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BOCL N. 19 (LOSING MY RELIGION)

25 maggio 2012

 

(Beppe Grillo)

Sabato, dicembre 03, 2005

BEPPE GRILLO E LA NONNA DI HIMMLER

Il 29 Novembre 2005 nel blog di Beppe Grillo www.beppegrillo.it  è apparso il testo “CRIMINI ELETTORALI”, che ha suscitato un ampio dibattito (quasi duemila interventi nei commenti: da svernarci sopra!). Eccolo:

“La scorsa settimana è stata stuprata una ragazza a Bologna da un extracomunitario.
La scorsa settimana è stata uccisa con sette coltellate e investita con la macchina una ragazza a Biella da un italiano.
La scorsa settimana è stata uccisa davanti alla figlioletta una donna italiana dall’ex marito italiano con due colpi di pistola alla testa a Chivasso.  

Le reti televisive e i giornali hanno dedicato un grande spazio all’episodio di Bologna e uno marginale a quelli di Biella e di Chivasso.   

Lo stupro di un extracomunitario fa più notizia di un omicida italiano.   

Lo stupro extracomunitario è elettorale.
Un omicida italiano non è elettorale.   

Gli sbarchi in Sicilia sono elettorali
Le decine di omicidi da inizio anno di mafia, ndrangheta, camorra non sono elettorali.   

Le rapine in villa da parte di extracomunitari sono elettorali.
Il pizzo chiesto dal racket in tre quarti dell’Italia non è elettorale.   

Le donne italiane segregate in casa da parte di mariti maghrebini sono elettorali.
Gli omicidi di donne italiane separate da parte degli ex mariti italiani non sono elettorali.   

Gli attentati (potenziali) da parte di islamici in Italia sono elettorali.
La mafia (reale) non è elettorale.   

Un candidato onesto è elettorale.
Un candidato prescritto o condannato in via definitiva non è elettorale.”   

Ed ecco quattro commenti a caso:- ) 

1)  dal nome avrete capito che sono un Nazista. sento molti dire  ” ah se ci fosse ancora lui! . . se ci fosse ancora il baffetto! . . tutti questi mussulmani li brucerebbe nei forni crematori!”.  si sbagliano! vi sbagliate tutti! non conoscete il Nazismo, le uniche formazioni delle SS non appartenenti alla razza ariana erano composte da Mussulmani, lo stesso Hitler era contento dei figli di Allah, “un dio che ti apre le porte del paradiso se muori combattendo, questa è un’ottima religione” queste le sue parole. Cosa unisce Nazismo e Islam? odio per gli ebrei, portatori di povertà per chi li circonda; il capitalismo, il consumismo, il comunismo, tutte loro invenzioni. L’odio per l’America imperialista, eterna alleata dei Sionisti, anzi controllata e comandata a muovere guerra contro i nemici di Israele, un tumore che deve essere estirpato. ma non c’è bisogno di mettere una svastica (dà troppo nell’occhio) per dire certe cose, oggi basta uno striscione della pace, una bandiera comunista, o una bandiera palestinese e puoi dire le cose che ho detto qui senza rischiare un insulto, anzi scappa pure qualche applauso. allora dico viva l’islam, viva la palestina,viva l’Iran, viva i Mussulmani, perchè riusciranno dove noi Nazisti abbiamo fallito !! . VOGLIO VEDERE SE QUALCUNO HA IL CORAGGIO DI RISPONDERE IN MANIERA GARBATA, MA DECISA ALLE MIE AFFERMAZIONI !! (postato da    Heinrich Himmler il 01.12.05 08:58) 

 2) Caro Heinrich Himmler. spero solo che tu non debba mai provare direttamente sulla tua pelle (e tu non debba prima vederlo sulla pelle dei tuoi cari) il risultato delle metodologie adottate dalle persone che con tanto entusiasmo osanni, anche se purtroppo temo sarebbe l’unico sistema per farti ragionare. Odio guerra e rancore non portano da nessuna parte… come le scritte in maiuscolo nel blog.  (Postato da: Ciccio Graziani il 01.12.05 09:13 )

3) Garbatamente ma fermamente ti rispondo caro Himmler, che è ovvio che una svastica susciti sentimenti decisamente di astio visto quello che quel simbolo ha significato nella nostra storia e che quindi chi dica qualsiasi cosa sotto quel simbolo, venga considerato meno di zero. Sotto il simbolo della pace non vengono dette le stesse cose che asserisci tu, mi spiace per te e per questa tua visione un po’ miope della vita e della storia. Dio ci ha dato un comandamento che vale e praticamente rende inutili tutti gli altri : “ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa è l’unica molla che deve spingere il mondo. Se davvero tutti amassero e seguissero questo comandamento non ci sarebbero conflitti, odi o qualsiasi cosa scaturisce dal voler prevalere su qualcun altro, dal voler imporre il proprio pensiero come unico e giusto. Bisogna imparare ad amare chi hai di fianco, bianco, rosso, verde, giallo che sia. Se vuoi farti del bene guarda dentro te stesso e cerca di capire qual è l’ansia che ti distrugge la vita. Forse allora ti renderai conto delle sciocchezze che hai detto. Luca.  (Postato da: Luca Vitali il 01.12.05 09:19 )

4) Spero che gli sfoghi nazisti di H.Himmler sul blog gli servano come terapia. Spero che scrivere quello che scrive serva a sedare i suoi istinti al punto che non senta il bisogno di uscire dalla sua cameretta e mischiarsi con il resto della gente. Spero anche che prima o poi H. Himmler riesca – per il suo e nostro bene – a chiarirsi con sua nonna così da capire che non è stato picchiato perché era un brutto bambino, che nonna non ce l’aveva con lui se si faceva la pipì addosso, che mamma non è andata via per colpa sua.  Sig.ra nonna di H. Himmler, porti un po di serenità a questo ragazzo malato. Lo aiuti a smettere di indossare autoreggenti e girare a passo d’oca per il corridoio. Gli spieghi che l’impotenza si cura e le donne non sono cattive solo perché sua mamma lo ha abbandonato.   (Postato da: antonio bignamini il 01.12.05 10:45)

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lunedì, novembre 14, 2005 + venerdì, novembre 09, 2007

INTERVISTA IMMAGINARIA ALLA PARTE OSCURA DI CIASCUNO DI NOI

 

D. Scrive Galimberti su La Repubblica del 13 gennaio 1999, a proposito di quanti gridano “Fuori lo straniero”: 

Ma credono davvero costoro che gli affamati della terra, affamati un po’ per la loro arretratezza e un po’ per colpa nostra, accettino tranquillamente di morire nelle loro terre di fame e di guerra per rendere più tranquilla la nostra sicurezza?”  

