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BOCL N. 38 (LA BUFALA DEL NEW ITALIAN EPIC 1.)

21 giugno 2012

         

                               LA BUFALA DEL NEW ITALIAN EPIC 

          (Selezione di post dal blog “Cazzeggi Letterari” di Lucio Angelini, ilmiolibro.it )

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28 MAGGIO 2010

ENNESIMO SEGNO DEI TEMPI NUOVI…

Ilmiolibro.it si allinea in anticipo alle imminenti leggi-bavaglio.

Ho appena ricevuto dallo staff de Ilmiolibro.it la seguente comunicazione:

«Gentile utente,

abbiamo riscontrato che la sua opera “La bufala del New Italian Epic”.

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=375851

contiene contenuti che sono potenzialmente diffamatori e potenzialmente violano i diritti di terzi.

La preghiamo pertanto di togliere nei prossimi giorni il libro dalla
vetrina del sito ilmiolibro.it

In alternativa, saremo costretti noi a farlo in relazione a quanto previsto agli articoli 6 e 8 delle condizioni e termini generali di utilizzo da lei sottoscritte

Grazie per la collaborazione,
Un cordiale saluto

Lo staff di ilmiolibro.it»

MIA RISPOSTA:

«Stento a credere a quanto mi comunicate. Il diritto alla satira esiste o me lo sono soltanto sognato? Grazie. Lucio Angelini»

[IL LIBRO È POI STATO CENSURATO E RIMOSSO DAL CATALOGO di ILMIOLIBRO.IT, che fa capo al gruppo del quotidiano “progressista”*-° “laRepubblica“, N.d.R]

(Immagine da http://www.liberainformazione.org/img/legge-bavaglio.jpg )

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Ripubblico in tre BOCL dedicati una selezione di pagine dallo scandalosissimo testo, finito miseramente all’ Index Librorum Prohibitorum per l’oscurantismo di alcuni dei personaggi satireggiati: 

Lunedì, aprile 14, 2008

I NEO-EPICI

 

A scrivere un libro sono buoni tutti. C’è riuscita persino Simona Ventura (“Crederci sempre, arrendersi mai“, Mondadori). Molto più complicato è  farsi includere da Wu Ming 1 tra i neo-epici italiani (ha in cantiere un saggio sull’argomento). Lui non è il tipo da darla a tutti (la patente di neo-epico), ma solo a quelli colti in flagrante possesso di OTTO ben precisi requisiti. Se si vuole appartenere di diritto alla New Italian Epic, infatti, bisogna avere: 

1) una diversa tonalità emotiva rispetto al postmoderno;

2) uno spiccato senso dell’equilibrio tra complessità narrativa e fruibilità;

3) una manifesta capacità di esplorazione di punti di vista “obliqui” e inconsueti (dal “sovraccarico” dell’io narrante alla “media algebrica” del punto di vista di moltitudini fino alla trasformazione del “discorso libero indiretto” nella simulazione dello “sguardo” di luoghi, oggetti inanimati e addirittura flussi immateriali);

4) una manifesta voglia di “ucronia potenziale” (= di interrogarsi su cosa sarebbe successo se [anche se la storia, a detta di alcuni, non si fa “con i se e con i ma”, n.d.r.]; NOTA BENE: il “what if” può anche essere non esplicito;

5) una manifesta disponibilità a parlare non soltanto di Italia [Chisto è ‘o paese do sole, n.d.r.], di italiani [pizza-mafia-spaghetti-mandolino, n.d.r.] e della storia nazionale [“Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba” eccetera, n.d.r.], ma ad ambientare le proprie storie ovunque [Es.: “C’era una volta in un lontano paese”, n.d.r.];

6) una congrua fregola di sperimentazione, non importa se dissimulata come “cucitura invisibile” nel linguaggio e nello stile;

7) un’atletica tendenza al superamento dell’ormai banale “contaminazione dei generi”, per costruire oggetti narrativi non-identificati [o NUFO, narrative unidentified flying obiects, n.d.r.] 

8) una vallanzaschesca capacità di evasione dalla forma-libro con narrazioni che diventano partecipate e/o “transmediali”, nel senso che proseguono su diverse piattaforme, con diversi linguaggi, con l’apporto di più persone [qui Wu Ming 1 non allude a meri “adattamenti” da un medium all’altro, come il film tratto dal romanzo, ma a pezzi di storie che vengono narrati altrove e in altro modo e spesso da altre persone, n.d.r.];

Il bando per l’inclusione nel suo saggio è consultabile qui:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/11/a-proposito/#comments

a partire da un mio scherzoso commento al post della Lippa  “A PROPOSITO DI ITALIAN EPIC“:

“Posso dirlo? Nessuno si incazza? Ebbene, finiamola con ’sta storia dell’epica applicata a tutto. Fra un po’ è Italian Epic anche il racconto dell’operazione alla prostata subita dal bisnonno di Bruno Vespa. L’epica, secondo me, è “Cantami o diva del pelide Achille [pelide e peloso, mica come il divo Costantino dal petto glabro della De Filippi!] & quella roba lì. Punto e basta.”

P.S.

I più volonterosi possono anche prestare orecchio a:

http://www.wumingfoundation.com/suoni/audiotheque.htm#allegorithms

dove Bob Bui si esibisce in elegante anglo-bononiano:-) 

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Sabato, aprile 26, 2008  

SMASCHERATA LA NUOVA BEFFA DEI LUTHER BLISSETT/WU MING 

[In ordine sparso i cinque CAVALIERI DELLA NIE (NEW ITALIAN EPIC): Roberto Bui alias Wu Ming 1, Giovanni Cattabriga alias Wu Ming 2, Luca Di Meo alias Wu Ming 3, Federico Guglielmi alias Wu Ming 4 e Riccardo Pedrini alias Wu Ming 5 .]

Nella letteratura italiana stava accadendo qualcosa. Gli ex Luther Blissett, ora Wu Ming, erano quasi riusciti a convincere un discreto gruppo di internettuali dell’esistenza della “NEW ITALIAN EPIC” (un fantomatico movimento letterario in cui si erano premurati di inserire se stessi e una manciata di loro amici personali: Giuseppe Genna, Valerio Evangelisti, Babsi Jones, Carlo Lucarelli, Girolamo Di Michele eccetera, prima di mettersi a suonare la grancassa) quando il noto flagello della rete Lucio Angelini ruppe loro le uova nel paniere.

Aveva riflettuto a lungo, il cinico Angelini, sulla fumosità del saggio:

http://www.wumingfoundation.com/italiano/WM1_saggio_sul_new_italian_epic.pdf 

chiedendosi come fosse possibile che una mente sagace quale quella di Roberto Bui potesse credere davvero a baggianate del tipo “una diversa tonalità emotiva rispetto al postmoderno”, “uno spiccato senso dell’equilibrio tra complessità narrativa e fruibilità”, “una manifesta capacità di esplorazione di punti di vista obliqui”, “una manifesta voglia di “ucronia potenziale” eccetera, che affratellerebbero libri “in apparenza diversi”, e diversi anche al di là delle apparenze:- )

D’un tratto, come il principe Gautama Buddha sotto il fico sacro a Bodh Gaya, l’Angelini intuì almeno una delle Quattro Ignobili Verità sulla NIE ( “Ce stanno a pijjà per culo”) e la burleschità dell’ Ottuplice Sentiero millantato da Roberto Bui.

Ma andiamo con ordine. Nella beffa della fantomatica NIE erano già caduti il Massachussets Institute of Technology di Boston, da cui Roberto Bui era riuscito a farsi invitare con uno stratagemma (aveva sollecitato presso Apogeo editore la traduzione italiana di “Convergence Culture”, di Henry Jenkins, direttore del dipartimento di studi sui media); la giornalista Loredana Lipperini, (sempre pronta a megafonare le goliardate dei Cinque Cinesi de Noantri); l’intera redazione culturale de laRepubblica (che il 23 aprile 2008 aveva dedicato all’inesistente CASO un articolo intitolato “LO SCRITTORE SI DÀ ALL’EPICA”).

Poi i WuMing avevano esagerato. Per apparire più epici che mai, avevano pubblicamente dichiarato:

“Noi stessi, fin dall´esordio con Q, siamo New Italian Epic dai metatarsi al telencefalo. Il mondo ci vide passare, come Nettuno ammirò l´ombra d´Argo, e ne restò intrigato.”

Troppo comico per essere vero:-)

 

A quel punto il cinico Angelini contattò la Lipperini in rete (Lipperatura):

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/23/new-italian-epic/ 

“Loredana, non c’è New Epic come la Old Epic, e la sola idea che qualcuno abbia tutta questa fretta di autoinserirsi in un preteso siffatto filone mi dà l’orticaria.”

La Lipperini, stizzosa e viperesca:

“L’aggettivo ‘epico’ ti disgusta talmente dall’impedirti la lettura del documento, e devo dunque pensare che i tuoi commenti vengono scritti a priori, senza aver letto in dettaglio quel che si intende con l’aggettivo medesimo”.

Il cinico Angelini, serafico:

@ Loredana. Ho letto perfettamente il testo e il nuovo senso attribuito al termine “epico”. Volendo, però, chiunque può prendere un qualsiasi termine, per esempio “bicchiere”, aggiungere un “neo” davanti e decidere che da quel momento in poi per lui “neo-bicchiere” significherà “insalata”. Ma non è questo il punto. Secondo me, per raggruppare e incasellare la produzione letteraria, bisogna che passino periodi più lunghi. Non si fa storia della letteratura scandendola lustro per lustro, ma ripeto, solo secondo me. Se uno vuole, può inventare e archiviare movimenti letterari anche di settimana in settimana. Ciao.

Si mise di mezzo lo stesso Girolamo Di Michele (uno dei supposti niù epici):

“Lucio, francamente non capisco il tuo puntiglio, Wu Ming identifica almeno OTTO* caratteristiche che permettono di parlare di un insieme narrativo.

*(l’ OTTUPLICE SENTIERO riportato qui: http://lucioangelini.splinder.com/post/16728956 , n.d.r.]

