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BOCL N. 34 (BLOG E BLOOK 2.)

15 giugno 2012

(Roberto Saviano)

Sabato, ottobre 14, 2006

CON ROBERTO SAVIANO

Il 18 maggio ultimo scorso, tra i commenti al pezzo “DAI BLOG AL BOOK. E CHE BOOK!!!” (“Roberto Saviano a Gomorra”), trovai il seguente, laconico: 

“grazie Lucio, per le belle parole. Rs” (18 Maggio 2006 – 09:10 ) 

Risposi: 

“Grazie a te per quello che fai! Tutta la mia ammirazione. Un abbraccio.” (18 Maggio 2006 – 12:07) 

Ripropongo ora il POST di giovedì 25 maggio 2006

«COMANDARE LE PAROLE, COMANDARE LE COSE»

“… Mio padre adorava Giovanni Paolo II, il fascino di quell’uomo che faceva baciare a tutti la sua mano lo esaltava. Come era riuscito senza palesi ricatti e chiare strategie a raggiungere quel potere immenso d’ascolto, lo intrigava. Tutti i potenti si inginocchiavano davanti a lui. Per mio padre questo bastava per ammirare un uomo.”  

***

“Robbe’, cos’è un uomo senza laurea e con la pistola?”

“Uno stronzo con la pistola.”

“Bravo. Cos’è un uomo con la laurea senza pistola?”

“Uno stronzo con la laurea…”

“Bravo. Cos’è un uomo con la laurea e con la pistola?”

“Un uomo, papà!”

“Bravo, Robertino!”

***

“Quando andavamo a mangiare fuori, nei ristoranti si sentiva infastidito dal fatto che spesso i camerieri servivano, anche se entravano un’ora dopo di noi, alcuni personaggi della zona. I boss sedevano e dopo pochi minuti ricevevano tutto il pranzo. Mio padre li salutava. Ma tra i denti strideva la voglia di avere il loro medesimo rispetto. Rispetto che consisteva nel generare eguale invidia di potenza, eguale timore, medesima ricchezza. ‘Li vedi quelli. Sono loro che comandano veramente. Sono loro che decidono tutto! C’è chi comanda le parole e chi comanda le cose. Tu devi capire chi comanda le cose, e fingere di credere a chi comanda le parole. Comanda veramente solo chi comanda le cose.'”

***

“… La dittatura di un uomo nei clan è sempre a breve termine, se il potere di un boss durasse a lungo farebbe levitare i prezzi, inizierebbe a monopolizzare i mercati irrigidendoli, investirebbe sempre negli stessi spazi di mercato non esplorandone di nuovi. Invece che divenire un valore aggiunto all’economia criminale diverrebbe ostacolo agli affari. E allora appena un boss raggiunge il potere, dopo poco emergeranno nuove figure pronte a prenderne il posto con la volontà di espandersi e camminare sulle spalle dei giganti che loro stessi hanno contribuito a creare… In questo senso ogni arresto, ogni maxiprocesso, sembra piuttosto un modo per avvicendare capi, per interrompere fasi, piuttosto che un’azione capace di distruggere un sistema di cose.”

***

“Andai sulla tomba di Pasolini non per un omaggio, neanche per una celebrazione. Pier Paolo Pasolini. Il nome uno e trino, come diceva Caproni, non è il mio santino laico, né un Cristo letterario. Mi andava di trovare un posto. Un posto dove fosse ancora possibile riflettere senza vergogna sulla possibilità della parola. La possibilità di scrivere dei meccanismi del potere, al di là delle storie, oltre i dettagli. Riflettere se era ancora possibile fare i nomi, a uno a uno, indicare i visi, spogliare i corpi dei reati e renderli elementi dell’ architettura dell’autorità. Se era ancora possibile inseguire come porci da tartufo le dinamiche del reale, l’affermazione dei poteri, senza metafore, senza mediazioni, con la sola lama della scrittura… [cut] mi avvicinai a questo quadrato con al centro due lastre di marmo bianco, piccole, e vidi la tomba. ‘Pier Paolo Pasolini (1922-1975)’. Al fianco, poco più in là, quella della madre. Mi sembrò di essere meno solo, e lì iniziai a biascicare la mia rabbia, con i pugni stretti sino a far entrare le unghie nella carne del palmo. Iniziai a articolare il mio io so, l’io so del mio tempo. Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Io so. Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra. Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesi di montagna. Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. Io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora può valere quando sussurra: ‘È falso’ all’orecchio di chi ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere. La verità è parziale, in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica. Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità.”

(Da “GOMORRA“, di Roberto Saviano) 

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Mercoledì, febbraio 21, 2007

MERCOLEDÌ DELLE CENERI

MEMENTO, BLOGGER, QUIA PULVIS ES ET IN PULVEREM REVERTERIS…

Ecco, per esempio, cosa resterà di anni e anni di LIPPERATURA

Ed ecco cosa resterà della Wumingfoundation (sopra) e della BLOGOSFERA tutta (qui sotto):

Ciao, ragazzi. E buon mercoledì delle ceneri.

Commenti al post: MERCOLEDÌ DELLE CENERI

21/02/2007 08:14

#1 GajaC

GajaC

Allegria, amici! MEMENTO MORE! Ma anche bionde, o rosse o… (acc.. sei di umore funebre, eh?) :)) Non potevi limitarti a postare un posacenere pieno di cenere, no? 🙂

 
21/02/2007 10:47

#2 kinglear

kinglear

Vabbe’, finché son loro a finire così, polvere o meno, sai che me ne frega.

 
21/02/2007 11:43

#3 letturalenta

letturalenta

Armand Jean Le Bouthillier de Rancé te fa ‘na pippa, te fa…

 
21/02/2007 11:46

#4 MariaStrofa

MariaStrofa
Lucio, fumus in fabula. Lo sapevi che Ceronetti ha tradotto con la parola “fumo” il Qoeleth? (adelphi) che cosa ne pensi, visto che io e te siamo grandi estimatori di questo brano sublime? 
 
21/02/2007 12:08

#5 Lioa

Lioa

Luca, dunque conosci ll’Abbé Tempête. Bene bene. Altro che cazzeggiare nei blog: il buon monaco trappista ogni giorno si prepara la fossa nel cimitero interno del monastero, scostando una manciata di terra: raggiunge la felicità massima al momento della morte quando, attorno al moribondo, i confratelli intonano canti ed inni di gaudio. Infine, viene sepolto senza cassa, calando il cappuccio sul viso. Iannozzi potrebbe farci un pensierino.
@ Maria. Ceronetti, come ben sai, canticchiava sempre “Smoke gets in your eyes”, prima di iniziare a tradurre…

 
21/02/2007 12:35

#6 letturalenta

letturalenta

No, io non lo conosco, ma google sì 🙂

 
21/02/2007 13:23

#7 Lioa

Lioa

Certo, wikipedia. Per abbreviare i tempi:- )

 
23/02/2007 11:39

 #8 PaoloFerrucci

PaoloFerrucci

Ho sempre avuto un debole per i teschi e gli scheletri!

ciao

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Martedì, maggio 01, 2007

PROPOSTA INDECENTE A WM3

(Valter Binaghi)

Oggi la butto sul pettegolezzo erotico. Dunque:

Luigi Mascheroni ha inserito Valter Binaghi tra i Sette Autori Più Promettenti per il futuro riscatto delle patrie lettere, “cavalieri senza Moccia e senza paura”.

