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BOCL N. 35 (BOOK E BLOOK 3.)

18 giugno 2012

14 settembre 2006

(Ancora dai blook di SCRITTOMISTO)

IL PIACERE DI PRANZARE AL RISTORANTE

“Un grande progetto era stato messo in cantiere e presero accordi con il proprietario del ristorante per dare da mangiare a trentadue operai tutti i giorni per tre mesi… [cut]… ci volle qualche giorno perché riuscissimo a lavorare ad un certo ritmo. Fabietto, un ragazzo di Catania, continuava a sputare nei piatti degli operai della metropolitana e si dispiaceva di non avere malattie da regalargli. Una volta Alfredo, il proprietario, lo vide e disse che se ci vedevano potevamo anche chiudere baracca. Gli disse che se proprio doveva sputare nei piatti, era meglio farlo nella pentola con l’acqua calda mentre bolliva la pasta, in maniera che non si vedessero i fili della saliva. E così Fabietto dosava sale e sputo nella pentola degli operai della metropolitana. Si capiva quando stava per sputare. Faceva un lavoro di gola e di mascella per un paio di minuti, per raccogliere bene il succo velenoso che c’aveva sotto alla lingua. Poi tirava su col naso per riempirsi i polmoni d’aria e sputava una secchiata di saliva nella pentola. Capelli Storti invece era un ragazzo di Cosenza e aveva un altro modo per omaggiare gli operai della metropolitana… [cut]… si passava le posate e i bicchieri sotto le palle prima di portarle a tavola. Fabietto gli diceva che era una stronzata e che dava poca soddisfazione e allora Capelli Storti lo invitò a provare. Gli mostrò qual era la procedura precisa. Si calò pantaloni e mutande e si spostò l’uccello. Il sacco scrotale di Capelli Storti era una manciata di pelle appesa immersa in un folto ciuffo di peli neri. La pelle delle palle restava appiccicata all’inguine, e se si stava in silenzio si sentiva distinto il rumore che si faceva nello staccarla. Lui se la spostò con delicatezza e poi ci passò l’orlo di un bicchiere tutt’intorno. La pelle aderiva a ventosa sul vetro lasciando delle impronte vistose che sembravano scie. Porse il bicchiere a Fabietto e l’invitò ad annusare. ‘Cristo’ disse Fabietto, ‘ma è uno schifo’, e corse a sputare qualcosa nella pentola degli operai della metropolitana.”

(da “Seppellitemi con l’accappatoio” di Hotel Messico, Unwired Media/Scrittomisto edizioni), pp.29-30.

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 Sabato, settembre 06, 2008
 
 
Leggo nella newsletter 24 de ILSOLE24ORE.COM del 5 settembre 2008

Giovanni Negri
MILANO

«Una linea netta di demarcazione tra informazione e comunicazione via blog: in assenza di una normativa specifica, prova a tracciarla la magistratura con una pronuncia subito molto contestata dal popolo della Rete. Rischia così una condanna per stampa clandestina il blogger che non registra in tribunale il proprio sito. Almeno questo è il parere del tribunale di Modica dove il giudice unico ha multato Carlo Ruta per avere pubblicato il giornale di informazione civile «Accade in Sicilia» diffuso sul sito http://www.accadeinsicilia.net senza avere prima eseguito la registrazione considerata d’obbligo, da parte dell’autorità giudiziaria, per un prodotto del genere…»

Il resto qui:

Il «blogger» clandestino rischia la condanna

Commenta Carlo Ruta qui

http://www.sicily-news.com/news.cfm?id=3074 :

«… È necessaria una legge subito, che, distante da ogni possibilità di equivoco sul piano interpretativo, fermi in via definitiva le trame censorie e repressive dei poteri forti del paese, per vocazione illiberali e antidemocratici. È altresì necessario che il legislatore prenda atto che l’informazione sul web non può recare limitazioni di principio. La rete è un luogo cardine del nostro tempo, in cui la democrazia prende corpo e voce, con l’esercizio del confronto. Non può essere quindi annichilita, come avviene in Iran e in Birmania.

Si fa appello allora alle realtà del web, della comunicazione a tutti i livelli, del paese civile e responsabile, perché la mobilitazione continui ad oltranza, con iniziative forti. La sentenza siciliana, come ha scritto un blogger, potrebbe essere una delle ultime “perle” di una collana che, giorno dopo giorno, sta mutandosi in un cappio. E si tratta di fare il possibile perché questo non avvenga. Occorre impedire che si consumi in Italia il rogo della libera espressione, memori del resto che i roghi delle idee possono essere preparatori di regimi a scena aperta. Carlo Ruta»

Per adesioni a questo appello (indicare nome, cognome, attività, città):
accadeinsicilia@tiscali.it

Per testimonianze:
carlo.ruta@tin.it

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29 DICEMBRE 2006

FAI L’AUTOREFERENZA

 

Ebbene sì, ho deciso di ospitare nel mio blog lo sfuggente gattostanco, a cui il 21/12 è sfuggita una filastrocca decisamente carina per tutti i blogger.  Ma non diteglielo, se  no  si  monta  la testa :- )

“Fai un post,
fanne un altro,
fai l’
autoreferenza,
fai la penitenza
blogga in su
blogga in giù
dai un bacio a chi vuoi tu !!!”

da http://gattostanco.diludovico.it/archivio/2006/12/21/minifilastrocca-fai-lautoreferenza/#comments

[Immagine da http://catlendario.blogspot.com/ ]

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21 aprile 2007

SPREMUTA DI IO

Nuovo splendido articolo di Tiziano Scarpa su ilprimoamore.com : “L’egocalisse

http://www.ilprimoamore.com/testo_445.html

Riporto il paragrafo “Spremuta di io“:

“Tutti sanno ormai cosa sono i blog, ma qui vorrei riconsiderarne due caratteristiche: il diarismo e il rapporto singolo-molti. Anche i blog più impersonali sono involontariamente diaristici: snocciolando giorno per giorno articoli, citazioni, rassegne stampa, rivelano un’evoluzione del loro autore, un avvicendarsi dei suoi interessi e dei suoi umori. L’io che ne viene fuori è un addetto al bollettino pubblico di se stesso, un giornalista di sé che fa sapere a tutti come si sente in rapporto al mondo e che cosa gli interessa oggi rispetto a ieri. Visitare un blog equivale a chiedersi: come sta, come si sente stamattina il tal dei tali? In più, la possibilità per i visitatori di commentare il testo pubblicato, provoca spesso un dialogo. Il blogger è chiamato dai commentatori a rendere conto delle parole che ha messo in rete. Si crea così una coda, un ultratesto che prosegue e giustifica il testo rispondendo alle obiezioni: e qui è come se venisse spremuto fuori l’io che se ne stava nascosto nel testo. Nell’ultratesto delle risposte ai commenti, prende forma un io emotivo, permaloso o bonario. Ah: nel frattempo più di cento blogger in Italia hanno pubblicato libri, portando su carta questa esperienza dell’io come effetto dialogico, come risultato di una discussione appassionata. Alcuni di loro sono autobiografi giovanissimi, con Pulsatilla in prima fila (La ballata delle prugne secche, Castelvecchi)…”

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1) Riguardo al “come si sente stamattina il tal dei tali [qui Lucio Angelini]” vi dico subito che mi sento discretamente bene.

2) Riguardo all’ultratesto rappresentato dalle mie risposte ai vostri eventuali commenti: svelti, pelandroni, spicciatevi a commentare la confortante notizia che vi ho appena comunicato sul mio stato di salute.

3) Riguardo al “più di cento blogger in Italia hanno pubblicato libri”, invece: ahimè, non è stato il mio caso. O meglio: ho pubblicato libri, sì, ma non ricavati dal mio blog. Non sono nemmeno riuscito a entrare tra i finalisti del Primo Scrittomisto Blog Award (= non ho avuto la pazienza di crearmi centinaia di indirizzi email fasulli attraverso cui auto-inondarmi di voti eccellenti):-)

A fine articolo Tiziano accenna al caso Rabito:

“Di qualunque età siano i suoi autori, questa nuova narrativa dell’io ha trovato il suo eroe e capitano. A settant’anni Vincenzo Rabito ha raccontato la sua vita di miseria, le guerre, il fascismo colonialista, i bordelli (Terra matta, Einaudi). Ha scritto in un italiano terremotato da possenti analfabetismi. Ma la nostra vita non è sempre, alla fine, una parola che scriviamo con un errore di ortografia? Rabito è l’emblema di quella inestimabile invenzione occidentale che chiamiamo, per pigrizia, ‘letteratura’. La letteratura è un varco per tutti, è un posto dove all’improvviso può irrompere un ignorante che ti dice come stanno davvero le cose, ti racconta il suo contronovecento crudelissimo e assurdo, che fa piangere dal ridere e dalla commozione.”

SETTANT’ANNI???

Ma allora non tutto è perduto nemmeno per me…

(corro subito a comprarlo).

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Sabato, ottobre 11, 2008

LA LIPPERINI E L’INDEX POSTATORUM PROHIBITORUM

Ispirandosi al famigerato Index Librorum Prohibitorum, LOREDANA LIPPERINI insiste nel purificare il  commentarium del proprio blog da qualsiasi osservazione contraria al NIE.

Lo scorso 8 ottobre, per esempio, non ha mancato di riverberare dalla propria postazione blogghica il «lungo intervento diWu Ming 1 alla conferenza  londinese “The Italian Perspective on Metahistorical Fiction: The New Italian Epic” e di aggiungere che “il racconto iniziale Su Carmilla è di una forza emotiva rara, di questi tempi”, ma quando mi sono permesso di contestare i sette pilastri della saggezza wuminghiana, ha subito cancellato l’intervento, che riproduco:

1) > Impegno etico nei confronti dello scrivere e del narrare, il che
significa: profonda fiducia nel potere curativo della lingua e delle storie;

È UN’OVVIETÀ PER CHIUNQUE SCRIVA

2) > Un senso di necessità politica – e potete scegliere tra il senso stretto e il senso lato dell’aggettivo;

CHIUNQUE SCRIVA SOGNA DI INCIDERE NEL REALE CON IL PROPRIO LIBRO, ANCHE SE I LIBRI A TESI SONO QUELLI CHE RIESCONO PEGGIO NELL’INTENTO.

3) > La scelta di storie che abbiano un complesso valore allegorico. La scelta iniziale può anche non essere conscia: l’autore può sentirsi sospinto verso quella storia e soltanto in seguito capire cosa stava cercando di dire;

ALTRA OVVIETÀ. NON C’È STORIA CHE NON POSSA ESSERE LETTA A VARI LIVELLI. SI METTA UNA PANTOFOLA ALL’INTERNO DI UNA CORNICE ED ESSA ASSUMERÀ AUTOMATICAMENTE UN VALORE SIMBOLICO. LA BIENNALE INSEGNA.

4) > Un’esplicita preoccupazione per la perdita del futuro, con propensione a usare fantastoria e realtà alternative per sforzare il nostro sguardo e spingerci a immaginare il futuro;

LO SI FA DA SEMPRE. NON SI VEDE IL NEW

5) > Sovversione sottile dei registri e della lingua. “Sottile” perché quel che conta non è la sperimentazione linguistica fine a se stessa: quel che conta è raccontare la tua storia in quello che senti essere il miglior modo possibile;

OGNI SCRITTORE USA LA LINGUA A PROPRIO MODO. IL PIÙ ECLATANTE ESEMPIO DI SPERIMENTAZIONE LINGUISTICA, IN TEMPI RECENTI, È STATO QUELLO DI COMOTTI, MA WM 1 NON SE NE È MINIMAMENTE ACCORTO.

6) > Sintesi di fiction e non-fiction diverse da quelle a cui siamo abituati (es. il “gonzo journalism” alla Hunter S. Thompson), un modo di procedere che oserei definire “distintamente italiano”, e che genera “oggetti narrativi non-identificati”.

BASTA CON ‘STA MENATA DEGLI OGGETTI NARRATIVI NON IDENTIFICATI, IN REALTÀ IDENTIFICABILISSIMI.

7) > Ultimo ma certamente non ultimo, un uso “comunitario” di Internet al fine di – qui uso un’espressione di Genna – “condividere un ABBRACCIO con il lettore“.

PURCHÉ INTERNET NON VENGA USATO PER ANNIENTARE IL DISSENSO:-/

(Giotto, “Il caldo abbraccio” )

A un certo punto è intervenuto Sergio Garufi:

«… Non mi piace la digressione eco-apocalittica, che continuo a pensare non c’entri nulla né qui né nel memorandum del NIE, anche perché dilettantesca nell’esposizione e nei toni (anche questo è “assunzione di responsabilità”), e soprattutto non la considero credibile come riflessione a supporto del memorandum sul NIE, che a mio avviso resta una beffarda e per certi versi geniale beffa mediatica sullo stile di quelle del Luther Blissett Project o delle false teste di Modigliani. Il problema è che quelle teste, nel caso del NIE, sono state prese sul serio non solo da molti addetti ai lavori, ma dagli stessi autori, che hanno finito per credersi l’incarnazione di Modigliani.»

[Postato Mercoledì, 8 Ottobre 2008 alle 2:27 pm da sergio garufi ]

Tale commento è stato curiosamente tollerato, probabilmente perché da Bologna non era ancora pervenuto il bollettino con l’aggiornamento della lista nera dei nemici del NIE

La mia replica, invece, è stata cassata lì per lì:

«Chissà perché se dico io che il NIE è una beffa alla Luther Blissett scatta la censura. se lo dice garufi ci può stare». 

La cosa della beffa, peraltro, l’avevo già espressa molto prima di Garufi:

http://lucioangelini.iobloggo.com/824/smascherata-la-nuova-beffa-dei-luther-blissettwu-ming/&y=2008&m=04

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Martedì, febbraio 24, 2009

LOREDANA LIPP’ERINNI AL CARNEVALE DEL NIZ

(Loredana Lipp’ERINNI al carnevale del NIZ, New Italian Zdanovism)

Poche persone riescono a far montare la Lipp’Erinni su tutte le Erinni (o Furie) come il titolare di questo blog. Per impedirgli di postare qualsiasi cosa (bella, brutta, in topic o fuori topic) è disposta a passare pressoché *tutto* il tempo di veglia accucciata all’ingresso del proprio blog (vedi il post di due giorni fa), pronta a controllare gli IP degli avventori intenzionati a lasciare un commento e a cospargere di immediato Censurìn qualsiasi contributo di sentore anche solo vagamente angeliniano. Una fatica davvero improba, a un tempo immane e inane.  

Il bisogno della Lipp’Erinni di “vivere con un nemico” fa venire in mente il protagonista dello stravagante film “How Harry became a tree” (Il sogno di Harry), di Goran Paskaljevic. Nel film, l’iroso e ottuso Harry Maloney è tormentato da un incubo ricorrente nel quale si vede metamorfosato in albero, pronto per essere abbattuto e trasformato in bare. Nella mente di Harry Maloney un giorno si affaccia la strana idea di trovarsi un nemico e dopo varie riflessioni la sua scelta cade sul gestore del pub del villaggio: distruggerlo diventa la sua ossessione… eccetera.

Ma non è stato sempre così. Ci fu un tempo, appena prima che a Roberto Bui saltasse in testa di segnalare quanto lui e i suoi amici – tra gli anni 1993 e 2008 -, fossero stati neo-epici, in cui la Lipp’Erinni non aveva difficoltà ad ammettere:

Lucio, sul tuo blog ci sono post molto interessanti  e molto ben scritti. Personalmente li leggo tutti i giorni”…

Purtroppo, dicevo, sopravvenne quell’inatteso LITTLE BANG (= la scorreggina del NIE), che la Lipperini non esitò a scambiare per un BIG BANG. Il fascino che Wu Ming 1 esercitava su di lei, infatti, era tale che piuttosto che disobbedirgli si sarebbe fatta torturare con la motosega. “Loredana”, le aveva detto chiaro e tondo Wu Ming 1, “da oggi in poi sarebbe bene che anche tu assumessi un aspetto adeguatamente neo-epico! Basta con ‘ste vecchie palandrane post-moderniste. Scegli tu il personaggio mitologico in cui identificarti, ma mi raccomando: tolleranza zero per chi non crede alla nostra bufala!”.

Fu così che la dolce Lipperini, per non contraddirlo, si trasformò in agitatissima Lipp’Erinni. Il blog  “Lipperatura” venne tosto recintato con fil di ferro ad alta tensione e trasformato in esclusivo Resort per wuminghiani di provata fiducia. Con la stessa funzione delle mitiche Oche del Campidoglio, infine, vennero fatte appollaiare su altissimi trespoli le acquiescenti A. Luisa, Zooberei, Claudia B. e altre pennute capaci di schiamazzare rumorosamente all’avvicinarsi del Nemico. 

“Certo, l’opera di moderazione e ‘pulizia’ che Loredana compie quotidianamente le sottrae tempo per fare cose più costruttive”, ha dichiarato con finto rammarico Wu Ming 1 qualche giorno fa.

