui porta sono desolanti.
    ——————-

    + (poco più giù):

    Regalare il proprio testo è una delle operazioni più assurde e inutili che ci siano – io dicevo di questo. sia nella forma in rete o in quella cartacea. tipo l’autore che regala il proprio libro.
    di lettori illuminati che apprezzano un libro “non pagandolo” ce ne sarà uno su un milione – il che rende l’operazione suicida.
    ——————————————–

    Caruccia anche la mia risposta:

    “9 marzo 2007 alle 10:06
    Ancora peggio per i quadri: un mio zio venezuelano in tarda età si dette alla pittura per ammazzare il tempo, ma con esiti prevedibilmente risibili. Ovviamente il generoso regalava quadri a destra e a manca, non sapendo più dove metterli, ma quel che è peggio è che si aspettava che amici e parenti esponessero le sue croste nei rispettivi salotti in bella vista… Un libro, se non altro, lo si può sempre nascondere:- )

  8. diait permalink

    …un’operazione degna dell’ufficio complicazioni affari semplici.

    ahahaha! Scontro col Titanic (di Genna…)

  9. diait permalink

    Di scrittori che conosco e che hanno regalato i libri… O nessuno li legge mai o, quando ti vedono, ti tolgono il saluto e si nascondono per non doverti dire che non l’hanno letto (sentendosi obbligati) (…) a suo modo regalare un libro è quasi un atto di violenza. costringe qualcuno a leggerlo per forza.

    sottoscrivo a mille, estendendo la considerazione al dono in generale – che serve anche a legare l’altro, indebitandolo. Ma se questa considerazione mi sembra sensatissima e appropriata anche riferita all’oggetto libro, trovo eccessiva (ed enfatica) la conclusione: Regalare un libro o darlo gratis è uno degli atti più osceni che ci siano… (qui si riferisce al “proprio” libro, immagino, come sintetizza più pragmaticamente lucio alla fine, dicendo che è un’operazione soprattutto inutile e controproducente)
    Osceno… euh.

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