[“A costo di irritare scrittori, lettori e critici – militanti o smobilitati che siano – noi vogliamo scommettere su un gruppo di autori giovani (editorialmente, non anagraficamente) i quali, uno: sanno non solo raccontare il mondo in cui viviamo, ma provano addirittura a dargli una forma (la lingua) e un contenuto (la sostanza).“]

Questa la scheda allegata all’articolo del Domenicale, ripreso qui:

http://satisfiction.blog.kataweb.it/satisfiction/

“Valter Binaghi, 49 anni, ieri irregolare e contestatario militante dell’autonomia fricchettona (“Sono cresciuto in mezzo a due generazioni, la sessantottina e la settantasettina, quelle del Vogliamo tutto e subito, quelle del principio di piacere contro il principio di realtà, quelle che mangiavano pane e Marcuse a pranzo e pane e Baudrillard a cena…”) oggi compassato insegnante di storia e filosofia nei licei dell’Altomilanese, gli stessi luoghi dove ha ambientato I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti cronista padano (Sironi), ottimo romanzo di genere (meglio: de-genere, nel senso che con i generi ci gioca e li scavalca) uscito con l’imprimatur di Giulio Mozzi, editor di Sironi, e di Tullio Avoledo, scrittore del quale Binaghi è in qualche modo, anche qui, fratello de-genere.  In passato, oltre a firmare su Re Nudo e tradurre per primo in Italia le canzoni dei Pink Floyd, ha scritto Robinia Blues (Flaccovio, 2004) e La porta degli Innocenti (Flaccovio, 2005). Binaghi scrive – come si dice – con stile, sa intrecciare e sciogliere una trama e sa qual è la differenza tra letteratura e intrattenimento, senza confondere i piani. Pratica il “genere”, ma la sua è una produzione artigianale. Come le gelaterie: ce sono moltissime in giro, ma solo due e tre sanno fare il gelato buono.”

Fermiamoci sull’aggettivo COMPASSATO.  Ebbene, ai visitatori di Lipperatura non è apparso esattamente tale, a dire il vero. Nei commenti al post “Inquietudini: aggiornamenti” del 28 aprile scorso

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/04/inquietudini_ag.html#comments

dopo uno scambio di salaci battute con il rissoso, irascibile Luca Di Meo dei non più anonimi Wu Ming (= WM3, per la precisione), gli ha addirittura indirizzato la sfida:

“@wm3
Mettiti a 90 gradi che provvediamo”

Scritto da: valter binaghi | 30/04/07 a 14:46

La Lipperini, esterrefatta, è intervenuta con un secco:

“Basta così. Subito.”

E appena un certo Curioso ha commentato:

“Ma che, se volevano inculà?”
Scritto da: Curioso | 30/04/07 a 15:05

gli ha cancellato il messaggio.

Non si sa se in privato WM3 abbia raccolto la PROPOSTA INDECENTE di Binaghi. Ufficialmente, almeno finora, no.

In ogni caso:

Lavoratori delle Patrie Lettere, buon Primo Maggio a tutti!

(Immagine da http://www.darioflaccovio.it/images/db.php?tipo=autore_foto&id=95 )

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Giovedì, giugno 14, 2007

CORNELIA LIPPA DIFENDE I SUOI GIOIELLI

(La matrona romana Cornelia Lippa)

Cornelia Lippa, madre di Roberto, Valerio e Biondillo Gracco, fu una donna coltissima e di animo forte. Si racconta che un giorno, a una matrona che ostentava le sue pietre preziose, scandì chiaro e forte: “Ecco i miei gioielli“, mostrando i suoi figli.

Un altro giorno, suo figlio Biondillo Gracco, che si piccava di essere un autorevole scrittore, osò inviare una lettera all’altezzoso tribuno Vittorio, di cui tutti temevano gli sgarbi, perché gli procurasse finanziamenti per la manifestazione culturale “Biblioteca in giardino”, in cui era stato casualmente invitato a fare sfoggio di sé soprattutto come pianta grassa:

Le parlo non come scrittore ma come cittadino…”

Cornelia Lippa, commossa e fiera, la fece incidere nel proprio pubblico bloggo marmoreo. Si levarono voci di protesta, fra cui quella dell’invidioso Dario Borso:

“Sembra la lettera di una drag queen. Sarebbe stata perfetta se fosse stata firmata: Biondillette”

Cornelia Lippa, indignata, reagì:

“Borso, ti chiedo cortesemente di commentare, d’ora in poi, altrove” [Formula educata del più plebeo ‘Levati dai coglioni e vaffanculo’, n.d.r.].

In età più tarda le fu eretta una statua nel Foro romano con l’epigrafe “Cornelia Lippa, madre dei Gracchi“.

[I dettagli qui:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/06/i_dubbi_di_bion.html#comments ]

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Venerdì, giugno 08, 2007

Il 5 luglio 2005 pubblicai su questo spettabile blog la seguente poesia:

IL BACIO

E finalmente
i palpitanti orli
delle fessure
d’ingresso
dei loro
tubi
digerenti
aderirono
saldamente
nella luce
purpurea
del crepuscolo

Un certo Daniele commentò: “Complimenti per la somma poetica! Sei il solito rigurgito gastrointestinale di romanticismo… ”

Vediamo se, a distanza di due anni, i miei versi commuovono ancora:- )

E a proposito di versi, c’è una bella poesia di Tashtego nel suo blog:

si intitola “Il cazzone“. Comincia così:

 

Il cazzone sta seduto

Col gessato nerboruto

Palestrato… [cut]

Con il pacco bene in vista

Luma attorno senza sosta…

Il resto qui:

http://www.tashtego.splinder.com/post/12545743#comment

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Venerdì, agosto 31, 2007

DI CHE REGGIMENTO SIETE, FRATELLI? PAROLA TREMANTE NELLA NOTTE…

(Franz Krauspenhaar)

La poesia e lo spirito – http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/ – è un blog collettivo nato dall’esigenza di “dare vita a una cultura dell’incontro ***fraterno*** e della solidarietà”. Non tutti i suoi contributori, però, pare intendano l’aggettivo “fraterno” nello stesso modo, forse perché ci sono fratelli e fratelli. Si pensi, ad esempio, a Caino e Abele:- ).

Vediamo alcuni commenti al post di Gaja di ieri “Tougher than the rest”, con il testo dell’omonima canzone di Bruce Springsteen e il tormentone:

Well if you’re looking for love,/honey, I’m tougher than the rest”

(“Se è l’amore che cerchi, tesoro, io sono più duro degli altri”).

 1. Lucio Angelini  

  Te sei sprecata! Ce potevi pure postà no straccetto de traduzzzione, no?
Mica so ‘ttutti traduttori come noi:- /

  2. Gaja 

  Brus è poesia pura anche – soprattutto – in lingua origgginale.  (e vedrai
i prossimi miei post, allora!)

  3. franz krauspenhaar
    Perché? Si capisce tutto. Non capisco l’appunto (grave, a mio parere, ma celato dietro al finto sorrisetto).

  4. Carla 

 carissima Gaja, tradurla potresti? abbràccioti.  carla

  5.. Lucio Angelini 

  FK. Subito contraddetto dalla pur fida Carla.
  P.S. Finta sarà tua nonna:- /

  7. fk  

  Sei finto, Angelini. Non mi sei mai piaciuto.

   9. Lucio Angelini 

   FK. Lo so da un pezzo. E figurati se mi piaci tu. Quando Giulio Mozzi mi cooptò per Vibrisselibri osservasti (in Nazione Indiana): “Come faccio a ricordare le tue stronzate, Lucio? Sono così tante e talmente grosse che la mia mente le seleziona immediatamente per la pattumiera. Tu sei uno dei tanti esempi di come scassare la minchia al prossimo in questo paese paghi. Tu hai scassato la minchia a tutti e ora ti sei fatto il tuo tornaconto [leggi: sei stato nominato coordinatore del comitato di lettura di Vibrisselibri, n.d.r.] franz krauspenhaar.”