Tu, Parte-Oscura-Di-Ciascuno-Di-Noi, che cosa gli risponderesti?”  

R.  Be’, con un’altra domanda: “Crede davvero Galimberti che i detranquillizzati d’Italia e d’Europa continueranno ad accettare tranquillamente di farsi detranquillizzare in casa loro in nome di un malinteso senso dell’accoglienza?”

D. Ho capito, ma se tu fossi un affamato della terra come ti comporteresti?

R. Se fossi un affamato della terra, ovviamente, tenterei anch’io di emigrare in un paese che mi offrisse migliori prospettive di lavoro e di vita.  

D. Quindi le masse diseredate fanno bene ad affluire verso le masse “ereditiere”…  

R. Nel gioco delle parti, sicuramente sì. Ma non fraintendermi. Io, per mia fortuna, appartengo al quarto di umanità non (ancora) alla fame. E sento anch’io il dovere, quindi, della solidarietà e dell’accoglienza verso i meno fortunati. Detto ciò, mi pongo una domanda: l’accoglienza deve avere, come tutto, un limite o no? (“C’è un limite a tutto…”, ricorda il proverbio). Escluderei che tre quarti di mondo possano riversarsi ed essere accolti in blocco nel solo quarto baciato da Dio (almeno attualmente: nemmeno i baci durano in eterno!), facendo saltare anche quello. Spalancare le porte di un paese a chiunque, senza limiti, senza nemmeno distinguere tra benintenzionati e malintenzionati è demenziale. È vero che in Italia non siamo ancora al collasso, ma perché aspettare di esserci arrivati, prima di intervenire in maniera “cortese ma ferma”, ovvero anteponendo l’interesse della popolazione residente a quello di chi si è autoinvitato dall’esterno?  

D. Intendi dire “filtrando le masse in arrivo e impedendo ai clandestini di intrufolarsi in Italia”?  

R. Ripeto, nel gioco delle parti gli extracomunitari fanno benissimo a cercare la loro fortuna in Europa. L’Europa, invece, ha il sacrosanto diritto/dovere di reagire con rigore a un’invasione incontrollata. Il gioco potrebbe farsi molto duro, un poco alla volta, la situazione rovesciarsi, gli affamati della terra diventare affamanti, preponderanti… un nuovo Carlo Martello sentirsi tentato di promettere una nuova Poitiers… 

D. Non pensi, con queste affermazioni, di propagare il razzismo e la xenofobia?  

R. Il miglior modo di incrementare il razzismo e la xenofobia è quello di ESAGERARE con il buonismo e la disponibilità. Si accolgano gli onesti, si sia magari comprensivi verso chi ruba per fame (sempreché, come per la droga, i poveri cristi di turno si accontentino di rubare “modiche quantità per uso strettamente personale“, anziché pretendere di arricchirsi enormemente e rapidamente con traffici loschi – vedi il racket della prostituzione, della mendicanza, dello smercio di sostanze tossiche e via dicendo). Est modus in rebus…  

D. Ma la mafia e la delinquenza organizzata c’erano già anche prima di queste invasioni neo-barbariche…  

R. Appunto. Non vedo perché non ci si debba accontentare della mafia nostrana anziché auspicare di vederla progressivamente diventare multietnica. Dovremmo dare il benvenuto alle mafie albanese, russa, cinese, magrebina eccetera? 

D. Temi davvero che, a lungo andare, un brutto giorno un nuovo Carlo Martello possa presentarsi a Poitiers?

R. Mi auguro vivamente di non dover mai assistere a un simile precipitare di eventi. La pace va difesa con DUREZZA  

D. Vade retro, Parte-oscura-di-ciascuno-di-noi! Mi dissocio TOTALMENTE dalle tue dichiarazioni. Preferisco di gran lunga il mio Io-cosciente. Lui è convinto, infatti, che le cosiddette nazioni abbiano fatto il loro tempo. Il mondo è uno solo e chiunque dovrebbe potervi circolare liberamente… magari sottostando ai dettami di una democratica ‘Costituzione mondiale’ ancora tutta da scrivere: –  )

sabato, novembre 10, 2007

A PROPOSITO DEL POST DI IERI

A proposito del post di ieri, l’amico Valerio Evangelisti mi ha scritto:

«Caro Lucio,

secondo me trascuri un dettaglio importante. Noi siamo ricchi PERCHÉ gli altri sono poveri. Vengono da noi PERCHÉ Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale ecc. impongono politiche economiche che un paese soffocato dai debiti non può reggere. In compenso siamo noi che andiamo da loro, a comperare carne umana a buon mercato o a rubare materie prime. Se non ci danno queste ultime, facciamo una guerra e così ci attiriamo altre masse di disperati. Ciao! Valerio»

Parole sacrosante. Valerio ha ragione da vendere, così come era perfettamente condivisibile il suo contributo dell’8 novembre:

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/11/002437.html

Però, forse, nel mio caso, si è ingenerata una certa confusione tra le Domande dell’intervista (da attribuire alla Parte Illuminata di Ciascuno di Noi) e le Risposte fornite dalla Parte Oscura. La prima domanda contiene le testuali parole “affamati un po’ per la loro arretratezza e un po’ per colpa nostra”.  La reazione finale della Parte Illuminata è:

Vade retro, Parte-oscura-di-ciascuno-di-noi! Mi dissocio TOTALMENTE dalle tue dichiarazioni. Preferisco di gran lunga il mio Io-cosciente. Lui è convinto, infatti, che le cosiddette nazioni abbiano fatto il loro tempo. Il mondo è uno solo e chiunque dovrebbe potervi circolare liberamente…  magari sottostando ai dettami di una democratica ‘Costituzione mondiale’ ancora tutta da scrivere… 

Restano sul campo, purtroppo, tutte le contraddizioni connesse a fenomeni imponenti come le migrazioni di massa a cui stiamo assistendo, e le segrete paure che, a livello individuale, possono inquietare anche gli animi di quanti, a livello razionale, si sforzano di essere da un lato il più politically correct possibile, dall’altro anche un cincinino realistici.