“Ah, sì, la Lipp’Erinni è fin troppo paziente!”, gli ha subito fatto eco A. Luisa, con la stessa intonazione con cui Meg – nell’incipit di Piccole Donne – sospira: “Che cosa tremenda esser poveri!”.

 “Solo la tua incredibile pazienza e curiosità ti permette di filtrare”, ha pigolato per concludere Claudia B.

Bisogna dire che – qualche mese fa – Lucio Angelini provò a far capire alla Lipp’Erinni che la sua era tutta fatica sprecata. Nei giorni in cui lei allentava la vigilanza, infatti, gli altri commentatori discutevano con lui (opportunamente occultato dietro nick) con assoluta tranquillità, senza mai trovarlo né scemo né spammatore come la Lipp’Erinni avrebbe senz’altro preferito che apparisse loro.

Il 22 settembre 2008, nei commenti al post “VILIPENDIO ALLA LIPPERINI”

http://lucioangelini.wordpress.com/2008/09/22/vilipendio-alla-lipperini/

tale Karl-Heinz Mezzogaudio osservò:

“Non mi sembra che la Lipperini faccia mistero del fatto che modera i commenti di alcuni indesiderati. La scelta della moderazione dei commenti credo sia a totale discrezione del blogger padrone di casa, che non è tenuto a giustificarla con nessuno, come chi commenta non ha nulla da pretendere al riguardo né può obbligare chicchessia ad accettare i suoi commenti. Quindi non ha senso gridare alla censura: nessuno è obbligato ad accettare in casa propria qualunque visita, e ha il diritto indiscutibile di rifiutare quelle di persone la cui compagnia non gradisce. Se la Lipperini non gradisce (più) la compagnia di Lucio Angelini, il tentativo di imporre quest’ultima da parte di Angelini stesso non può che essere avvertito come ‘molestia‘.”

Angelini rispose:

“Il blog della Lipperini è APERTO AI COMMENTI, sia firmati sia anonimi. Quindi anche ai miei, che può cancellare, appunto, solo se vuole AUTO-INFLIGGERSI tale MOLESTIA. Ne ha appena cancellato un ennesimo in cui replicavo a un tale che mi insultava in maniera a lei gradita. Altrettanto libero sono io di infliggermi la molestia di segnalare nel mio blog le sue contraddizioni zdanoviste.”

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Mercoledì, febbraio 25, 2009

SERGIO GARUFI SUL CONSENSO DEL PARLAR MALE

(Sergio Garufi) 

Uno dei primi dei circa 450 commenti (destinati – peraltro – a crescere) accumulatisi in coda al post Nella stanza separata di Emanuele Trevi su Nazione Indiana recitava:

«Lucio Angelini ha deviato e monopolizzato questa discussione, rendendo un pessimo servizio a Trevi, a Garboli, a Sorrentino e a Nazione Indiana.»

Nessuno, però, (e meno che mai Wu Ming 1, per il quale ogni aumento di risonanza intorno alla sua stronzatina è grasso che cola) ha più trovato alcunché da ridire quando la discussione è proseguita per centinaia di altri commenti completamente off topic. Il topic sarebbe stato la ripubblicazione della prima raccolta di saggi del defunto Cesare Garboli. L’off topic la recente pubblicazione del saggio del novello Geno Pampurioni.

Voglio qui raccogliere gli interventi dello smaliziato Sergio Garufi, che ho visto crescere negli anni (dai tempi di it.cultura.libri) fino a giganteggiare tra gli squallidi nani dell’oggi°-* (Nessun riferimento a Brunetta, per carità. Alludo alla semplice statura morale. N.d.r.)

1) Emanuele Trevi è un grande, questo è un bellissimo pezzo. Fra l’altro oggi sempre su Alias stronca il NIE di Wu Ming1, e che stronchi lui, che non parla mai male di nessuno, è proprio significativo.

2) (A Wu Ming 1). Mi scuso per l’OT, ma a proposito della “Redazione di Carmilla”, Emanuele Trevi non era da lei ritenuto un critico dall’autorità indiscussa (“data l’autorevolezza del recensore”) che scrive “recensioni splendide” come quella su Battisti, o un critico smette di essere autorevole quando non apprezza più quello che scrivi?

3) (Sempre a Wu Ming 1) Se è uno giudicato autorevole quando concorda con te (vedi il caso Battisti) e diventa un fesso nel momento in cui ti critica, qualche sospetto viene. ad ogni modo faccio i miei complimenti sinceri a WM1, col suo saggio è riuscito a mettere d’accordo critici che la pensano diversamente su tutto (per es. Carla Benedetti e Belpoliti).

4) A me non sorprendeva il silenzio della critica ufficiale sul saggio di WM1, perché penso che sia talmente sconclusionato e dilettantesco che l’unica reazione possibile da parte loro fosse quella. Ed è vero, come dice WM1, che il pezzo di Trevi sul NIE non è uno dei suoi migliori. Lui sempre così chiaro nell’esposizione degli argomenti qui invece è imbarazzato, confuso, non sa da dove iniziare, e forse l’unica cosa sensata e appropriata è proprio quel NO perentorio ripetuto in modo stizzito. Che si può dire, infatti, di un saggio critico sulla nuova narrativa italiana che istituisce la categoria degli “UNO”, gli oggetti narrativi non ben identificati, i libri che non si sa bene come classificare? Che se ne può dire seriamente, intendo, se non che ricorda la tassonomia fantastica di Borges circa gli animali che si dividono in a) appartenenti all’imperatore, b) imbalsamati, c) addomesticati, d) maialini di latte, e) sirene, f) favolosi, g) cani in libertà, h) inclusi nella presente classificazione ecc? Ecco, per me il NIE è una tassonomia letteraria che istituisce la categoria de “i libri inclusi nella presente classificazione”. Poi magari il saggio di WM1 in futuro ispirerà un altro capolavoro come quella tassonomia borgesiana ispirò “Le parole e le cose” di Foucault, ma sarà qualcosa di totalmente involontario, e ad ogni modo Borges scherzava… Perché il problema è che anche una stroncatura è una forma di legittimazione, vedi per es. la recente punzecchiatura delle vespe di Chiaberge proprio sul NIE, tant’è che nel loro sito i Wu Ming danno molto risalto alle liquidazioni più brutali della Benedetti e a quest’ultimo pezzo di Trevi. Il consenso oggi si fonda soprattutto sul parlar male, i programmi di maggior successo (vedi il Grande Fratello) nascono già con la loro satira incorporata (la Gialappa’s), Fabrizio Corona e la Gregoracci devono il loro successo ad uno scandalo infamante che li ha portati alla ribalta. La critica letteraria ufficiale in genere ignora ciò che non considera meritevole di attenzione, oppure si limita a una battuta denigratoria, come appunto Carla Benedetti, ma perché è tale il divario che non ci si mette neppure. Sarebbe come lamentarsi che Federer non voglia giocare a tennis con noi che ci vantiamo di essere arrivati in finale al campionato interregionale under 16. In più c’è il fatto che quello della rete è un ambito molto diverso dalle pagine dei giornali, anche solo per ragioni oftalmiche, qui prevalgono le battute brillanti, non i ragionamenti, per questo mi ha stupito l’intervento di Trevi in questo thread, e se da un lato mi auguro che voglia frequentarlo con assiduità, che sarebbe di arricchimento a tanti, dall’altro in tutta onestà non glielo consiglierei. Il rischio è la fine che ha fatto un fine biblista, un accademico di 60 anni invitato a discutere in tv con Antonio Socci che gli dava dell’incompetente e lo irrideva. In ogni caso mi fa piacere che almeno per una volta il “buonista” Trevi ci abbia parlato di cosa non gli piace (anche se nel commento ha corretto il tiro sottolineando ciò che gli piace di WM). Onofri in “Recensire” glielo rimproverava, ricordando quando nelle “Istruzioni per l’uso del lupo” lui raccontava il proprio apprendistato all’università e il fatto che desse 30 a tutti gli esaminandi. Garboli, uno dei suoi padri adottivi, aveva tante cose da prendere ad esempio – e mi limito in questo caso a elogiare la sua cultura interdisciplinare, come i suoi magnifici discorsi sull’arte, che mi sorprende sempre constatare quanto poco i critici della mia generazione la conoscano (non Trevi, che difatti da Garboli ha preso molto) – ma la sua idiosincrasia verso la stroncatura era a mio avviso deleterea, e dare solo 30 a tutti i libri di cui si parla significa non fare un buon servizio al lettore, il vero e unico interlocutore di ogni critico letterario.

5) (A Gianni Biondillo) “Critica ufficiale” è lessico da NIE, lo usavo appunto per farmi capire. se controlli su google vedrai che all’espressione si accompagnano spesso complimenti tipo “pugnettari” ecc.; per cui, per rispondere alla tua domanda, direi che si tratta di una categoria liquida, a volte sta nelle accademie a volte no, a volte risparmia un critico e magari pochi anni dopo lo fulmina come un anatema (vedi Trevi battistiano e quello di oggi). in definitiva l’unica caratteristica certa che contraddistingue “la critica ufficiale” è il non apprezzare il NIE.

6) … credo che sarebbe un bel passo avanti partire da qui, e cioè dalla buona fede dell’interlocutore, invece di accusare chiunque lo critichi di non averlo letto o di difendere il proprio orticello contro un altro che lo avrebbe invaso (le espressioni usate da WM1 in commenti o interviste varie sono molto più colorite, parla di gente che marca il territorio pisciandovi ecc). proviamo ad affrancarci per un attimo dal vizio di ragionare per schieramenti, per dicotomie oppositive (guelfi e ghibellini, pandoro e panettone). ora prova a immaginare il contrario, e cioè che non ti sia piaciuto, come a me e ai “pugnettari” della “critica ufficiale”: perché avresti l’obbligo di parlarne, se lo ritenessi una baggianata?

7) … trovo questo dibattito sul NIE divertente e istruttivo. Era molto divertente per esempio il confronto radiofonico a fahreneit tra Lipperini e Ferroni [sulla wuming-dipendenza della Lipperini si veda il post di ieri, N.d.r.], con la prima che incalzava il secondo come Socci col biblista accademico; oppure gli interventi di Girolamo De Michele su Carmilla con l’invenzione di un Benjamin newagizzante a puntellare il saggio di WM1, roba che Agamben si rivolterà nella cattedra. Un Benjamin più simile a Button che a Walter, con quella sua escatologia rovesciata tutta tesa a propiziarsi il passato (diciamo il periodo fra il 93 e il 2008), anziché il futuro. Ma la vera folgorazione l’ho avuta in un commento di questo thread, quando WM1 si è appoggiato all’autorità di Serino, e ha scritto: “almeno Serino…”. Ecco, quelli sono dei momenti che valgono una vita, tipo quando Ulrich legge su un giornale che un cavallo da corsa era stato definito “geniale”, e in quel preciso istante capisce di essere “un uomo senza qualità”. Leggendo “almeno Serino” io ho visto all’improvviso il nuovo spirito del tempo, “l’annuncio di una rigogliosa estate”, ho avuto la consapevolezza che è definitivamente saltato un sistema di riferimento, un’assiologia, una visione del mondo.

8) … negli stati uniti c’è stato un lungo e appassionato dibattito in questi anni sull’antielitismo, considerato uno dei pilastri culturali della demagogica e populista ideologia di destra che si affermò lì e anche da noi nell’era bush e berlusconi. in rete puoi trovare un riassunto abbastanza esaustivo di questo dibattito sul blog di sofri jr, basta digitare su google antielitismo e wittgenstein (il nome del blog). l’antielitismo si fonda sul rifiuto del principio di autorità e su una falsa democratizzazione della società, la cui classe dirigente non sarebbe più espressione dei migliori, ma specchio del paese. pensa a berlusconi, quando attaccò i giudici o chiunque non fosse d’accordo con lui perché rivestiva quel ruolo per aver fatto un concorso mentre lui godeva dell’investitura del popolo, come se la gente disponesse degli strumenti necessari per capire chi è più meritevole da eleggere come primario d’ospedale o direttore del c.n.r . o pensa al linguaggio del potere, che non è più l’oscuro latinorum che atterriva il povero renzo manzoniano, bensì il “ce l’ho duro” di bossi, le barzellette idiote del premier, il lessico basico di gasparri…d’altronde è stato proprio franco cordelli, di recente e a proposito di certi atteggiamenti tipici wuminghiani, a far notare come molte idee di destra siano trasmigrate a sinistra, vedi l’accusa di “invidia” rivolta a chi critica libri molto venduti. stupirsi perché chi scrive su liberazione non ama la demagogia del rifiuto dell’autorità è perlomeno ingenuo, a parte che tutta l’espressione (”Ma non eri un compagno che scriveva per Liberazione?”) è perlomeno ingenua. l’autorità esiste, in tutti i campi, rifiutarla suscita un facile consenso ma equivale a negare la realtà. se lavori in università è paradossale che tu ti faccia paladino di questi pregiudizi, perché quello è uno dei luoghi elettivi dell’autorità. il professore non è sullo stesso piano dello studente, e neppure del dottorando, c’è una gerarchia che può non piacere, può essere contestata e svillaneggiata ma persiste, inamovibile. è il professore che giudica l’allievo, gli dà un voto, lo promuove o lo boccia, indipendentemente se occupa quel ruolo con merito o meno. ma questo accade ovunque. io sono un libero professionista, in teoria non dipendo da nessuno, eppure un datore di lavoro c’è sempre, e nel mio caso è il cliente. è lui che se non compra più di fatto mi costringe a chiudere. anche nella democraticissima rete è lo stesso. le parole di chi scrive un post qui hanno un’evidenza e un risalto maggiore di chi scrive un semplice commento. il problema non è il “qual’è” su cui si è fatta altra demagogia patetica, con le sollecite e gratuite solidarietà (anche a me, anche pasolini). certo che gli errori li fanno tutti, che discorsi, ma se un dottorando sale in cattedra e pontifica ha responsabilità maggiori, e se io non rifiuto il principio di autorità, perché so che continuerebbe ad esistere anche se lo negassi, dal mio banchetto in fondo alla classe mi permetto comunque di fargli la pernacchia. cosa che non farei per esempio a un compagno di banco, che è al mio stesso livello e che parlando probabilmente non aveva alcuna velleità di spiegarmi “gli incroci tra critica e semiologia” e “il concetto di stile di gusto”. ferroni può legittimamente non piacere, può commettere errori marchiani, ma quel che è certo è che appartiene alla ristretta cerchia di persone che “fanno” il canone, l’elenco degli autori e delle opere che i nostri figli studieranno un domani. qello che leggiamo è il frutto di mille filtri: ciò che gli editor decidono di pubblicare, ciò che arriva effettivamente in libreria, ciò che viene recensito e pubblicizzato; fingere di ignorarlo può essere consolatorio, come se fossimo noi gli artefici di tutto. ma noi determiniamo ben poco, e pure le classifiche, che dovrebbero essere l’apoteosi del lettore comune che si ribella all’autorità e se ne infischia delle recensioni, in realtà sono frutto di mille condizionamenti, ben più sottili, efficaci e subdoli di quelli di una stroncatura su alias. il minimo che possiamo fare è cercare almeno di esserne consapevoli.

9) … non voglio convincere nessuno della mia opinione negativa circa il NIE, men che meno i fan di wu ming che mi danno dell’omertoso. m’interessa però, e molto, il tema del rifiuto dell’autorità e dell’antielitismo, che carsicamente riaffiora in questa discussione, e che a mio avviso è legato a pratiche di potere e condizionamento e che innerva pure la struttura del NIE. pensavo a un bel saggio di david foster wallace, non ricordo dove anche perché non ho più i miei libri con me, in cui si analizzava con grande acume la comunicazione di un famoso spot della pepsi, quello il cui slogan dice: “the choise of new generation”, dove i pubblicitari sono riusciti a far passare un riflesso pavloviano per una scelta deliberata (la massa di giovani che accorre al baracchino della pepsi in spiaggia appena sente il rumore delle bollicine della bottiglietta stappata). anche l’idioletto basico e becero del potere persegue le stesse finalità, vuole produrre identificazione, io che sono uno importante parlo come te quindi fidati, ti capisco. è una trappola, seppur lusinghiera, questo falso egualitarismo. non è vero che “è tutto intorno a te”, come dice la pubblicità di vodafone e di mediolanum. mi vengono in mente pure gli studi di antropologia del turismo, forse i primi ad accorgersi di questo fenomeno, lo snobismo di massa, quando evidenziavano come il discorso della promozione turistica dovesse essere antituristico, perché oramai il turista ha fatto suo il disprezzo che il viaggiatore gli riservava. come crizia, il cretese bugiardo, il turista enuncia instancabilmente un paradosso, dicendo di continuo “io non sono io”, cioè in sostanza nega se stesso e si disprezza. cos’hanno in comune tutti questi esempi eterogenei che ho fatto? appunto l’antielitismo, una pratica di potere che attraverso la comunicazione vuol farci credere che ognuno di noi esprime delle libere scelte (i giovani pavloviani della pepsi); è speciale, al centro dei loro interessi (vodafone e mediolanum, il turista); e che non esistono gerarchie, perché il potente è uguale a noi (il linguaggio di berlusconi ecc). il risultato è una massa di persone atomizzate, che fanno le stesse cose degli altri mentre pensano di essere unici e irripetibili. come in quella storiella di logica sulla donna americana di nome norma, che veniva importunata al telefono ad ogni momento dai sondaggisti per conoscere le sue preferenze in fatto di detersivi, proprammi televisivi o candidati presidenziali, e quando si stufa e chiede perché interpellano sempre lei un sondaggista onesto risponde che lei è l’unica ad essere interpellata perché incarna alla perfezione i gusti dell’americano medio, per cui sapere chi voterà significa sapere prima chi sarà eletto. al che lei protesta, dice “non è vero, io sono unica e irripetibile”, e il sondaggista replica “appunto”, ossia come l’americano medio. il fine del potere è sempre lo stesso da migliaia di anni: divide et impera.