   10. fk 

   oddìo, tira fuori i dossier! come non detto, tante belle cose a lei e a tutti i suoi cari.  Comunque confermo parola per parola. Nel caso pensassi che ho cambiato idea. No. Tutto uguale. Con te non si può sbagliare.

  12.  fabrizio centofanti  

   pomeriggio rovente: boni, state, boni:-)

  13. Lucio Angelini  

   FK. Tesoro, per fortuna questa è solo la tua opinione. Mediocre uomo. Mediocre scrittore.

  14. fk       

  Detto da te lo prendo come un complimento. E mi fermo qui per amicizia verso Fabrizio.

  15.  fabry2007  

    grazie!

  16. Lucio Angelini  

   Ma no. Cacciami pure dal blog. In fondo mi hai invitato a parteciparvi solo da poco. Tu chiamale, se vuoi, contraddizio-o-o-o-oni.

   20.  fabry2007  

   basta che non mi toccate il grande Franz.

   22.. fk  

   Ho cambiato idea, Angelini. E ho fatto bene.

  25. Lucio Angelini  

  Ma no, tranquillo, Fabry. Ti toccano solo il piccolo angelini.
  
  28.  fabry2007 
  gooooong!
  fine primo e ultimo round.
  ora passa la ragazza.

  29. Lucio Angelini  

  FK. So bene ***quanto sinceramente*** tieni a “dare vita a una cultura dell’incontro fraterno e della solidarietà”.

  30. Carla  

   siete fortissimi! peccato che devo andare. saludos e besos. carlita

  31. fk  

   Certo che ci tengo. Tu fai dell’ironia, perché non sai fare altro. Sei caricato a molla, sull’ironia. Ma è così. Ciao ciao.

  32. Lucio Angelini  

  FK. Vatti a fare un giro, va’. Per oggi hai sboronato a sufficienza.

  35. Gaja  

   Però, Lucio, scusami, non sono d’accordo con il “mediocre uomo” e “mediocre scrittore”. Non sono d’accordo per niente. Che senso ha? Possiamo riportare la discussione sui temi a noi più consoni? Tipo Bruce e la sua canzone (di cui ho, per l’appunto, postato una velocissima traduzione)?

  37. Lucio Angelini  

   Gaja. Vabbè. Facciamo “discontinuo nell’impegno e nei risultati” e non se ne parli più. OK?

  43. fk  

  Angelini, fattelo tu un giro, e parecchio largo. Diciamo che se non torni
è meglio.

  47. Lucio Angelini  

  FK. Yawn. È la frase che dici a chiunque non ti adori. Ma se sei pronto per l’odio, honey, sappi che io sono tougher than the rest:- /

  53. fk

   Angelini, non odio nessuno, io. Al massimo mi altero. Però se io ti do del finto non è come dare dell’uomo mediocre. Uomo mediocre equivale a nullità. Io penso di essere favoloso, stupendo, geniale e bellissimo, come Piero Ciampi ma senz’alcol:-

   55. Lucio Angelini

  FK. Tu mi hai dato del finto e io ho risposto: “Finta sarà tu nonna”. E l’avrei chiusa là. Ma tu, che hai del livore evidentemente irrisolto nei miei confronti, sei voluto andare oltre. “Non mi sei mai piaciuto”. Eccetera. Comunque, siccome abbiamo poco a che spartire l’uno con l’altro, ignoriamoci e morta là. Sono sopravvissuto fino a oggi senza il conforto della tua considerazione, figuriamoci se non potrò continuare a farlo anche per il futuro.

  56. fabrizio centofanti  

  mi sembra un ottimo compromesso. d’altra parte sono arcinoti sia il talento di Franz sia la schiettezza di Lucio. amen, alleluja.  fabry

 58. Lucio Angelini  

  @ Fabry. Eh, no. Non ci sto. Lui sarebbe il talentuoso, io solo lo schietto, vero? Be’, bella ingiustizia:- )))

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Lunedì, ottobre 29, 2007

WEBBICI SCAZZI

Ancora dalla parte delle bambine

Nel pezzullo “INTERNO GIORNO” del 26 ottobre scorso Valter Binaghi enumera diversi amori della propria vita, a cominciare da uno sbocciato in un giardino (d’infanzia):

“La prima ragazza di cui mi sono innamorato si chiamava Betty. Lei aveva quattro anni e mezzo, io cinque, lei una coccinella come contrassegno sul grembiulino dell’asilo, io la bandiera italiana, il che non ha fatto di me un gran patriota.”

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/10/26/interno-giorno-di-valter-binaghi/

Più avanti negli anni, gliene capitò un altro:

“Io, deluso dalla letteratura, scoprivo l’epica delle autoreggenti con una donna più grande, ma poi conobbi suo marito (gran giocatore di scacchi) e finii per passare più tempo con lui.”

Purtroppo, nei commenti, non ho resistito alla tentazione di una battuta di spirito. In fondo ero su ‘La poesia e lo spirito’…

Lucio Angelini Says:
October 27th, 2007 at 7:52 am

> ma poi conobbi suo marito (gran giocatore di scacchi) e finii per passare più tempo con lui.

Tu att o pass?”

Il Binaghi, che deve odiarmi di un odio feroce quanto immotivato (fino a pochi mesi fa manco sapevo che esistesse), ha risposto così:

vbinaghi Says:
October 27th, 2007 at 12:40 pm

Tu passivo sicuro. Spari la tua cazzata, poi ti metti a novanta gradi ad aspettare la punizione desiderata: “Mi picchiano, quindi esisto”.

È seguito un classico, breve flame:

Lucio Angelini Says:
October 27th, 2007 at 12:58 pm

Hai il sense of humour di un ornitorinco, vedo. Ma va a cagher.

vbinaghi Says:
October 27th, 2007 at 1:24 pm

Ecco, appunto, sono indisponibile e indisponente. Indisponibile alle tue stronzate, indisponente di conseguenza. Regolati.

Lucio Angelini Says:
October 27th, 2007 at 1:33 pm

È una questione di registri. A battuta scherzosa rispondi da fascistello piccato nella virilità. Fuori registro e fuori anche dai miei coglioni, di conseguenza. Adieu.

hag reijk Says:
October 27th, 2007 at 3:33 pm

Le stanze dei commenti sono sempre più le occasioni per gli scazzi privati – senza pubbliche virtù. Le stesse firme si rincorrono qui e là, sempre le stesse, sempre e solo quelle cui si presta orecchio in attesa di stoccare, provocare e soprattutto togliere la voglia di leggere e di intervenire al non-facente-parte-della-sempiterna-combriccola. Una delle regole è senz’altro l’evitare che qualche cosa possa essere un malinteso: l’insulto più o meno diretto, velato a volte da una scrittura che vorrebbe essere colta, è molto più pratico e rivela una maschia voglia di essere qualcuno. Che noia. Quanto al raccontino, mi pare un compito a casa (- non te la prendere Binaghi, è solo un’opinione, personale e non cedibile, proprio come il biglietto del tram)…

vbinaghi Says:
October 27th, 2007 at 5:52 pm

@Hag Rejk. Mi vanno bene le critiche al pezzuolo (che è solo un pezzuolo, e nulla pretende di Celine) e anche le lezioni di netiquette. Tu però mi devi spiegare perché esiste Angelini.

hag reijk Says:
October 27th, 2007 at 6:13 pm

… Continuo a trovare incredibile che si continui ad usare l’aggettivo “fascista” ad es., per tentare di zittire (o di provocare): dimostrazione di povertà intellettuale, culturale e morale – nonché politica. Ma mi fermo qui.

