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BOCL N.14 (UN COMPLEANNO IN TRANSUMANZA)

18 maggio 2012

  

[ Rifugio Similaun al Giogo Basso / Similaunhütte – Foto di Amelio Di Doi ]

 31 maggio 2006

LUCIO ANGELINI IN TRANSUMANZA:-)

http://lucioangelini.wordpress.com/2006/05/31/lucio-angelini-in-transumanza/

                                                         “Giugno, andiamo, è tempo di migrare… “

Quest’anno il compleanno (11 giugno) lo passerò così (copio-incollo il programma da una mail del Cai di Mestre):

TRANSUMANZA IN VAL SENALES: CON LE PECORE TRA I GHIACCI (9 venerdì, 10 sabato, 11 domenica giugno)

PROGRAMMA DELL’USCITA

                                                             Venerdì

Partenza ore 6.00  arrivo a Vernago (1711 mt) ore 10.00

incontro con i pastori a Giogo Tasca (2.772 mt)

transumanza fino a Maso Corto (2011 mt)

cena e pernottamento 

dislivello 1061 mt salita  761 mt discesa 

                                                               Sabato

Partenza da Maso Corto ore 6.00 al seguito delle greggi

arrivo al Giogo Alto (2842 mt), pranzo al sacco

proseguimento lungo la Rofental fino a Vent- Austria (1896 mt)

cena e pernottamento

dislivello 831 mt salita      946 mt discesa

                                                              Domenica

partenza da Vent lungo l’altra via di transumanza, salita fino al Giogo Basso (3019 mt), con fermata al Rifugio Similaun per il pranzo

discesa a Vernago e ritorno a casa

dislivello 1123 mt salita   1300 mt discesa 

– per l’uscita necessita: allenamento, conoscenza ed esperienza di neve e ghiaccio, possesso e capacità d’uso di piccozza e ramponi

– numero massimo 15 persone

– il costo è di 100 euro (mezza pensione, assicurazione e iscrizione) [100 euro soltanto??????? stento a crederci, a distanza di 6 anni, oggi 18 maggio 2012].

Il programma potrà subire cambiamenti e variazioni a seconda delle condizioni meteo e dell’innevamento. L’uscita richiede una buona preparazione fisica, abbigliamento adeguato all’alta montagna, scarponi pesanti, ramponi, piccozza.”

Insomma, se morite dalla voglia di festeggiare con me, sapete dove trovarmi…

 

Venerdì, giugno 09, 2006 

UN COMPLEANNO IN TRANSUMANZA 

Ciao, sono in partenza per la Val Senales.  Lunedì vi racconto. Intanto vi copio incollo da

http://www.fiaf-net.it/cirmof/ga_ma1.html quanto segue: 

“La Val Senales e i suoi abitanti non sono legati solo al loro paese, ma anche alle tradizioni: la transumanza delle pecore è una di queste, forse la più spettacolare ed impressionante. Già da molti secoli, ogni anno a metà giugno circa 3500 pecore dalla Val Senales e dalla Val Venosta raggiungono, oltrepassando il Giogo Alto (2857m.) e il Giogo Basso (3019m.), i pascoli estivi nella valle di Vent, in Austria. Mandriani, pastori e cani seguono il gregge, ed in due giorni percorrono più di 44 km, superando ripidi sentieri rocciosi, nevai, morene ed anche ghiacciai. A metà settembre c’è il rientro delle 3500 pecore, il più delle volte in condizioni molto migliori. Mandriani, pastori unitamente alla gente del luogo ed ai numerosi turisti vengono accolti con una grande festa.

                                   Appuntamenti 2006

09 giugno: nel pomeriggio le pecore vengono radunate a Maso Corto e Vernago, dove trascorrono la notte. Circa 600 pecore arrivano, attraverso il Giogo Taschl dalla Val Venosta e devono quindi partire il giorno prima.