E il cinico Angelini:

@Girolamo. Se le caratteristiche sono del tipo “che cosa sarebbe accaduto se…”, ho già scritto nel mio blog che il detto “Se mia nonna avesse avuto le ruote, sarebbe stata una carriola” esiste da molto prima dei wuming. Ciao.

Poi, d’un tratto, il risveglio spirituale:

Illuminazione! Illuminazione! Illuminazione! Ho capito tutto ripensando a Luther Blissett:

“In Italia, tra il 1994 e il 1999, il cosiddetto Luther Blissett Project (un network più organizzato all’interno della comunità che adotta l’identità “Luther Blissett”) diviene un fenomeno molto popolare e riesce a diffondere una leggenda, la reputazione di un eroe folk. Questo Robin Hood dell’era dell’informazione ingaggia una guerriglia dentro/contro un’industria culturale in via di radicale trasformazione (siamo ai primordi del web), organizza eterodosse campagne di solidarietà a vittime della censura o della repressione, e – soprattutto – ***orchestra elaborate beffe mediatiche come forma d’arte, rivendicandole sempre e spiegando quali difetti del sistema ha sfruttato per far pubblicare o trasmettere notizie false.***Blissett è attivo anche in altri paesi, soprattutto in Spagna, Germania e Regno Unito. ”

[da http://www.wumingfoundation.com/italiano/biografia.htm#1 ]

Solo che, stavolta, nella BEFFA mediatica della new epic è caduta persino la Lippa:-/

P.S. Mattacchione di un Roberto! Lo dicevo io che eri GENIALE!

[ Immagine da http://www.lenghe.net/img_articles/blisset.jpg ] 

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Lunedì, aprile 28, 2008 

UNA NEO-EPICA ESCURSIONE AL VAIO STRETTO

(Il vanaglorioso Lucio Angelini baciato da un raggio di sole all’uscita dal buio Vaio Stretto)

Per dimenticare le strettoie in cui sabato scorso mi aveva cacciato la Lipperini (eccellente ragazza, salvo quando le si toccano i suoi “cocchi”: potrebbe uccidere) ieri mi sono regalato un’escursioncella al Vaio Stretto, suggestiva spaccatura fra due pareti verticali oltre la quale si profila la cima del Monte Cornetto. [Il sentiero per il Vaio Stretto inizia poco prima dell’ Ossario del Pasubio, n.d.r.].  Be’, ragazzi, il vaio in questione si è rivelato effettivamente molto stretto. Pensate che, nel punto più stretto del Vaio Stretto, per non restare incastrato tra le rocce mi sono dovuto addirittura togliere lo zaino e girare di fianco… nemmeno fossi un superobeso o un modello di Botero (peso appena 90 chili).

Le strettoie della Lipperini, dicevamo. OK. Vi aggiorno sul contenzioso in atto. Ebbene, sempre nei commenti all’ormai celebre post sul NIE

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/23/new-italian-epic/#comments

una certa Spettatrice aveva osservato:

Lucio, mi stai simpatico e difendo il tuo diritto a pigliare per i fondelli chiunque, nonché a delirare quanto e come vuoi. Sinora ho ascoltato solo l’intervento di WM1 in inglese. Non mi è sufficiente per avere un’idea precisa di quello che intende dire. Difendo anche il suo diritto a inquadrare lo scenario letterario italiano come preferisce e a battezzarlo come gli pare. A me interessano i libri e solo marginalmente le inquadrature. A volte seguo i dibattiti e mi piace leggere critiche e disamine mirate e intelligenti. Questa è una di quelle volte. So che hai una preparazione ottima e che oltre alla versione di pierino che ti offre la realtà sei anche in grado i fare utili sintesi e dare versioni non scontate delle cose letterarie e non. Quindi ti chiedo, cortesemente, di provare a smontare la teoria di Roberto Bui a prescindere dall’attributo ‘epico’(o dal fatto che tu la interpreti come bufala), semplicemente per quello che dice. una cosina dialettica che ci arrichirebbe tutti. thanks

Postato Sabato, 26 Aprile 2008 alle 3:13 pm da spettatrice

Avevo risposto:

@ Spettatrice. Tesoro, devo preparare lo zaino per l’escursione di domani. In fretta: 1) Se ne parla Roberto Bui, Loredana applaude allo “sguardo obliquo” sulle cose. Se sono io a rivolgere uno sguardo obliquo al saggio di Roberto Bui, lei si incazza come una iena e mi guarda in obliquo (o di traverso, che è lo stesso). Ti sembra giusto???
2) Riguardo alla storia del NIE: non esisteva NESSUNA CORRENTE NEO-EPICA finché non se l’è inventata Roberto Bui mettendoci dentro i cuginetti che più gli stavano simpatici. Perfetto. Ma detto fra noi: che c’entra Gomorra con Federico Moccia? Cosa? Dici che Moccia non è stato inserito tra i paladini della nuova armata abbrancaleoni?… Perfetto. Epperò una certa neo-epicità, se si getta uno sguardo veramente obliquo al lampione con i Lucchetti dell’Amore, la si rinviene comunque… Sono sicuro che se mettessi a confronto due autori presi assolutamente a caso (che ne so? Sveva Casati Modignani con il “povero” Luca di Meo… – sì, quello che mi chiama sempre “il povero Angelini”- :- ) ) alla lunga qualche elemento comune lo troverei. Sotto il Molteplice c’è pur sempre l’Uno, no?, diceva quel tale. Ma l’invenzione più spettacolare del saggio di Bui è senz’altro quella dell’allegoritmo: tirata fuori apposta per spaventare i letterati in genere deboli in matematica. Che ci posso fare se io non mi spavento nemmeno se qualcuno mi traccia sotto il naso la derivata della relativa ottenuta estraendo la radice quadrata del minimo comune multiplo innalzato tra i cateti dell’ipotenusa? Mio scetticismo a parte, se a te l’idea che nelle Librerie Feltrinelli da oggi in poi si provvederà a creare degli appositi reparti con le novità della Neoepica italiana ben allineate una accanto all’altra è di qualche conforto, ne sono contento per te. Per me è tutto come prima.
3) Sono davvero convinto che quella del NIE sia una provocazione mediatica in stile Luther Blissett prima maniera. Ho troppo stima di Roberto Bui per supporre che creda davvero ai propri esercizi di fumisteria.

Postato Sabato, 26 Aprile 2008 alle 5:36 pm da Lucio Angelini

E Loredana:

Angelini. io non mi “incazzo come una iena”, o vipera, come hai avuto la bontà di definirmi sul tuo blog, perché tu stai criticando il saggio. Ti faccio semplicemente notare che tutti i tuoi interventi sono pretestuosi, vanagloriosi, volti esclusivamente ad attirare l’attenzione su di te. E con questo commento intendo chiudere la questione. Se qualcuno ha qualcosa da dire sul saggio, lo faccia pure. Se qualcuno ha intenzione di commentare le teorie di Angelini, il pensiero di Angelini, il risentimento di Angelini, lo faccia, cortesemente, sul blog di Angelini, non qui.

Postato Sabato, 26 Aprile 2008 alle 5:59 pm da La Lipperini

Ho provato a replicare:

Anche questa accusa della vanagloria è stereotipata e pretestuosa, se permetti, insieme all’altra tipica di “rosicume” con cui nei lit-blog in genere si tenta di tappare la bocca a chi non condivide i gusti del titolare. Non me ne può fregare di meno di attirare l’attenzione su di me, credi. Quando qualcosa mi entusiasma, sono davvero felice di comunicarlo al mondo intero. Spero di poterlo fare presto con Bui, da cui mi aspetto moltissimo. E ora aggiungimi pure nel registro dei cattivi.

Ma lei, che non sopporta di essere contraddetta, ha subito CANCELLATO il commento, una censura che, a mio avviso, non le fa onore. Vabbè. Pazienza. Certo, se volessi rabbonirla, saprei come fare. Basterebbe che le dicessi: “Guarda, ho riletto il saggio di WuMing1 e ho capito che avevi ragione tu. È effettivamente straordinario!”. Purtroppo, nella mia insalubre vanagloria, non riesco mai a dire quello che NON penso… :-/

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8 maggio 2008 

 

(Wu Ming 1 sbarca sulla spiaggia del Massachussetts Institute of Technology)

Cristoforo Colombo non inventò l’America: la scoprì. Come dire che c’era anche prima che lui ci arrivasse. Semplicemente in Europa non si sapeva della sua esistenza. Allo stesso modo Wu Ming 1 non ha inventato il NIE (New Italian Epic). C’era anche prima che lui ci incollasse sopra l’anglofila etichetta. Semplicemente nessuno ci aveva fatto caso [nemmeno i quotidiani “La Repubblica” e “L’Unità”, ma allertarli non sarebbe stato un problema, n.d.r.]. O per lo meno così si sostiene in questo saggio… 

Un giorno, passando davanti allo specchio, Wu Ming 1 osservò: “Cazzarola, ‘sto Q (ui) ci ha proprio un aspetto niù epic, l´Italia non deve far altro che accorgersene!”

Un giro di telefonate agli amici Lipperini, Lucarelli, Evangelisti, De Michele, Giuseppe Genna con la consegna “FIAT NOVUM ITALICUM EPOS!”… et novum italicum epos fuit.

Insomma, se nel romanzo “Il nome della rosaUmberto Eco aveva asserito “Stat rosa pristina nomine”, Wu Ming 1 non aveva voluto essere da meno: “Stat novum italicum epos pristinum nomine”.

Lucio Angelini pensò a uno scherzo:

http://lucioangelini.splinder.com/post/16883086

Provò a parlarne con la Lipperiniin Lipperatura, ma la Lipperini, dopo essersi trasfigurata come la maga Alcina dell’Ariosto, lo defenestrò brutalmente. [Wu Ming1 per la Lipperini è come L. Ron Hubbard per un adepto di Scientology, n.d.r.]. 