Lucio Angelini Says:
October 27th, 2007 at 8:14 pm

E io trovo incredibile che tu nulla sappia di certe omofobiche ideologie fasciste, perfettamente echeggiate nella risposta di Binaghi, qui più grottesco del federale Romolo Catenacci (il Giorgio Bracardi di Alto Gradimento).

hag reijk Says:
October 27th, 2007 at 9:11 pm

@ lucio angelini. eh… si fa presto a dire “pirla”… quello che tu (non) credi io sappia non penso ti riguardi in modo particolare. Ai miei tempi (sic) e nei miei luoghi d’altra parte l’insulto più grosso non era “fascista” ma “socialdemocratico”: il primo era più facile da dire, era una sorta di medievale maledizione quasi (per alcuni, poi, ucciderli non era nemmeno reato); il secondo più difficile da giustificare – ma lì bisognava discutere. Ma tutto questo non c’entra molto col testo di Binaghi – con cui mi scuso.

Lucio Angelini Says:
October 27th, 2007 at 9:14 pm

Bravo Hag. Scusati con Binaghi. Lui adora giocare a master & slave.

hag reijk Says:
October 27th, 2007 at 9:17 pm

@ lucio angelini. Master and Servant si chiamava quello dei Depeche Mode. Ma occorre una certa cultura per apprezzarlo.

Lucio Angelini Says:
October 27th, 2007 at 9:20 pm

Allora niente da fare, Hag. Non mi sembra tu ne abbia a sufficienza.

vbinaghi Says:
October 28th, 2007 at 3:07 am

Angelini, nessuno qui ha spirito a sufficienza per apprezzarti. Perché non trasmigri in qualche blog ultraprogressista, magari dalla parte delle bambine?

Lucio Angelini Says:
October 28th, 2007 at 6:56 am

Catenacci, fai bene a parlare “a nome di tutti”. In te si riassumono, in effetti, tutta la poesia e tutto lo spirito del blog. E sarebbe un vero peccato se trasmigrassi tu, magari dalla parte dei tromboni.

A QUEL PUNTO SI È MESSO DI MEZZO DON FABRIZIO CENTOFANTI, responsabile del blog:

fabry2007 Says:
October 28th, 2007 at 7:58 am

alla prossima litigata andate tutti e due dietro la lavagna.

(Immagine da http://www.feltrinellieditore.it/SchedaAnticipazioni?id_volume=5000924 )

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Venerdì, gennaio 11, 2008

CACCIATO CON IGNOMINIA (CHI HA PAURA DEL LUCIO CATTIVO???)

Qualche settimana fa ho avuto l’incauta (ben conoscendo le antipatie che tendo a suscitare nei niusgruppi) idea di iscriverni alla mailing list ( http://www.eymerich.com/mailing_list.htm ) di Valerio Evangelisti, scrittore geniale e persona squisita (lui, non necessariamente i suoi fan).

A un certo punto Valerio osserva in lista che il destino del suo ultimo romanzo (“La luce di Orione“) è curioso,  stando a Internet Bookshop:
 
http://www.internetbookshop.it/code/9788804572992/evangelisti-valerio/luce-orione.html

A qualcuno, infatti, piace, ad altri fa schifo. Da un lato tutte le recensioni “ufficiali” sono state molto positive (le si può leggere su www.eymerich.com ), dall’altro le reazioni dei lettori lo inducono a chiedersi se valga la pena fare agire ancora Eymerich o se non sia preferibile lasciarlo perdere.

Con in mente un recente pezzo di Roberto Denti da me citato in questo blog il 2 gennaio scorso

[http://lucioangelini.wordpress.com/2008/01/02/tra-i-primi-doni-del-2008-quelli-della-morte/  (“Non meritavi questa fine, povero Harry!”)]

rispondo, incautamente scherzoso:

Fai come la Rowling con Harry Potter. Lo fai sposare e gli fai fare tre bambini. Un inno alla famiglia tradizionale, insomma.”

Non l’avessi mai fatto. Una potteriana incallita (evidentemente) salta su e mi dice senza mezzi termini: “Chiunque tu sia sei un vero coglione“.

Un altro ancora:

Cattiveria veramente gratuita e inutile.

Tento di giustificarmi

Giuro. Nessuna cattiveria o quantomeno NON in malafede. Mi era parso divertente e paradossale applicare ad Eymerich, che non c’entra assolutamente nulla con HP, l’explicit della Rowling, notissimo da un pezzo. Nessuna intenzione di offendere gli enrichivasai italiani o di spoilerare il piacere della lettura a nessuno. Tutto è nato dall’impulso di un secondo. Ma forse è meglio che mi tolga dalla lista in cui sono appena entrato, data la mia tendenza a parlare senza soppesare a fondo le possibili e multiformi reazioni altrui. Chiedo scusa. Bye. Lucio Angelini”

Interviene Valerio in persona. Mi assicura che non c’è ragione di abbandonare la lista, anche se la vita in essa può essere difficile perché, non essendo quasi moderata (per sua scelta), a volte le reazioni appaiono un po’ brutali. Aggiunge che c’è chi è stato trattato molto peggio di me ed è ancora lì…

Un altro rincalza:

SPOILER ci voleva, grullo!”

Ribatto (sempre tra lo scherzoso e l’incauto):

Che colpa ne ho io se i potteriani di questa ML – a decine di ore dall’uscita del libro – non se lo erano ancora letto?”

Nuovi insulti tutt’altro che scherzosi e cauti.

Mio chiarimento (ancora tra lo scherzoso e l’incauto):

Sicuramente non ho pensato che i fan di Eymerich potessero amare di pari e/o maggiore amore Harry Potter. Non mi pareva vi fosse un nesso, e lo dico a favore di Evangelisti. La mailing list, oltretutto, riguarda Eymerich, non Harry Potter. La mia spoilerizzazione era minima e ***risaputa***. Nemmeno una parola su M***E & R**********E del personaggio (un plagio dai Vangeli?). Come dire che, se avessi citato Madame Bovary, mi sarei forse lasciato sfuggire con la stessa imprudenza il dettaglio dell’arsenico nell’agnizione della vicenda… senza lontanamente immaginare il dolore così arrecato a certi listaroli:- )

E in un post scriptum (di nuovo tra lo scherzoso e l’incauto):

“Ah, un’ultima cosa, da autore per ragazzi quale sono. Per chi non lo sapesse, Cenerentola alla fine sposa il Principe Azzurro… tiè.”

Evidentemente ho ecceduto.

Perché continui a mandare messaggi in lista in cui professi la tua ***superiorità*** rispetto a chi legge HP?”

Rispondo:

Mai detta una parola sulla qualità letteraria di HP, se non nel mio blog. Nella mia battuta iniziale ho solo ripreso un parere di Roberto Denti su una delle ***mille*** trovate  della Rowling.”

Mi si obietta che sto facendo una differenza del tutto arbitraria e soggettiva tra letteratura di buona qualità e di cattiva qualità. La domanda è: “Su che basi?”

Rispondo:

Questo lo sai tu, visto che immagini cose che non ho detto.”

I listaroli non ne possono ormai più. Osservano che la mia non è semplice malizia, ma la brama del saputello, del sotuttoio, dello scolaretto invidioso che non si diverte a giocare, così rovina i giochi degli altri. Che non c’è da sorprendersi se l’Angelini è un invidiosello che adora essere detestato, sempre che lo si consideri, ma che fa solo sbadigliare. Poi un consiglio da amico: “I secchioni saccenti e invidiosetti non piacciono a nessuno, ma fanno pena a tutti. Io preferirei passare in sordina, che suscitare pena…”

A quel punto decido di non poterne più io e sbotto:

“Io preferisco mandarti a cagare, visto che il malizioso sei tu.”