10 giugno: a Vernago parte il primo gruppo di pecore alle ore 4.00 del mattino. Il secondo gruppo, con gli agnellini, segue più tardi, mentre a Maso Corto la partenza è per le ore 06.00 circa.

10 settembre: rientro attraverso il Giogo Alto verso Maso Corto: l’arrivo previsto di circa 1400 pecore tra le ore 15.00 e le ore 16.00. Grande festa dei pastori a Maso Corto con specialità locali e musica dal vivo.

11 settembre: rientro attraverso il Giogo Basso verso Vernago al lago: l’arrivo previsto di circa 2100 pecore tra le ore 13.00 e le ore 14.00. Tradizionale festa dei pastori con specialità locali e musica dal vivo.

E da:

http://www.altoadige-suedtirol.it/infoturismo/bambini/transumanza.php

La transumanza delle pecore in val Senales è la più alta d’Europa

Una marcia impegnativa che – in due giorni – per le prime greggi si rivela lunga 44 km per un dislivello complessivo di 3200 metri in salita e di 1800 metri in discesa. Un itinerario che porta in territorio austriaco in valli e alpeggi ove l’erba le può nutrire meglio fino a metà settembre quando l’esodo avviene in senso inverso. Un tempo, fino agli anni cinquanta veniva percorsa anche una seconda via attraverso la Val di Fosse, una valle laterale e perpendicolare rispetto l’asse della val Senales. Nel 1744 lungo questo tragitto avvenne una grave sciagura: cinque pastori e oltre cento pecore furono sorpresi da una tormenta di neve e vento e perirono. Allora come oggi, il freddo e la neve possono rendere critico il tragitto e si comprende facilmente il piacere di fare festa all’arrivo a Maso Corto e a Vernago i paesi ai piedi del ghiacciaio del Senales. Una festa, bella, semplice, vera, dove i valligiani, con le tipiche giacche in lana (Sarner), i grembiuli blu (Schurz) e i cappelli in feltro, si complimentano con i pastori e festeggiano con birra, würstel e la banda che suona musica tirolese. Una festa per veri “turisti fuori dal gregge“:-)! 

Un po’ di storia

È del XIV secolo la stipula del “Contratto sui pascoli” tra i contadini della Val Senales e quelli di Vent, nella Ötztal austriaca. Questo contratto consentiva ai primi di transumare le loro greggi nella limitrofa Niedertal o sul Rofenberg nella Ötztal durante i mesi estivi. Anche dopo la prima guerra mondiale, nel 1919, quando con il trattato di pace di St. Germain l’Alto Adige fu annesso all’Italia, i contadini della Val Senales rimasero in possesso degli alpeggi e i relativi pascoli fondamentali per la sopravvivenza delle loro greggi.

Un po’ di gastronomia

In questa occasione si possono gustare piatti tipici quali: l’arrosto di castrato (Schöpsernes), la pasta di farina di segale e formaggio fresco saltata in padella con il burro (Schnalser Nudeln) servita con carote e erba cipollina, o in alternativa con confettura di mirtilli rossi. Infine lo Schneemilch, dessert a base di pane, latte, frutta secca e panna.

[© foto di Mauro Gambicorti]

—————————————————- 

martedì, giugno 13, 2006

CON TUTTO IL RISPETTO PER LOREDANA 

http://lucioangelini.wordpress.com/2006/06/13/con-tutto-il-rispetto-per-loredana/

(Transumanza in Val Senales) 

Mentre io, nel weekend ultimo scorso, transumavo felice da Maso Corto (Val Senales) a Vent (Austria) attraverso il Giogo Alto, malcelandomi – come da programma – fra pecore, cani e pastori (vedi i miei post precedenti sull’argomento), Babsijones bighellonava inane da qualche parte con la Lipperini, tuttavia rigenerandosi e gratificandosi al punto da esclamare (ieri 12 giugno) nel suo blog http://babsijones.typepad.com/babsi/