10) … ho deviato il discorso su altri ambiti per diverse ragioni, la prima perché è falsa la contrapposizione tra muffiti accademici detrattori del NIE vs. “giovani critici” (definizione di dimitri) estimatori del NIE. trevi non è un accademico, per dirne uno. l’unica cosa che hanno in comune ferroni, belpoliti, trevi, carla benedetti, la porta, rondolino ecc (fra un po’ l’elenco sarà talmente lungo che somiglierà al censimento di un formicaio) è che non gli è piaciuto quel libro, e l’unico grande merito del saggio di WM1 per me è proprio quello di aver messo d’accordo gente che la pensa diversamente su quasi tutto. in quanto al testo ho già detto che mi riconosco in molte osservazioni di trevi, quando parla di “dittatura della trama”, di “mistica del romanzo” e “culto delle classifiche”. continuare a scannarsi con questa logica di contrapposizione non ha molto senso. ogni volta che mi inserisco in una di queste discussioni finisce che tutta la ciurma delle mie nere ombre junghiane prende il sopravvento, ed io, come benito cereno, so con certezza che a salvarsi sarà solo la parte più idiota di me, perché a lei soltanto è destinata quella stucchevole, cerulea indignazione.

11) Niente da fare, pur con tutta la buona volontà trevi e cortellessa non cambiano idea. vabè, consoliamoci, “almeno serino…”

12) Il primo commento è ciò che ha dato il via a questa discussione, se no ce ne sarebbero stati solo 3 di una riga ciascuno in cui si facevano i complimenti all’autore per il pezzo su garboli. io finora ho visto che nessuno sostanzialmente si è schiodato dalle proprie posizioni, anzi in certi casi si irrigidiscono ulteriormente, vedi trevi. l’unico beneficiario di tutto questo sei tu, e l’obiettivo non è tanto il desiderio di legittimazione da parte di chi altrove si schifa (”la critica ufficiale”) – che sarebbe l’ennesimo paradosso del tuo saggio, dopo il voler incarnare “sia l’anarchico bombarolo che il carabiniere a cavallo” – quanto piuttosto la creazione di un “caso” intorno al tuo libro, perché solo con accese polemiche ci s’impone all’attenzione del pubblico. e in ogni caso per la legittimazione c’è sempre serino…

13) … e chi li dimentica i lettori? la creazione di un caso è in funzione loro, per destare la loro attenzione, mica serve a chiarirsi con i critici.

14)… l’appello all’autorità di serino non è solo un segno dei tempi, lui incarna l’apoteosi del bee-jay, il “promotore letterario” per eccellenza, quello che ti vende i “titoli spazzatura” creando i casi con la critica urlata, denunciando i plagi da operetta e scoprendo gli inediti dell’acqua calda. serino è la critica al tempo dei wu ming.

15) “L’appello all’autorità di Serino è, molto ovviamente, un’invenzione di Garufi” (Wu Ming 1).

No guarda, nessuna mia invenzione. Rileggiti il tuo commento del 16/2 alle h13, parli dell’accoglienza critica al tuo testo, e fra le voci favorevoli citi, con notevole sprezzo del ridicolo, Mastrantonio, Serino con riserva e una nota di Forlani. Non aggiungo altro.

16) Basta col principio di autorità, con questi fossili che presidiano le terze pagine e non capiscono il nuovo, diamo voce alla gente comune, un bel televoto sul NIE!

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Lunedì, marzo 02, 2009

DI QUELLA TORCIA L’ORRENDO FOCO…

[Ruderi del rifugio Popena e ruderi dell’escursionista Lucio Angelini:-) ]

Ieri sera, al ritorno da una ciaspolada in val Popena (gruppo del Cristallo, Cortina) con il Cai di Venezia, ho trovato ad attendermi un inquietante commento in coda al precedente post sulle paure dei critici:

«In girum imus nocte et consumimur igni».

Wikipedia mi ha aiutato a ricordare che la frase “andiamo in giro di notte e siamo consumati dal fuoco” potrebbe riferirsi tanto alle falene che, attratte dalla luce di una lanterna, finiscono per auto-arrostirsi, quanto alle torce stesse che si consumano bruciando.

Secondo la prima interpretazione sarei, dunque, una falena destinata a miserrima fine perché attratta dal fuoco abbagliante del NIE, nel secondo caso la torcia stessa destinata a esaurirsi bruciando… e qui ammetto che tra inumazione e cremazione preferisco senz’altro la seconda pratica.

«Nel medioevo – aggiunge Wikipedia – si credeva che la frase fosse magica e, scritta su un foglietto, andasse bruciata per trovare la formula della pietra filosofale. In altre circostanze la frase è stata considerata esoterica o satanica

“Eh no!!!”, mi sono detto a quel punto. “I satanisti noooo! Vabbè che gli ex Luther Blissett, oggi Wu Ming, specialisti in bufale (ultima in ordine di tempo, benché mal riuscita, quella del NIE) si misero in evidenza proprio con una beffa sui satanisti, come racconta la loro sacerdotessa storica Loredana Lipperini qui:

http://www.repubblica.it/online/sessi_stili/blissett/blissett/blissett.html 

[si noti il titolo del paragrafo “QUANDO LE FIAMMELLE DIVENTANO LANTERNE“, N.d.r.].

ma i satanisti nel mio blog NON CE LI VOGLIO!!!  Andate retro (= affanculo), dunque, adoratori del Male. Niente diavoli, ma solo angeli, per l’angelico Angelini, indefesso cultore del Bene (che è Verità) e immarcescibile avversario del Male (che è Menzogna)” °-*

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martedì, marzo 03, 2009

… ET CONSUMIMUR IGNI:- )

HORROR-IMAGE: The Neo-Epic Man burning Lucio Angelini

(Da http://indiapoly.com/content/horror-image-the-iron-man-burning-common-man.html )

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Giovedì, marzo 05, 2009

JULIA E GHEGA

Capita spesso che i frequentatori di un blog scrivano commenti più interessanti del post stesso da cui prendono spunto.

Mentre rinuncerei sempre volentieri agli interventi di chi – a seconda delle lune – ripete pappagallescamente quello che è già stato scritto nel post o dà sfogo a incomprensibili cateratte di insulti, sono particolarmente fiero di annoverare tra i miei commentatori Julia e Ghega. Leggete, per esempio, che cosa hanno scritto in coda al post “Sergio Garufi sul consenso del parlare male”:

http://lucioangelini.splinder.com/post/19935432/SERGIO+GARUFI+SUL+CONSENSO+DEL

Stralcio:

«La società civile per crescere ha bisogno di intellettuali coraggiosi maturi (consapevoli del proprio ruolo), gli intellettuali coraggiosi per crescere e per non diventare martiri hanno bisogno di una società civile matura (una società che conosce se stessa, la propria sostanza, anche attraverso la trasmissione di piccole e grandi verità negate). Penso che in Italia, oggi, la partita sia da giocarsi sull’assestamento di questo delicato equilibrio.» (Ghega)

«L’uso di una coscienza critica autonoma è l’unica arma che abbiamo di fronte a ciò che sta accadendo, una coscienza critica individuale che, quando espressa, scopre di non essere sola.» (Ghega)

«La grandezza dell’intellettuale non sta nell’essere voce singola ma nel creare voce collettiva. C’è sempre questo pericolo quando si parla di Pasolini, il pensarlo come cultore della solitudine civile, ma così non è. La parola individualismo esce così tanto spesso nei vostri discorsi da dare il senso alla mancata PARTECIPAZIONE sociale in questa nostra italietta da CRISI isterica. Ma Pasolini non era solo, piuttosto i tentativi di lasciarlo solo erano così efferati da avergli procurato il silenzio finale con il suo assassinio. Era talmente COLLETTIVO da essere letto e discusso da migliaia di uomini e donne che lo ascoltavano.» (Julia)

«Julia, dire “coscienza critica individuale” non è dire individualismo, vuol significare autonomia di pensiero e, qualunque sia il nostro grado di partecipazione all’interno di quelli che chiami “insiemi”, non è sacrificabile in nome della partecipazione stessa. La paura dell’insieme nasce quando l’insieme non lo si pratica, lo si ingigantisce e idealizza, quando se ne fa pratica, invece, lo si conosce e se ne riscontrano potenzialità e limiti…» (Ghega)

Eccetera.

(Immagine da http://2006.poff.ee/sleepwalkers/upload/1/pasolini%5B1%5D.jpg )—–

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Venerdì, marzo 13, 2009

EL GAROUF, EL WU MING 1 E LA NEMESI DI VMO

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(La mamma dei VMO, alias Wu Ming 1 e Giuseppe Genna)

Diceva di me il troll Funicolì Funicolà su Nazione Indiana, ed esattamente QUI il 25 febbraio scorso:

«Scrive più caxxate luc’angel (sic!) in un solo post, a volte in appena due righe di commento (sic!), di quante wu ming-one & cortellessa riuscirebbero a mettere insieme in due o tre vite (o in quattrocento e passa commenti a uno scritto del quale non gliene è fregata una santa mazza fin dal primo momento: l’è istèss). la capacità tentacolare di questo troll anagrafizzato è veramente prodigiosa, visto che è riuscito a conquistare alla sua causa anche uno spirito libero come el garouf »

A lui Sergio Garufi:

«Ti ringrazio per lo “spirito libero”, ma vorrei farti notare che è proprio dall’indifferenza verso i miei temporanei compagni di viaggio, ogni volta diversi, che si misura la mia libertà di giudizio. oggi per es. sul NIE mi trovo assieme a carla benedetti, con la quale in passato ho polemizzato aspramente (sulla restaurazione, o su un brano di “lettere a nessuno” a proposito della casa con pedullà). questo certo non garantisce che i miei giudizi siano sensati, ne garantisce solo l’indipendenza. è che non appartengo ad alcuno schieramento e rifiuto quelle logiche tribali. la mia estraneità alle varie combriccole mi permette di dire esplicitamente ciò che altri per convenienza e bon ton si limitano a sussurrare, vedi l’argomento dell’esclusione di “groppi” di scarpa dal NIE, che pincio ha sollevato molto timidamente in questa discussione. la mia è un’estraneità sancita ufficialmente: basta consultare il “who is who” della letteratura italiana (”il dizionario affettivo della lingua italiana”, dove sono censiti centinaia di scrittori) e vedrai che non ne faccio parte

In coda al post di ieri, poi, sempre uno spirito libero come el garouf chiariva:

«Guarda Angelini, io ho sempre pensato che tu fossi un troll fastidioso, e questo sia prima che prendessi di mira me che dopo, cioè ora che mi rivolgi qualche complimento, ma questa cosa che Wu Ming1 ha cambiato il titolo del suo pezzo (part 2 anziché 2a parte) per timore che chi lo digitasse su google venisse dirottato sul tuo blog anziché su Carmilla è fantastica, è la prova definitiva che tu sei la nemesi di VM0. Per chi non lo sapesse, VM0 fu un blog simile al tuo anche nella grafica pop che fingendo di prendere parte per Antonio Moresco e Carla Benedetti nella controversa diatriba sulla Restaurazione in realtà li pigliava per il culo. In teoria VM0 era l’acronimo di una coppia di omosessuali, in verità si trattava di Wu Ming 1 e Giuseppe Genna, due fra i più acerrimi avversari appunto di Moresco e Benedetti su quella questione. Wu Ming 1 arrivò perfino a scrivere un pezzo sull’Unità di elogio a VM0, cioè a se stesso; un po’ come se Giovanni Chouckadarian oggi scrivesse un articolo su “Il Giornale” pieno di complimenti verso i post di “Silvio” su it.cultura.libri (“silvio” era il nickname di Giovanni Chouckadarian).»

Ricordo che il blog dei VMO è ancora visitabile:

http://www.vmo.splinder.com/

Ne copio-incollo un pezzo che mi riguarda, visto che risale a quando Wu Ming 1 e Giuseppe Genna mi definivano “l’amico nostro carissimopersempre“:- )

«… Sapete tutti come è andata con l’acne/XXX MAS/Nar/cotrafficante/Colonnello Papadopulos cioè l’examico persempre Peppe I (che vdi sotto), a la notizia è che L’ABBIAMO SOSTITUITO IN QUANTO AMICOPERSEMPRE CON LUCIO ANGELINI nella foto scrittore dell’infanzia (concetto Anti-Restaurativo con l’eccezione di Harry ti presento Potter e Geronimo Stilton, che è il nome del figlio di Laroussa!)che ci ha scritto una bellissima lettera sulla internet, con invito inaspettato ad aderire alla sua (di Angelini) campagna (luogo geografico penetrato con significato diverso nella saggezza popolare) inseguito a una DRAMMATICA LETTERA PUBBLICATA SUL SUO BLOG DEI CAZZEGGI DELLE LETTERE, drammatica in quanto denuncia/querela/civile dello stato non solo di Barbieri/TITONCO (con l’appello oggi) che FALSIFICA LE RECENSIONI CONTRO ANDERSEN DELL’INFANZIA E ANGELINI STESSO sulla fogna/inTerNetBooKSHop!!!!!!! »

e più giù:

«… Vogliamo assicurare DAVIDE BREGOLA nella foto non ce l’abbiamo con lui, non abbiamo mai avuto intenzione di danneggiarlo, NON!!!! abbiamo aperto il nostro blog/testata quasi registrata per sottrarre visite al suo (e infatti non è successo) e abbiamo il massimo rispetto per lui, al contrario di quanto insinuano personaggi ambiguissimi come BARBERI che nella foto di quando era bambino aveva già i capelli!!!, uno che si dice grande ammiratore di MORESCO e della ragazza CARLA (=vdi Brullo!!!) Benedetti ma che, inspiegabilmente, si dedica anima (non esiste ma è penetrata nella saggezza popolare) e corpo a vilipendere l’amico nostro carissimo persempre LUCIO ANGELINI. Non è possibile dirsi antirestauratori e nel frattempo insultare gravemente ANGELINI, che è anche egli un antirestauratore!!!! I veri antirestauratori devono stare insieme, se un antirestauratore ne attacca un altro vuol dire che è un RESTAURATORE!!!!»

(Da http://www.vmo.splinder.com/?from=15 )

Seguì, come è ormai noto, la BUFALA del NIE.

(Immagine da www.vmo.splinder.com)

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Lunedì, marzo 16, 2009

COME ORGANIZZARE UNA BEFFA MEDIATICA…

(Vincenzo e Basile VMO)

Come per il NIE, anche allora si mossero l’Unità e la Repubblica…

Da L’Unità, martedì 27 settembre 2005, pag.21

“VMO”, GLI SCRITTORI DIVISI TRA IL MALE E IL BENE
Un blog “surrealista” di due cagliaritani mette alla berlina il sistema-letteratura e diventa un successo in rete. Gli autori “colpiti” un po’ stanno al gioco e un po’ si offendono

di Wu Ming

Saga comunitaria scritta sotto gli occhi di chi legge, vorticare di personaggi veri, falsi e reinventati: scrittori, critici, giornalisti, blogger, oscuri dirigenti laburisti maltesi (?!)… Lingua sfrenata e vertiginosa, sgrammaticature sapienti, jazz improvvisato da cantori sardi. Fra un tormentone e l’altro pare un salto nel buio, eppure… Non una parola è messa a caso, ogni elemento è pervertito in modo sottile o spudorato, così da produrre spiazzamenti. Parole o intere frasi ripetute ad nauseam, e ogni ricorrenza è un grado di diluizione finché il senso è filtrato alla minima dose. Omeopatia. Geremiadi e panegirici respirano di una punteggiatura deviante (“Grande!!!,!!!!”).