Interviene un’altra listarola dicendomi che sì, ognuno si regola come crede, ma solo fino a che non va a rompere i coglioni al prossimo e a violare una serie di norme che tutti osservano e rispetto alle quali per qualche ragione io mi sento superiore. Chiede scusa al moderatore se è intervenuta nonostante il suo invito ad interrompere il flame, ma l’arroganza da quattro soldi la irrita troppo.

Mi difendo:

Insomma: tu saresti libera di accusarmi di ‘arroganza da quattro soldi’, gli altri di rivolgermi ***insulti veri e propri***  in conseguenza di una mia innocentissima battuta, mentre io dovrei solo abbozzare. Non ci sto. Moderatore, fa il piacere, toglimi da ‘sta lista. Mi sono già rotto. Adieu.”

Il moderatore (ben distinto da Valerio Evangelisti, che, noto estimatore della cultura d’opposizione, non si adonterebbe MAI per così poco!, n.d.r.) chiarisce che no, non mi fa il piacere di togliermi dalla lista, bensì HA il piacere di cacciarmi con ignominia (niente popò di meno!). Che della mia partecipazione alla lista se ne potrà riparlare solo quando sarò entrato almeno nell’età puberale:  non pretende molto di più di quello, perché sarebbe chiedere troppo!

Questa volta gli rispondo in privato, visto che non posso più postare in  lista:

Senti, bello, se a te piace giocare alla caccia al rumeno, il problema è soprattutto tuo. Conosco molto bene le dinamiche di branco, ehm, di gruppo. Buona vita, e vedi di crescere soprattutto tu.”

Ahimè, che sgradevole vicenda webbica, tutto sommato.

E che dire se non, con Shakespeare, much ado about nothing?

[Immagine da http://www.sciforums.com/encyclopedia/Moderator ]

#3   11 Gennaio 2008 – 15:00

probabilmente svelare il finale di un libro appena uscito ha fatto incazzare un po di gente, non mi sembra così strano. bastava chieder scusa.

    utente anonimo

#4   11 Gennaio 2008 – 15:07

Beh, se permetti, mi sarei incazzata anch’io se avessi rivelato il finale di un libro uscito da poco. Non mi pare poi che tu abbia chiesto scusa… Ciao ciao

    LadyZeta

#10   11 Gennaio 2008 – 15:29

Riporti pezzi di mail che per legge sono coperte da privacy. Ma hai contattato tutte le persone con cui hai avuto uno scambio epistolare per chiedere il permesso di pubblicazione? Sai che puoi essere denunciato?

    utente anonimo

#11   11 Gennaio 2008 – 15:37

Dai, denunciami tu, che mi sembri coraggioso al punto giusto.

    Lioa

#16   11 Gennaio 2008 – 15:55

… e permettimi di aggiungere che la pubblicazione di corrispondenza privata è comunque reato, che si facciano nomi oppure no. E che le email di una mailing list ad ingresso chiuso sono in tutto e per tutto considerate corrispondenza privata.
Se non credi a me, puoi consultare il tuo locale agente di Polizia Postale…

    utente anonimo

#17   11 Gennaio 2008 – 16:01

Lo consulterà presto, gliel’ho assicurato.

    utente anonimo

#22   11 Gennaio 2008 – 16:14

ahahaahahhahahaah me fai taja Luciooooooo

    utente anonimo

#31   11 Gennaio 2008 – 17:53

vero, non è cambiato nulla dai tempi in cui ce’ra anche Iannozzi: ogni tanto si iscrive un coglione, ma presto finisce per tradirsi. Non che sia il vostro caso, intendiamoci, ma capita, quindi è saggio non confondere l’autore con chi lo legge.

    rebus

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Sabato, gennaio 12, 2008

IT’S BEEN A HARD DAY’S NIGHT (MA PER FORTUNA ENRICO IL PENTOLAIO NON SE L’ È PRESA)

(Enrico Pentolaio, in inglese Harry Potter)

It’s been a hard day’s night … dovrei cantare stamattina: sì, la notte di un giorno difficile, paragonabile per angoscia forse solo a quella dell’Innominato manzoniano, se posso esagerare un tantino. La notte del blogger, azzarderebbe invece Loredana Lipperini.

Dopo il mio post di ieri mattina, infatti, e le minacce di DENUNCIA che si sono susseguite per tutto il pomeriggio sia in pubblico (nei commenti al post), sia in privato, come avrei potuto chiudere occhio?

A un certo punto, anzi, stanco di rivoltarmi in un letto che mi pareva di spine, fra lenzuola che mi parevano sudari, mi sono alzato con la testa (rapata) tutta scarmigliata, gli occhi allucinati e grandi “come le macine di un mulino” (Andersen, L’acciarino magico), ho acceso il computer e controllato che i miei Nuovi Nemici Telematici, nel crescendo del loro delirio, non fossero arrivati a estendere le loro mire di ritorsione anche contro i miei parenti più prossimi (da macerare in apposite vasche di acido). Per fortuna no. Forse la notte aveva portato loro coniglio… ehm, consiglio. Allora ho cliccato sul niusgruppo it.cultura.linguistica.inglese (lo stesso in cui anni fa la mia supposta flippancy suscitò i primi, accesissimi odi) e verificato se Enrico il Pentolaio (nick di non so chi) avesse risposto al messaggio che gli avevo indirizzato qualche ora prima (thread intitolato, appunto: “Per Enrico il Pentolaio“). 

Guardo e trovo ben due risposte interessanti. La prima, di una certa masgar14, (me le) suona così:

«Anche se non ti conosco, una tiratina d’orecchi te la devo dare.

Se spoi(?)li [spoilerizzi?, n.d.r.], fallo bene:

s
p
o
i
l
e
r

a
l
e
r
t

il principe azzurro è nella favola di Biancaneve! Cenerentola sposa il figlio del re, un principe qualsiasi, come ne trovi tanti altri. Masgar.»

Vacca boia, che umiliazione!

Tutta colpa di Walt Disney…

In più wikipedia dà ragione a me:

http://it.wikipedia.org/wiki/Principe_Azzurro

Enrico il Pentolaio, invece, trillava:

«Uelà, che onore! Un thread tutto per me! 🙂

> Fai come la Rowling con Harry Potter. Lo fai sposare e gli fai fare tre bambini. Un inno alla famiglia tradizionale, insomma.

ROTFL! 😀

Ciao, Enrico il Pentolaio.»

Come dire che non tutti reagiscono a una battuta come se fossero stati morsi dalla tarantola.

Riprendo, per concludere, la mia sintesi del dibattito già postata ieri:

«Mi pare di capire – dai commenti complessivi – che siano emerse due scuole di pensiero. Secondo la prima (posso chiamarla “angeliniana”?) siete ridicoli voi della Mailing List (o meglio, quelli di voi che hanno preso così a male una mia innocente battuta in lista); per la seconda scuola di pensiero, il ridicolo sarei io. Perfetto. Non fa una piega… Mi pare che i bolognesi, peraltro, abbiano già nel loro passato una contesa di analoga imponenza: “La secchia rapìta” o qualcosa del genere. Per mal che vada, potremmo magari invitare Valerio a mobilitare l’inquisitore Eymerich: solo lui è all’altezza di un caso tanto inquietante. Per vostra fortuna, oltretutto, questa volta non sono in grado di spoilerarvi il finale. Vabbè. Fa niente. Chi vivrà vedrà… »

Qui mi fermo. Buona giornata e buon weekend a tutti. Vi terrò informati sugli sviluppi dell’azione legale, se ce ne saranno. Domani, intanto, andrò in montagna. Al mio ritorno, magari, scoprirò che le acque di questa ennesima tempesta in un bicchier d’acqua si saranno calmate da sole:- /

[Immagine da http://static.flickr.com/38/82712394_eabbc5651b.jpg ] 

#7   12 Gennaio 2008 – 20:04

@ Ai vari componenti “il branco” in trasferta da due giorni qui da me:

Lo so che vorreste cacciarmi ***con ignominia*** (quella in genere riservata a mafiosi, stupratori, pedofili, delinquenti della peggior specie) anche dal mio stesso blog, ma anziché continuare a vomitare tutto questo ***fiele gratuito e ridicolo*** (l’accusa più divertente è che sarei entrato in ML senza aver letto i due libri di Evangelisti previsti dal regolamento) perché non provate ad andare a giocare a chi ce l’ha più piccolo (il cervello) da un’altra parte? Grazie.