Interessante, in tal senso, il commento n.1 al mio post di ieri:

“Quello che m’incuriosisce è che ci siano valanghe di persone in cui, per come difendono l’ideologia, sembra che la parte oscura coincida con quella cosciente. Già, ma vallo a sapere… E POI CHE OSCURITÀ SAREBBE?”

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25 luglio 2011

UN SEDICENTE “COMMILITONE DI CRISTO” SUL PALCOSCENICO DEL MONDO

Ci sono molti modi per impiegare le energie della giovinezza. Al biondino norvegese Breivik è venuto in mente di utilizzarle riconvertendo l’Eurabia (= Europa, secondo lui, quasi già in mano all’Islam) nell’Europa di un tempo. Come? Fondando i Commilitones Christi Templique Salomonici, una società di crociati anti-islamica.

Dubito fortemente che l’africano Cristo 

avrebbe apprezzato la compagnia di simili “commilitones”, visto che predicava l’amore su scala mondiale, anziché solo europea, ma tant’è. In un documento di 1.500 pagine pubblicato in INTERNET, redatto in inglese e intitolato “A European Declaration of Independence – 2083“, Breivik invoca “l’uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse”, nega di amare la violenza, ma ammette di ritenerla necessaria e di aspettarsi di essere ricordato come “il più grande mostro dopo la Seconda Guerra Mondiale“. In questa “aspettativa”, probabilmente, la vera molla della sua azione eclatante: la conquista del palcoscenico del mondo.

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martedì, gennaio 30, 2007

MASSIMO CACCIARI SULLA SHOAH 

«Dobbiamo guardare dentro l’abisso della Shoah perché quanto è successo non debba mai più ripetersi”, ha dichiarato il sindaco di Venezia Massimo Cacciari dal palco del teatro Goldoni il giorno della Memoria. “Per quanto si possa cercare di trovare una risposta a quanto successo, resta, comunque, un fatto storico difficilmente spiegabile. Una cosa però dev’essere chiara: non si trattò di una responsabilità esclusivamente nazista, ma fu paneuropea, perché non furono poche le complicità, nei paesi dell’est, ma anche in paesi comela Francia e la stessa Italia, che permisero l’organizzazione dello sterminio sistematico di milioni d’esseri umani».

E ha aggiunto: “La storia dell’uomo è segnata dalla lucida volontà di sterminare chi, per razza, religione o fede politica venga considerato il male da estirpare per salvare l’umanità. Proprio per evitare che ciò accada, bisogna guardarsi dall’ascoltare coloro che si fanno portatori di verità assolute. Credono di sapere dove stia il bene e dove il male, chi è il nemico e chi no, e chi viene visto come nemico dell’umanità deve essere eliminato. Ogni uomo agisce in modo politico, ma fare politica significa porsi in condizione di dialogare con l’altro, perché la politica non sta nello scontro, ma nella capacità di ascoltare chi ci sta di fronte e di accoglierne il pensiero».

Gli faceva eco, a qualche migliaio di chilometri di distanza, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, sempre nel giorno della Memoria dell’Olocausto: “Israele sparirà molto presto“.

Se in futuro, malauguratamente, dovesse verificarsi un nuovo tentativo di Shoah,  i nostri posteri non potranno più acccontentarsi, dunque, dell’aggettivo “paneuropeo”, per definire l’ambito geografico in cui dislocare le responsabilità della colpa dello stesso…

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sabato, febbraio 04, 2006

 (Arnoldo Mondadori Editore, 1989!!!)

C’È DEL MARCIO IN DANIMARCA?

Copio-incollo un paio delle “vignette danesi” che tante ire hanno suscitato nel mondo islamico:  

da http://democracyfrontline.org/blog/?p=133 

E un paio dei 91 commenti apparsi sul “Jyllands-Posten” a proposito di “Mohammed as a Cartoon Hero”:

The cartoonists certainly captured the essence of the tyranny of Islam. That Mohammad with a bomb in his head is something… and in the fourth one where Mohammad walks ahead of a donkey – are they wine bottles on the donkey? Hope they do heaps more cartoons. Remember Charlie Chaplin and Hitler? Well roll on more cartoons against the death loving suicidal barbaric cult of Islam. ” (Comment by Skylark — January 1, 2006 @ 7:02 pm )

“Please from all people in our world stop these actions, because may lead to international wars we are islamic people and our messenger not like that. he is good man. he respect all religions. please respect our religion , we will respect yours. mouhammed, issa [Jesus] and mousa [Moses] are came from our god (same origin )—i hope to see peace in all pieces of our world —usa —2006 (Comment by Marium — January 19, 2006 @ 10:14 pm )

Poi cito un passo di Carlo Brunori da “IL FANATISMO RELIGIOSO DEI ‘MARTIRI DI ALLAH’” dal sito www.nogod.it  

(Atei per la laicità dello stato) http://www.nogod.it/brunori2.htm

“… Ecco il testamento spirituale lasciato da uno dei tanti martiri di Allah, il ragazzo Sa’id Al-Hotari, prima di compiere il suo attentato suicida a Tel-Aviv :”Non esiste al mondo nulla di più grande del martirio per amore di Allah, in terra di Palestina. Urla di gioia, madre mia, distribuite i confetti, padre mio e fratello mio, perché vostro figlio è prossimo alle nozze in paradiso con una donna dagli occhi castani…”. Quest’articolo non vuole certamente “demonizzare” la lotta del popolo palestinese e la sua più che legittima aspirazione di indipendenza, né accusare di fanatismo religioso il solo mondo arabo. Infatti, questo fenomeno transculturale ha colpito, in epoche storiche diverse, tutte le religioni monoteistiche. Ripercorrendo la storia delle tre religioni discese da Abramo e cioè l’ebraica, la cristiana e la maomettana osserviamo come tutte sono state percorse da fanatismo e da intolleranze tremende. Ma, se il momento di maggior fanatismo ebraico risale all’epoca biblica (con le stragi di tutti i popoli confinanti) e quello cristiano (che ha invaso il mondo) si può datare dal medio evo fino alle rivoluzioni liberali circa, quello islamico, che sembrava essere andato in ibernazione dopo una prima ondata con le guerre sante e l’invasione di parte dell’Europa, ora purtroppo è tornato, raggiungendo picchi di inaspettata crudeltà. Purtroppo, dopo l’11 settembre l’escalation del terrore non sembra più avere limiti.”