Forma e contenuto sono “due tagli della stessa sostanza”, quindi la grafica è all’altezza, anzi, alla bassezza: testo e illustrazioni si scontrano, producono scintille che incendiano la pagina di colori chiassosi e accostamenti emetici. Il paratesto (titoli, note, link) è un insieme di dettagli incongrui, davvero incongrui, tanto da spiccare e divenire memorabile. E’ il sogno surrealista: l’ombrello e la macchina da cucire si incontrano sul tavolo operatorio. Non si è mai vista, una satira così (perché di satira si tratta), e il bello è che può essere fruita al di fuori del contesto, senza conoscere nessun personaggio. Si gode del flusso di parole a un livello primitivo, di esaltazione infantile: DADA! CACA! PIPI’! PUPU’! RESTAURAZIONE!.

Tutto questo su un blog definito da alcuni “il fenomeno web dell’anno”. Si chiama “VMO“, iniziali di uno dei due (presunti) tenutari, Vincenzo Maria Ostuni. L’altro è Basile Pesaro Borgna. Si dichiarano coppia gay di web designer cagliaritani. Fanno continui riferimenti a una misteriosa “web agency” e a lavori per Tiscali e altri grandi committenti, ma l’HTML di VMO è ultra-dilettantesco, lurido di errori.
“Vincenzo” e “Basile” dividono il mondo letterario in due eserciti, l’un contro l’altro armati, e chiunque non si schieri è un nemico. Il Bene e il Male, Ahuramazdah e Ahriman. Compaiono sul web nella primavera scorsa, ergendosi a difesa pasdaranica di un pugno di critici e scrittori e scagliando invettive devastanti – ma sottoargomentate – contro i loro pretesi “nemici”. Tra i Buoni vanno citati gli animatori del convegno contro la “Restaurazione culturale” alla scorsa Fiera del Libro di Torino: Carla Benedetti (a cui s’accompagna una sorta di attributo omerico, “la ragazza”), Tiziano Scarpa (“che noi stimiamo TANTISSIMO”), Antonio Moresco (da antologia il titolo dopo gli ultimi referendum: “Ancora una volta l’Italia non segue Moresco!”) e altri. La schiera dei Cattivi è invece vastissima, praticamente chiunque abbia un successo di vendite: si va da Valerio Massimo Manfredi a Giorgio Faletti (definito “genocida culturale”, aderendo con zelo a una sorta di fatwah apparsa sul blog Nazione Indiana) a Giuseppe Genna, da Gianrico Carofiglio a … Wu Ming. Questi ultimi, ehm, sono indicati come ghost-writer di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, teoria del complotto già proposta da cronisti culturali di scarsa levatura.
Sul fondo roccioso di tale neo-zoroastrismo, i due edificano una teoria cospirativa sulla blogosfera italiana e stendono vaneggianti lettere aperte ai loro idoli, in cui chiedono pubbliche prese di posizione su problemi che paiono enormi soltanto a loro. Destinatario più in voga negli ultimi giorni: l’editore romano Sergio Fanucci, “immenso editore anti-restaurativo”. Nel mentre, però, ci dicono di sé, ci raccontano le loro speranze e difficoltà quotidiane, le gioie e i dolori, e lodano gli “amici carissimi per sempre” in giro per il mondo.

VMO è uno dei blog più frequentati della rete. A seguire le loro peripezie accorrono migliaia di visitatori. Nel periodo luglio-settembre VMO ha sfiorato i ventimila contatti.
Il più recente cavallo di battaglia è l’omaggio/parodia al dialetto neo-molisano usato da Tiziano Scarpa nel suo poema civile Groppi d’amore nella scuraglia (Einaudi). Vincenzo e Basile, ospiti a Malta del loro amico Anton Caracci (menzionato di continuo, una vera ossessione), hanno composto una poesia, Franza o Spagna, scritta in un grammelot meridionale, apologia de “li scritturi antirestaurativi” dal punto di vista di un critico militante (presumibilmente: Carla Benedetti). Alcuni versi, fra i tanti citabili: “E li litturi / […] / se liggono Faletti / se fanno cumplici / d’un ginocidio / lu stillicidio / de pulizzieschi / libbri grutteschi / restaurazziune / disillusiune / lu populu cugghiune .

Dopo gli equivoci iniziali (pare che alcuni elogiati abbiano scritto a Vincenzo e Basile per ringraziarli), si è capito che vero oggetto della satira è la scorciatoia intellettuale del “nientismo” (“non c’è più niente di buono ormai”), con la variante del “quasi-nientismo” (“non c’è più niente di buono ormai, a parte me che sono un genio, e pure i miei amici non sono male”). Ne abbiamo fin sopra le orecchie. In Italia, oggi, mostrarsi apocalittici è una strategia per rimanere integrati. Dire che è finito tutto (“fine del romanzo”, “fine della letteratura” etc.) o quasi (perché resiste un “manipulo di eroi” che “cumbatteno lu cancro de lu best seller”) serve ad avere spazio su giornali e riviste, mantenere posizioni nell’accademia, riaffermare un potere vieppiù minacciato dai cambiamenti. Questi anni sono saturi di lamentazioni, anatemi, nostalgie del bel tempo che fu (“Li granni scritturi / lu Pasulinu / ‘ndove so’ fernuti, / quali distino?“). Decani e sotto-decani della critica hanno abdicato alla loro funzione – capire il mondo studiando i modi di raccontarlo – e hanno messo il cuore in freezer. L’unica risposta sensata è una pernacchia. VMO è vento che soffia tra lingua e labbra, è il cachinno che – in una società sana – dovrebbe seguire la lezioncina del trombone di turno.

Inoltre, come ha scritto un commentatore su un blog: “C’è poesia [in questa operazione] e c’è affetto per la letteratura e chi se ne occupa con passione. Se Basile e Vincenzo non esistono, comunque chi li ha chiamati al mondo vuole loro un po’ di bene, si vede, si legge.”
Alcuni scrittori e critici, chiamati in causa da VMO come appartenenti a questa o quella fazione, hanno deciso di stare al gioco, linkando il blog ai loro siti o addirittura lasciando commenti (un aficionado è il giallista Gianni Biondillo). Altri hanno rivolto a VMO reprimende un po’ biliose. Altri ancora hanno scelto il silenzio. Tutti, ma proprio tutti, si chiedono chi ci sia dietro. E’ quasi sicuro che si tratti di uno o più addetti ai lavori, giornalisti o funzionari di case editrici. A tratti, pare di percepire un tocco femminile. Comunque sia, Vincenzo e Basile proseguono imperterriti, annunciando ogni giorno un nuovo scoop. Grande!!!!!,!!!!
http://vmo.splinder.com

[Da http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/vmo.htm ]

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Da Lipperatura e da laRepubblica del 6 ottobre 2005:

«C’era una poesia di Totò che si intitolava proprio così, ‘e ccorne. Ricordo di averne già utilizzato, anni fa, il finale, nel corso di una polemica con Liberazione. In particolare le ultime due rime:
‘ncoppa a sti ccome fatte nu surriso,
ca pure Napulione era cornuto!.
Mi sembra giusto rievocarle adesso, prima di postare l’articoletto uscito stamattina sul quotidiano: riguarda i
VMO, e ho come idea che un ripasso della produzione poetica del Principe possa, in questo frangente, tornare utile. Il pezzo è questo:

“Grande! Immenso! Avanti così!”. Questo il tormentone quotidiano che accompagna le foto a tutto schermo dei letterati considerati meritevoli (quelle del “gigantesco” Sergio Fanucci si confermano le più frequenti), gli sbeffeggiamenti degli scrittori alla moda, i versi in pseudo-abruzzese (“i litturi/ cumuni murtali/nun butteno via gnenti/come col maiali/se beveno de tutto/se liggono Faletti/se fanno complici/d’un genocidio/ ). Risultato: decine di migliaia di visitatori in poche settimane.

   Sono la Gialappa’s dei blog letterari: si chiamano VMO, si presentano come Vincenzo Maria Ostuni e Basile Pesaro Borgna, coppia omosessuale di Cagliari dedita per passione alla lettura (nonostante i ripetuti errori di grammatica) e per professione allo sviluppo di siti Internet (nonostante la sgangherata veste grafica del blog). Nei fatti, sono i misteriosi agitatori satirici divenuti popolarissimi nella rete, e oggetto di una caccia all’individuazione che fin qui non ha trovato – né lo potrebbe-conferme.
Obiettivo apparente: staffilare gli autori di best-seller, gli stessi che da diversi mesi a questa parte sono nel mirino di un gruppo di critici, scrittori, editori in quanto agenti di una “Restaurazione” che soffocherebbe ogni voce fuori dal coro. Bersagli principali (e apparenti) dei VMO sono dunque Valerio Massimo Manfredi, Camilleri – storpiato in Cammellieri – e gli autori di gialli in assoluto. Gli idoli (più che apparenti)  sono i neoapocalittici che lamentano la morte dell’impegno e lo strapotere dei mediatori culturali conniventi con il potere.  Dunque, anatema a Faletti, viva Antonio Moresco: è quanto fanno i VMO usando caratteri cubitali giallo limone, azzurro cielo e rosa fucsia e disseminando nel web proclami e poemi. Uno, in particolare, è passato di sito in sito: lu kantu de lu ‘rniturinchia, che mette in burletta, fra l’altro, il celebre libro di Umberto Eco.
  Per alcuni  eredi diretti del dadaismo (Tristan Tzara alla mano), per altri inguaribili autoreferenziali, dell’autoreferenzialità  i VMO sembrano semmai i sorridenti fustigatori: e il mondo editoriale che esce dai loro stralunati racconti sembra giustamente simile all’inesistente Repubblica di Molvania, culla della polka e della pertosse (e sicuramente abitata da ornitorinchi).»

(LOREDANA LIPPERINI)

MIO COMMENTO (già allora!!!):

Lipperini collusa!

Postato Giovedì, 6 Ottobre 2005 alle 1:08 pm da Lucio Angelini

Da:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2005/07/21/cose-che-accadono-in-giro-reloaded-2/

«… già prima di VMO, sui loro blog Angelini e Iannozzi proponevano eterodossi e inattesi accostamenti di colori, secondo me VMO è un’estremizzazione dell’approccio angeliniano/iannoxiano, nella direzione di una grafica apparentemente inaffrontabile, e che pure rimane impressa. È – nel senso più letterale – memorabile.»

Postato Venerdì, 22 Luglio 2005 alle 2:07 am da Wu Ming 1

«Attenzione segnaliamo sul nostro modesto ma combattivo blog un post per noi importante sul signor Daniele Brolli, che secondo noi rappresenta l’opposto rispetto all’onesto genere alla Dazieri, per intenderci. Signor Wu Ming prendiamo atto che la sua non era una critica a Peppe Iannozzi bensì un complimento sottile alle nostre scelte, lo scrivevamo anche a Massimiliano Parente oggi stesso soffermandoci su quella che è per noi grafica un po’ shock, cerchiamo di fare in modo che i colori accompagnino il testo e anche in un modo provocatorio anche se la provocazione non ci appartiene molto al contrario di altri esponenti della cultura gay sarda (ricordiamo tutti il celebre disegno del finocchio che prende a calci la pera, e il finocchio sarebbe lo spregiativo dell’omosessuale mentre la pera sarebbe Marcello Pera! Il presidente del Senato!) perché noi abbiamo un’altra storia. Ci piace tanto la sua definizione che è “memorabile” e la utilizzeremo. Ci dispiace se nel nuovo post abbiamo usato toni un po’ bruschi ma non avevamo ancora letto la sua importante precisazione comunque noi non trascendiamo mai i modi di una polemica civile che aiuta tutti a crescere. Con stima,

VINCENZO (che ha scritto) e BASILE (che dorme ma è d’accordo su tutto)»

Postato Venerdì, 22 Luglio 2005 alle 3:07 am da VINCENZO MARIA OSTUNI

«VMO, mi arrendo. Vi metto fra i link, anche se non siete d’accordo con me (sul piano della discussione intellettuale eccetera).»

Postato Venerdì, 22 Luglio 2005 alle 10:07 am da La Lipperini

«ATTENZIONE s.g.ra Lipperini noi non intendevamo nè abbiamo inteso di offenderla in ALCUN MODO perchè è chiaro che la stimiamo TANTISSIMO ma siamo fieri avversari non politici ma intellettual culturali sul fatto della Restaurazione che non la trova d’accordo quando noi aderiamo TOTALMENTE all’analisi non pretestuosa e profonda di Carla Benedetti, Antonio Moresco, Massmiliano Parente e Scarpa (che non abbiamo avuto però l’onore di conoscere nè di persona nè smaterializzato per via Internet). VOLEVAMO DIRLE, siamo qua per questo, CHE SIAMO NOTEVOLMENTE ONORATI DELL’INSPERATO PRESTIGIOSO, sul suo dito, LINKAGGIO, noi che contuiamo a scrivere sopra di Lei!
GRAZIE, ci stanno commovendo tutti, Peppe Iannozzi ormai nostro amico fraterno, Krauspenhaar signorilmente che per quanto ci riguarda ci ha chiesto le scuse, Massimiliano Parente che ci fa’ l’onore della corrispondenza privata. Vogliamo ancora ricordare il post sopra Brolli, grazie della commozione sig.ra Lipperatura!!!!!!
VINCENZO (io) e BASILE (ora è via)»

Postato Venerdì, 22 Luglio 2005 alle 1:07 pm da VINCENZO e BASILE  

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Mercoledì, ottobre 21, 2009

NASCE IL BLOG PEZZI CENSURATI

http://pezzicensurati.blog.kataweb.it/

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mercoledì, giugno 22, 2005

MAMMA LI SARDI!!!
È NATA UNA STELLA O UNA STALLA?

Blogstella o blogstalla nascente? Presto leggenda anch’io del mio pianerottolo?
Sentite che cosa scrive di me il simpaticissimo Basile Pesaro Borgna (anche a nome del suo compagno Vincenzo Maria Ostuni)

[IN REALTà WU MING 1 E GIUSEPPE GENNA. N.d.R]

nei commenti a “Le regole del condominio” (Lipperatura di ieri 21 giugno):

«Approfitto di questo blog per complimentarmi con Lucio Angelini, che seguo da tempo come traduttore e come scrittore dell’infanzia (non “per”
l’infanzia, che sarebbe banale). Il blog non soddisfa ancora pienamente il
mio senso estetico un po’ “camp” – io e il mio compagno abbiamo una piccola
web agency, possiamo dare qualche consiglio, anche se nemmeno il nostro blog è ancora allo stato ottimale, abbiamo poco tempo per lavorarci quanto
vorremmo, però quando lavoriamo per altri siti facciamo meglio, come questa intro in flash:
http://www.movimentomosessualesardo.org/
Però ci piace molto come scrive Angelini, quel tono di sarcasmo lucido e
tagliente, molto bello il post su Simona Vinci che lascia il newsgruppo,
altro che il buonismo lipperiniano, tutto un colpo al cerchio e uno alla
botte, sembra sempre il comico di Foligno che c’era ieri sera al programma
di Lillo e Greg, che diceva: “Meglio Fuligno, ma certo anche Milano… ma
certo anche Torino… ma certo anche Roma”. Sicuramente linkeremo il blog,
un’altra nota di controcanto rispetto al coro restaurativo che in rete copre
ogni voce dissenziente, come un muro del suono anzi, una muraglia di
nicknames. Noi ci firmiamo col nostro nome e cognome, e anche Angelini,
perché, come ripete Carla Benedetti: “Che ragione c’è di filtrare la nostra
identità? Non sarà questa una procedura imposta dai nuovi poteri? Sì, quelli
che producono questa bella orizzontalità in cui il mondo sta sguazzando
prima dell’apocalisse assicurata. Il nome è uno dei vincoli col mondo e con
la collettività. Perché la maggiranza dei bloggers è così contenta di
disfarsene?” (Carla Benedetti)
Un caro saluto ad Angelini, allora, e speriamo in uno scambio di link.»
Postato da Basile Borgna il 2005-06-21 14:07:30.0

Come non bastasse, tale ANO Nemo ha aggiunto:

«Proclamo quello di Angelini e quello dei gay cagliaritani i due blog più
DELIRANTI in lingua italiana. E’ appropriatissimo che si linkino tra loro, e
spero collaborino, d’ora in avanti.»
Postato da ano nemo il 2005-06-21 14:13:53.0

Poi, però, insieme alla verità, è venuto a galla anche un uomo che sostiene di rappresentarla:

«parliamo di angelini. un mito. ma che dico? un supermito. uno che è uscito
dal niusgruppo, ha rotto i coglioni a tutti via blog altrui, ha praticamente
indotto antonio moresco, tiziano scarpa e carla benedetti a lasciare Ni in
mano a una banda di barbari scrittori incazzati neri e sicuramente di
estrema destra (;-)); e ora, finalmente ha il suo ponte di comando, dal
quale guarda l’orizzonte internettico col suo sguardo a 475 gradi, con il
clap clap obbligatorio (lo pagano) di bart di monaco, l’uomo delle 400
stagioni del web, l’uomo claque alla coque, la coquette da grande slap in
procinto di vincere il grande slam, il bruno vespa del web. angelini è
l’urlo ginsberghiano di liberazione nazionale, è il tarzan interpretato da
raimondo vianello, è un apostrophe rosa sulla parola chiavo… angelini se
non ci fosse bisognerebbe inventarlo a fumetti, nei fantastici 4 farebbe il
quinto, quello che non si vede ma si sente (eccome si sente!), anzi si legge
(scemi chi). un grande glande del web. onore e causa al dott. angelini che
fa un po’ di casino in mezzo al revanscismo rebound del kaiser e del
bonhoff… roquentin sta ad angelini come la puzza da piedi sta al
roquefort. e insomma, angelini piace a tutti, grandi e piccini, trombatori
trombadori e ora pure gay(ssss) cagliaritani aprés pecoroni…»

Postato da l’uomo della verità il 2005-06-21 14:38:46.0 

Sono certo che, dopo una giornata simile, Orietta Fatucci di Einaudi Ragazzi,
pentita di avermi trattato come una pezza da piedi,  non tarderà a venirmi a raccattare con i guanti:-/

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27 OTTOBRE 2009

ORRORE IN RETE: CENSURATO ANCHE IL BLOG “PEZZI CENSURATI”

Per colmo dei colmi, il neonato blog  “PEZZI CENSURATI

http://pezzicensurati.blog.kataweb.it/

in cui mi divertivo a riportare i commenti sistematicamente censurati da Loredana Lipperini a prescindere dalla loro natura (on topic, off topic, intelligenti, cazzeggiosi… ) è stato CENSURATO e OSCURATO a sua volta dalla redazione di kataweb.it , immagino su richiesta di chi.