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lunedì, febbraio 25, 2008

(Giuseppe d’Emilio)

LA SECONDA VITA DI GIUSEPPE D’EMILIO 

Premessa. Per chi non sappia cos’è SECOND LIFE, cutto & pasto la spiegazione da www.secondlife-italia.it:

«Second Life è un mondo virtuale 3D costruito e posseduto dai propri abitanti. Una Seconda Vita ricreata nei minimi particolari, da quelli più prettamente fisici, come case, edifici e paesaggi ad aspetti più complessi come la struttura sociale, le regole economiche e via dicendo. Ci affacceremo a questo nuovo mondo attraverso un Avatar, una riproduzione digitale della nostra persona, il quale sarà il primo mezzo di comunicazione con gli altri abitanti di SL. L’Avatar è totalmente modificabile dandoci quindi la possibilità di ricrearci con l’aspetto che più ci aggrada. Come nel mondo reale vi è una valuta, una moneta i Linden Dollars (L$), che può essere sfruttata all’interno del gioco per acquisti e investimenti oppure essere riconvertita in Dollari reali creando di fatto una vera e propria economia. Ormai la struttura di questo mondo è consolidata da anni e questo ha portato a ricreare delle dinamiche economiche e sociali del tutto simili alla realtà e che rendono SL ancor di più interessante e che lo differenziano da tutti gli altri “giochi” virtuali rendendo di fatto un “simulatore di vita“…  [cut]… In ogni caso è molto facile iniziare una seconda vita su Second Life, dove ognuno potrà costruire i propri oggetti per poi metterli in vendita, comprare lotti di terra dove costruire la sua casa o il suo negozio oppure, come già detto, provare a creare una nuova e fruttuosa attività o molto più semplicemente stringere amicizie con persone provenienti da tutto il mondo (Eccetera)

Premesso ciò, cutto & pasto adesso un delizioso micro-racconto  di Giuseppe D’Emilio pubblicato qualche giorno fa da Barbara Garlaschelli nel suo blog. Questo:

SECONDA VITA

di

Giuseppe D’Emilio  

Quando?

Questo è il problema.

Tra siti, blog, email, già passo ore al PC… e poi c’è il dettaglio del lavoro vero, quello che mi permette di pagare l’ADSL…

Non fa per me Second Life; già il nome “seconda vita”… roba da sfigati.

Domenica, ore 6.15

Da giovane, nei dì di festa mi alzavo a mezzodì. Ormai sono settato per le 6. Migodo lo strano silenzio della domenica mattina, quando uno pensa che dietro la Duna del rag. Rossi si nasconde un cerbiatto in amore.

Un’occhiata ai quotidiani online… che palle: da dopo le torri gemelle mi pare che non succeda più niente.

Con un ghigno di snobistica sufficienza, installo Second Life e mi scelgo un nick, come dicono gli uomini di mondo. È il mio vero nome: il gioco delle identità fittizie non fa per me…

Mi “parla” una figa mozzafiato (mi piace il concetto di “mozzafiato”, mi ricorda Beatrice che va dicendo all’anima: “sospira”). Sarà un software che accoglie i novellini? Faccio domande manco fossi un cacciatore di androidi. Due tette svettanti e un mandolino rispondono a tono: è un umano. Ma non sarà mica il rag. Rossi?

Già odio le chat con sconosciuti, dove sai bene che “maialinadiciottenne” in realtà è una laida vecchiaccia, ma in Second Life la presenza di un corpo ti spiazza…Non fa per me… fuori da questo secondo mondo, già fa schifo il primo!

Addio, SL!

Un mese dopo, domenica, ore 6.15

Da giovane, nei dì di festa mi alzavo a mezzodì. Ormai sono settato per le 6. Migodo lo strano silenzio della domenica mattina, quando uno pensa che dietro la Duna del rag. Rossi si nasconde un cerbiatto in amore.

Un’occhiata ai quotidiani online… che palle: da dopo le torri gemelle mi pare che non succeda più niente.

Ed è con un sospiro di snobistica sufficienza che rientro in Second Life.

In Paradiso.

Da Beatrice.

Per sempre.

(Da http://barbara-garlaschelli.splinder.com/post/16019670 )

Sabato, marzo 29, 2008

UN TROMBONE SI AGGIRA PER LA RETE

[Franz Krauspenhaar ]

C’erano una volta i BLOGDISCOUNT che assegnavano i BlogAworse annuali. Esempio:

Premio Peggior commentatore da lit-blog:

 

Wu Ming 1
perché ha sempre la ragione in tasca, c’ha gli scagnozzi che scendono dalla
montagna in caso di flame e sputa commenti ex cathedra lunghi anche tre schermate.

Nominati dalla giuria:
Giuseppe Iannozzi
perché ci ficca sempre le sue preferenze in materia di letteratura e di sesso (e ne azzeccasse una che fosse una)
Georgia Mada
Perché gEorgia con la E

 

Premio Peggior commentatore di Blogdiscount:

 

Poi c’era GIANLUCA NERI che assegnava i Macchianera Blog Awards eccetera.

Non originalissimo, quindi, il Carlo SCELSIT – presto identificato come Franz Krauspenhaar -, che di recente ha assegnato i TROLL 2007. Copio-incollo da: 

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/03/25/mister-troll-2007-prima-edizione/#more-4496

«L’Associazione Culturale Franco Trantafilo, in collaborazione con la Franco Scelsit Bulloni & Trafilati di Travagliato (BS) ha indetto un premio per il miglior “troll” che ha imperversato nei litblog italiani durante l’anno passato.

Il premio di Mister Troll 2007 è andato a Giuseppe Iannozzi, di Torino.
Al secondo posto è andato Lucio Angelini, di Venezia.
Al terzo, Dario Borso, di Milano.

Le motivazioni sono state lette dal Dottor Scelsit durante la cerimonia di premiazione avvenuta nella sala riunioni della Franco Scelsit Bulloni & Trafilati S.p.a. di Travagliato, alla presenza di numerose maestranze. Sono stati donati ai tre vincitori una confezione ciascuno di Amaro Averna Gran Riserva.

Ecco le motivazioni:

Giuseppe Iannozzi: aspirante critico, aspirante scrittore, aspirante poeta, bricoleur e do it yourselfer della letteratura, nominato più volte dai suoi ammiratori “l’Ed Wood dei litblog”, ha dimostrato di poter mettere insieme letteratura su vasta scala e softporno, Novella 2000 e Bustine di Minerva, chat per sedicenni al brufolo inguinale e grandi classici della recente letteratura come La macinatrice di Massimiliano Parente. Come commentatore, Iannozzi ha saputo essere feroce critico con tutti meno che con Fabrizio De Andrè, Salgari, (deceduti) e Umberto Eco (vivente).
Un esempio di equilibrio e di conoscenza.