Infine una “ultimissima” da http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200602articoli/2282girata.asp

“Anche l’ambasciata norvegese a Damasco, dopo quella danese, è stata oggi data alle fiamme da una folla di manifestanti inferociti per la pubblicazione in Norvegia e Danimarca delle vignette giudicate anti islamiche, hanno constatato dei testimoni sul posto. La rappresentanza diplomatica norvegese si trova nel quartiere di al Mezeh, a breve distanza da quella danese. Mentre l’edificio è in fiamme, la polizia in assetto antisommossa ha arginato i dimostranti, che continuano a scandire slogan bellicosi, in cui si afferma in particolare che tutte le ambasciate occidentali dovrebbero essere incendiate, perchè rappresentano «Paesi crociati». Tutti i danesi e i norvegesi devono immediatamente lasciare la Siria. È l’appello lanciato dai governi di Copenaghen e Oslo dopo che una folla di manifestanti ha dato alle fiamme le ambasciate dei due Paesi a Damasco per protestare contro la pubblicazione di vignette sull’Islam. «Chiediamo a tutti i danesi di lasciare il Paese» si legge in una nota del ministero degli Esteri di Copenaghen, «per i danesi in Siria la situazione è recentemente precipitata». 

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domenica, febbraio 05, 2006

“A tutti i giornali: pubblicatele”
di Adriano Sofri – Sergio Staino

“Che tutti i giornali europei si mettano d’accordo e scelgano uno dei prossimi giorni per uscire TUTTI INSIEME con almeno una delle vignette incriminate in prima pagina. Crediamo che questo sia un modo efficace per dimostrare ai seguaci dell’oscurantismo più reazionario che non siamo disposti a cedere le nostre convinzioni democratiche di fronte a nessuna minaccia. Invitiamo quindi gli organi professionali e le varie associazioni di categoria a promuovere questa giornata in difesa della libertà di stampa oggi così brutalmente attaccata.

Da più parti si chiede la mia opinione, in quanto noto disegnatore satirico, sul terribile attacco dell’integralismo islamico alle ormai famose vignette pubblicate su un giornale di Copenaghen. In realtà mi sto convincendo che il problema non riguardi assolutamente i limiti o non limiti della satira, ma investe globalmente la libertà di opinione e di espressione dei popoli europei. Se limitiamo la lettura di questo avvenimento ad un problema di suscettibilità verso la satira o, peggio ancora, se troviamo delle ancorché minime giustificazioni ad un simile mostruoso attacco oscurantista, rischiamo di provocare danni irreparabili alla libertà degli individui e alla libera circolazione delle loro idee. Se lasciamo passare questa feroce macchinazione senza una risposta forte rischiamo che, un domani molto prossimo, la stessa cosa possa accadere a qualunque altro giornalista, sia esso disegnatore o inviato o editorialista, eccetera.”

Discutendo di questo con Adriano Sofri, abbiamo formulato l’idea che lanciamo a tutti gli editori e direttori di tutti i giornali europei.

(da http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=IDEE&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=47213 )

Rilancio la palla: a tutti i blogger, pubblicatele!

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lunedì, febbraio 06, 2006

VALERIO NON CI STA… ANZI CI STA. 

Scrive Valerio Evangelisti:

“Carmilla non pubblicherà disegni satirici su Maometto… volete una nuova guerra mondiale? Accomodatevi! Attizzate lo scontro di religioni, fingendo che non abbia radici sociali. Scegliete pure l’inesistente (Dio, Yaveh, Allah: altrettanti termini che richiamano il sole, idolo dei primitivi ignari della complessità del cosmo) quale pretesto per fare riemergere l’istinto ferino presente nei geni dell’animale uomo. Ma non chiedete a me o a Carmilla di partecipare alla preparazione della guerra futura.”

Voglio ricordare a Valerio che, scegliendo la parola “inesistente” (anziché – chessò io? – Non Manifesto) per Allah, ha ferito comunque la sensibilità ***pelosa*** dei fondamentalisti, scandalosamente arrogandosi la stessa libertà d’opinione e d’espressione dei vignettisti danesi e di THEO VAN GOGH (vogliamo ricordarci anche di lui?):-/

Quanto alla “guerra futura”, non tema: non passerà certo per vignette e blog, ma per la solita, vecchia e violenta imbecillità umana. Comunque lo si chiami, e prendendo per buona l’ipotesi della Sua esistenza, Dio non sarà mai con i violenti, gli intolleranti e gli imbecilli. O per lo meno così voglio sentirmi LIBERO di sperare. Sarebbe troppo violento, intollerante e imbecille da parte Sua schierarsi con i violenti…

Il problema, in definitiva, non è tanto il fondamentalismo ***islamico***, quanto il fondamentalismo tout court (con annesso grido “Dio è con noi”). Dio, se c’è, è senz’altro con noi antifondamentalisti:-)

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lunedì, novembre 21, 2005

UN CONVEGNO SUI DIRITTI UMANI A VENEZIA

Sabato 19 novembre alle 9 del mattino ero già all’auditorium Santa Margherita di Venezia per la tavola rotonda conclusiva del convegno sui diritti umani. Il prof. Enzo Pace dell’università di Padova, uno dei massimi conoscitori del mondo musulmano, ha relazionato sui fermenti in atto in tale mondo e in particolare sulla volontà di contrapporre al commento tradizionale del Corano  un approccio ermeneutico riformista, teso a lasciar cadere le incrostazioni storiche più discutibili e ad essenzializzare il nucleo del messaggio. Il relatore ha ricordato il contrasto tra la “lettera” del Corano (“NON C’È COSTRIZIONE NELLA RELIGIONE” = spetta solo a Dio il giudizio e l’erogazione dei castighi per i violatori dei principi dell’Islam) e le sue distorte applicazioni giuridiche. Purtroppo la legge coranica è stata storicamente assunta come fonte assoluta del diritto, destinata quindi a prevalere su qualunque possibile carta dei diritti umani. Succede così che l’apostata, anziché vedersela solo con Allah, debba vedersela in prima battuta con la tradizione giuridica islamica , che considera l’apostasia un reato punibile anche con la pena di morte.