“un weekend con Loredana è quanto di più rigenerante e gratificante possa esistere” 

E Loredana, da par suo, in Lipperatura

“Lunghissime passeggiate, lunghissime chiacchierate con lei: un gatto, un futon, vari indiani (da intendersi come ristorante ma anche come due persone che scrivono qui)…” 

Lucio Angelini

“Con tutto il rispetto per Loredana, non cambierei il mio week-end con le pecore in transumanza tra i ghiacciai del Giogo Alto (Val Senales) verso l’Austria con il week-end di nessun altro:- ) (Scritto da: Lucio Angelini | 12/06/06 a 12:59 )

Sono seguiti questi due interventi: 

Be’, io certi w.e. di Lucio un po’ li invidio, dico la verità… (Scritto da: gianni biondillo | 12/06/06 a 14:23

Lucio, con tutto il rispetto per le pecore in transumanza, però… 😛 (Scritto da: Babsi | 12/06/06 a 15:29 ) 

Poi una precisazione di Loredana stessa: 

“con tutto il rispetto, Lucio, ma nessuno mi aveva mai preferito, fin qui, una pecora in transumanza. 🙂 (Scritto da: La Lipperini | 12/06/06 a 19:18 ) 

Mia risposta

“Loredana, non UNA pecora in transumanza: 3500! Vuoi mettere? :- ) (Scritto da: Lucio Angelini | 12/06/06 a 20:35 ) 

Frattanto, in questo stesso blog, Catwoman di it.sport.montagna mi ammoniva nei commenti: 

#1  

“falla corta, voglio la relazione della transumanza! 🙂  (CatW-MoscO )
(scordavo: buon compleanno Lucio!)

 Mia risposta

“Sintetizzo per te: sono stato per TRE GIORNI in Paradiso… Presto la relazione. Grazie per gli auguri.”

 

(foto di Gianni Bodini da http://www.lamummia.it/italiano/sch/tran.htm ) 

Ed ecco la relazione:

“Il programma è stato diligentemente rispettato.” 

P.S. Cosa? Troppo sintetica? Vabbè, allungo un po’ il brodo. Dunque: il giorno 9 abbiamo incrociato le greggi provenienti dalla val Venosta proprio mentre le loro onorevoli componenti si calavano ardimentose attraverso il Giogo Tasca lungo il nuovo ripido pendio. Come dimenticare il contrasto dei loro manti chiazzati di rosso, di verde e di azzurro con il candore scintillante della neve? E che dire dell’emozione infinita di tutti quei  “Beee beee beh…beh… [embè? … Ebbene?] Beh… beh… [“che c’è?”] beee beee… beee beee beee”?

Il giorno 10 siamo ripartiti di buon’ora insieme ai pastori. Assoluta indifferenza – devo ammettere – delle pecore nel vederci procedere in fila indiana al loro fianco lungo il percorso più impegnativo: lo scavalcamento dello spartiacque alpino (valico Hochjoch) e l’attraversamento del ghiacciaio della Val Senales, in un contesto di abbacinante splendore. Una pecora vecchia e tremebonda è stata abbandonata nella neve. “Se si riprende”, ci ha assicurato uno dei pastori, “troverà da sola il modo di raggiungere le altre, altrimenti… cibo per uccelli!”.

Come non evocare Umberto Saba? 

(“Quell’uguale belato era fraterno 
 al mio dolore. Ed io risposi, prima 
 per celia, poi perché il dolore è eterno, 
 ha una voce e non varia…”) 

e anche: 

(“In una capra dal viso semita 
 sentiva querelarsi ogni altro male, 
 ogni altra vita.”) 