Lucio Angelini: uomo mite, di grande equilibrio, ha fatto del rancore per alcune editor per ragazzi (covato per circa venticinque anni) il motivo di una fama che non conosce flessioni, perlomeno nel suo visitatissimo blog-park, dove il vincitore Iannozzi gli fa spesso da spalla d’occasione.

Dario Borso: una testa di filosofo mancata all’apicoltura. Scoperto da Domenico Pinto e Gianni Biondillo, redattori di Nazione Indiana, Borso è famoso per il celeberrimo Premio Baghetta e per i ventisettemila eteronimi tutti però facilmente riconducibili a lui. Ha nel citazionismo ossessivo il suo tratto-pen distintivo. Una assoluta mancanza di fantasia corredano il profilo, per questo terzo posto assolutamente meritato.

Fuori concorso per le quote rosa:

Georgia, tenutaria di un famoso blog letterario linkato addirittura da quegli snobboni de Il primo amore, pasionaria della sinistrina che pensa e scrive, toscana, dal cognome e dalle vere faccende ignote, bravissima nel riempire di emotikon assolutamente inutili i suoi chilometrici interventi. Ha trovato nell’ischitano Giorgio Di Costanzo (professione lettore e amico di numerosi letterati italiani deceduti da anni) un partner webbico di assoluto rilievo.

Molti auguri dalla redazione di La poesia e lo spirito al dottor Scelsit e alla sua meritoria iniziativa che speriamo abbia seguito anche l’anno prossimo.»

Lì per lì ho commentato:

“Bella trollata, indubbiamente. Ah, da che pulpito:- )”

Poi, come sempre quando non gli si dice che è grande! grande! grande!, Franz Crespicapelli l’ha buttata in flame e a un certo punto ha urlato:

Angelini, non ti vergogni mai? Sei una nullità, lo sai? ma sì, lo sai. E ora sparisci.”

Ho provato a rispondere:

Sì, io lo so
tutta la vita sempre solo non sarò
un giorno troverò
un po’ d’amore anche per me
per me che sono ***nullità***
nell’immensitààààà.

Vergognati e sparisci tu, vecchio trollone impenitente!”

Non l’avessi mai fatto! La mia replica è stata subito censurata e rimossa dal blog “La poesia e lo spirito (di patate di FK)”. Non ancora contento, Krauspenhaar ha bloccato il mio Ip impedendomi qualsiasi ulteriore commento a qualsiasi post del blog, suo o di altri. È sparito, per esempio, un altro mio innocente commento a un post di Stefania Nardini su Bonura…

Insomma Lpels sarà anche un blog COLLETTIVO, ma Krauspenhaar se ne considera signore e padrone assoluto. Nel corso della giornata, a sorpresa, un ulteriore coup de théâtre: il rissoso trollone ha dato le dimissioni da Lpels, non senza aver prima ribadito in

http://www.markelo.net/2008/03/27/in-c/#comments

“Ti informo, anche, che l’interdizione continuerà
nonostante la mia uscita da Lpels, risalente a oggi.
Ho buoni uffici, là. E ora sparisci.”

Comment by krauspenhaar — March 28, 2008 @ 5:36 pm

Che abbia le caldane da andropausa?

————- 

Mercoledì, aprile 30, 2008

LIPPERINI DEFENESTRA ANGELINI (EJA EJA LIPPALÀ)

(Loredana Lipperini)

Com’era triste la Lipperini in questa foto. Molto meno triste, comunque, di come doveva sentirsi ieri mattina dopo “la notte della blogger” (ovvero dopo la buggeratura a Roma del piacione Rutelli). Talmente triste da affidare il suo stato d’animo al video “Tomorrow belongs to me“, tratto dal film CABARET, in un post intitolato “DISSOLVENZA AL NERO”:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/29/dissolvenza-al-nero/

Mi sono permesso di commentare:

Loredana, che esagerazione! A volte mi pare davvero che tu abbia gli occhi foderati di prosciutto… Forse, dopo la lettura di “Hitler”, vedi anche tu lupi Fenrir dappertutto. Ma non è così. Quel che è successo a Roma è solo il naturale e prevedibile corollario di quanto già successo a livello nazionale. La gente non ne può più di buonismi e parole rassicuranti a cui non segue mai alcun fatto concreto. Per questo – ogni tanto – si prende lo sfizio di sberlottare i teorici vaniloquenti.

Un anonimo mi ha ricordato:

Maurizio Gasparri: “Ora disinfesteremo le piazze”.

Ho ribattuto:

L’aveva promesso anche Rutelli, a dire il vero, anche se con parole più forbite. Magari si riuscisse davvero a circolare per le piazze senza più pericolo di essere borseggiati, aggrediti, stuprati…:- / Qua in Veneto hanno appena scarcerato una ventina di criminali per decorrenza dei termini di custodia cautelare. In sei mesi la giustizia non era riuscita a celebrare nemmeno l’udienza preliminare. Come stupirsi di sì vasta esasperazione popolare?

E una certa Zauberei:

Ieri quando ho visto che ha vinto Alemanno, ho temuto esattamente quello che teme la Loredana. Oggi arrivo sul bog di Loredana, leggo il post e dico, esagerata. No, il paragone non mi sembra congruo. Poi leggo i commenti, in specie quello di Lucio Angelini e penso che Angelini ha tortissimo, e le sue argomentazioni mi fanno di nuovo temere che Loredana non abbia tutti i torti.

Chiamato in causa, ho tentato di replicare a Zauberei:

@ zauberei. Prego, io non ho argomentato alcunché. Ho solo trovato esagerato l’implicito raffronto tra la Germania pre-nazista (il video) e la vittoria dell’Alemanno (per ironia della sorte c’è un che di germanico anche in questo cognome) su Rutelli. Dopodiché, accodati pure all’anti-angelinismo imperante. Pur essendo convintamente di sinistra, ho avuto il torto [agli occhi della Lipperini, n.d.r.] di non svenire di meraviglia alla lettura del saggio di Wuming1 su se stesso e di nutrire profonde riserve verso l’Hitler di Genna. Per me la sola opera in qualche modo neo-epica degli ultimi quindici anni è Gomorra, non a caso è anche l’unica ad aver lasciato un segno profondo. E Robertino Saviano è  anche l’unico a non essersi sborrato addosso con dissertazioni sulla propria – peraltro REALE – innovatività.  ‘Manituana‘, per me, avrebbe potuto tranquillamente non esserci.

Invano. Il soprastante commento è subito SCOMPARSO.

(Vi prego di rileggerlo. Contiene delle semplici opinioni. Replicava a un intervento che mi riguardava… ) 

Come vi spiegavo l’altro ieri, insomma, anche se in genere la Lipperini è buona e cara, appena le si toccano i suoi cocchi (Evangelisti, Genna, Wuming) perde il lume della ragione, si dimentica di essere democratica e progressista, calza stivaloni e frusta e più che al film Cabaret pare ispirarsi al film “Helga, la belva delle SS“. Invano ho tentato di ripostare la suddetta replica. Appariva un istante e veniva subito napalmizzata.

Allora ho deciso di cambiare nick (avevo in mente il classico Domenica Melalavo, ma poi ho optato per il semplice “Domenica“), tanto per vedere se la situazione si sbloccava. Questo il messaggio:

Trovo che la Lipperini sia una sorta di emblema delle condizioni della sinistra attuale. Al pari di quella, racchiude in sé le ragioni della sconfitta con i suoi comportamenti concreti. Domenica.

Il commento è stato risparmiato, ma solo per giustificare il seguente scatto di nervi:

Davvero Domenica/angelini (cazzo, Lucio, un po’ di pudore, almeno). E quali sarebbero i miei comportamenti concreti? Cancellare i commenti di un personaggio che da MESI spamma su questo blog, e che continua ad IMPEDIRE la discussione?