Secondo l’Islam – ha ricordato il prof. Pace – non esiste peccato originale; gli uomini nascono già buoni e infusi di Dio. Uscire dall’Islam significa rifiutare la propria natura, violare il patto di coesione con i membri della comunità islamica. Il Corano, in sé, prevederebbe una condanna puramente morale, il  diritto, invece, anche penale. Il prof. Pace ha imputato la discrepanza alla seconda fonte del diritto islamico, costituita da testi quali “I Detti e Fatti del Profeta”, di più incerta trasmissione rispetto al Corano, e al cosiddetto “consenso della comunità dei dotti” (= la giurisprudenza consolidata nel tempo), terza fonte del diritto. Ma l’Islam, in ogni caso, non va considerato un monolite. Al suo interno, ha ribadito il prof. Pace, esistono movimenti che si battono per restituire la prevalenza al messaggio teologico su certe “perversità” dell’applicazione giuridica (lapidazione delle adultere e via dicendo). 

Il professor GIUSEPPE GOISIS ha spostato l’attenzione sul contesto africano. Ha sottolineato l’opportunità di parlare, anziché di una sola Africa, di diverse e differenziate Afriche. Si è soffermato sulla necessità di rendere più incisivi gli interventi in favore dell’attuazione delle 4 libertà, con particolare riferimento a quelle dal bisogno e dalla paura (la paura creata intenzionalmente dall’uomo). Ha citato il rapporto di Amnesty International per il 2005 (120 milioni di DONNE sottoposte a escissione o mutilazioni profonde). Ha accennato alle “vite sospese” (bambini e bambine soldato), ai soprusi e alle prepotenze poliziesche (“il potere desidera atterrire e atterrare le coscienze”), alle colpe di certi stati definibili “predatori compassionevoli”, all’incoraggiamento del fanatismo (“Se io ho ragione, tu sei morto”), alla repressione politica, all’esercito dei disillusi, alla “petrolizzazione” dell’acqua potabile (i signori dell’acqua sono anche i signori della guerra) eccetera. Un quadro davvero sconfortante. Ma la dignità, ha detto il prof. Goisis, è il fondamento della libertà. Malgrado lo sfruttamento coloniale, l’Africa resta un paese ricco, in cui sopravvivono grandi risorse e la possibilità di arrivare a uno sviluppo endogeno (capacità di trarre da sé le risorse). Ha raccomandato un migliore monitoraggio delle istituzioni politiche, una diminuzione/cancellazione del debito, un aumento degli aiuti, la lotta alla corruzione politica e al commercio delle armi, per favorire una ricollocazione economica e politica del continente. 

“Il mondo”, ha ricordato il prof. Goisis, “sarà più SICURO solo se riuscirà a diventare PIÚ FRATERNO”. La GOVERNANCE va intesa come un bene maggiore di tutta la famiglia umana.  

Il prof. RENZO GUOLO è tornato a evidenziare le contraddizioni dell’area islamica, la divaricazione tra società civile,  regime politico e religione. “Nelle società islamiche – ha detto – non è importante che il potere sia giusto, quanto che la religione resti il potere regolatore.” Ma non ha alcun senso tentare di attivare processi di nation-building dall’alto e con la forza, senza preoccuparsi del ben più importante processo di society-building.

martedì, gennaio 03, 2006 

PREGHIAMO PER CAMILLA

 

La preghiera, come si sa, è la recitazione di una serie codificata (o anche no) di parole attraverso le quali si intende indurre la divinità, vera o presunta, all’elargizione di doni morali e/o materiali più o meno consistenti. Ebbene, la stampa di ieri riporta titoli quali:  

“Camilla omessa dalle preghiere della regina”  

[Il sacerdote anglicano che ha celebrato la messa nella chiesa di Sandrigham alla presenza di Elisabetta ha omesso il nome di Camilla dalla lista dei reali sui quali ha invocato la protezione divina. L’omissione è stata interpretata come un segno della persistente ostilità della regina verso la duchessa di Cornovaglia, soprattutto perché la settimana scorsa la stessa sovrana nel messaggio di Natale ai sudditi non aveva neppure menzionato le nozze di Carlo e Camilla.]  

Vi invito caldamente a non seguire l’esempio della regina Elisabetta e a includere il nome della cavallerizza Camilla Parker-Bowles nella lista dei reali (o, al limite, anche degli immaginari) sui quali invocate abitualmente la protezione divina:-/

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martedì, febbraio 21, 2006

In questi giorni si fa un gran parlare della pari dignità (e delle pari opportunità) di tutte le religioni del mondo (“Son tutte belle le religioni del mondo… “, si potrebbe cantare sulla falsariga di “Son tutte belle le mamme del mondo”), ma come si fa a restare seri davanti – chessò io? – alla “Chiesa dei Viventi” del Divino Otelma?

Per carità, ognuno è libero di proclamarsi Portavoce di Chi vuole – o anche Dio stesso sceso in terra a “miracol mostrare”- e di accalappiare tutti i proseliti che gli riesce… ma… ma…

Vabbè, mi fermo qui. Non vorrei incorrere nella Maledizione Eterna del divino Marco Amleto Belelli…

Vi copio-incollo, però, la seguente SCHEDA: “Il Divino Otelma e la Chiesa dei Viventi”, (da http://www.cesnur.org/religioni_italia/n/neo_paganesimo_08.htm )

Marco Amleto Belelli, nato a Genova nel 1949, si laurea in Scienze politiche presso l’Università della sua città natale (nel 2003 si aggiungerà una laurea in Storia), vince una borsa di studio del Ministero degli Esteri che gli consente di studiare presso l’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) di Milano conseguendo nel 1977 il relativo diploma e milita nel Partito Radicale, dove nel 1986 anima una corrente alternativa a Marco Pannella. All’epoca ha già tuttavia intrapreso anche una carriera di mago a pagamento: un’attività allora non ancora regolata da leggi, e per cui è condannato definitivamente per evasione fiscale nello stesso anno 1986 (modificata la legislazione in materia, la sentenza di condanna sarà revocata con ordinanza del Tribunale di Trieste del 15 ottobre 2005). Un successivo episodio, del 1987-1988, aggiungerà una condanna, confermata dalla Corte d’Appello di Trieste, per circonvenzione d’incapace. Ma con il nome di Mago Otelma (più tardi Divino Otelma), Belelli è ormai un personaggio familiare a molti italiani: vestito di un abito d’argento con una mitria episcopale diventa ospite prima occasionale e poi quasi fisso di talk show televisivi, dal Maurizio Costanzo Show a Porta a porta.