Alcuni agnellini erano nati da appena tre o quattro giorni, ma zampettavano che era un piacere appresso alle madri. Se qualcuno di essi aveva un momento di crisi, subito veniva preso in braccio da un pastore e coccolato. Dopo aver superato impervi sentieri rocciosi, nevai, morene e ghiacciai, all’altezza delle malghe della Venter Tal, tuttora di proprietà dei contadini di Senales, le pecore si sono insediate nei nuovi pascoli, mentre il nostro gruppo (undici persone) è proseguito impavido verso il paese di Vent, dove ha dormito all’hotel della Posta. Alla reception abbiamo tutti firmato una petizione contro la progettata mega-diga che dovrebbe devastare irrimediabilmente la valle appena percorsa. Il mattino dopo [11 giugno, mio compleanno, n.d.r.], eccoci di nuovo in marcia lungo il magnifico sentiero che conduce al Gioco Basso (curiosamente più alto, in realtà, di quello Alto). Risalita dei ghiacciai, sosta al rifugio Similaun (3019 m.) e poi di nuovo giù, “stanchi ma felici” verso il lago di Vernago, in val Senales… 

P.P.S.

“Be’? Tutto qui?”, mi chiederete voi.

“Beee beee beh embè che c’è beee beee”, vi rispondo io. Perché sì, certe emozioni,  in effetti, sono abbastanza inesprimibili, e allora a che pro affannarsi a cercare di esprimerle? Vi basti pensare a quanto simbolica una transumanza possa risultare a chi confida di stare a sua volta avviandosi verso pascoli più sereni:- ) 

P.P.P.S.

Una sola triste previsione: fra qualche anno, quando si sarà sparsa la voce della bellezza di questo tipo di esperienza, le greggi in transumanza verso l’Austria saranno sempre più sparute, mentre le greggi dei turisti e dei fotografi ai loro fianchi sempre più numerose… 

——————————————————-

mercoledì, settembre 21, 2005


Foto tratta da www.lunae.net

http://lucioangelini.wordpress.com/2005/09/page/2/

SETTEMBRE, ANDIAMO…

Il 16 settembre del 2000 inviai a diversi niusgruppi il messaggio “PICCOLO E DURO”, che  riproduco:


                                                      
Settembre, andiamo, è tempo di migrare!
                                                        E dal Monviso Bossi muove verso il mare.”…

«Che tristezza questo appuntamento neo-animistico lagunare a base di sacre ampolle, spiriti del fiume e slogan sempre più moderati. Dall’iniziale “Ce l’abbiamo duro” si è passati a “Ce l’abbiamo piccolo” (lo stato). Ma al crescendo “Federalismo”, “Secessione”, “Rivoluzione” è fortunatamente succeduta la fase calante: “De-secessione”, “Devoluzione”, “Blocco Padano”. Mi auguro che la prossima tappa sarà “Grana Padano”.»

Ebbene, dopo la pausa del 2004, dovuta ai noti motivi di salute del senatùr, domenica scorsa qui a Venezia la menata è stata riproposta in tutta la sua mestizia. E così, sotto un cielo plumbeo e una pioggia scrosciante, l’acqua raccolta al Monviso è stata solennemente (?) versata in quella della Laguna.

Torniamo all’anno 2000. Il 7 novembre tale Giupec chiedeva ai frequentatori di it.cultura.libri

“Qualcuno sa perchè Umberto Eco ha scelto il titolo Il nome della rosa per il suo capolavoro letterario?”

L’ impagabile  p. bianchi gli rispose:

“In breve è un titolo polivalente che impedisce al lettore di farsi un’idea del libro già dal titolo (il titolo di lavoro era L’abbazia del delitto, che avrebbe incoraggiato la lettura giallistica a discapito delle altre). Il titolo rimanda all’esametro finale [“STAT ROSA PRISTINA NOMINE, NOMINA NUDA TENEMUS” = PRIMA ESISTE LA ROSA, POI ARRIVA ANCHE IL NOME; (SCOMPARSE LE ROSE), NON CI RESTANO CHE I NUDI NOMI”] che a sua volta rimanda  alla caducità delle cose, delle quali – dissoltasi l’essenza – resta solo l’etichetta nominalistica, così come della biblioteca bruciata resta ormai traccia solo nella memoria dell’io narrante.”