Ora appare la scritta:

“The content is no longer available”.

La mia risposta alla redazione è stata la seguente:

“Gentile redazione, il post che vi è sembrato così inopportuno cita un testo di Massimo Fini presente nello stesso blog Lipperatura, che immagino non vi sarà venuto in mente di sospendere. Ovvio che, tra me e la nota giornalista di Repubblica, abbiate scelto di schierarvi dalla sua parte. Grazie per l’ospitalità. Tornerò alle piattaforme Splinder. Saluti. Lucio Angelini.” 

Insomma, per dirla alla latina: “UBI MAIOR, IL MINORE È UN CESSO“.

E vabbè. Tiriamo definitivamente lo sciacquone su questa grottesca vicenda censoria. Per rappresaglia contro l’antidemocratica giornalista, smetterò di acquistare il giornale cui  appartiene.

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AGGIORNAMENTO 

Chi cliccasse sul link

http://pezzicensurati.blog.kataweb.it/

oggi leggerebbe : 

This user has elected to delete their account and the content is no longer available

come a lasciar intendere che la soppressione del blog è stata una SCELTA dell’utente. 

Siamo al colmo della scorrettezza e dell’ipocrisia. Ma vaffanculo KATAWEB!!!

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Venerdì, novembre 20, 2009

NASCE IL BLOG “WWW.LAPEPERINI.WORDPRESS.COM”

Avrà vita breve come il precedente “PEZZI CENSURATI”? Mah. Bah. Chi può dirlo? Intanto oggi LAPEPERINI segnala le disavventure censorie del povero NICOLA FRAU, nuova vittima della sempre più nevrotica titolare di Lipperatura. Vd:

http://lapeperini.wordpress.com/2009/11/20/puzza-di-merda-in-lipperatura/

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30 novembre 2009

COME CENSURARE ANGELINI E VIVERE FELICI

le guide dell'internets

“Ancora Angelini? Come censurare i commenti e vivere felici”

È  il titolo di un saggio citato qui:

http://www.cabaretbisanzio.com/2009/03/31/alcune-cose/

La frase più divertente del post riguarda una considerazione di Loreppina/Lipperini:

Poi chiedo a Wu Ming 1 COSA NE PENSO e vi dico“.

(Immagine tratta dal blog ‘Cabaretbisanzio’)

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Giovedì, dicembre 17, 2009

BAVAGLIO NORMATIVO ALLA RETE 

Mi scrive Enzo Di Frenna di DIRITTO ALLA RETE

Piace la mia  idea (1) di usare il corpo fermo e in silenzio, come risposta al golpe digitale pensato dal Governo piduista per imbavagliare la Internet italiana. Ieri ne parlava Repubblica on line qui.

Con Alessandro Gilioli, Pippo Civati, l’avvocatoGuido Scorza e Luisa Capelli(Meltemi editore) ci stiamo coordinando per una manifestazione il 23 dicembre a Roma, con un alto impatto mediatico. Saremo tutti sdraiati a terra. Immobili e in silenzio, come ci vorrebbe il Governo Berlusconi.

A breve vi diremo dove e a che ora.

AGGIORNAMENTO

Salve a tutti,

abbiamo avuto i permessi per piazza del Popolo, lato Pincio, dalle ore 17 alle 19, mercoledì 23 dicembre 2009.

Luisa Capelli ha evidenziato in Questura che:

1 – si tratta di una manifestazione silenziosa (saremo tutti sdraiati a terra per un minuto) ed è stato marcato la staticità della protesta.

2 – il simbolo che useremo è il bavaglio (ce ne saranno tanti che distribuiremo, ma se potete prepararne un pò anche voi con vecchi lenzuoli bianchi è meglio!!!)

3 – In Questura abbiamo riferito l’assenza di musica e oratori.

Ci saranno anche i ragazzi del No B Day (il popolo viola).

A breve mi arriverà l’ok per far partire il TAM TAM in Rete il più possibile, ovunque possibile, con ogni mezzo possibile.

Chi volesse organizzare dei sit in, sdraiati a terra nella propria città, in silenzio, con un cartello “Libera Rete in libero Stato“, lo può fare, e soprattutto usate la telecamera per postare su You Tube. (esempio: “Libera Rete in libero Stato: 23 dicembre 2009 – Parma)

Stanno arrivando tantissime adesioni e avremo il sostegno di
alcuni media che annunceranno il sit in contro i provvedimenti
annuciati dal Governo per imbavagliare la Rete.

Vi segnalo intanto il bellissimo video di Claudio Messora”Discorso dal Cesso” (Byoblu.com) che ha aderito subito all’iniziativa e ci aiuterà a amplificare il tam tam.

AGGIORNAMENTO

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/libera-rete-in-libero-stato/2117507&ref=hpsp

Ci siamo. È partito on line il TAM TAM per l’evento che stiamo
organizzando mercoledì 23 dicembre a Roma, in piazza del Popolo, dalle
ore 17 alle 19. Io, Alessandro Gilioli, Guido Scorza (Diritto alla Rete Network), Luisa Capelli (Meltemi Editore), Gianfranco Mascia e il suo gruppo del No B Day, Pippo Civati, Claudio Messora e molti altri: tutti connessi per promuovere l’evento in Rete.

Ci sdraieremo in silenzio, per 1 minuto. Poi disegneremo col gessetto la sagoma dei nostri corpi e scriveremo dentro il nome del nostro blog. Porteremo tanti bavagli bianchi. Lo slogan sarà “Libera Rete in libero Stato”. L’iniziativa è promossa Diritto alla Rete e dall’Istituto per le Politiche dell’Innovazione. Fate girare ovunque sia possibile!!

La forza del messaggio sta nel silenzio. Nessuno può interpretare, manipolare, provocare. Tanti corpi fermi a terra: il popolo della Rete in piazza del Popolo.

(1) LA MIA IDEA: tutti fermi, immobili, come il ragazzo di Tienamenn dell’89, davanti a un luogo simbolico (sull’Aventino a Roma?), come risposta al tentativo del Governo di immobilizzarci con il bavaglio normativo alla Rete. In 100-200 sull’Aventino. In questo modo, evitiamo provocazioni e possibili strumentalizzazioni.

Visita Diritto alla Rete al: http://dirittoallarete.ning.com/?xg_source=msg_mes_network

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8 dicembre 2009 

PREMIO ALLA CENSURA PER LOREDANA LIPPERINI

Scrive la Lippa: “Caro commentarium, questo blog ha ricevuto un premio, ieri. Una tessera d’argento da parte della rivista ‘Leggere: tutti’. È anche vostra. Grazie”.

Accanto a quello, il comitato di redazione del blog Cazzeggi Letterari ha deciso di assegnargliene un altro: la “Coppa[nella foto] come miglior censuratrice della blogosfera”, per “censura sistematica e demenziale dei commentatori non allineati al lipperin-pensiero (peraltro pappagallato su quello del guru di Bologna)”.

(Immagine da www.alimentipedia.it/…/Foto_coppaL.jpg )

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Lunedì, gennaio 18, 2010

UN INCENDIO DI PORPORA E ORO

Leggo in rete:

“Secondo me, oggi, la cosa più facile è scrivere un romanzo storico. Ecco il pentalogo:

1)    Scegli un momento/contesto storico.
2) Copia-incolla de qua.
3) Copia-incolla de là.
4) Trascegli circa duecento cartelle dalle cinquantamila raccolte nei primi due giorni.
5) Infilaci qualche personaggio, esordisci con qualche frase ad effetto del tipo “Oltre le finestre aperte, il cielo è un incendio di porpora e oro“(1), agita il tutto e spedisci all’editore:-) ” 

(1) Incipit di “Altai” dei Wu Ming

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4 Risposte a “UN INCENDIO DI PORPORA E ORO”

  1. ferrucci Dice:
    18 gennaio 2010 alle 18:26   modifica

Lucio, il verbo Trascegli non l’avevo mai sentito: è forte, mi piace un sacco!
Ora mi metterò a trascegliere anch’io, chissà che non ne venga fuori qualcosa di buono.

  1. Lioa Dice:
    19 gennaio 2010 alle 07:36   modifica

Se leggi:
http://lucioangelini.splinder.com/post/19137629/ALFONSO+BERARDINELLI+SPENNA+MA

trovi la seguente affermazione di Alfonso Berardinelli:

Il computer ha reso tutti narratori e prolifici. Facilissimo, grazie al copia-incolla di materiali di varia natura, arrivare alle 600-700 pagine per opera”.

  1. idiotaignorante Dice:
    19 gennaio 2010 alle 23:04   modifica

Ciao Lucio, passo per avvisarti che nel mio ultimo posto (risalente a una settimana – questi giorni non ho viglia di scrivere un cazzo) ho wuminghiato.

  1. Lioa Dice:
    20 gennaio 2010 alle 08:04   modifica

“Letto. Affascinante la figura di Totò Gargiulo*-°

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Mercoledì, gennaio 20, 2010

IL BLOG PIÙ SEGUITO DEL MONDO FA RITIRARE AVATAR DAI CINEMA CINESI

From http://msn.ent.ynet.com/

(Han Han)

Se volete dare un’occhiata al blog più seguito del mondo, quello del giovane Han Han, è qui:

http://blog.sina.com.cn/twocold

Ecco che cosa scrive oggi:-)

近日,全国开始打击手机低俗涉黄短信。在上上一篇文章中(从次序上来讲的确是上上篇,但是从视觉上来讲却是上一篇),我说到我将发各种黄段子给各个朋友,看看这个尺度到底在哪里,因为难得我们国家有这么仁慈的惩罚手段,在违背了政府的意愿以后只需要停机,而不是像贵州村民一样直接停尸。既然只需要停机,为什么不试试呢。

但是我很后悔,因为这个行为破坏了我和很多朋友之间的感情,不少朋友在这两天直接质问我,为什么我没有收到黄段子,难道你不把我当朋友么?其实不是这样的,有可能你本人很黄,但我的黄段子不够黄,被你当成了一个普通笑话,有可能你本人不黄,但我的黄段子足够黄,被中国移动直接屏蔽,并不是每一个朋友我都发,因为很多朋友平时

La stampa occidentale odierna riporta invece la notizia dell’improvviso ritiro di “Avatar” dai cinema cinesi e della conseguente feroce incazzatura dei sino-cinefili più libertofili. 

Leggo, per esempio, su Repubblica.it:

«Secondo alcuni giornali, i funzionari della propaganda avrebbero visto nel film riferimenti alle repressioni di Pechino contro le minoranze di tibetani e uighuri dello Xinjiang. Secondo altri, milioni di cinesi avrebbero inteso l’invasione di Pandora, rappresentata nel film, come una metafora degli sfratti forzati da case e terreni da parte di autorità e speculatori cinesi. Questa lettura, in particolare, era stata proposta nei giorni scorsi online da Han Han, romanziere e pilota popolarissimo in Cina, autore del blog più seguito del mondo. »

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Lunedì, marzo 08, 2010

LE BARUFFE BLOGGOTTE

 

(Goffredo Parise)

Ieri su Nazione Indiana, nei commenti all’articolo: “La responsabilità dell’autore: Ferruccio Parazzoli“, il commentatore Aditus ha segnalato un caso

“… emblematico e preoccupante, in tema di collaborazioni alle pagine culturali di *quotidiani quali Libero e Il Giornale, caratterizzati da stili giornalistici non consoni a un paese democratico (marcata faziosità dell’informazione, servilismo nei confronti di chi detiene il potere, prese di posizione xenofobe, razziste e omofobe …), e che appoggiano apertamente politiche che portano a un oggettivo deterioramento della democrazia*; quello di Dario Borso (!), docente di storia della filosofia alla Statale di Milano, sulle pagine culturali de Il Giornale di Feltri:

http://www.ilgiornale.it/cultura/cosi_comisso_fece_padre_parise/07-03-2010/articolo-id=427528-page=0-comments=1  »

Seguendo il link, ho trovato l’articolo incriminato:

Così Comisso fece da padre a Parise“, di cui riporto l’incipit:

«È noto che, alle nozze celebratesi in Vicenza il 29 agosto 1957, Giovanni Comisso (1895-1969) fece da compare a Goffredo Parise (1929-1986), donandogli per l’occasione un anello composto di: giada da lui medesimo acquistata decenni prima in Cina raffigurante un libro + montatura d’oro ottenuta per fusione dai pennini delle varie stilografiche con cui aveva scritto le sue opere. Meno si è meditato invece sul senso del dono, peraltro inequivocabile: l’ultrasessantenne Comisso passa le consegne «tecniche» al giovin pupillo, indicandogli pure la meta – ché Parise, manco a farlo apposta, raggiungerà la Cina nove anni dopo, per inviare da lì un memorabile reportage. Questo bisogno di figliare fu una costante del trevisano, il quale già nel ’47 aveva battezzato in casa Giuseppe Berto, patrocinandogli Il cielo è rosso. Certo però che quello con Parise fu un gran colpo di fulmine se, giusto terminata la lettura del freschissimo Prete bello, Comisso si precipitò a Vicenza per incontrare l’autore, ahimè assente. L’incontro tuttavia era solo rimandato di pochi mesi: a metà luglio del ’54 infatti Comisso presentò Parise in un convegno a San Pellegrino Terme, dove esaltò gli svolgimenti di una linea veneta che, originatasi dalle relazioni degli ambasciatori della Serenissima, pei lombi congiunti di Nievo e Comisso stesso era giunta a… Goffredo, appunto.»

[Il resto seguendo il link sopra indicato]

Reduce com’ero dall’ennesima censura della Lipperini nei miei confronti, ho ricordato su Nazione Indiana:

«Dario Borso è stato espulso – come me – dal Commentarium di Lipperatura. Alla sinistrorsa Lipperini interessa dialogare solo con quelli, anzi quelle, che la adorano a prescindere:

http://lapeperini.wordpress.com/2010/03/07/loredana-lipperini-sempre-piu-squallida/ »

Di lì a poco, visitando “La Peperini’s blog“, e in particolare il post “Loredana Lipperini sempre più squallida“, ho trovato il seguente messaggio di Dario Borso:

«caro Angelini, hard times! Su Nazione Indiana ho postato il seguente commento, cestinato. Che fare? Se posso, vorrei fare un piccolo servizio ai lettori riportando la lettera di Parise a Comisso, che in rete sul Giornale non c’è: poi, sempre se posso, vorrei spiegare perché sono finito sul Giiornale. Se posso

Carissimo Giovanni,
ricevo solo ora la tua del 22 e ti ringrazio delle rapide, tizianesche pennellate, fosche, cupe a tratti ma come fumiganti di incenso o fumo di vecchio focolare incrinato e cadente sotto la volta ancora più oscura e befanesca della cappa, da dove scendono i folletti nani, gobbi bitorzoluti e col cazzo enorme che rendono folli le menti delle vicentine. Conosco quella casa e quella stanza, e conosco Guerrina, e il negozio di erbivendola, sorta di teatrino, di sipario multicolore che come una scena nasconde dietro di sé quel sogno dell’interno, quel cupo allegro incubo di cui è fatto il nostro mondo veneto. Lo conosco e ora, dopo la resurrezione fatta da te e i fumi miei personali che annebbiano ricordi e precisione di particolari, mi pare sorgere dal ricordo come un antro gonfio di vecchie e ferruginose latrine, di gatti vestiti da ballerini professionisti di tango e fox trot, o da telepati e maghi di stazione termale, di seleghe dall’occhio grande bistrato, seleghe avide, querule e nascoste sotto croste di anni, di cieli e di spirali natalizie appena più giù dei tetti, e immagino la grancassa panza di Virgilio inoltrarsi in quella oscurità giallo scuro, illuminata visceralmente dalle lampadine di poche candele di prima della guerra, la panzona virgiliana coperta di gualdrappe scientillanti [sic], berretto a corno, e Giovanni poeta con tricorno e polpe, e occhio lucente, di barone di Munchausen [sic] e il topone Neri, re dei topi del Bacchiglione che gli mantengono la sua casa editrice col rodimento ai culi delle banche che affondano nel fiumaccio lordo di preservativi, di testamenti fatti e rifatti di malattie e di feti, e il tondo Alfredo con viola d’amore, o mandolino, roseo e liscio dal labbro avido e ricevente, e la matta Guerrina troneggiante, oramai pingue sibilla del settedento [sic] veneto e lanotte [sic] … la notte stellata e fredda distesa su tutto ciò, bleù [sic] di Prussia, bleu zaffiro, tagliente, e vagamente rumorosa, con sottili strisci come di diamante sul vetro. Fammi mandare pure le bottiglie e ti ringrazio, caro il mio Giovanni. Finita la pagina, finita l’ispirazione, tale è la mia pigrizia e tale la mia attuale prigionia coniugale. Meglio non parlare. Mia mamma è molto contenta per la casa, dice che le altre costavano molto di più. Ma non ti spaventare per gli scalini. Siediti sul vento della tua arte e… pfffffff ffff, entra in casa dalle finestre dell’ultimo piano, beninteso con una mano sul tricorno, perché non se ne voli. Ti abbraccio, tuo Goffredo»

Gli ho risposto:

«Se vuoi, la riporto domani sul mio blog serio (“Cazzeggi Letterari”). Aggiungi le ragioni per cui sei finito sul Giornale, se ne hai voglia. Un abbraccio.»