Dopo un’ulteriore escursione nella politica – con la fondazione del partito Europa 2000, che chiede l’abolizione della legge Merlin sulla prostituzione – Belelli decide di trasformare le sue attività di mago a pagamento (e ospite professionale di talk show: “Noi –afferma – andiamo solo dove siamo pagati”) nella creazione di una serie di realtà che radunino la sua clientela: l’Ordine Teurgico di Elios e la Chiesa dei Viventi.

Dogma centrale di queste organizzazioni è che Belelli stesso, Otelma, è Dio, più volte reincarnato sulla Terra tra l’altro come sacerdote romano custode dei Libri sibillini, sacerdote in Atlantide, faraona (donna) d’Egitto, e ora riapparso per assicurare la felicità ai seguaci nella vita presente e nelle prossime reincarnazioni.

Otelma ha acquistato notorietà – e certamente anche alzato l’audience delle sue apparizioni televisive – con i suoi attacchi alla Chiesa cattolica e al Papa, di cui dice: “Egli è persuaso di essere il Vicario di Dio. A noi non risulta perché, se lo fosse, ovviamente lo sapremmo“.

Nella stessa intervista concessa nel 2003 al giornalista Stefano Lorenzetto per il quotidiano il Giornale – e “indossata” dalla sua organizzazione in quanto pubblicata sul sito Internet ufficiale –, Otelma definiva la Chiesa dei Viventi “una chiesa simbiotica che riunisce i principi della magia e della religione” e affermava che “già raccoglie 20mila fedeli e farà sparire e ridimensionerà tutti gli altri culti”. La cifra appare assolutamente fantastica. È più probabile che i fedeli, ammesso che esistano, siano qualche decina. In effetti, le pretese outrées di Otelma hanno lo scopo precipuo di farsi notare, aumentando la sua clientela di mago a pagamento e gli ingaggi televisivi. Il fenomeno Otelma ha un interesse sociologico solo perché costituisce l’ennesima prova di come la televisione possa fare conoscere a un numero straordinariamente elevato di persone realtà che sono in verità minuscole o esistono principalmente sulla carta.

B.: Marco Belelli, con il nome Il Divino Otelma, ha pubblicato Il Libro dei Segreti, Il Basilisco, Genova 1984; Il Libro di Orion o del Domani Perfetto, Il Basilisco, Genova 1985; Magia, Il Basilisco, Ovada (Alessandria) 1993; La magia del terzo millennio, L’Airone, Roma 2000.

Chiesa dei Viventi
Per informazioni: Divino Otelma
Casella Postale 81471
Via Vallechiara
16125 Genova

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martedì, settembre 19, 2006

AN’ VEDI QUESTI!!!

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IL MIO DIO È PIÙ FIGO DEL TUO!

Mi sono distratto un attimo e ho subito perso qualcosa: il discorso di Ratzinger a Ratisbona. Per fortuna in RETE c’è sempre TUTTO e così ho potuto recuperare il passo che tanto ha fatto incazzare i gruppi islamici più prevedibilmente incazzosi. Eccolo: 

“Recentemente lessi la parte edita dal professore Theodore Khoury (Münster) del dialogo che il dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d’inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue… [cut] : “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”. L’imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell’anima. “Dio non si compiace del sangue; non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell’anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un’anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte… “

(da http://www.panorama.it/italia/vaticano/articolo/ix1-A020001037929/idpag1-1 ) 

La reazione di Altan nella sua vignetta su Repubblica di domenica 17 settembre, è stata quella di raffigurare due alti prelati intenti al seguente scambio di battute. Il primo dice: “La bimillenaria prudenza della chiesa… “. E l’altro: “Camminare sulle uova con i piedi di piombo”.

Meno ironico e sfumato il messaggio al Papa di certi GRUPPI ARMATI IRACHENI, riportato ieri dalla stampa:

“Sappi che i soldati di Maometto verranno presto o tardi a scuotere il tuo trono dalle fondamenta del tuo Stato.” 

E Scalfari, sempre su Repubblica del 17 settembre:

A Ratisbona Benedetto XVI ha adombrato una terribile verità: non c’è un solo Dio. Più che di una verità si tratta di una constatazione, anzi di un fatto accertato. Ogni uomo che creda in Dio ne ha un’immagine che non è la stessa di quella di un altro suo consimile, non è la stessa che quella persona può avere avuto in passato né la stessa di quella che potrà avere in futuro, non è la stessa che nelle diverse epoche e nei diversi luoghi i suoi simili hanno avuto e potranno avere. Terribile constatazione poiché constata, appunto, che l’immagine del Creatore non è oggettiva ma soggettiva, come del resto lo sono tutte le immagini. Terribile perché la Chiesa cattolica si fonda sul presupposto d’un magistero cui Dio stesso (suo Figlio) ha affidato la testimonianza e la custodia della sua immagine. Sicché riconoscere che ogni fedele ha la propria indipendentemente dal magistero episcopale e dalla sua intermediazione, rischia di minare alla base la sruttura apostolica e gerarchica della Chiesa di Roma…”

(Altro che Dio Uno e Trino. Più pirandellianamente: Uno, Nessuno, Centomila!:- /)

Googlando qua e là ho poi beccato il seguente commento su canisciolti.it:

“Come si faccia ad accusare l’Islam di usare la spada e non fare lo stesso con il cristiano Bush che pratica e riconosce solo il linguaggio della forza e manovra a suo piacimento il più potente e costoso esercito del mondo, è cosa che sfugge alla ragione e solo i preti sono in grado di mistificare i fatti fino a questo punto. Un altro aspetto che mi lascia stupito è il fatto che il Papa abbandoni la tradizionale prudenza e diplomazia, e trascini la Chiesa a marcare la differenza con l’Islam, senza tener conto che fino all’altro ieri, con Giovanni Paolo 2°, si parlava di ecumenismo e di dialogo fra le grandi religioni monoteiste. Tra l’altro questo accusare l’Islam di usare la spada sarà pure vero, ma da che pulpito viene la predica, e si dà l’opportunità ai musulmani di ricordare che la Chiesa ha usato la spada spesso e volentieri, dalle Crociate alla partecipazione attiva al colonialismo, partito proprio dalla cattolicissima Spagna, che in America Latina ottenne conversioni forzate di quelle popolazioni con torture e massacri, passando per le guerre di religione in Europa e la Santa Inquisizione, fino all’attuale legittimazione della politica e delle tesi di Bush. Un altro errore del “pastore tedesco”, che a me sembra madornale, è quello di non riconoscere l’evidenza che la crisi mediorientale in atto non è originata da una frizione tra ideologie religiose, ma dal desiderio Usa, e dei suoi ormai pochi amici, di mantenere l’egemonia sulla più grande area petrolifera del mondo, e che l’Islam fa solo da collante ad una resistenza dei musulmani contro il colonialismo occidentale e cristiano.”