Mi permisi di aggiungere: “È un po’ il contrario di quanto accaduto con la Padania. NON esisteva la COSA (almeno in senso politico-culturale), ma ne hanno comunque inventato il NOME. Il risultato, tuttavia, non cambia: NOMEN NUDUM tenemus.”  

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Da BUON COMPLEANNO, ITALIA! 

http://lucioangelini.wordpress.com/2011/03/17/buon-compleanno-italia/ 

17 marzo 2011

                 “PATATANIA: UN SOGNO O UNA BRUTTA FIABA?”

                  di Lucio Angelini                                                         

I had a dream… ho fatto un sogno”, farfugliò un mattino il signor Bozzi, svegliandosi tutto eccitato.

“Che sogno?”, gli domandò sua moglie, tutt’altro che incuriosita.

“Il sogno di Patatania.”

Patatania? E che roba è?”

“Hai presente il fiume Patato?”

“Ho presente.”

“Be’, ho sognato che i popoli oppressi delle sue sponde facevano la rivoluzione e si staccavano dall’odiato Resto del Paese. Avevano ben diritto ad arrangiarsi per conto loro!”

“Popoli oppressi? E da chi, scusa? Non parliamo tutti la stessa lingua? Non viviamo tutti dentro gli stessi confini? Non siamo cresciuti guardando tutti gli stessi programmi televisivi… be’, si fa per dire. E poi… ”

“E poi?”

“E poi è un pezzo che nessuno rispetta più il proverbio ‘Moglie e buoi dei paesi tuoi’: ci siamo rimescolati in tutti i modi possibili.”

“Paese grande, problemi grandi”, bofonchiò il signor Bozzi. “Paese piccolo, problemi piccoli.”

“Cervello piccolo, pensieri piccoli!”, sospirò sua moglie.

Il signor Bozzi le torse un braccio:

“Devi fidarti di me, hai capito? E batterti per la rivoluzione con me: i Patatani coi Patatani, gli Altri con gli Altri.”        

                                              * * * 

Il mattino dopo fu sua moglie a svegliarsi tutta eccitata.

I had a dream… ebbene sì, ho fatto anch’io il mio bravo sogno.”

“Che sogno?”, la interrogò il signor Bozzi, sospettoso.

“Il sogno di Patatania.”

“Davvero? E com’era?”

“Ah, era bella… e verde… e vivibile, la mia Patatania.”

“Fantastico! Sono riuscito a persuaderti, dunque. Eh sì, con le buone maniere si ottiene sempre tutto. Sei dei nostri, adesso… voglio dire, dei miei!”

“L’avessi vista, Patatania.”

“L’ho vista, l’ho vista. Non dimenticare che l’ho sognata prima di te. Era bella, eh? E verde, e vivibile.”

“Infatti… ma il sogno, un po’ alla volta, si è ingarbugliato.”

“Come sarebbe a dire?”

“Troppa gente, troppe diversità. C’erano tutte quelle famigliacce della Patatania meridionale, per esempio. E allora, sul sogno precedente, si è innestato un nuovo sogno.”

“Che sogno?”

“Il sogno della Patatania del Nord, completamente staccata dal Resto del Paese.”

“Continua.”

“Com’era bella, adesso, la nuova Patatania, la mia Patatania del Nord! Tanto più bella e verde e vivibile della precedente, solo che… ”

“Solo che?”

“Solo che il sogno, all’improvviso, si è ingarbugliato di nuovo. Troppa gente. Troppe diversità. C’erano tutti quegli zoticoni del meridione della Patatania del Nord, per esempio. E allora un nuovo sogno si è innestato sul precedente.”

“Che sogno?”

“Il sogno della Patatania del Nord-Nord. Sì, il sogno di staccare la parte superiore della Patatania del Nord dal nuovo Sud. Quanto più bella e verde e vivibile della precedente appariva adesso la mia Patatania del Nord-Nord!”