E Dario Borso, un po’ più tardi:

«Caro Lucio, siamo alla frutta. a NI [Nazione Indiana, n.d.r.] hanno bloccato il mio commento qui sopra per ore e ore, poi, forse perché hanno visto che l’ho postato qui da te, l’hanno messo da loro. prima ho perciò postato su NI un secondo commento, che hanno subito eliminato. Te lo posto qui sotto: se ritieni opportuno, puoi postarlo tu per me su NI. Con piacere ti consento (grazie anzi!) di postare sui Cazzeggi la lettera di Parise, che sono convinto ti sia piaciuta.

su NI, h. 20,54

*il mio commento qui sopra (ma non era un commento, bensì una lettera inedita di Parise) è stato tenuto per 9 ore in ammollo dagli indiani della tribù rizoma, e poi liberato. Ho chiesto di poter spiegarmi, non implorato – e quindi di poter spiegarmi a pari condizioni degli altri, i.e. sine ammollo (napolitano obstante).*»

Ho risposto:

«Scusa, in Nazione Indiana non vedo alcun commento liberato. Cmq, se in quel blog collettivo viene applicata la moderazione verso postatori nuovi o non precedentemente conosciuti, può accadere che passino ore e ore prima che qualcuno dei ragazzi – soprattutto se è domenica – intervenga a rimuoverla, lasciando apparire i commenti ritenuti on topic.»

Non so se i “ragazzi” – un po’ stagionati, a dire il vero – di Nazione Indiana abbiano davvero deciso di considerare Dario Borso “ospite indesiderato”, abbassandosi al livello della Lipperini. Per quanto mi riguarda, gli avevo dedicato un paio di post proprio qui:

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/9998108/UN+RIASSUNTO+D%27AUTORE

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/12651318/CORNELIA+LIPPA+DIFENDE++I+SUOI

AGGIORNAMENTO:

Leggo ora in La Peperini’s blog un nuovo commento di Dario Borso:

«Hanno tolto definitivamente l’inedito di Parise da NI: che beau geste da fascistelli! Più che rigirarsi nella tomba, immagino che Edo abbia mollato una scureggia.»

(La foto di Goffredo Parise è tratta da www.regione.veneto.it/…/NEWS_Cappellini.htm )

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Domenica, marzo 21, 2010

SINISTRORSI E SINISTRONZI

Che buffe ‘ste baruffette tra la Casa Madre (Nazione Indiana) e la Casa Secessionista (Il primo amore). Dario Borso, già proscritto da Lipperatura [la Casa Chiusa* della Maîtresse Lipperina, ndr], e oscurato di recente anche da Nazione Indiana, è stato ora accolto da “Il primo amore”.

http://www.ilprimoamore.com/testo_1737.html

Devo dire che, amante della libertà d’espressione come sono, gli avevo già dato ospitalità anche io. Qui:

http://lucioangelini.splinder.com/post/22363301/LE+BARUFFE+BLOGGOTTE

Ma ahimè, l’aver ospitato Dario Borso mi è costato la messa al bando dal commentarium di Nazione Indiana, dove non riesco più a postare nessuna considerazione a mio nome. Insomma, A PAROLE questi intellettualini di nuova generazione sono tutti progressisti, libertari e sinistrorsi, nella PRATICA molti di loro sono spesso solo dei perfetti oscurantisti e sinistronzi.

Pazienza. Non mi resta che consolarmi con il famoso passo dei Fioretti di San Francesco in cui Santo Francesco spiega a frate Leone ove riposi la perfetta letizia:

«Venendo una volta santo Francesco da Perugia a Santa Maria degli Angeli, con frate Leone a tempo di verno, e il freddo grandissimo fortemente li crucciava… frate Leone domandò e disse: « Padre, io ti prego da parte di Dio che tu mi dica dove è perfetta letizia”. E santo Francesco gli rispose: “Quando noi giungeremo a Santa Maria degli Angeli, così bagnati per la piova e agghiacciati per il freddo e infangati di loto e afflitti di fame, e picchieremo alla porta del luogo e il portinaio verrà adirato e dirà: ‘Chi siete voi?’ e noi diremo: ‘Noi siamo due de’ vostri frati’; e colui dirà: ‘Voi non dite vero, anzi siete due ribaldi che andate ingannando il mondo e rubando le limosine dei poveri: andate via’…”… “E se noi, pur costretti dalla fame e dal freddo e dalla notte, pur picchieremo e chiameremo e pregheremo per l’amor di Dio con grande pianto che ci apra e ci metta dentro, e quello più scandalizzato, dirà: ‘Costoro son gaglioffi importuni, io li pagherò bene come essi son degni’; e uscirà fuori con un bastone nocchieruto, e piglieracci per lo cappuccio e ci getterà in terra, e ci avvolgerà nella neve e ci batterà a nodo a nodo con quel bastone; se noi tutte queste cose sosterremo pazientemente e con grande allegrezza, pensando le pene di Cristo benedetto, le quali noi dobbiamo sostenere per amore: o frate Leone, scrivi che in questo è perfetta letizia

Ma torniamo a bomba. Voglio evidenziare una piccola, inquietante variazione nel testo di Dario Borso come appare in “Il primo amore” rispetto alla versione pubblicata da me. Laddove si diceva:

“Questo bisogno di figliare fu una costante del trevisano” [Giovanni Comisso, nd.r.]

ora si legge:

“Questo bisogno di figliare, così classicamente pederastico, fu una costante del trevisano”.

Comunque si voglia interpretare l’aggiunta, resta il fatto positivo che un martire della rete della levatura di Dario Borso, cacciato dalla porta, rientri adesso dalla finestra. Viva la Rete. Viva la libertà! 🙂

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* Chiusa ai commenti dei non lipperiniani di comprovata fede.

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Giovedì, marzo 25, 2010

MINACCE DI CHIUSURA

AVVISO

Probabilmente questo blog verrà chiuso da Splinder per via dei reclami ricevuti. Sta dando fastidio a vari tromboni del giro letterario o pseudoletterario, fra cui il finto cinese Wu Ming 1 (ricordo che il nome d’arte WU MING, per ironia della sorte, è stato scelto proprio in riferimento alla dissidenza cinese). Si ha un bel dire che esistono i diritti all’ironia, alla parodia o alla contro-informazione…

In caso non mi trovaste più, cercate di immaginare perché.  

Ciao

P.S. Una delle contestazioni riguarda una foto di Wu Ming 1 da me pubblicata giorni addietro. Ma Wu Ming 1, come scrittore noto e oratore in vari pubblici convegni, va considerato a tutti gli effetti un personaggio pubblico. Quindi non serve nessuna particolare autorizzazione da parte sua per poterlo fotografare mentre si esibisce pubblicamente, altrimenti tanti giornali dovrebbero chiudere. Io l’ho ritratto durante un pubblico convegno, non certo mentre piscia nel suo cesso privato. Se vuol giocare all’Uomo del Mistero, stia a casa sua. L’art. 97 L. 633/’41 dispone che si possa prescindere dal consenso, nei casi in cui ciò sia giustificato da motivi di notorietà del personaggio ritratto.

(Per la foto di Wu Ming 1 si veda:

http://lapeperini.wordpress.com/2010/03/17/wu-ming-1-ha-finalmente-un-volto/ )

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Giovedì, agosto 05, 2010

[Ecco come risplende la mia testa ogni volta che mi viene lo spunto per un nuovo post:-) ]

QUATTROCENTOMILA E OLTRE VERSO L’INFINITO

Mamma mia. Mentre ero di là in cameretta ad ascoltare il tamburellio della pioggia sul tetto della mia mansarda, codesto mio modestissimo blog sfondava il tetto delle quattrocentomila visite. Stento a crederci, considerando che i blog – come le stelle di Negroni – sono milioni di milioni e che la vita vera è altrove. Grazie a tutti i perditempo della rete  – dunque – che, bighellonando per la blogosfera, di tanto in tanto hanno indugiato anche qui. Elettronici ma calorosi abbracci a tutti (compresa la neo-redenta Lipperini, per lungo tempo personaggio quasi fisso del mio cazzeggiante teatrino). Scopro, peraltro, di essere al 73° posto nella classifica WIKIO dei blog letterari.

E ora…

NUDI ALLA META DEL MILIONE DI VISITE!!!

🙂

(Foto di Giorgio Scatola)

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Mercoledì, febbraio 02, 2011

FACEBOOK: SCENDE, SCENDE E SCOMPARE…

(Morgan Palmas, foto da FB)

Scrive il giovane Morgan Palmas qui:

http://www.sulromanzo.it/blog/l-orto-degli-altri-11-un-sogno-leghista-di-saviano

«Qualcuno mi ha chiesto perché replicare articoli della blogosfera, se abbia senso farlo. Credo di sì, credo anzi che sia fondamentale nella storia di un blog, non soltanto per creare collegamenti e associazioni, non soltanto per riportare alla luce impressioni e spunti e idee, anche per dardeggiare l’insana velocità che i blog rincorrono, bastano pochi giorni e tutto è fagocitato dagli archivi e dall’oblio. La degenerazione – da questa prospettiva – è Facebook, pensate alle bacheche, poche ore e ogni fraseemozionepensiero scende, scende, scende, e scompare. Una scomparsa di sostanza, non di forma, chi fra i lettori dei social network andrà più a cercare che cosa Tizio scriveva il 6 luglio del 2010? Si produce e si dimentica, si genera e si distrugge con una celerità impressionante. I blog, seppure con modalità più deboli, vivono il medesimo iter. E là nell’oblio o negli archivi vi sono articoli che annullerebbero tante parole scritte successivamente, o le donerebbero un contesto almeno.»

Mi sento in dovere di dedicargli il sg ripescaggio:

“FUMO DI FUMI, TUTTO NON È CHE FUMO”. Qui:

http://lucioangelini.splinder.com/post/11075433/fumo-di-fumi-tutto-non-e-che-fumo

[Copio-incollo:

«Mi hanno chiesto come facessi a sapere che il mio amore era sincero. Ovviamente ho risposto che c’è qualcosa qua dentro che non si può negare. E loro: “Un giorno scoprirai che tutti quelli che amano sono ciechi. Quando il cuore si incendia  devi capire che poi  il fumo ti va negli occhi.” Così li ho scherniti e mi sono fatto un’allegra risata al pensiero che potessero dubitare del mio amore. Eppure oggi il mio amore se n’è volato via, sono rimasto senza il mio amore, e adesso sono gli amici a deridere le lacrime che non riesco a nascondere. Così sorrido e dico che quando una bella fiamma si spegne poi il fumo ti va negli occhi, il fumo ti va negli occhi»]

Commentava ieri Maria Strofa a proposito del post ‘Mercoledì delle ceneri’: 

https://bestofcazzeggiletterari.wordpress.com/2012/06/15/bocl-n-34-blog-e-blook-2/ 

«Lucio, fumus in fabula. Lo sapevi che Ceronetti ha tradotto con la parola fumo il Qoeleth? (adelphi). che cosa ne pensi, visto che io e te siamo grandi estimatori di questo brano sublime?» 

«Maria», ho risposto. «Ceronetti, come ben sai, canticchiava sempre “Smoke gets in your eyes” prima di iniziare a tradurre… » 

Ma ascoltiamo insieme il brano sublime nella storica versione dei Platters:

http://www.youtube.com/watch?v=57tK6aQS_H0 

Smoke Gets in Your Eyes 

They asked me how I knew
My true love was true
Oh, I of course replied
Something here inside cannot be denied

They said someday you’ll find
All who love are blind
Oh, when your heart’s on fire
You must realize
Smoke gets in your eyes

So I chaffed them and I gaily laughed
To think they could doubt my love
Yet today my love has flown away
I am without my love

Now laughing friends deride
Tears I can not hide
Oh, so I smile and say
When a lovely flame dies
Smoke gets in your eyes
Smoke gets in your eyes

[Versione di Google/Translate

Mi hanno chiesto come ho saputo Il mio amore allineare era allineare L’OH, I naturalmente ha risposto Qualcosa qui parte interna non può essere negata Hanno detto che qualche giorno troverete Tutti che amino sono ciechi L’OH, quando il vostro cuore su fuoco Dovete realizzare Il fumo ottiene nei vostri occhi Così chaffed loro e gaily ho riso per pensare che potrebbero dubitare del mio amore Tuttavia oggi il mio amore ha volato via Sono senza mio amore Gli amici ora ridenti deride Le rotture I non possono nascondersi L’OH, in modo da io sorride e dice Quando una fiamma bella muore Il fumo ottiene nei vostri occhi Il fumo ottiene nei vostri occhi ]

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Mercoledì, maggio 25, 2011

IL RAMADAN DEI BLOGGER E L’ATROFIA DEL CORPO

Leggo qui:

http://vermena.blogspot.com/2011/05/la-dieta-del-silenzio-la-noia-basta-coi.html

il post: “La dieta del silenzio. La noia. Basta con (certi) blog letterari

«… Se per stare ‘al passo’, uno deve leggersi ogni pezzo che viene pubblicato nei [blog] già citati, aggiungendo la produzione web dei Wu Ming e qualche blog personale, penso a quello di Mozzi e a quello di Ferrucci, il rischio è di essere arrivati a sera con una grande confusione in testa e soprattutto senza aver messo mano a niente di nostro, senza aver scritto una riga che sia una, senza aver preso in mano un buon libro. E allora una volta all’anno si dovrebbero mettere tutti d’accordo e organizzare un mese di silenzio, una sorta di ‘ramadan‘, farebbe a tutti bene, in fondo… Almeno per riflettere su quello che stiamo facendo.»

Poi leggo sul Gazzettino del 24 maggio l’articolo: 

«Il mondo virtuale uccide la passione per il movimento»

in cui lo psicologo e scrittore Claudio Risè, autore del recente “Guarda, tocca, vivi. Riscoprire i sensi per essere felici“(Sperling & Kupfer Editori) – dichiara che le nuove generazioni sono “ammalate di immobilismo”, vittime di una “crescente incapacità di definire la relazione del proprio corpo con gli altri e con il mondo”, desiderose solo di “vivere le proprie esistenze delegandole alla virtualità che si accende dentro ad un pc, a internet, ai social network”.

“Se non si vuole che il mondo delle corrispondenze dei sensi e del dialogo con gli altri si spenga, – ammonisce – occorre che riprenda il sopravvento l’istinto ancestrale della ricerca fisica dell’altro per crescere… Per ora ciò che vedo tra i giovani è una totale assenza di emozioni. Vanno a scuola quasi tutto il giorno, poi si rifugiano in una stanza e il massimo del movimento a cui dedicano le proprie forze è quello di muovere un mouse o un telecomando. Il dialogo con gli amici spesso si limita ad una mail, ad una chattata su internet, o addirittura ad uno stringatissimo sms. Vivono nel silenzio e nell’immobilità. Nel fine settimana, poi, sballano. Anche in questo caso la fisicità non è vissuta allo stato puro, ma si tratta di alterazioni che portano alla deriva il contatto con gli altri e con se stessi, così aumentano le patologie e le nevrosi legate alle lacune create dalla trascuratezza della propria fisicità. Ora nei paesi anglosassoni si iniziano a curare questi distacchi con la ‘ecopsicoterapia’: l’obiettivo è riportare il paziente ad un rapporto con la natura, con il proprio corpo, lasciando fuori i ‘non luoghi’ che sono quelli delle immagini e delle suggestioni preconfezionate che giungono dal piccolo schermo e dal computer.”