Da http://www.canisciolti.info/modules.php?name=News&file=article&sid=15408

Insomma, come al solito hanno ragione un po’ tutti, ma a me ‘ste contrapposizioni solo in apparenza religiose (“il mio dio è più figo del tuo e vuole più bene a me che a te, tanto da autorizzarmi a sottometterti o persino ad  ucciderti“), in realtà incardinate sul POTERE,  cominciano a rompere abbastanza le balle, non fosse che, in nome di Dio, interi popoli sono sempre pronti a darsele di santa ragione. 

Ma la cosa più buffa, ogni volta che si parla di Islam, è che mi viene automatico perdere di vista il problema centrale e svicolare su un giochino collaterale, una sorta di prova di memoria: “Vediamo – mi dico – se mi sono di nuovo dimenticato la differenza tra sciiti e sunniti” (la ripasso ogni volta invano). Niente da fare. Puntuale nebbiolina in testa.

Così devo googlare per soccorso sul sito “Il cassetto” (www.ilcassetto.it) e ripassare…

“Alle origini dello scisma. Il profeta Maometto muore nel 632, senza eredi maschi e senza aver designato un successore. Alì è il cugino di Maometto e sposo di sua figlia Fatima. Tra i musulmani si apre la lotta alla successione. La maggioranza di loro (sunniti, da sunna, tradizione) crede che sia necessario individuare nella comunità il vicario (in arabo khalifa, da cui califfo) di Maometto. Un piccolo gruppo di musulmani (shi’ ah, da cui sciiti, significa partito) crede invece che la guida dell’Islam spetti ad Alì, unico rappresentante della famiglia del Profeta. Alì (proclamato Imam, originariamente “colui che guida la preghiera”) rimane al potere per soli cinque anni, finché non viene ucciso in un agguato. I suoi due figli Hassan e Hussein moriranno in battaglia. Nei secoli successivi il potere rimane nelle mani delle dinastie sunnite degli Omayyadi, poi degli Abassidi e infine degli Ottomani. Il califfato diventa una monarchia ereditaria. Gli sciiti passano all’opposizione.

Differenze dai sunniti. Da un punto di vista dottrinario, le differenze tra sunniti e sciiti sono non tanto teologiche quanto epistemologiche. Mentre i sunniti hanno enfatizzato l’interpretazione testuale delle scritture e la loro applicazione giuridica, gli sciiti hanno optato per un’interpretazione simbolica del Corano alla ricerca della verità della fede. Per questo gli sciiti sono accusati dai sunniti di aver introdotto la filosofia all’interno del messaggio divino che, secondo loro, non avrebbe alcun bisogno di essere razionalizzato.”

(http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=21 ),

Riepilogando:

SUNNITI = ortodossi seguaci della Sunna, raccolta di precetti, regole e leggende che costituiscono l’insegnamento orale di Maometto, dei suoi compagni e dei primi quattro califfi. I sunniti sostengono che solo questi sono i legittimi successori di Maometto.

SCIITI = riconoscono soltanto Alì e i suoi discendenti (Alidi) come legittimi califfi.

(Me ne ricorderò? Ne dubito fortemente. Tra qualche ora sarò punto e daccapo… )

(Una vignetta di Al Jazeera riportata da www.repubblica.it )

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Martedì, aprile 25, 2006

LA CIVILTA’ E’ UNA FIBRA SOTTILE

Ricorda Hans Magnus Enzensberger nel saggio appena uscito per i tipi dell’editore Suhrkamp. Copio-incollo la sintesi di Andrea Tarquini apparsa su ‘la Repubblica’ di ieri:

“I terroristi suicidi dell’integralismo islamico rispondono a una particolare tipologia criminale: sono uomini che si sentono dei perdenti senza appello, degli sconfitti radicali. Il perdente è una figura della nostra epoca. Non un semplice perdente, uno dei tanti sconfitti dalla società capitalistica con la sua logica competitiva. No: il perdente radicale si sente perdente e basta, senza appello. Perde così l’istinto di conservazione, come accade ai suicidi. La sua è innanzitutto una metamorfosi interiore: si trasforma nel terrorista ‘dormiente’. La sua esteriorità non tradisce nulla, ma nell’animo egli aspetta il momento del sanguinoso regolamento dei conti. Nell’animo del perdente radicale agisce una miscela esplosiva di VOGLIA DI DISTRUZIONE E DI AUTODISTRUZIONE, di aggressione e di autosuggestione. Il perdente radicale raggiunge il massimo del suo potenziale distruttivo quando si unisce a un’entità collettiva che condivide la sua voglia di totale annientamento. Tale spinta maniacale alla distruzione e all’autodistruzione, secondo l’intellettuale tedesco, ebbe il suo esempio più spaventoso nel nazismo. Oggi, le società arabe forniscono un nuovo sfondo al perdente radicale. Al loro interno è infatti diffusa la sensazione di essere società perdenti sulla scena mondiale. Una sensazione unita alla convinzione che la colpa di questa sconfitta ricada su altri, per lo più sull’Occidente. La colpa della sconfitta assegnata agli altri consente di adagiarsi comodi nello status di perdenti radicali. E il terrorismo islamico porta la condizione del perdente radicale alle sue devastanti estreme conseguenze. Perché punta a trasformare in perdente anche tutto il resto del mondo. La realtà del terrorista anti-occidentale quale crimninale tipologizzato sembra indurre Enzensberger a lanciare ancra una volta uno dei suoi moniti contro le illusioni del nostro tempo. Tra queste, anche la certezza dell’impulso e della forza trainante della civiltà, perché la civiltà è una fibra sottile. Al di sotto della quale si agitano le inesauribili energie della Distruzione.”