Il signor Bozzi la squadrò minaccioso. Stava per torcerle di nuovo un braccio, quando sua moglie riprese:

“Ma non era finita, sai?”

“Ah no? E perché?”

“Perché ogni volta, sull’ultimo sogno, si innestava un nuovo sogno. Da un lato, è vero, la mia Patatania del Nord-Nord-Nord-Nord-Nord continuava a rimpicciolire, perdendo sempre nuovi MERIDIONI, dall’altro diventava sempre più bella e verde e vivibile, finché… ”

“Finché?”

“Finché, verso il mattino, l’ultimo sogno, il più puro di tutti, non mi ha dischiuso 

                                     PIANEROTTOLANIA                 

“Ah, com’era bello e verde il mio pianerottolo! Solo che… ”

“Solo che?”, gridò il signor Bozzi, paonazzo in volto, e piegandole definitivamente il braccio.

“Solo che… ahi, mi fai male!”

“Solo che?”, incalzò il signor Bozzi in tono di sfida, con la faccia stravolta.

“Solo che, poi, sono entrata in casa e c’eri… tu”, aveva appena iniziato a dire sua moglie. Ma non ebbe modo di concludere.

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10 commenti
  1. Ecco dunque svelato da Lu’ il segreto per non invecchiare e restare sempre pimpanti!
    Sapevate che respirare aria delle stalle bovine fa bene alla salute? 😉

    • Vacche, tori, buoi…
      ma perché no anche capre e pecore?

      On line qlcs c’è in proposito

    • Qui da me c’è l’allevatore di buoi e quello di pecore: ottima carne, ottimi salumi, ottimi formaggi. Per il resto, sono muratori e fabbri ferrai (e non so con chi passare le mie serate). Ah, vivessi a Venezia, o a Roma… (a Milano no, troppi puzza-naso e palloni gonfiati).

      • متعهد واصل قال:يعني قمة التناقض في كلامك، مرة بتقول كانه ØÂÃلش§˜Â±Ã™ÂƒÃ˜ÂªÃ™ÂŠÃ™Â† مال اللي خلفونا، ومرة بتحكي عن جمهورية سامسونغ!!! ارسالك على بر

  2. Ferrucci e fabbri ferrai, ottimo abbinamento.

  3. diait permalink

    si potrebbero avere notizie della pecora vecchia e tremebonda abbandonata nelle nevi? Ha ritrovato la strada? (see, addio…)
    E forse il buon pastore prendeva subito in braccio e coccolava l’agnellino in difficoltà, perché poi doveva mangiarselo all’arrivo (arrosto di castrato) con i valligiani festanti. Onore all’agnellino, quindi, che prima di partire viene castrato, poi si fa un c*** così tra neve, ghiaccio e stenti, e quando arriva finisce così:
    Prima di cuocerlo lasciatelo frollare diversi giorni, più o meno a seconda della temperatura. Prima d’infilarlo allo spiede battetelo ben bene con un mazzuolo di legno, poi spellatelo e levategli, senza troppo straziarlo, l’osso di mezzo. Dopo, perché resti tutto raccolto, legatelo e dategli fuoco ardente da principio, e a mezza cottura diminuite il calore. Quando comincia a gettare il sugo, che raccoglierete nella leccarda, bagnatelo col medesimo e con brodo digrassato, nient’altro. Salatelo a cottura quasi completa; ma badate che non riesca troppo cotto né che sanguini e servitelo in tavola col suo sugo in una salsiera e perché faccia miglior figura involgete l’estremità dell’osso della gamba in carta bianca frastagliata.
    Oh, mi raccomando, battetelo bene perchè faccia miglior figura. E che sia di gamba corta, che viene più buono.

    Fantastico il raccontino su Patatanialand! Andrebbe riproposto in questi giorni….

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