[LIPPERINI 1:

     Di persona era tanto ben formata,
     quanto me’ finger san pittori industri;
     con bionda chioma lunga ed annodata:
     oro non è che più risplenda e lustri.
     Spargeasi per la guancia delicata
     misto color di rose e di ligustri;
     di terso avorio era la fronte lieta,
     che lo spazio finia con giusta meta…

LIPPERINI 2

     Pallido, crespo e macilente avea
     Loredana il viso, il crin raro e canuto,
     sua statura a sei palmi non giungea:
     ogni dente di bocca era caduto;
     che più d’Ecuba e più de la Cumea,
     ed avea più d’ogn’altra mai vivuto.
     Ma sì l’arti usa al nostro tempo ignote,
     che bella e giovanetta parer puote.
74  Giovane e bella ella si fa con arte,
     si che molti ingannò come Angelini;
     ma la New Epic venne a interpretar le carte
     che già molti anni avean celato il vero.]

Angelini si appellò a Giuseppe Genna, che scoppiò in una risata irrefrenabile:

“Ma Lucio!!! Ancora credi che esista una giornalista che si chiama Loredana Lipperini? Suvvia, tu che sei esperto nello smascherare le sublimi beffe di LB! Lipperini non esiste, è un bot programmato, le foto sono tratte dalla vita della ministra dell’agricoltura della Repubblica Slovacca! È sublime e geniale! Non avertene, chiunque di noi è incappato in una delle beffe di LB che tu sveli con ardita consapevolezza! E sottolineo ‘ardita’! No jo dire ar Dita, che s’ammoscia, dài… ”

Angelini scosse tristemente il capo: “Non esiste! Non esiste!”, ripeteva.

Allora Wu Ming 1 lo prese per un orecchio e gli gridò: “Non esiste sta wu-minghia! Non esiste ciò che esiste, vorrai dire, mo esiste ben ciò di cui si parla, soc’mel!”

Angelini pensò al signor Imparziale, che in un commento su Lipperatura aveva osservato:

Ho seguito il dibattito e penso di aver individuato due scuole di pensiero: secondo la prima Wu Ming 1 ha fatto bene a marcare un territorio in cui avrebbero pisciato lui e un’altra dozzina di autori accomunati da otto evidenti segni caratteristici (in realtà non così evidenti e per giunta già ampiamente presenti nella letteratura di tutte le epoche); secondo altri pensatori il recente saggio di Wu Ming 1 tradirebbe sostanzialmente una forte nostalgia per le storiche beffe mediatiche giocate dai Luther Blissett al tempo in cui erano ancora bamboccioni ante litteram (”Spargiamo in giro la voce che ’sta cosa esiste e vediamo quanti pecoroni ci vengono dietro”):

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/23/new-italian-epic/#comments

“La seconda che hai detto!”, singhiozzò, pigolando sempre più piano.

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Venerdì, maggio 09, 2008  

NEO-EPICHE REAZIONI AL POST DI IERI

   

Ieri mattina, completato il post “WU MING 1 COME CRISTOFORO COLOMBO“, mi ero premurato – per correttezza – di avvisare i destinatari della mia affettuosa satira, sperando segretamente di ricevere complimenti del tipo “Be’, stavolta ci hai fatto proprio ridere. Sei stato spiritoso”…

Non l’avessi mai pensato!

Nel giro di qualche minuto mi è grandinata addosso ogni sorta di improperi. Il più tempestivo  è stato Giuseppe Genna. Anziché dirmi “si tratta di una delle narrazioni super-storiche più importanti degli ultimi anni (in linea precisa con la poetica del New Italian Epic)” come ormai tende a ripetere pavlovianamente a chiunque gli stia un filino simpatico, mi ha intimato di non scrivergli GIAMMAI PIÙ, dandomi persino del “sottoautoriale” (dall’alto della sua sovrautorialità, ovviamente) con ciò forse vendicandosi delle mie mancate grida di meraviglia al suo neo-epicissimo “HITLER“. Ha anche sottolineato che le mie presunte giocosità non lo fanno ridere per niente [a me certe sue pomposità sì, n.d.r.].

Subito dopo si è fiondata in mail box la Lipperini che, dopo avermi ululato [omissis]… , mi ha ufficialmente diffidato dal citare pubblicamente qualsiasi parte della sua mail privata. Me ne guardo bene. Posso, in compenso, sintetizzare la MIA risposta: le ho detto che anche se faceva finta di trovare volgare e disgustosa la mia insistenza sulla sua età, in realtà doveva aver capito benissimo che l’accostamento ad Alcina non aveva nulla a che vedere con gli anni (è peraltro più giovane di me),  ma con la sua doppiezza comportamentale: democratica a parole [come tanti… troppi progressisti di mia conoscenza, n.d.r.] intollerante nei fatti, almeno con me. Per esempio nel post di ieri sull’ESCLUSIONE ha censurato il seguente contributo:

«Ehm… credo che di esclusioni te ne intenda un pochino anche tu, nel tuo piccolo.»

Postato Giovedì, 8 Maggio 2008 alle 10:54 am da Lucio Angelini

[Il tuo commento è in attesa di approvazione.]

[L’approvazione non è mai arrivata ]

Ho aggiunto che se, secondo lei, facevo il pari con Berlusconi quando parla delle femmine in menopausa della sinistra, lei, secondo me, faceva il pari col Berlusconi quando scaccia dalla tivù Biagi-Santoro-Luttazzi, si parla licet componere magnis
Comunque, per farla breve, mi ha invitato anche lei a uscire dalla sua vita.

Verso mezzogiorno, infine, si è svegliato il grande sinistr’ orsoyoghi Wu Ming 1, ma solo per dichiararsi del tutto all’oscuro dell’accaduto, dal momento che ogni mia mail – a suo dire – finisce direttamente nel cestino, per essere cancellata in automatico. [Strano, visto che solo il 26 aprile scorso mi ha avvisato personalmente, proprio via mail, dell’impossibilità di tener fede all’appuntamento di Mogliano previsto per oggi 9 maggio:- ), n.d.r. ] Mi ha poi suggerito di pubblicare nel mio blog la seguente immagine:

 

con cui aiutare i miei detrattori a filtrarmi.

Per non contrariarlo ulteriormente, come Garibaldi ho pensato: “Obbedisco!”. Ma gli ho anche detto: “Roberto, sei così buffo quando ti arrabbi”. Evangelisti, per fortuna, è ancora in Francia e non si è potuto pronunciare sul mio nuovo delitto di lesa autorialità, ma confido grandemente nel suo aplomb. E tuttavia sto cominciando a pensare che prima di sedermi al computer, la mattina, e avviare il nuovo post della giornata, farei forse meglio a rispolverare la vecchia canzoncina sanremese “Papaveri e Papere” e cantarne il ritornello:  

“Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
e tu sei piccolino, e tu sei piccolino,
lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
sei nato paperino, che cosa ci vuoi far???.”

Celiare postmodernamente su un Autore che si sente con la A maiuscola in un lit-blog dichiaratamente votato al cazzeggio può provocare reazioni non sempre divertite, ora che il cipiglioso Bui ha lanciato la nuova moda: “Prendiamoci tutti terribilmente sul serio“… Ricordo, però, che quand’era più giovane e scanzonato, pubblicava addirittura nel suo GIAP le mie innocue parodie:

http://www.wumingfoundation.com/ourbooks/news.php?extend.54

Poi è rimasto choccato dal film “300” e adesso crede di essere Leonida:- )

PS: Faccio notare che il parametro n. 7 del Prontuario per Misurare la Neo-Epicità di un testo recita: «7. Comunità e transmedialità. – Sono opere transmediali e in qualche modo “collettive”. Danno infatti spesso avvio a una serie di spin-off e “riappropriazioni”, in una modalità che i Wu Ming associano alla “natura ‘disseminata’” dell’epica greca antica

Ebbene, io mi sono riappropriato a modo mio del saggio di Wu Ming 1, e quel lunatico mi ha tolto il saluto. Che ingiustizia, peròòòòòò:-/

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Venerdì, maggio 23, 2008 

LOREDANA LIPPERINI: STRANGOLARE PROTEO

Ieri sera, di ritorno dalla Fiera Campionaria di Padova, ho trovato la seguente mail dell’amico Alberto G.:

«Ciao, Lucio. Ho da poco avuto anch’io un imbarazzante scambio con Loredana Lipperini a proposito del post “Diary” in cui citava Afferrare Proteo, di Girolamo De Michele. Nel commentarium la blogger si era così espressa:

“Da ormai dieci giorni la stessa persona continua a cambiare nick per postare gli stessi, riconoscibilissimi commenti. La stessa persona continua a sostenere, vergognosamente, che la sottoscritta mette in moderazione ogni voce dissenziente sul NIE. Ovviamente no. la sottoscritta mette in moderazione le battutine idiote, non le argomentazioni serie.”

Postato Lunedì, 19 Maggio 2008 alle 10:46 am da lalipperini

Mi sono permesso di osservare, utilizzando il nick Milarepa:

“Lipperini, ma di chi parli? Sicura di quel che dici? Sicura che non faccia comodo a tanti agganciarsi allo stesso carro (trainante e vincente) di Roberto Saviano per poter brillare della sua luce riflessa? Lo scrivo per vedere se è vero che censuri i pareri sfavorevoli ai sedicenti Innovatori.”

Postato Lunedì, 19 Maggio 2008 alle 3:26 pm da Milarepa

Lei ha tenuto il commento per un paio d’ore a bagno Maria Moderatrice, poi si è decisa a pubblicarlo, ma solo per dire:

“Come vedi, Milarepa, non sei moderato, anche se non concordo con quello che dici.”

Postato Lunedì, 19 Maggio 2008 alle 4:02 pm da lalipperini

A quel punto ho aggiunto:

“Benissimo. Allora l’unico idiota che censuri sarà senz’altro il PROTEIFORME da cui ti dichiari bersagliata. Un bel compito davvero, afferrare e censurare Proteo.”

Questa volta, anche se non ero moderato, il commento è stato censurato.