(E’ evidente che la figura di Bush corrisponde solo in parte alla tipologia delineata da Enzensberger, non miscelandosi la sua smisurata VOGLIA DI DISTRUZIONE all’altra pur necessaria componente: la ‘voglia di autodistruzione’).

[Immagine da http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/04_Aprile/25/olimpio.shtml]

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Sabato, aprile 22, 2006

Ratzinger e la letteratura di genere 

LETTERATURA DI GENERE: LA FANTARELIGIONE

“Nel 1978 uscì un’antologia di racconti pubblicata da Urania, la celebre rivista di fantascienza. Essi avevano tutti come denominatore comune la religione, o meglio, la fantareligione. Già nel 1974 aveva fatto scalpore il racconto di Robert Silverberg “Buone notizie dal Vaticano” nel quale un futuro conclave aveva eletto papa un computer. La seconda raccolta di racconti uscita quattro anni dopo riprendeva il tema senza creare scandalo. Ma la notizia dov’è? Nel titolo. La raccolta si intitolava “Il dilemma di Benedetto XVI“, lo stesso nome del papa attuale. Che i curatori della rivista di trent’anni fa abbiano avuto una premonizione, o che Ratzinger sia stato in passato un lettore di SF?”

(dal numero di aprile 2006 della rivista “Andersen”)

Giuseppe Genna, invece, nel 2005 ebbe una post-monizione.

La riporto come esca per Iannozzi:- )

“Il nuovo Papa parla e dice: “Vi amo”. Dice: “Amo”. Mistero dell’amore. La folla lo investe con un nuovo carisma e lui scioglie le membra e si trasforma. Diventa beanza. Nessuno nella piazza, duecentomila persone, capisce cosa significhi: “Amo”. E’ oltre le equazioni. Non riescono a definirlo, a contrarlo in forma. Colui che mi ama non pronuncia le mie parole: le osserva. Il Papa Benedetto solleva la mano nella gratitudine che invita… ” (“L’anno luce“, p. 250)

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19 commenti
  1. Un florilegio formidabile. (Non dico “imho” perché non mi piacciono gli acronimi.)
    Con tutta ‘sta roba, e quella che verrà, si potrebbe davvero fare un libro.

  2. @paolo. grazie mille. sei sempre generosissimo con me, peccato tu non abbia una casa editrice:-)

  3. Venticinque anni fa me ne venne una gran voglia: fu dopo un sogno che ancora ricordo (l’unico sogno di cui conservo memoria dopo tanto tempo) in cui ero diventato editore e lavoravo all’interno della mia redazione.
    Fu un colpo di fulmine micidiale, che non mi so spiegare. Ancora oggi mi chiedo perché mai non mi sono venute altre vocazioni, che so, la pittura, o il gioco del calcio, o qualche altra cosa: sarebbe stato molto più sensato.

  4. Io ho fatto di peggio. Sono passato dal sogno alla realtà, con le mitiche Edizioni Libri Molto Speciali:
    http://librimoltospeciali.wordpress.com/

    Purtroppo, come cantava Alberto Sordi nel film “Polvere di stelle”, mi sono sentito dire: “Ma ‘n do vai, se il budget giusto non ce l’hai? Bel veneziano, attaccati a ‘sto banano…”.

    Dove si dimostra che lo SCOGLIO (della promo-distribuzione) può ARGINARE IL MARE (del desiderio di giocare all’editore)*-°

    Comunque tu sei ancora giovane. Vinci un miliardo e affrettati a realizzare il tuo desiderio.

  5. diait permalink

    fammi avere un file per ogni “capitolo” e ti ci esco un wordle
    (per la versione online)

  6. Sai che ho capito niente del punto a cui vorresti averi con questo copia & incolla di post vecchi commisti a pezzi nuovi (forse!). Preferivo il buon vecchio cazzeggi!

    In ogni modo non credo che sia Beppe Grillo il problema. E’ che la sua vittoria ha dato fastidio a tutte le fazioni politiche, fascisti e stalinisti compresi che io metto sullo stesso piano.

    Lasciamo perdere evange: fosse per lui… lasciamo perdere che è meglio.

  7. @diait. che cos’è un wordle? che vantaggio ne avrei? cmq grazie.

    @iannozzi. ti rimando a http://lucioangelini.wordpress.com/2012/04/28/nel-nome-di-charlotte/

    qui mi sto solo antologizzando per cluster tematici. è un altro tipo di operazione, benché sempre nell’ambito del volontariato culturale non richiesto:-)

  8. diait permalink

    è quello che ho fatto per il tuo pezzo su genna. E’ ottimo per i cluster tematici, perché funziona per ricorrenza parole: quanto più ricorre una parola, quanto più grande compare nel wordle. Un po’ come una tag cloud. Può contenere anche 40mila parole e oltre, ma sceli tu quante inserirne. Forse la cosa migliore è fare un file word con tutti i bocl e poi wordlizzare quello dandogli un max parole,che so, di 10mila, così si ha un’idea visuale di massima degli argomenti di cui si parla.

  9. Buona idea. Aspettiamo di arrivare alla conclusione di questo “CENTO COLPI DI BLOG PRIMA DI INIZIARE LA GIORNATA”:-)

  10. @pirulix. contributo interessantissimo. presto un cluster tutto su king:-)

  11. diait permalink

    bellissima, pirulix, te la rubo. Dice una cosa vera, però non so bene come inquadrarla con le recenti “scoperte” delel neuroscienze (vedi neuroni specchio e altro) secondo cui saremmo programmati per la collabrazione e l’empatia più che per l’ostilità e la reciproca aggressione. Visto che siamo animali sociali, prole inetta per lunghi anni e quindi bisognosi di farci accettare e aiutare a sopravvivere. Insomma la strategia evolutivamente stabile sembra “fai squadra se no sei fregato”.

    scusa, lucio, non ho ancora avuto il tempo di leggere il thread sulal religione. Ma faròllo.

    • Beh, diait, King fa questa considerazione nell’ambito di una novella, narrata in prima persona, in cui un gruppo di persone si trovano a fronteggiare una situazione al limite rifugiati in un supermercato…
      The Mist è una storia dei primi anni ottanta del secolo scorso.

  12. diait permalink

    ah, ecco. Quindi è una battuta pronunciata da uno dei suoi personaggi. In condizioni limite.

  13. Nice post. I learn something new and challenging
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