Mia risposta (subito CENSURATA anch’essa):

@ Lipperini. Ancora con questa storia dello spam??? Ma quanto sei in malafede? Hai già censurato la mia replica a questo tipo di accusa più volte e non ci riprovo. Il mio solo torto è esprimere opinioni diverse dalle tue, che non accetti. Questi sono i tuoi comportamenti concreti. Democratica all’apparenza, intollerante nella sostanza.

Ho ripostato il commento più volte, ma invano. La Lipperini era sempre lì col machete alzato. Allora le ho scritto in privato:

Stavolta mi hai rotto i coglioni. Mi chiedi pubblicamente: “E quali sarebbero i miei comportamenti concreti?” Io rispondo e tu mi cancelli? Ma quanto sei diventata STRONZA???

Per tutta risposta, la Lipperini ha depennato il mio blog dalla lista dei suoi LINK (per la serie: “Dalla parte delle bambine capricciose”).

Nel frattempo era intervenuto tale Rodolfo:

La nostra classe politica sta dimostrando grande senso di responsabilità nel tenere sotto controllo la grande urgenza e domanda di dittatura che sale dalle masse popolari italiche. Senso di responsabilità dovuto non a proprie convinzioni democratiche ma all’impossibilità di essere regime nel contesto geografico e storico in cui si trova l’italia.

Mio commento:

Bella cazzata. Quella che sale dalle masse è ben altra domanda. (Leggi in fretta perché presto la Lippa mi cancellerà).

E in effetti la Lippa mi ha subito cancellato, impedendomi ogni confronto con Rodolfo. Non contenta, da quell’istante in poi mi ha addirittura e definitivamente BANDITO DAL SUO BLOG, a cui mi ha interdetto l’accesso. Come dire che se la blogger Lipperini avesse del potere politico, staremmo freschi… noi zingari della rete. Altro che Alemanno o Borghezio o Calderoli. Ne vedremmo delle belle!!! Quanto all’accusa di “IMPEDIRE LA DISCUSSIONE”, andate a controllare che fior di dibattito è potuto sbocciare dopo la mia DEFENESTRAZIONE…

P.S. Che ci sia davvero un(a) FASCISTA sempre in agguato anche dentro i più democratici di noi?

[Immagine tratta dal blog della Lipperini]

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17 commenti
  1. «Tu mi devi spiegare perché esiste Angelini», disse Valter Binaghi.

    «Perché Angelini, se non esistesse, bisognerebbe inventarlo», rispondo io (cinque anni dopo).

    • D’ACCORDO! 😉
      Soprattutto, leggendo questi flame sono rimasta sbigottita dalla inesistenza dei *medesimi* (come direbbero LL e LM: medesimi)
      Suscettibilità e permalosità ai massimi livelli, o solo scuse per far fuori un elemento Lucio, ritenuto “pericoloso” in quanto superiore di intelletto e umorismo…
      Perché certi scazzi sono inspiegabili se non così!

  2. Ti confesso una cosa.
    Quando uscì in rete il memorandum sul new italian epic, io ne lessi dei pezzi. Ebbene sì, lo feci. Non lo lessi tutto, perché la mia capacità di lettore (di certe cose) si stava già indebolendo.
    Ebbene, m’è rimasto impresso il passo in cui si citava fra gli autori da inserire – seppure obliquamente – nella “galassa Nie” anche Gianni Biondillo con i suoi gialli scanzonati ambientati a Quarto Oggiaro.
    «Che ci azzecca?» mi chiesi, scimmiottando un molisano più famoso di me. Poi non ci pensai più.
    Ma mi tornò in mente qualche anno dopo, quando vidi il ferreo incrociarsi di sponde, di finte, di veti, di lanci e di coperture, come in un gioco di squadra.
    Allora capii.

  3. Poi, il fatto che quel piacione di Franz Krauspenhaar ti detestasse tanto, mentre io ti ho sempre adorato, mi fa sospettare che io e lui, come amici, saremmo incompatibili.
    Oppure no, Lucio? Tu che ne pensi?

  4. (forte, il parroco che cercava di farvi far pace…)

  5. @paolo. a dire il vero, con franz poi è subentrata una specie di tregua, tanto che adesso ci seguiamo a vicenda su FB, dove mi ha persino invitato a leggere il suo ultimo libro. Ma qui sono rievocate soprattutto le baruffe bloggotte storiche.
    Grazie per le continue attestazioni di apprezzamento. sei un caro amico.

  6. Su “Enrico il pentolaio”: ma Harry non è il diminutivo di Harold (piuttosto che di Henry)?

  7. Quanto a Lipperatura, quella “certa” Zauberei pare sia la “fantaccina di fiducia” della titolare, tanto che a volte è stata lei a lavorare ai fianchi le persone sgradite, in attesa che la capa desse il colpo finale del k.o. Volendo, si trova materiale anche su di lei (pare sia de Roma)

  8. Wu Ming 1, perché ha sempre la ragione in tasca, c’ha gli scagnozzi che scendono dalla montagna in caso di flame* e sputa commenti ex cathedra lunghi anche tre schermate.

    e caccolicchio, l’avessi saputa prima ‘sta cosa senza averla dovuta verificare di persona! 😦

    *(flame che crea apposta lui stesso… anzi, medesimo, così da poter dare al resto del mondo il classico “mentecatto livoroso con mal de panZa”)

  9. zaub è de roma, sì. E’ lei che chiama i suoi lettori “carillini” (http://zauberei.blog.kataweb.it/), e che però, quando il discorso si fa serio su LL interviene da “studiosa”, come si autodefinisce (psicologa). Usa un linguaggio bambinesco-sbarazzino che vorrebbe, immagino, essere autoironico. Il suo nervo scoperto è l’antisemitismo che vede ovunque. Immagino sia una mia correligionaria dunque (mia madre è ebrea). Paolo scrive: … a volte è stata lei a lavorare ai fianchi le persone sgradite, in attesa che la capa desse il colpo finale del k.o. Descrizione accurata. Ovviamente, con LL si scambiano favori bloggotti (io posto una cosa da te, tu la posti da me, io ti faccio pubblicità da me, tu me la fai da te), niente di male o di strano.
    Lucio è sicuramente un personaggio sui generis, larger than life e sicuramente necessario (quindi, inventabile se non ci fosse). Io però sono ancora ferma all’altro thread, dove parla di Natasha Kampusch. E ho già preso appunti…

  10. Sulla blogger di Kataweb ci sarebbe ancora molto da dire, benché sembri (comprensibilmente) che si sia detto abbastanza.

    Tanti i comportamenti, tante le prevaricazioni, tanti – a quanto si è appreso ora – le azioni occulte e furbesche che la medesima ha ideato e realizzato, gridando allo stesso tempo contro coloro che (a suo avviso) si comportavano scorrettamente.
    Vi si ritrova un repertorio vastissimo di ciò che costituisce – secondo molti – la congerie di vizi capitali di certa sinistra, quella che ancora non riesce a trovare una direzione e a dare una prova convincente di modernità.
    In pratica è un esemplare che potrebbe essere tenuto come campione di quel modello di fallimento, tanti sono gli ingredienti (micidiali) che contiene.

    Intanto, un nuovo tassello è andato ad aggiungersi alla composizione del fenomeno:
    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Lara_Manni

  11. A me sembra di ritrovare – nell’ultimo caso descritto nel post – un vasto repertorio di ciò che, secondo molti, costituisce la congerie di vizi capitali di certa sinistra, quella che ancora non riesce a trovare una direzione e a dare una prova convincente di modernità.
    Una specie di campione di quel modello di fallimento, tanti sono gli ingredienti che contiene.

  12. Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perche’ il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

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