Dopo un po’ è intervenuto Wu Ming 1, che si è messo a wumingare come al solito. Ho scritto:

Oh Madonna. Ma quando la finirà, ‘sto qua, di additare la via, la verità e la luce?”

Il commento è stato prontamente censurato. Evidentemente per la Lipperini, (come qualche tempo fa hai rilevato tu), Wu Ming 1 deve essere stato concepito senza macchia e senza peccato, tipo la vergine Maria.

Poi Wu Ming 1 ha detto che il postmoderno è finito da un pezzo perché è finita la postmodernità, intendendo con ciò che sarebbe il caso di passare tutti quanti al neo-epico seguendo la pista così intelligentemente aperta da lui stesso e dai suoi amici. Ho ribattuto che l’importante era che in ogni epoca, COMPRESA QUESTA, ognuno restasse libero di scrivere COME voleva e CIÒ che voleva (anziché allinearsi  alle sue direttive). Mi pareva di aver espresso un’opinione rispettabilissima, ma la Lipperini, purtroppo, deve averla trovata di nuovo idiota e così l’ha censurata senza pietà. Avrei voluto scriverle: “Lipperini, fai cadere le palle!”, poi ho optato per un più blando: “Lipperini, vuoi smetterla di censurare, patetica?”. E figuriamoci se il commento è apparso!

Dopo un altro po’, WM1 ha ironizzato cialtronescamente (ovvero ben sapendo che la Lipperini non avrebbe tollerato repliche alla sua affermazione):

“Ah, dimenticavo: su questo blog non è permessa la discussione, c’è una dittatura, vige la censura, è vietato il confronto. Ve ne siete accorti anche voi, vero?”

Postato Mercoledì, 21 Maggio 2008 alle 7:57 pm da da Wu Ming 1 

Firmandomi “TRASPARENZA E ONESTÀ” (devo pur proteizzarmi e cambiare nick ad ogni nuova censura, se non voglio restare bloccato) ho provato a rispondere:

@ WM1. Ovvio che la censora non censura te, spirito di patate.

Postato Mercoledì, 21 Maggio 2008 alle 9:47 pm da Trasparenza e onestà

L’osservazione, purtroppo, è stata filtrata lo stesso e – savasondìr – censurata. Eccetera. Ciao. Alberto.»

Gli ho risposto:

«Caro Alberto, dal giorno in cui ho ardito dubitare della serietà dei parametri indicati da Wu Ming 1 nel recente saggio su se stesso e i suoi amici (baggianate fumose del tipo “sguardo obliquo”, “ucronia” e via discorrendo) la Lipperini, come direbbe Ariosto, “venne in furore e matta, da donna che sì saggia era stimata prima“. Pensa che, con melodrammatico cipiglio, dapprima mi ha inibito l’accesso al commentarium del suo blog, poi, non ancora contenta, si è presentata in mail box scortata dai pizzardoni Genna e Bui per invitarmi a uscire dalla sua vita. Puoi immaginare, dunque, lo stato di prostrazione in cui verso e la mia scarsa voglia di ingerirmi anche nella TUA personale polemica con lei. Se Loredana ti ha censurato degli interventi, pazienza. Lasciala perdere. Non è la prima volta che qualcuno si professa democratico solo a parole. In più Loredana ha ogni diritto di selezionare i commentatori in base a quello che le suggerisce l’estro del momento e soprattutto al grado di acquiescenza al verbo genna-wuminghiano che di volta in volta riesce a ipotizzare nell’interlocutore. In fondo, come disse Gertrude Stein a suo tempo, “Un lit-blog è solo un lit-blog solo un lit-blog solo un lit-blog… “. Lascia che se la cantino e se la suonino tra di loro, quindi. E se ti fa tristezza saperla così WM1-dipendente – malgrado il suo recente libro contro la dipendenza del femminile dal maschile -, fattene una ragione, pensa a qualcos’altro, cerca di distrarti. Per esempio è appena uscito il nuovo libro di LIVIO BORRIELLOMicame“, edizioni OXP, Napoli… Un abbraccio. Lucio»

P.S. Anche Tiziano Scarpa ha accusato i sedicenti guerriglieri del NIE di aver scoperto l’acqua calda: http://www.ilprimoamore.com/testo_920.html

Immagine da http://www.flickr.com/photos/68561240@N00/1861482198/sizes/s/ ]

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Martedì, maggio 27, 2008 

ALLE ORIGINI DEL NEW ITALIAN EPIC: WHAT IF CAMILLO BENSO…

 

Nel saggio New Italian Epic Wu Ming 1 segnala vari esempi di mockbiopic, cioè biografie deviate e alternative rispetto ai fatti storici. Curiosamente, non fa il minimo cenno al racconto – in tal senso FONDANTE (ma anche, volendo, SFONDANTE) – dello scrittore TRIPELEFF

    «UN’AVVENTURA GALANTE DEL CONTE DI CAVOUR»

edito da STAMPA ALTERNATIVA nel 1992 (collana MILLELIRE).

Questo il WHAT IF del volumetto:

«Può uno scrittore amare un celebre personaggio storico del nostro Risorgimento al punto di immaginarsi un congiungimento carnale con lui, anzi un vero atto d’amore caldo e raffinatissimo? In fondo è quanto è successo all’autore di questo piccolo capolavoro d’erotismo sentimentale, che osa trasmetterci il corpo d’amore addirittura di Camillo Benso conte di Cavour, padre della Patria. Sì, perché ha un bel da fare il narratore a spingere nel calore dell’alcova il giovane Brusati, in realtà il vero amante del nostro conte nazionale è lui. Questo scrittore sottile conosce tutti i meandri intellettuali della letteratura erotica e si rivela appassionato cultore di un genere che, quando è felice come in questo caso, può farci provare le sensazioni fisiche della più pura carnalità, quelle che sono il vero senso – purtroppo quanto rimosso! – del vivere.»

Ed ecco alcuni passaggi:

«… La passione segreta, anzi segretissima, del conte Camillo erano gli uomini. Gli piacevano molto, sin da quando, ancora ragazzo, era entrato all’Accademia Militare del Regno. Qui, tutto un mondo di nuove, sorprendenti, entusiasmanti esperienze gli si era improvvisamente dischiuso. Così intensamente soddisfacenti erano state per lui queste sue prime esperienze che da allora il giovane Cavour vi si era buttato con passione. A quell’età Camillo Benso era un gran bel ragazzo, un po’ piccolo forse, ma ben fatto, piuttosto atletico e con una tonda faccia simpatica… [cut]… Com’è inevitabile in tali casi, le sue prestazioni private si erano sempre più diradate, e in un certo modo, impoverite. Ormai i suoi unici momenti di “piacere” si erano ridotti allo stanzino da bagno nel suo palazzo di Torino. Quivi il suo domestico privato, Tommaso Caudano, un vero servitore d’antico stampo, rispettoso, fedele e austero, poco più che trentenne, uomo di poche parole e d’aspetto ammodo, aveva frequentemente notato come il conte Camillo si lasciasse insaponare volentieri in quelle parti. Con molta discrezione e delicatezza il solerte Tommaso aveva cominciato ad insaponare ogni volta sempre più a fondo, sempre più a lungo, così che aveva finito col rispettosamente masturbare il signor conte ogni volta che questi prendeva un bagno. Non v’era mai stato alcun commento e il tutto finiva nel silenzio più assoluto, come se non accadesse proprio nulla. Qualche rara volta era pur capitato che il conte Camillo approfittasse dell’evidente turgore che si poteva osservare sul fedele Tommaso mentre questi debitamente lo insaponava in partibus illis, e aveva allungato la mano con una certa nonchalance. Il domestico aveva discretamente sempre lasciato fare. Non si era mai andati più in là… [cut]…  Il contino Giovanni era ben fatto, con un membro diritto e fermo, abbastanza lungo, coronato da un glande grazioso dall’orlo pronunciato, a forma quasi di fungo prataiolo. Il colorito era roseo e sapeva di giovinezza. Il conte Camillo ne fu soddisfatto e mostrò la sua soddisfazione con un cortese movimento della mano chiusa, su e giù per quel gambo già un po’ vibrante, mentre con l’altra mano esplorava quietamente i testicoli del ragazzo. Sempre in silenzio, il contino si accodò al movimento e cominciò a dimenare un poco i fianchi avanti e indietro, all’unisono col moto di quella mano che stava manipolando il suo onor di maschio. Tuttavia poco dopo il conte Camillo si fermò e gli disse sottovoce in francese: “Viens, mon gar, on va dans ma chambre. On y sera plus confortables, tous les deux… [cut]… Non gli rimaneva ora che spogliarsi lui stesso, ciò che fece rapidamente davanti al caminetto acceso. Quando per ultimi si tolse gli occhiali da miope, la bonomia del volto scomparve, per lasciar posto ad un’espressione più risoluta e virile, quasi più giovane. Aveva il corpo tutto peloso ma ancor vigoroso, dominato però da un addome rotondo e da due seni pesantemente pieni, i cui grossi capezzoli stavano ora eretti e ben tesi dalla concupiscenza. Il sottobosco denso e scuro che si spargeva per tutto il torso villoso e giù per le pieghe dell’addome continuava anche sulle spalle e dietro le larghe cosce. Dove il bosco sembrava ancor più denso e scuro, si poteva veder alzato, anche se leggermente ad arco, un membro sodo, piuttosto grosso, ma non eccessivo. Il glande era tutto tondo e pieno, senz’alcun orlo, di color roseo anch’esso, e i riflessi rosseggianti del caminetto lo facevano stranamente splendere… [cut]… Il ragazzo e l’uomo si guardarono un momento in silenzio, poi il conte si avvicinò al letto e cominciò a baciare il giovane corpo del contino leggermente, sistematicamente, sul viso, sul collo, sul petto. Lavorò i capezzoli con le labbra e con la punta dei denti, facendo fremere Giovanni. Poi si concentrò sull’ombelico rosa, per scendere sempre più giù, finché si dedicò interamente al pezzo forte del suo repertorio, mostrando tutta la sua bravura nel far provare al ragazzo le esperienze più diverse e inaspettate. Le reazioni pressoché estatiche del contino, che gli affondava le dita tra i capelli o le spalle pelose, spesso succhiandosi il respiro e gorgheggiando rocamente nei momenti di maggior piacere, eccitavano sempre più il conte. Si lanciò in un lungo e furioso massaggio di tutto ciò a cui poteva arrivare con dita, labbra, lingua, faccia, denti, finché sentì il ragazzo che con voce strozzata gli diceva che stava venendo… [cut]… Nel cuor della notte, Giovanni fu svegliato dal ventre del conte Camillo che premeva con insistenza contro il fondo della sua schiena. Senza bisogno di parole, capì immediatamente cosa il conte avesse in mente. Girandosi verso di lui il contino bisbigliò:

“Non l’ho mai fatto. Mi dispiace, ma non so neppure come si fa. Fa male?“. 