“Quale sarà il futuro per un giovane che viva nei ‘non luoghi’?, incalza l’intervistatore.

E lo psicologo: 

“Diventerà certamente un adulto insicuro, nevrotico, perché frustrato dalle mancate vere esperienze: i giochi in cortile, quelli in cui è indispensabile partecipare, inventare, correre, lottare, litigare, vincere e perdere. Assisteremo, quindi, ad una generale confusione emotiva, affettiva e anche sessuale. Perché non c’è neppure più il desiderio di impegnarsi con i propri sensi… Cuore, mente e corpo, purtroppo, non sono adeguatamente allenati.”

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Mercoledì, luglio 06, 2011

ALLARME GOLPE AGCOM

 

Condivido le preoccupazioni di chi ha scritto:

«L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni oggi 6 luglio varerà le nuove regole per la tutela del diritto d’autore in Rete autoattribuendosi il potere assoluto di vita e di morte su ogni contenuto pubblicato dagli utenti on line attraverso servizi resi disponibili da soggetti italiani o stranieri.

Secondo la nuova disciplina toccherà, infatti, agli uffici dell’Autorità, su segnalazione dei titolari dei diritti, ordinare, all’esito di un procedimento sommario destinato a concludersi in cinque giorni e senza contraddittorio con l’autore e/o l’utente che ha caricato on line il video, ordinarne ai provider l’immediata rimozione o, qualora il contenuto risultasse ospitato da fornitori di servizi stabiliti all’estero, un filtraggio che valga a renderlo inaccessibile ai naviganti italiani.

Non appena le nuove norme entreranno in vigore, dunque, potremo dire addio – ad esempio – ai capolavori di creatività satirica che, negli ultimi anni hanno portato una ventata d’aria fresca e fatto circolare idee ed opinioni contrarie al “pensiero unico televisivo” nella Rete italiana (vi ricordate ad esempio “The Arcore night’s“?), salutare le centinaia di migliaia di pillole di informazione prodotte da altrettanti videoblogger e semplici utenti della Rete allo scopo di raccontare fatti e misfatti del loro territorio, spesso trascurati dalle grandi Tv o, peggio ancora, censurati e, soprattutto, rinunciare al sogno che presto, persino nel Paese del telecomando, Internet potesse offrirci un’informazione libera, pluralista e indipendente dai poteri politici ed economici… »

IL RESTO QUI:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/golpe-sul-web-fermiamoli/2154792

Anche la Lipperini ha dedicato il post di ieri all’argomento, senza tralasciare di CENSURARE, peraltro, almeno un paio di commenti a lei sfavorevoli (suo vecchio vizietto).

Ha accettato, per esempio, questa mia osservazione:

«Se Wagner fosse vivo oggi, scriverebbe “L’oro della Rete”, anziché “L’oro del Reno”. Che soccombano i nuovi nani Alberich!»

mentre si è affrettata a censurare l’aggiunta:

“A proposito di censure, ricordo che proprio Ilmiolibro.it del gruppo Repubblica.it-L’espresso rimosse dalla vetrina e dal catalogo – dopo averlo pubblicato – il mio volumetto satirico “La bufala del New Italian Epic“, di cui era stata venduta una copia al critico Luigi Bernardi, come quest’ultimo potrà agevolmente confermare.”

La precisazione, vera alla lettera, è stata squallidamente oscurata. Insomma non tutti riescono sia a predicare bene, sia a razzolare di conseguenza…

Sparito anche un altro commento (a firma Dinamo Seligneri) che pur figurava ieri sera.

AGGIORNAMENTO ANSA:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/07/06/visualizza_new.html_788906518.html

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Martedì, settembre 20, 2011

TEMPI DURI PER I BLOGGER

NOTA BENE: IL COMMENTATORE N.1 MI FA SAPERE:

“Ci scusiamo con i lettori, ma questa notizia non è veritiera. Infatti il DL n.733, noto come “Pacchetti sicurezza” è stato approvato al senato nell’estate scorsa, ma l’emendamento D’Alia è nato e morto in commissione non è mai arrivato in aula.”

Resta comunque grave il fatto che D’Alia ci abbia provato:-/ 

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RICEVO E DIFFONDO:

«NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60. Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta. In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito. Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.

MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta. In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.

ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo. Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.

Documentazione diffusa da
Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani»

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Giovedì, ottobre 06, 2011

PORGIAMO FELICI L’ALTRA CHIAPPA!

Scrive ironicamente ENRICO REMMERT in FACEBOOK:

«Ottemperando in anticipo alla legge su intercettazioni e blog, rettifico a scopo cautelativo tutto ciò che ho scritto fino a oggi su Facebook. Questo governo è il migliore degli ultimi 1500 anni, la crisi non c’è, berlusconi fa gli interessi degli italiani a costo di rinunciare ai suoi, alla tv guardo solo emilio fede e minzolini, la santanché è davvero intelligente, capezzone è un genio da nobel, gasparri non ha bisogno di un insegnante di sostegno e l’italia è il migliore dei mondi possibili. Per tutto il resto la bacheca resta aperta.»

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Venerdì, ottobre 07, 2011

LOREDANA LIPPERINI E IL MERDA

(Loredana Lipperini)

Il 5 ottobre scorso Nazione Indiana ha pubblicato il dolente «URLO» di Francesco Pecoraro:

http://www.nazioneindiana.com/2011/10/05/urlo-2/#comment-157216

Anni e anni a ragionare sul Merda & sulla Mutazione Antropologica. Anni coi nuovi barbari a Porto Cervo… Anni che all’estero col Merda ci facevamo figure appunto di merda… Anni che il Merda ha detto buzzicona alla Merkel, ha baciato la mano a Gheddafi… Anni che, mentre gli Intellettuali facevano l’analisi, tutti gli altri votavano per il Merda… Gli anni delle Prostate delle Pompette del Fondo Tinta del Trapianto Porcellanato. Anni approvati col Voto di Fiducia. Anni che nel 2013 ne saranno passati venti.” (Testo tagliato e compattato)

Secondo quanto sostenuto da Loredana Lipperini in Lipperatura il 4 ottobre scorso a proposito di Nonciclopedia (sulla solita traccia teoretica predispostale dal ghost-philosopher Wu Ming1), dovrebbe trattarsi di un indifendibile uso della Rete “concepita come mezzo per poter dire tutte le porcate che saltano in mente, magari anche a scopo di vendetta personale”.

In un commento ha infatti precisato: 

“Una cosa è essere ‘politicamente scorretti’. Un’altra è usare il web per dare del frocio a X, della zoccola a Y, e dello sporco ebreo a Z” [o del merda a Berlusconi, si deduce. N.d.R.].

poi anche:

“Nonciclopedia non fa satira, ma raccoglie nonsense e sciocchezze varie, che possono piacere o meno, ma su cui c’è poco da discutere se diventano aggressive e diffamanti. E se qualche volta ci scappa una bella battuta, non è certo sufficiente a farci chiamare satira quella roba lì. La diffamazione è un reato, punto. Il che è vero indipendentemente dall’età di chi scrive su Nonciclopedia: che siano nativi o migranti poco importa.”

Ho commentato: 

“Ricordo che alla voce ‘Capezzone’ su Nonciclopedia si leggeva ‘alias Cazzopene’. Da denuncia immediata, dunque: falso e diffamante… ma quanto vero! Ahi ahi, senza nulla togliere alla Lipperini, non ne condividerò mai lo zdanovismo.”

e più giù:

“Se io chiamo Bossi ‘leccaculo’ di Berlusconi, è ovvio che, ALLA LETTERA, non dico il vero, quindi diffamo, o quantomeno non ho modo di documentare una reale pratica di rimming da parte di Bossi nei confronti di Berlusconi… ma… ma…”

Tale UGO ha precisato:

“Inutile paludarsi dietro espressioni arzigogolate: o si prende una posizione ecumenica sulla libertà d’espressione e si tollerano anche spazi che ci offendono; o davvero si lascia a qualcuno il potere di decidere.”

e più avanti:

“Wuming 1 (con tutto il rispetto) non ha spiegato niente che non fosse ovvio a chiunque: perché ci siano i danni del maiuscolo Fascismo ci vogliono i minuscoli fascisti e perché ci siano i fascisti ci vuole una microbica mentalità tale. Il che vale per qualsiasi processo e si attaglia anche ai motivi per cui esiste e si vende la Nutella. Ci voleva la filosofia confusionaria dei continentali per comprendere queste banalità contrabbandate per intuizioni di saggezza?”

A quel punto mi sono permesso la seguente osservazione:

“Quando la Lippa cita Wu Ming1, suo notorio guru spirituale, oltre che guru di se stesso, scade un po’ nello scontatismo”.

La Lipperini, che tutto sopporta tranne che le si tocchi colui che ai suoi occhi rappresenta ciò che Ron Hubbard rappresenta agli occhi di un seguace di Scientology, mi ha CENSURATO lì per lì, rimuovendo il commento.

P.S. Inutile dire che Wu Ming 1, nel blog della Lippa, ha campo libero e può offendere impunemente chi vuole (ultimo esempio, il commentatore Ienax).

Per approfondire:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/10/04/i-conformisti/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/10/06/deleuze-era-un-passerotto/#comments

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(Foto tratta dalla rete)

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11 OTTOBRE 2011

WU MING 1 SI RICICLA COME STEVE WORKERS, IL GURU DEI LAVORATORI???

(Se la rivoluzione è faceless come i Wu Ming, loro, in compenso, hanno una bella faccia tosta:-)

Che fare il capopopolo, il guru dei lavoratori, trascinare folle, lasciare una forte impronta di sé sia da sempre il sogno segreto di Roberto Bui, alias Wu Ming 1, è ormai palese a molti. L’ambizione è perfettamente legittima, solo che il nostro finto-clandestino pretende di riuscirci come mero fantasma elettronico, anziché con un carisma reale e reali azioni politiche. Però qualcuno ci crede, prima fra tutte l’obbedientissima Lipperini, da più parti considerata il quinto Wu Ming nemmeno più tanto occulto.

In coincidenza con la morte del povero Steve Jobs, in questi giorni è “nato” in rete (o meglio “è stato creato a bella posta”), il personaggio finto-collettivo di STEVE WORKERS, THE GURU OF THE WORKING CLASS (appunto!).

Naturalmente è subito scattata la doppia grancassa di Giap e Lipperatura, finte ovazioni su Twitter e via discorrendo. Ma che parlo a ‘ffa? Mi limito a copia-incollare un po’ di interventi apparsi in Lipperatura nella giornata di ieri, tra cui quelli di Valter Binaghi, per il quale temo fortemente una veloce estromissione dal commentarium della Lippa (chi le tocca l’idolo muore, come è successo a me).

“SW è un esempio riuscito (ma siamo solo all’inizio) di satira del nuovo millennio che trova radici negli illustri esempi di L. Blisset e San Precario. Ora tocca all’utenza (rivoluzionaria? anticlassista? intellettuale? trasversalmente online?) dare un futuro a SW. L’identità diffusa, cioè che uno non sia più uno e basta, non può più meravigliarci nell’età contemporanea.”

                      Postato lunedì, 10 ottobre 2011 alle 10:3″9 am da corpo10” 

“Steve Workers è l’ennesimo marchio-feticcio con cui spacciare la merce che l’industria culturale vende meglio ai consumatori più raffinati: la controcultura.”   

                      Postato lunedì, 10 ottobre 2011 alle 10:41 am da Valter Binaghi

“Ma diciamo qualcosa anche su come è figo essere contocontrocultura… che è per consumatori ancora più raffinati…se i contor sono dispari sei chiaramente uno sfigato…se sono pari invece sei bravo…”

                      Postato lunedì, 10 ottobre 2011 alle 11:12 am da Pino Valente

“Manuale del discepolo entusiasta e sprovveduto:
1) Se qualcuno attacca l’idolo è in malafede per principio
2) Anzi è incazzato. Di solito perché invidioso e rosicone. Infatti, come può trovare un punto debole nel genio cui io mi prostro e che mi dà una base identitaria per confermare la mia (malcerta) soggettività?
3) Non ho argomenti da contrapporre ma comincio a preparare il terreno dichiarando la critica non credibile (poi arriverà il maestro con il pezzo da novanta). Uno dei vantaggi di essere antipatici è di non avere leccaculi intorno, di cui c’è poco da vantarsi.”

                      Postato lunedì, 10 ottobre 2011 alle 11:46 am da Valter Binaghi

A QUESTO PUNTO SI È MATERIALIZZATO NEL COMMENTARIUM  STEVE WORKERS IN CARNE E OSSA, ANZI IN ELETTRONI:     

“Sono Steve Workers, e sono nato quattro giorni fa. Ma esisto da sempre. Il giorno in cui sono nato, mi dicono, è morto uno che si chiamava Steve Jobs e che faceva il capitano d’industria. So bene cosa deve aver provato quell’uomo, perchè la morte la conosco da vicino. Sono morto tutte le volte che il tetto è crollato in testa a un’operaia che prendeva 3,95 all’ora, tutte le volte che un operaio è entrato in una cisterna e non ne è più uscito, tutte le volte che la silicosi si è mangiata un minatore. Sono nato quattro giorni fa, ma esisto da sempre. Quando si costruivano le piramidi in Egitto, io c’ero: spingevo i massi e la schiena mi sanguinava per le frustate. Quando in Europa c’era la peste, io lavoravo la terra, ma i suoi frutti andavano al barone. Quando Maria Antonietta mangiava brioches, le mie mani di sarta tremavano per il freddo. Quando hanno aperto l’Italsider di Bagnoli, le mie mani sono saltate tra gli ingranaggi. Sono nato quattro giorni fa, ma esisto da sempre. Non so niente di cultura o controcultura o marketing. Conosco la fame, che si vede nelle mia faccia scavata di rifugiato del Darfur. Conosco la sete, che scorre nelle mie vene aperte di indigeno boliviano. Conosco la paura e l’umiliazione, li ho conosciuti nei Centri di Identificazione ed Espulsione per migranti. Conosco lo sfruttamento, perché ha lasciato cicatrici nel mio utero deserto. Sono nato quattro giorni fa, e probabilmente morirò presto, perché la mia è una vita di lotta. Ma esisterò ancora: io sono solo il nome di una moltitudine di uomini e donne che si è stancata di avere fame e sete, di vivere nella paura, di essere sfruttata. Io cesserò di esistere quando cesseranno la miseria, l’ingiustizia, lo sfruttamento.”

                      Postato lunedì, 10 ottobre 2011 alle 5:12 pm da Steve Workers 

“Steve Workers, il fatto che tu venga a promozionarti qui dalla Lipperini la dice lunga sulla tua ‘identità’ (titolo del post). Se c’è una cosa di cui non si sentiva davvero il bisogno, è ’sta retorica operaistica. Ce l’hai un cassetto?Vatte a riporre, va’.”

                      Postato lunedì, 10 ottobre 2011 alle 5:29 pm da Giovanni Brambilla

“condivido i sospetti di brambilla. tutta l’operazione ricorda troppo da vicino per stile e strategie la creazione di vmo, new italian epic e le altre manipolazioni mediatiche a cui i wuming, ex luther blissett, ci hanno abituato fin dal loro apparire, ma di cui ormai si avverte una certa sazietà. manca solo il solito doppio articolo, uno sull’ unità, l’altro su la repubblica (con l’ormai storica complicità della titolare di questo blog, cui consiglio di salvaguardare meglio la propria credibilità) per tentare di creare il caso dal nulla. cmq stiano le cose, ho sentore io stesso di un malessere profondo che non tarderà ad esplodere nel reale, e non certo per l’inutile nascita del personaggino steve workers, ma perché le nuove generazioni sono davvero in grave sofferenza e l’incazzatura si sta espandendo quasi da sola. trovo peraltro di cattivo gusto il calco sul nome di steve jobs, colpevole di aver speso le proprie energie ideando oggetti che non a tutti sono dispiaciuti.”

              Postato lunedì, 10 ottobre 2011 alle 10:16 pm da Vincenzo Ostuni
      

http://www.youtube.com/watch?v=qxghrG8lpg0

              Postato lunedì, 10 ottobre 2011 alle 11:52 pm da Wu Ming 4

“Appunto Wu Ming4. Meraviglioso. È il mito.”