“Non ti preoccupare. No, non fa male. E poi, starò attento io a non farti alcun male. Vòltati.”

Ubbidiente, il contino si voltò. Il conte prese a umettarlo ben bene con la saliva e si preparò ben bene anche lui. Delicatamente poi penetrò nel ragazzo, che all’inizio fece una smorfia di dolore, finché si accorse che di dolore non ne sentiva granché. Il conte prese ad ansimare sistematicamente premendo sul dorso del ragazzo con tutto il peso del suo addome. Temendo poi di schiacciarlo troppo, si fermò, lo rivoltò, gli sollevò le gambe, se le mise sulle spalle, una di qua e l’altra di là, e lo ripenetrò con maggior sicurezza e con maggior piacere dal davanti, appoggiandosi con le sue grosse braccia pelose al petto glabro del giovane aristocratico novarese… [cut]… Questa volta l’orgasmo finale fu degno di uno spettacolo pirotecnico. Col sudore che brillava colando tra il suo vello selvaggio, dimenandosi e muggendo come un toro ferito, rosso in volto e con gli occhi quasi fuor dell’orbita, il conte Camillo accelerò sempre di più, arrivando ad un parossismo furioso, tanto che il ragazzo quasi temette un colpo apoplettico. Invece, con un improvviso irrigidimento di tutti i muscoli e con uno schianto fragoroso, il conte si abbatté pesantemente, incapace di muoversi. Giovanni si sentì tutto posseduto e non osò spostarsi per lungo tempo. Solo quando il grosso corpo peloso che lo schiacciava riprese il respiro normale e cominciò a russare leggermente, Giovanni scivolò fuori con delicatezza e, prima di addormentarsi a sua volta, rifletté quasi divertito su come era stato facile perdere la sua verginità…»

Il racconto di TRIPELEFF si conclude con un Post Scriptum:

«P.S. Non v’è alcuna documentazione attendibile sulle preferenze sentimentali del conte di Cavour. Le fonti contemporanee tendono a tacere al riguardo. Moderni quasi-studiosi hanno ora preteso di scovare carteggi amorosi o relazioni extraconiugali per il nostro grande statista, ma l’esame dei documenti portati a comprova di ciò rivela queste scappatelle essere ben poca cosa, inconcludenti e artefatte perlopiù. Danno proprio la sensazione d’essere uno schermo, astuto, sottile, efficiente. Chi sia stato in verità il conte di Cavour non lo possiamo proprio dire. Tuttavia… Tuttavia mio nonno, a Novara, usava raccontarmi come il suo vecchio nonno Giovanni, ancora in vita all’inizio di questo secolo sebbene ormai decrepito non solo per gli anni ma anche per un’arteriosclerosi galoppante, borbottasse qualche volta delle cose un po’ strane a questo proposito. Ma poca gente lo stava ad ascoltare e di quei pochi nessuno gli credette. Peccato.»

[IL RACCONTO COMPLETO QUI  ]

P.S. Ho appena scoperto che TRIPELEFF ha anche un raffinato sito ricco di altri oggetti narrativi perfettamente identificabili, al pari di quelli citati nel saggio di WM1:

http://www.tripeleff.org/

[Immagine da http://www.giustiniani.info/cavour.jpg ]

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Mercoledì, maggio 28, 2008 

UN PEZZO CHE NON USCIRÀ SU CARMILLA

 

(Valerio Evangelisti)

L’ormai storico post in cui gettavo uno SGUARDO OBLIQUO sulla beffa del NIE:

http://lucioangelini.splinder.com/post/16883086/SMASCHERATA+LA+NUOVA+BEFFA+DEI

seguito da quello con la scomposta reazione, a sorpresa e in simultanea, della Sacra Trimurti Genna-WM1-Lipperini:

http://lucioangelini.splinder.com/post/17037784/NEO-EPICHE+REAZIONI+AL+POST+DI

ha compromesso la pubblicazione in www.carmillaonline.com

di un pezzo intitolato:

«BACKSTAGE: MINIDIALOGO TRA LUCIO ANGELINI E CARLO CANNELLA»

Anche Evangelisti, infatti – in nome del buon nome del NIE, evidentemente – ha preferito rinunciare alla mia collaborazione, benché in un’altra circostanza si fosse dimostrato più coraggioso. Pazienza. Tanti auguri al Movimento dei Neo-Pomposi. A me, però, Wu Ming 1 ricorda sempre più da vicino un personaggio de “Il monello”, popolarissimo fumetto della mia infanzia: SUPERBONE, lo spaccone cicciottello con una poderosa zia armata di scopa come unica parente visibile e un gruppetto di amici “monellini” come cornice alle sue prodezze. Lo disegnava Erio Nicolò.

Non mi resta, dunque, che proporre il minidialogo con Cannella qui:

LUCIO

«Ciao Carlo. Ho provato a mandare a Carmilla la mia rece del tuo libro, ma Valerio ha detto che non va bene perché è già apparsa in Vibrisse e anche qui:

http://lucioangelini.splinder.com/post/16677867

Loro chiedono materiale originale, o almeno sottoposto a nuovo trattamento (con introduzioni e annotazioni diverse, ecc.). Cosa potremmo architettare? Un’intervista? Tu prepara una decina di  risposte su quello che vuoi tu, ché poi io ricostruisco le domande:-) »

CARLO

«Ciao Lucio. Allora ecco qua quello che sono riuscito a buttar giù per l’eventuale intervista su Carmilla. Come vedi ho spezzato il discorso in 4 parti (primi approcci alla scrittura, breve biografia fino a “Tutto deve crollare”, prime reazioni al testo, un’analisi di chiusura). Ho pensato che 4 cose fatte bene, abbastanza articolate, fossero meglio di 10 raffazzonate. Anche così l’intervista verrebbe abbastanza corposa e articolata. Al limite si potrebbe riaccorpare il tutto, sul modello della cosa per lpels e farlo uscire come una specie di sfogo a mano libera. Comunque fammi sapere. Al limite scrivo altro e aggiungo. Grazie e a presto. Carlo.»

CARLO CANNELLA RACCONTA

«Da piccolo ero un bimbetto malinconico, gracile e malaticcio. Ero ossessionato dalle ombre e da oscuri presentimenti. Avevo già dentro il senso tragico, scrivevo favole nere. Ce n’era una che raccontava di un bambino cieco. Come un selvaggio identificavo dio con il sole, così nella favola il sole puniva la malvagità degli uomini e spegneva la sua luce. L’umanità si barcamenava nell’oscurità come meglio poteva, ma non è che le cose andassero molto bene. Il bambino cieco pensava all’infelicità degli altri bambini, che pur avendo il dono della vista non potevano gioirne. Un giorno era volato fino al sole per chiedergli di avere pietà e far tornare la luce, ma il sole non aveva raccolto la sua preghiera. Il bambino cieco era morto di crepacuore. Allora il sole aveva pianto di commozione ed era tornato a splendere. 

Intorno ai 15 anni cominciai a sognare di essere diventato un essere mostruoso con la pancia enorme e l’alito puzzolente, che s’appiccicava alle cosce delle donne per succhiarne l’anima. Mi presi una pausa di riflessione per vedere quello che sarebbe successo. Quando i sogni svanirono ero già diventato un tipo marcio di cui non ci si poteva fidare. Punk, si diceva. Niente a che spartire con i tatuaggi o la parrucchieria, più che altro viaggiavo sui treni di notte per vedermi i concerti dei Dead Kennedys, dei Black Flag e dei Millions of Dead Cops. Più tardi formai dei gruppi, suonai nelle case occupate, registrai dei dischi, fondai un’etichetta. Per Goddam Church Records incisero il loro primo pezzo su vinile i Marlene Kuntz, in una compilazione intitolata “Attitudine Mentale Positiva vol.2”, e anche una band americana chiamata Corrupted Morals, dal cui scioglimento sarebbero poi nati i Green Day. Con gli Affluente registrai 5 dischi, l’ultimo dei quali, “Libera fame”, nel 2006. Punk a 43 anni, una tragedia anche questa. Dopo di ciò mi presi un’altra pausa. Lasciai tutto e andai a vivere in Olanda. Mi chiesi cosa volessi fare. Mi dissi: scrivi. Per prima cosa tirai fuori un romanzo di stampo autobiografico e rigorosamente autoprodotto, dal titolo “La città è quieta… ombre parlano”. Quando alcuni cominciarono a dirmi che non scrivevo poi così male, iniziai a buttar giù le prime pagine di “Tutto deve crollare”. Le rilessi, ebbi mal di stomaco, vomitai. Mi dissi: cosa stai facendo, ti prenderanno per pazzo. Andai in bagno, mi lavai la faccia, mi rimisi al computer e continuai a scrivere.

La pubblicazione on line per Vibrisselibri ha colpito nel segno, ha aperto una discussione. Gli aggettivi più usati per parlarne vanno dall’intollerabile, all’indecente, al disgustoso. Nel migliore dei casi ci si è trattenuti dicendo che è un romanzo trasgressivo e dirompente, una fucilata al comune senso di crudeltà. Chi lo ha letto non ha potuto reprimere il senso di nausea, oppure lo ha divorato in una notte con entusiasmo. Bene così. Quando non si rimane indifferenti, quando in un modo o nell’altro i personaggi restano in mente, quando la storia la mastichi in bocca per giorni, allora hai raggiunto lo scopo. Detto questo non credo che “Tutto deve crollare” sia violento in maniera gratuita, non c’è fra le sue pagine una fascinazione perversa per l’estetica della morte. Certo non è un libro romantico, il sentimento della pietà e la commiserazione per l’osceno non gli appartengono. Piuttosto cerca di entrare nei corpi, di violentare il lettore, di scuoterne la coscienza.

Quello che un po’ m’infastidisce è che questo discorso sulla violenza lasci in secondo piano tutto il resto. Cos’è “Tutto deve crollare?”, solo ed esclusivamente un compendio di efferatezze? Non credo. È una riflessione sulla forza corrosiva del tempo, sulle persone che cambiano, sull’azione propulsiva e insieme disgregante del profitto. È un avvitarsi inesorabile verso il male radicale. Uno sguardo sul futuro prossimo, per niente rassicurante. Poi c’è di mezzo una storia. Com’è questa storia? Ecco, mi piacerebbe si parlasse anche di questo.»

Scarica gratuitamente il libro (pdf da 821 kb)

Scarica gratuitamente la copertina (pdf da 1,59 Mb)

[Immagine di Evangelisti da http://www.horrormagazine.it/imgbank/NEWS/evangelisti.nb.jpg ]

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Martedì, giugno 03, 2008 

LIPPERINI O DELLA MALAFEDE

 

(Girolamo De Michele)

Sono di nuovo costretto a riportare nel mio blog i messaggi che l’1 e il 2 giugno la Lipperini mi ha censurato in Lipperatura. Come al solito, non ha tollerato repliche alle dichiarazioni dei suoi protetti.

Domenica 1 giugno

La Lippascrive nel commentarium al suo post del giorno (dopo una serie di commenti effettivamente un po’ cazzuti, fra cui un paio di tipiche sboronate di WM1-Superbone):

«Lascio i commenti, naturalmente, a monito di quei poveri cristi che sostengono che la sottoscritta è una fascista censuratrice. Ma anche a dimostrazione di come un troll, peraltro già noto, possa mandare all’aria, ad arte, qualsiasi tentativo di discussione seria.»

Interviene il guerrigliero del NIE Girolamo De Michele:

«Certo che quel troll di cui sopra aveva ben altro tono quando appena un anno addietro veniva a chiedermi di recensire i da lui editati libri: vedi mai come noi neoepici saliamo o scendiamo nelle scale dell’altrui apprezzamento, a seconda della bisogna… »

Postato Domenica, 1 Giugno 2008 alle 4:23 pm da girolamo

Deduco che il riferimento è alla mia persona e per due volte, assumendo il nick WM69 (come Lucio Angelini sarei stato censurato lì per lì) invio il messaggio:

«Girolamo, chi è “quel troll”? Puoi documentare le mail con le richieste di cui parli? E quali sarebbero i libri “da lui editati”? WM69»

Immediata CENSURA della richiesta. [Girolamo, chissà perché, può sparare provocatorie fandonie, ma io non posso chiedere spiegazioni. N.d.r]

Ci riprovo:

«Desidero sapere perché è stata cancellata una mia richiesta di chiarimenti a Girolamo a proposito delle sue affermazioni sul troll/ editore. Grazie»

Nuova CENSURA.

Lunedì 2 giugno.

La Lippascrive FUORI DAI DENTI:

«La vostra eccetera ha constatato che quello che vale per il cosiddetto immaginario di genere (quella sorta di dismorfismo intellettuale per cui si è convinti di una realtà anche se la realtà effettiva è esattamente quella opposta) vale anche per l’immaginario della rete. Della serie: il saggio sul NIE intende dividere la letteratura in buoni e cattivi e guai a chi non ci sta dentro; su Lipperatura e Carmilla si parla solo di cinque autori; la titolare del qui presente blog censura i dissidenti. Uno sguardo ai commenti del post precedente dimostra quel che accade quando le due (dicasi due) [a occhi e croce molte di più, n.d.r.] persone che cercano di mandare a monte una discussione per problemi personali su cui è opportuno non indagare, vengono lasciate libere di insultare, fare riferimenti alla taglia del reggiseno delle scrittrici, provvederci di delicati doppi sensi, rivendicare attenzione sulle proprie esistenze.»

Firmandomi LUAN, stavolta riesco a far passare il seguente messaggio:

«Tra i commenti al post precedente c’è un’insinuazione di Girolamo De Michele: “Certo che quel troll di cui sopra aveva ben altro tono quando appena un anno addietro veniva a chiedermi di recensire i da lui editati libri: vedi mai come noi neoepici saliamo o scendiamo nelle scale dell’altrui apprezzamento, a seconda della bisogna…”. Mi piacerebbe che lo scrittore De Michele dettagliasse la faccenda, in modo da poter capire se non sia piuttosto lui a trolleggiare (ogni sospetto di disformismo anche da parte tua è lecito, a questo punto). Sarebbe interessante, inoltre, conoscere la versione dei fatti del “troll” coinvolto, per correttezza. Tale mia innocente e del tutto legittima richiesta è già stata censurata due volte. Questa, immagino, sarà la terza ed ultima, prima che mi decida a chiarirla per altre vie. Tutto ciò detto fuori dai denti anche da parte mia.»

Postato Lunedì, 2 Giugno 2008 alle 2:29 pm da Luan

Per far vedere che, se si impegna, anche lei sa essere democratica,la Lipperinipubblica il commento, ma precisa:

«L’innocenza e la legittimità sono entrambe discutibili, caro “Luan”, dal momento che per la cinquemillesima volta intervieni a piè pari in discussioni di altro tenore per parlare dei tuoi interessi. [Il mio interesse è certamente quello di difendermi dalle accuse gratuite o inventate di sana pianta, n.d.r.]. L’essere stato buttato fuori da liste di discussione, newsgroup, blog di ogni sorta è per te un motivo di vanto. Io comincerei sommessamente a chiedermi se c’è qualcosa, in te stesso, che ti impedisce la discussione con altri esseri umani. Ma temo che sia fatica sprecata chiedertelo. Quanto alle altre vie, le pratichi già da diversi giorni, con l’aiuto di sodali vecchi e nuovi che sicuramente ti daranno manforte anche in questo caso. Per quanto riguarda l’affermazione di Girolamo: è innegabile e documentato che da anni tu hai insistentemente chiesto attenzione sulla tua attività editoriale. Punto. Chiuso. Stop.»

Postato Lunedì, 2 Giugno 2008 alle 2:52 pm da lalipperini

Invio la seguente replica:

«Tiriamoli fuori, questi documenti, allora. Io, per parte mia, conservo tutte le mail che mando. Nel caso di De Michele, fu piuttosto lui a rivolgersi all’ufficio stampa di Vibrisselibri prima di recensire – per farle una sorpresa – la nostra Monica Viola.

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/03/002182.html

E qui il discorso sulle ragioni che lo indussero a concentrare l’attenzione proprio su tale autrice, vicinissima ai Wu Ming, fra i nomi selezionati da VL, sarebbe delicato. L’ufficio stampa girò a me la sua richiesta di informazioni sul funzionamento di VL. Nel rispondergli e ragguagliarlo, mi permisi di invitarlo (visto che la Viola era stata presentata in abbinamento con Eugenio De Medio: entrambi i libri parlano di violenze sui minori)

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/08/002342.html

http://www.booksblog.it/post/1236/vibrisselibri-due-nuovi-romanzi

a citare anche l’altro testo, cosa che De Michele si guardò bene dal fare. Tutto qui. Approfitto per chiarire che Vibrisselibri, e dovresti saperlo bene, non è affatto una MIA attività editoriale, ma una associazione di VOLONTARIATO CULTURALE [con oltre cinquanta cooperanti, n.d.r.] senza fini di lucro dalla quale, dopo due anni di duro impegno quotidiano e gratuito, mi sono appena dimesso per stanchezza (volontariare, come lavorare, stanca). Chiuderò presto anche il mio blog, e so che questo non potrà che farti piacere. Mi spiace doverti salutare esprimendoti tutta la disistima che, nelle ultime settimane, ti sei meritata da parte mia. Quanto al mistero su che cosa mi impedisca la discussione con altri esseri umani, è esattamente la domanda che ho posto a te ogni volta che, per tutelare i tuoi protetti, hai censurato le mie obiezioni. Chiudo con la segnalazione del pezzo: “La rinascita dell’epica italiana? «È soltanto autopromozione», di FRANCESCO BORGONOVO, nella speranza che tu non attribuisca a me ***anche*** la redazione di tale articolo.

http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=&topic=5002&idarticle=96131190 »

Tale mia replica è stata puntualmente CENSURATA [è così comodo accampare il pretesto “Dont’feed the trolls”, no?, n.d.r.]. In compenso è passata tranquillamente la candida considerazione di De Michele:

«Per chiarire: se mi si segnala a scopo di recensione un libro (attività del tutto legittima, beninteso) [RIBADISCO: FU LUI A VOLER FARE UNA GALANTERIA A MONICA VIOLA, n.d.r.], vuol dire che mi si reputa un recensore affidabile, e non uno scrittore al comando di burattinai, camarille, ecc. Oppure no, mi si considera uno scrittore a comando, e allora evidentemente si vuole entrare a far parte del fantomatico giro e dividere la fantomatica torta. Per quel che me ne cale, vanno bene ambedue le cose: gradirei però non una o l’altra alla bisogna.»

Postato Lunedì, 2 Giugno 2008 alle 3:56 pm da girolamo

Ho risposto:

«Girolamo, purtroppo la Lipperini mi ha censurato la replica precedente e presto censurerà anche questa. Leggimi domani da me.»

La Lipperini, infatti, mi ha subito incerottato la bocca perché, nella sua visione del mondo, chi viene accusato non ha alcun diritto alla difesa.