             Postato martedì, 11 ottobre 2011 alle 1:05 am da Valter Binaghi  

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18 marzo 2012 

GIAN PAOLO SERINO: DA GRAN SCOPATORE A GRAN SCOOPATORE

Sul fronte del gossip letterario, resta alta la suspense intorno al caso Lipperini-Serino. LaPeperini, cugina non ufficiale di laLipperini, ha emesso un nuovo post: “Lori e Lara: la doppia vita di mia cugina Loredana Lipperini“:

http://lapeperini.wordpress.com/2012/03/17/lori-e-lara-la-doppia-vita-di-mia-cugina-loredana-lipperini/

in cui  ventila che ci sarebbe di nuovo la proteiforme blogstar (arrivata al successo con “Non è un paese per trolls”) anche dietro la figura di Sigismondo Barillacqua della Verdesca, l’ autore di “Un romanzo d’altri tempi” reperibile in Amazon.com:

http://www.amazon.com/romanzo-daltri-tempi-Italian-Edition/dp/1469943239/ref=sr_1_fkmr0_1?ie=UTF8&qid=1332054794&sr=8-1-fkmr0

Nel frattempo il critico Gian Paolo Serino ha dichiarato con gran satisfiction in facebook:

“Perché Loredana Lipperini ad oggi non ha preso le distanze da ciò che ho scritto? Perchè Loredana Lipperini ha pensato bene, sulla sua bacheca, di cancellare tutti i commenti dei suoi lettori su questo argomento? La risposta è qui. Il resto lunedì mattina… “

Ho commentato:

“Da gran scopatore a gran scoopatore “

Etichette: Gian Paolo Serino, loredana lipperini, Sigismondo Barillacqua della Verdesca

[Sul bollino Siae applicato al volume ESBAT di Lara Manni compare curiosamente il nome di Loredana Lipperini:-)]

————–

28 aprile 2012

NEL NOME DI CHARLOTTE

[cut]

… Ecco, stavo pensando che…  magari… con questo post dedicato a un film brontianodopo sette anni di dolenti aggiornamenti quasi quotidiani…   ow… ouch… merda!… potrei anche chiudere definitivamente “Cazzeggi Letterari” … e dedicarmi – chessò io? – al restauro di “Lucio in the sky with diamonds“, per esempio. Che ne dite?

———–

3 MAGGIO 2012

BEST OF CAZZEGGI LETTERARI (BOCL)

Chi ne avesse ancora voglia, potrà seguire qui:

https://bestofcazzeggiletterari.wordpress.com/ 

una selezione di post particolarmente struggenti  tratti dagli archivi 2005-2012 del presente blog, morto settimino. 

(Si confronti: 

Sette paia di scarpe ho consumate/Di tutto ferro per poter bloggare./Sette verghe di ferro ho logorate/Per appoggiarmi nel fatale andare./Sette fiasche di lacrime ho colmate,/Sette lunghi anni, di lacrime amare…)

(Giosuè Carducci, Davanti San Guido)

N.B. La selezione seguirà criteri del tutto arbitrari (oppure logiche di concatenamento alla BLOB) e non cronologici.

  1. paolo f Dice:
    3 maggio 2012 alle 09:22   modifica

Lucio, stai facendo venir voglia anche a me di antologizzarmi: sarebbe il rimedio alla bassa opinione di me che ho avuto fin da ragazzo.
Dunque, oltre che a Guida, Mentore, Guru, Confidente, ti eleggo anche a Terapeuta.

  1. Lucio Angelini Dice:
    3 maggio 2012 alle 09:38   modifica

Paolo, non sarebbe male una collana editoriale tutta dedicata ai Best Off da li mejo blog, ma vallo a far capire a quei brutti stronzi degli editori:-)

———————-

Dai commenti a:

https://bestofcazzeggiletterari.wordpress.com/2012/05/25/bocl-n-19-losing-my-religion/

Iannozzi Giuseppe permalink

Sai che ho capito niente del punto a cui vorresti averi con questo copia & incolla di post

Lucio Angelini permalink

@iannozzi. ti rimando a http://lucioangelini.wordpress.com/2012/04/28/nel-nome-di-charlotte/

qui mi sto solo antologizzando per cluster tematici. è un altro tipo di operazione, benché sempre nell’ambito del volontariato culturale non richiesto:-)

—————-

Dai commenti a:

http://lucioangelini.wordpress.com/2012/06/05/hoarding-ordine-e-disordine/ 

  1. Lucio Angelini Dice:
    5 giugno 2012 alle 07:58   modifica

Come già spiegato, mi sto antologizzando per cluster tematici. All’interno di ciascuna unità c’è un filo rosso che attraversa i vari pezzi selezionati (sono disponibile a chiarimenti su domande mirate). Alla fine emergerà, nel suo complesso, il mio piccolo (e resistibilissimo, per carità!) mondo psico-fico-letterario, che gli editori italiani non esiteranno a lasciarsi sfuggire:-). Insomma restiamo nel campo del volontariato culturale non richiesto, in perfetto stile Onan il barbaro (vd post di ieri).

P.S. A proposito, ho allungato il brodo con un altro pezzo che potrebbe interessarti: “Appunti di estetica” (verso il fondo del cluster).

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43 commenti
  1. luca basini permalink

    Forse non c’entra niente, ma leggendo di loredana lipperini e delle sue censure forsennate e bizzarre (c’entra forse l’isterismo femminile?) e vedendo il quadro di Giotto (Il caldo abbraccio) mi è venuto in mente questo post *rivoltante*:

    http://laramanni.wordpress.com/2010/05/19/wu-ming-1-traduce-stephen-king/

    in cui la medesima LL si esibisce sotto mentite spoglie anche nei commenti vestendo i panni del giovane agnellino.
    Scusate, vado a vomitare

  2. Filastrocca sull’autoreferenzialità dei blogger – Magnifica.

    “Purificare” (da commenti e presenze “impure”) – è uno sporco lavoro quello del somministratore di purghe, ma qualcuno deve pur farlo. Per tutelare i più deboli, certo. Wait a minute: ma sono loro i purgati!

    “Forza emotiva rara (wm1)” – ahahahaha

    “Anche una pantofola acquista un valore simbolico dentro una cornice” – Infattissimo. (Tutte ottime le tue repliche in quel commento epurato benché di assoluto buonsenso e “sul punto”. Mio preferito: “Non si vede il new”.)

    “… oggetti narrativi non identificati distintamente italiani” (wm1) – Qui parte il volo delle frecce tricolori. Patriottico.

    “abbraccio con il lettore” (wm1) – Tenerone.

    “Il problema è che quelle teste, nel caso del NIE, sono state prese sul serio non solo da molti addetti ai lavori, ma dagli stessi autori, che hanno finito per credersi l’incarnazione di Modigliani.” – Già.
    Lipp’erinni e il resort per wuminghiani – Fantastico.

    L’ “incredibile pazienza” di LL – Qui siamo su Scherzi a parte.

    Karl-Heinz: “Quindi non ha senso gridare alla censura: nessuno è obbligato ad accettare in casa propria qualunque visita, e ha il diritto indiscutibile di rifiutare quelle di persone la cui compagnia non gradisce. Se la Lipperini non gradisce (più) la compagnia di Lucio Angelini, il tentativo di imporre quest’ultima da parte di Angelini stesso non può che essere avvertito come ‘molestia‘.” – Qui, lo sapete già, sono d’accordo con Karl-Heinz, anche se Lucio gli risponde bene. Finisce in pareggio. Quello che mi dà supremamente fastidio, oltre al fatto di essere rifiutata (che però ci sta) è la mistificazione ipocrita delle ragioni per cui vengo rifiutata. Sei off-topic, falsi la discussione, sei affetta da disturbo compulsivo-ossessivo… Basterebbe un: non sei iscritta al fan club? Smamma. Eviterei in ogni caso di parlare di censura (termine molto “carico” ideologicamente e politicamente). Sostituirei con “scarsa socievolezza” (me lo ha appena suggerito maria pia, involontariamente, su FB)

    Su VMO non ci ho capito niente (sono troppo poco familiar con fatti e personaggi)

    “Grazie a tutti i perditempo della rete” (Lucio) – Prego.

    Traduzione di google di Smoke gets in your eyes – meravigliosa. La metto in bacheca FB. “Il fumo ottiene nei vostri occhi…”

    “Diventerà certamente un adulto insicuro, nevrotico, perché frustrato..” – Ah, davéro? Come tutti, cioè. Io Risé, con rispetto parlando, non lo reggo. Ma denuncio il mio bias anti-psicologico.

    “Berlusconi leccaculo si può dire, invece….” – Eh già. E sottoscrivo il commento di UGO. L’alternativa alla “socievolezza” è lasciare a qualcuno il potere di decidere. E indovinate a chi?

    “… colui che ai suoi occhi rappresenta ciò che Ron Hubbard rappresenta agli occhi di un seguace di Scientology” – Mio Oscar personale di questo thread per la Migliore formulazione.

    Steve Workers – L’uomo che ha dato un nuovo significato alla parola “retorica”. Ma noi sappiamo che è poco socievole con le povere anziane commentatrici dissidenti.

    La proposta indecente di Binaghi – Un altro metrosexual?

    Cornelia Lippa, commossa e fiera – Bello.

    Nell’ottima poesia “Il bacio”, dove un Angelini in splendida forma dà prova di grande intuizione e acrobatismo linguistico ad lib., io proporrei di mettere quel Saldamente alla fine, a capo, dopo un punto. Just a thought.

    Ottimo il proposito di Pulsatilla di non frequentare più uomini sposati. Cioè quei bastardi contro cui scendono in piazza, dopo averli smanacciati.

    La scena skate è interessantissima, non interessante.

  3. (p.s. vedi tu lucio, cosa cancellare. Volevo inserire un video linkato, ma a me non compare. Però ci stava bene.)

  4. @diait. non mi hai però detto se il primo brano in alto ti ha messo una voglia pazza di andare a pranzo fuori:-)

  5. No, perché prima devi dirmi come postare il video, o perché non si può. Poi ti dico io. Gregarìzzati, for a change! Tzk.

  6. *gregarìzzati, l’accento va sulla “i”

  7. Ve bene, mi gregarizzo io. L’impasto di sale e saliva me lo tengo buono, al bisogno. Hotel messico sei tu? Se sì, ma che roba.

  8. Video bellissimo e tenero.

  9. La ragazzina afghana, che a undici anni già andava in skate ma sembrava che dovessse abbandonare per ragioni di tipo tribal-religioso, oggi è una delle istruttrici professionali: pagate. E contribuisce al mantenimento della sua famiglia. Una scheggia. I ragazzi di Skateistan sono dei veri pionieri, per lo più americani. Ma per appassionarsi allo skate, ancora di più, consiglio “Dogtown and the Z-Boys”, sul gruppetto di adolescenti californiani sbandato che lo skate lo ha praticamente inventato.

  10. Da me il video compare perfettamente. “Their opinions are meaningless to me” è impagabile. Quanta poesia…

    P.S. No no, Hotel Messico non sono io. Non ottenni un punteggio sufficiente (= non mobilitai un sufficiente numero di amici, data la mia naturale ritrosia a incomodare il prossimo) per entrare nella rosa dei finalisti.

  11. sì, ora funzionano. Correzione ultimo commento: gruppetto di adolescenti califonriani sbandati.

    Ecco un modello femminile di donne empowered – sicura e vincente, anche se in un paese come l’Afghanistan. Invece vediamo solo donne martiri sconfitte. Bisognerebbe invertire la tendenza.

  12. sì, addio. Califonriani.

  13. Vincenzo e Basile. Sto meditando di far partire una querela nei confronti dei due per calunnia, diffamazione, calunnia, stalking. Grazie a te, Lucio, perché purtroppo queste porcate nazifasciste non erano più in rete. Ci sono di nuovo adesso, quindi sono nella posizione più che mai legittima di sporgere querela.

  14. Per carità, non mettertici anche tu.

  15. E’ un mio sacrosanto diritto. STOP

  16. Tutti querelano tutti…. Anche Terragni ha querelato chi sparlava di lei, mi sembra di capire. Io ve lo dico, Lucio e Paolo, finiamo al gabbio. Sta diventando una guerra di tutti contro tutti…
    Ma io dico: siamo tutti pieni di problemi, con genitori anziani e malati da assistere, e infiniti guai seri di ogni sorta. Ritariàmoci e impariamo a incassare (=sorvolare).

    • Diat, ti adoro: la tua santa saggezza mi fa venire l’impulso di abbracciarti, ovunque tu sia.
      Quanto mi sarebbe piaciuto averti come sorella… Smack!

      • e pensare che come sorella (vera) non sono gettonatissima… Come zia sì, però. Se sei adottabile, ti adotto.

      • Più che adottabile: sono tuo;-)

      • allora ti adot-tuo, Paolo. Ne ricaverai grandi vantaggi, ma anche qualche piccolissimo onere, un onerino: quando piove e sei in giro in motorino, devi smssarmi ogni, tipo, ora, per rassicurarmi che stai bene. Ah, e lo stesso tua moglie, che entra per default nell’accordo, come nipota acquisita by proxy. Un accordo ragionevole, mi pare.

      • Va bene, zia.
        (ehi, ma costerà un occhio della testa!)

      • mah, no, puoi addebitarmeli gli sms. E’ più che altro una colossale rottura di coglioni, ma ne vale la pena. Vi faccio i pancackes quando siete depressi.

  17. @diait sempre saggia. senza contare che l’onere della prova spetta al querelante, non al querelato. e vai con gli anticipi agli avvocati!!!!!!!!!!!!!!!!

  18. ma che davéro vogliamo ingrassare gli avvocati, con rispetto parlando per gli avvocati….

  19. Beppe, finiamo al gabbio e spennati dagli avvocati. STOP.

    • La querela non sarebbe per voi, quindi tranquilli, bensì per coloro che si spacciarono Pesaro e Basile, essendo che io qui, in data 18 giugno 2012, ho appreso ulteriori elementi di diffamazione e calunnia da parte dei due Signori.

      Tu, Lucio, non hai fatto altro che riportare delle dichiarazioni altrui sul tuo blog. Morta lì. Le hai riesumate. Ma essendo che sono tornate online, per diritto, secondo le vigenti leggi, sono nella posizione di sporgere querela nei confronti dei due signori che si spacciarono come Pesaro e Basile.

    • Magnifico: dacci dentro, Iannox, sono con te!
      I diritti sono diritti.

  20. @ianox. ti ricordo che tu per primo, in passato, messo alle strette per i tuoi fotomontaggi e altre operazioni non esattamente esaltatorie di vari personaggi, ti sei giustificato appellandoti al “diritto alla satira”. fa’ come ti pare, ma secondo me ti contraddici e vai incontro a spiacevoli esborsi.

  21. Rimosse da Splinder sotto minaccia. Te lo ricordi nevvero? Così come spero ricorderai che non sono mai arrivato al punto di questi due Signori, arrivando persino a portare la cosa su di un giornale cartaceo. Rinfresca la memoria ché io ce l’ho ben lucida e fresca.

  22. Ma delle parti da me riportate in questo Bocl che cosa ti sconvolge, in particolare?

  23. @Iannox. Ti ricordo la scritta sull’Asso di Bastoni (carte da briscola): “Se ti perdi, tuo danno”:-/

  24. preoccupato per chi, allora?

    • scusa, Iannozzi, ma sono stata – in passato – definita una feticista dell’ultima parola.
      Stop.

  25. ***
    “Certo, l’opera di moderazione e ‘pulizia’ che Loredana compie quotidianamente le sottrae tempo per fare cose più costruttive”, ha dichiarato con finto rammarico Wu Ming 1 qualche giorno fa.

    “Ah, sì, la Lipp’Erinni è fin troppo paziente!”, gli ha subito fatto eco A. Luisa, con la stessa intonazione con cui Meg – nell’incipit di Piccole Donne – sospira: “Che cosa tremenda esser poveri!”.

    “Solo la tua incredibile pazienza e curiosità ti permette di filtrare”, ha pigolato per concludere Claudia B.

    Bisogna dire che – qualche mese fa – Lucio Angelini provò a far capire alla Lipp’Erinni che la sua era tutta fatica sprecata. Nei giorni in cui lei allentava la vigilanza, infatti, gli altri commentatori discutevano con lui (opportunamente occultato dietro nick) con assoluta tranquillità, senza mai trovarlo né scemo né spammatore come la Lipp’Erinni avrebbe senz’altro preferito che apparisse loro.

    ***

    Queste sono perle, Lucio: che meraviglia.
    Parlando seriamente: qui ci vuole un saggio.
    Visto che a ilmiolibro.it (essendo del gruppo kataweb, come sappiamo) te lo censurerebbe, basta trovare un altro stampatore.

  26. @paolo. la mia proposta attuale non è un saggio, come sai, ma una più banale raccolta di cazzeggi (“Best Of Cazzeggi Letterari 2005-2012”). appena santachiara ha un minuto libero, gliene parlo, magari cercando anche l’appoggio di Lipperini e Bui, miei estimatori di lunga data:-)

  27. Garufi è un grande (probabilmente l’avevo già detto).
    Anche a me, nei post sul tipo di deriva che sapete, viene da richiamare spesso il berlusconismo.

  28. Già allora (settembre 2005) facevano gli articoli in combutta: uno sull’Unità, l’altra su Repubblica.
    Patetico, considerato che il VMO non lo ricorda nessuno e così anche il NIE.
    Intanto Genna si è ritirato a vita privata, mentre la combattente continua ad annaspare.

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