Accanto al suo supponente tentativo di ridurmi a TROLL, per mia fortuna, ho potuto anche registrare manifestazioni di apprezzamento quali queste inviatemi da ex colleghi di VL all’annuncio delle mie dimissioni:

«… La tua indipendenza di giudizio e la capacità di non accettare compromessi, quantomeno nella fase di confronto-scontro tra idee diverse, la tua “impermeabilità” al contesto e la totale assenza di soggezione nei confronti di chicchessia … [cut]… saranno impossibili da trovare altrove. È anche una questione di onestà intellettuale, come ha scritto qualcuno, e la tua non l’ho vista vacillare in nessun frangente, difesa a spada tratta anche nei momenti in cui certe tue opinioni potevano apparire o essere discutibili. Ergo, con le tue dimissioni perdono un po’ tutti.»

o anche:

«Ma stai a scherza’? Che brutta notizia di prima mattina. Essendo tu limpido — spigoloso quanto vuoi, ortica a volte — ma limpido, non discuto che volontariare stanchi. Onore a te e rispetto per la tua decisione.»

[Immagine da http://www.blackmailmag.com/images/Incontri/De_Michele.jpg

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Venerdì, giugno 27, 2008 

QUEL BRUTTO COPIONE DI GIROLAMO DE MICHELE!!!

 

(Wu Ming 1 sbarca sulla spiaggia del Massachussetts Institute of Technology)

Ricordate il mio pezzo:

WU MING 1 COME CRISTOFORO COLOMBO

[ http://lucioangelini.splinder.com/post/17024848/WU+MING+1+COME+CRISTOFORO+COLO  ] ?

Iniziava così:

«Cristoforo Colombo non inventò l’America: la scoprì. Come dire che c’era anche prima che lui ci arrivasse. Semplicemente in Europa non si sapeva della sua esistenza. Allo stesso modo Wu Ming 1 non ha inventato il NIE (New Italian Epic). C’era anche prima che lui ci incollasse sopra l’anglofila etichetta. Semplicemente nessuno ci aveva fatto caso [nemmeno i quotidiani “La Repubblica” e “L’Unità”, ma allertarli non sarebbe stato un problema, n.d.r.]. O per lo meno così si sostiene in questo saggio… »

Ebbene, leggo ora su Carmilla

http://www.carmillaonline.com/archives/2008/06/002676.html

un articolo di Girolamo De Michele che inizia così:

«Salamanca 1486. Cristoforo Colombo, davanti al Real Consejo, «presenta la hipótesis de que es posible “buscar el Levante por el Poniente”», suscitando lo scandalo dei dotti. Non solo non esiste alcuna possibilità di raggiungere il Cipango, ma la stessa grande navigazione è un assurdo: a fronte delle misure di Eratostene (peraltro sottovalutate da Colombo) non esistono più i grandi navigatori di un tempo. La navigazione è possibile solo all’interno del conosciuto, ogni mappa essendo già stata disegnata dai cartografi accademici. Colombo parte lo stesso, e torna con evidenze empiriche che dimostrano che la navigazione dalle Canarie al Cipango è fattibile. I dotti reagiscono con livore. Alcuni rifiutano persino di discuterne – «¡es una tontería!», dichiarano sdegnati. Altri meditano, e dopo ampie consultazioni stabiliscono una linea di condotta: «América existe, es verdad, pero es malo que exista»; la sua scoperta non rappresenta «alguna novedad» rispetto a quanto già si sapeva. E comunque, se a dettare le rotte non sono più i cartografi ufficiali, ma personaggi come questo Cristóbal Cólon, «¿donde iremos a parar?». Così, sintetizzando, Milo Temesvar raccontava, nel suo classico (anche se mai tradotto) The Pathmos Sellers la situazione culturale del suo tempo [1]. Solo del suo tempo?

Italia, 2008. Alcuni scrittori, al di fuori dei salotti accademici, tentano una diversa navigazione. Provano a tracciare una rotta che colleghi alcune opere della narrativa italiana dell’ultimo decennio [casualmente, le loro stesse. N.d.r.]cercano l’allegoritmo della narrativa italiana contemporanea… Eccetera.»

Non è chi non veda l’evidente PLAGIO*-°

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Mercoledì, luglio 16, 2008 

GIUSEPPE GENNA E IL NEW ITALIAN BAKUNINISM

giugennaimghome.gif

Leggo in http://www.carmillaonline.com/archives/2008/07/002710.html

dopo la premessa: “Le opinioni qui espresse sono da considerarsi di responsabilità oggettiva solo e unicamente dello scrivente e non includono alcun coinvolgimento editoriale di chiunque altro scriva su questo blog. gg”:

«Il primo commento alla indegna sentenza che riduce la tragedia della scuola Diaz a una rissa in cui qualcuno ha alzato un po’ troppo il gomito (col gomito fracassando calotte craniche e lacerando tessuti) sarebbe che ha ragione Berlusconi. La Magistratura è da riformare. Ogni sentenza risulta disomogenea rispetto alle altre emanate per vicende consimili. Sui fatti nodali della storia italiana, i giudici non hanno giudicato niente. Sul passato devastato di questa nazione, i magistrati sono forcaioli in attesa di incrementare l’intensità con cui il passato non è devastato ma devastante. Avrebbe ragione Berlusconi e, di conseguenza, avrebbe ragione quello che non so più come definire (centro, pallida socialdemocrazia cristiana, incrocio genetico dell’a-politica…), insomma, quella roba rosa pallido lì: si dovrebbe riformare la Giustizia, ma finché c’è Berlusconi non lo si può fare. E sarebbero giudizi sbagliati. Perché la sentenza sui fatti di Bolzaneto evidenzia che è lo Stato tutto, in qualunque sua funzione, a risultare compromesso, purulento, contaminante. Il giudizio va tracciato oltre ogni tentazione ideologica. Si ha da essere contro lo Stato… [cut]… Io mi vergogno non soltanto di vivere in uno Stato la mia esistenza che forzosamente è resa miseranda dalla struttura statuale stessa, ma mi vergogno maggiormente a vivere in questo Stato… [cut]… sono orripilato quotidianamente dalla visione delle cosiddette Forze dell’Ordine, che con l’Arma dei Carabinieri sortiscono il massimo gradimento e fiducia dei miei concittadini, e si stanno visibilmente moltiplicando sotto i miei occhi, godendo di leggi fatte all’impromptu per permettere loro un controllo ancora più serrato sulle persone, non bastando il fatto che, trascorsa la stagione di Piombo, non sono state ancora abrogate le leggi restrittive emanate ai tempi da Francesco Cossiga, cosicché senza accorgersi i miei concittadini vivono in uno stato di guerra legislativo, senza che ci sia più quella guerra; mi viene da vomitare al pensiero che si sorveglino militarmente inesistenze e astrazioni dette “confini”, purissimi atti di volontà di potenza che nessun geomorfismo giustifica; sono angosciato dal fatto che lo Stato permetta a difensori e pm e giudici di trattare donne violate come le tratta in quelle enclave che sono le aule giudiziarie; sono sconvolto dall’aberrazione dell’ideologia trionfante (quintessenziale all’idea di Stato stesso) della pena, questo protocollo per cui, anziché arrivare a una civiltà, si invera in forma legislativa l’occhio per occhio e il dente per dente, appalesando con somma serenità e assenza di opposizione qualunque la reale natura vendicativa dell’istituzione stessa, che condiziona chiunque; sono sconcertato dall’assoluta assenza di reazione coscienziale di chi abita con me in questo che, prima che uno Stato, è un luogo, puramente e semplicemente un luogo, dove si è sviluppata una lingua comune e peraltro la lingua più poetica del mondo moderno. Il mio pensiero va agli ultimi tra i calpestati dallo Stato, che sono i massacrati della Diaz. Si aggiungono a una teoria infinita di persone, non di cittadini, per cui non c’è stata la tanto vantata tutela dello Stato, perché non può esserci, e dunque sarebbe anche inutile aspettarsela o berciare, come sto facendo, perché non c’è. E dico le vittime e i colpevoli tutti, tutti gli abitanti di questo luogo, che ha una storia cangiante e multiforme, che non si trova nei manuali di storia statale che vengono comminati nelle scuole, per l’attuale disinteresse delle giovani generazioni, le più condizionate che abbiano calcato questa penisola e vissuto in questa civiltà, erettasi su fondamenti etruschi e cioè asiatici, greci, mediorientali, ebrei, arabi, normanni, tedeschi, francesi, spagnoli, africani, cinesi e, purtroppo, sì, anche vaticani. Concludo citando quello di prima [BAKUNIN, n.d.r.], perché si comprenda che non a caso ho citato il connubio vomitevole di cui l’Italia è attuale avanguardia residuale (un paradosso che da solo qualifica questo posto in cui stiamo) – quello tra Stato e Chiesa, cioè tra Idea dello Stato e Dio. Buon futuro a tutti, concittadini, ovverosia voi che vi sentite cittadini… »

P.S. Loredana Lipperini ha linkato Genna nel post di oggi “IL MASSACRO”. Ho inviato il commento:

«Ho ripreso anch’io il testo nel mio blog (alle 7.57). Condivido parecchie affermazioni, ma ho affidato al titolo “Giuseppe Genna e il New Italian Bakuninism” alcune riserve.

Postato Mercoledì, 16 Luglio 2008 alle 9:07 am da Lucio Angelini »

A mezzogiorno e tre quarti il commento era ancora in moderazione. Poi è stato definitivamente CENSURATO. Che malinconia questi suoi recenti cipigliucci da maestrina dalla penna rossa, povera Lipperini…

[Immagine da http://www.giugenna.com/ ] 

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Lunedì, settembre 08, 2008 

IL NIE È UN COITO COLLETTIVO O UN INSIEME DI SEGHE INDIVIDUALI?

 

[In ordine sparso i cinque CAVALIERI DEL NIE (NEW ITALIAN EPIC)]

Leggo oggi sul pur eccellente www.carmillaonline.com

«Il NIE [New Italian Epic, n.d.r.] è un coito creativo collettivo, un atto liberatorio che non poteva che accadere qui-ed-ora in Italia… Il NIE “esorbita” dopo l’11 settembre. Accade ciò che è già accaduto, da sempre. Ciò di cui ogni nostra cellula conserva memoria, l’apoptosi, il suicidio cellulare programmato che informa e dà forma. L’abbraccio, il legame (lēgere), la stretta mortale (“voglio stringerti e soffocarti di baci – dicono gli amanti -, voglio mangiarti“). Oggi come ieri. Da sempre e per sempre. Ab aeterno…  L’umano è UNO. L’infinito è UNO. Il Sole deve morire. Pace.» (Salvatore Agresta)

Siamo al delirio, a occhio e croce. Non mi resta che rimandare al mio vecchio post dell’aprile scorso:

SMASCHERATA LA NUOVA BEFFA DEI LUTHER BLISSETT/WU MING 

SMASCHERATA LA NUOVA BEFFA DEI LUTHER BLISSETT/WU MING

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Martedì, settembre 16, 2008 

WM 1, A FELLOW OF FINITE JEST

 

1) In “Amleto” il buffone si chiama Yorick. I becchini ne trovano il teschio mentre scavano la fossa di Ofelia. «Alas, poor Yorick! – esclama Amleto – a fellow of INFINITE JEST, of most excellent fancy… » 

Alas, dunque, poor David Foster Wallace, fellow of infinite jest.

2) Wu Ming 1 rende omaggio a David Foster Wallace dedicandogli la versione n.2 del saggio su se stesso: 

                   «A David Foster Wallace, 1962-2008
                   “And make no mistake: irony tyrannizes us.“» 

CLICCA PER LEGGERE/SCARICARE NEW ITALIAN EPIC 2.0 (PDF)

3)  Un malevolo scrive in Lipperatura

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/09/14/senza-parole-2/ :

«Dunque ricapitoliamo. Qualcuno scrive un saggio in merito al quale non tollera ironie, tanto più che nel saggio stesso si è premurato di decidere – proprio lui, l’ex burlone dei LB -, che il tempo dell’ironia o, peggio ancora, del sarcasmo è finito. Chiunque faccia ironie sul suo saggio, di conseguenza, è un fottuto bastardo passatista che non sa cogliere l’epicità non tanto del presente, quanto dell’elogiatore ufficiale di Leonida. Poi, a fagiolo, muore Wallace e il nostro saggista non si lascia sfuggire l’occasione di citarne la frase “Irony tyrannizes us”. La fantaccina Lippa, sempre agli ordini del nostro sergente new-epico, è in visibilio conclamato.

Postato Lunedì, 15 Settembre 2008 alle 3:36 pm da Dunque »

WM 1 chiarisce:

«… Qualcuno, orecchiando il memorandum da un altro che lo aveva leggiucchiato, ha inveito contro di me accusandomi di voler eliminare l’ironia tout court, cioè una modalità della comunicazione umana che esiste da quando la specie ha prodotto il primo schiocco di lingua. Dubito di avere un simile potere prescrittivo, e anche l’avessi non lo userei, perché sono un buon diavolo. La modalità ironica è ben presente anche in molti dei libri che ho citato, in primis quelli di Camilleri e poi altri, non ultimi i nostri 54, Guerra agli Umani, Canard à l’orange mécanique, New Thing e American Parmigiano. La differenza è che ironia e sarcasmo sono mirati, si esercitano nei confronti di precisi comportamenti e situazioni, senza esondare e investire l’atto stesso di scrivere. La fiducia nel potere della parola è un must

Per un attimo appare la seguente ingenua replica:

«Quali comportamenti e situazioni sono precisi, WM 1? Chi stabilisce se ironia e sarcasmo sono mirati o fuori mira? Sempre tu, immagino.

Postato Lunedì, 15 Settembre 2008 alle 8:36 pm da Simon Mago»

Faccio appena in tempo a copiarla (la Lipperini tende a sfrondare i commenti a proprio piacimento e non si sa mai cosa resta e cosa sparisce dal dibattito aperto dai suoi post, n.d.r.). Un secondo dopo, infatti, la mannaia della censura si abbatte sulle curiosità del primo degli eretici e degli gnostici (così in http://it.wikipedia.org/wiki/Simon_Mago ) *-°

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Sabato, settembre 20, 2008 

LA COMARE GIROLAMO DE MICHELE, GUERRIGLIERO DEL NISE

 

Quando pubblicai la foto di Girolamo De Michele nel post

http://lucioangelini.splinder.com/post/17334438/LIPPERINI+O+DELLA+MALAFEDE

il commentatore numero 9 osservò:

“Ma questo Girolamo non è quel tipo che sta sempre dietro ad un inviato di rete4 e fa arrabbiare Emilio Fede?”

(Cfr. http://www.gabrielepaolini.com/html/index.htm )

Parlai di lui anche nel post: 

http://lucioangelini.splinder.com/post/17617826/QUEL+BRUTTO+COPIONE+DI+GIROLAM

Ieri il signor Girolamo ha detto di sé:

“Io faccio l’insegnante e SONO (non: “vorrei essere”) uno scrittore. E riesco a fare ambedue le cose, senza menarmela sul tempo che la scuola mi porta via. E ho amici che fanno lo stesso, ed altri che il culo se lo fanno non su una sedia, ma in fabbrica. E SONO scrittori. Quel fenomeno così bravo nella scelta delle parole giuste nel luogo opportuno [il professore di grafica della figlia della Lipperini, aspirante scrittore, n.d.r.] ci provi, a scrivere, che magari ci facciamo tutti quanti quattro risate. Come quando Pupi Avati si presenta e dice: sono un regista.”

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/09/18/una-sera-a-casa-mia/ )

Ho replicato:

“Se per ‘scrittore’ intendi ‘scrittore edito’, ti confermo che sei uno scrittore. Ma il criterio vale anche per Pupi Avati, edito e distribuito quanto te. A me come regista non piace, ma non mi piaci nemmeno tu, se per questo.”

Per tutta risposta Girolamo De Michele – che per il suo sguardo obliquo, anzi strabico, e l’aria debitamente sciroccata Wu Ming 1 non ha esitato ad arruolare tra i guerriglieri del NISE (New Italian Self Essay, saggio scritto da se stessi su se stessi, n.d.r.) – mi ha definito 

una macchietta che cita Shakespeare credendolo la mezzala inglese della Cavese“.

Che volete, noi SCRITTORI:-), a volte, siamo più allegri delle comari di Windsor.

[Immagine da http://www.blackmailmag.com/images/Incontri/De_Michele.jpg ] 

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34 commenti
  1. Faccio una mesta osservazione: nel maggio 2008 la nota blogger di Kataweb (scortata dai pizzardoni Genna e Bui) invitava Lucio Angelini di uscire dalla sua vita.
    Nel giugno 2012, non solo Angelini non ne è ancora uscito, ma pare ce ne sia entrato qualcun altro, un po’ meno giocherellone.

  2. Ti riferisci a Rino DV? Grande!

  3. E’ però un vero peccato che la Boccoluta si sia squalificata fino a questo punto per seguire il suo guru sulla strada dell’Autorialità: “Noi siamo i luminosi Autori con la A maiuscola, voi gli opachi parassiti in cerca di micro-fama”:

    http://blog.iodonna.it/marina-terragni/2012/04/24/microinfamie/

  4. “ma uno così, mi verrebbe da chiedere al suo Magnifico Rettore, può insegnare all’università? se mio figlio fosse un suo studente andrei a porre il problema”, scrive la Terragni.

    Io osservo, specularmente: “ma una così (mi riferisco alla blogger di Kataweb), può far la giornalista, e può lavorare alla Radio di Stato? (pur rivolgendosi a un pubblico esiguo, anzi, esiguissimo)”

  5. ma una come la Terragni può fare la giornalista?

    • Eppure, mi sembra che Gad Lerner la inviti e la coccoli a più riprese (se non m’inganno).

  6. Un’osservazione importante è questa: la nota blogger di Kataweb ha certamente violato l’articolo 494 del Codice Penale (Sostituzione di persona), il cui reato è punito con la reclusione fino a un anno.
    Se qualcuno fa un esposto alla Procura della Repubblica, sono guai.

  7. certo. Mica vorrai fartela nemica. Una virago così. In inglese c’è una parola bellissima, che userei nel suo caso: battleaxe. Trovo il suo blog, a cui naturalmente ho spesso fracassato le scatole, la summa dell’anticaja retorica e ottusa fem-desinistra. Agh.

  8. Ma che tristezza… la microfama? cioè la fama del NIE?
    ecco, ho pensato al NIE guardando questa foto http://sphotos.xx.fbcdn.net/hphotos-snc7/c0.0.403.403/p403x403/599414_316089601813057_1222891235_n.jpg

  9. 1. Ha creato un’identità in Rete con un suo blog, un suo profilo facebook, una sua mail, ha partecipato a forum ecc.
    2. Si è fatta intervistare come “persona reale” che mascherava la sua voce;
    3. Sono stati presentati i suoi libri come di persona reale;
    4. L’identità vera ha duettato con l’identità fittizia facendola interagire, contemporaneamente alla propria, in varie sedi;
    5. La falsa identità ha scritto mail in privato ai propri lettori per rassicurarli sulla propria reale esistenza;
    6. In tutto questo, ha tratto in inganno per perseguire vantaggi personalil.

    Questa è oggettivamente violazione dell’articolo 494 del Codice Penale (Sostituzione di persona).

    • Mi riferisco alla nota blogger di Kataweb.

    • non credo, però. Mica si è spacciata per un’altra persona esistente. C’è il suo nome sul bollino siae. Ha messo in piedi un’operazione di marketing sulla quale ci siamo tutti legittimamente espressi “in negativo”. Ma non credo che abbia violato nessuna legge. Se mai, non ce la facevo così ispericolatamente furbesca. La vedevo più ottusamente militante che non creativamente (in negativo, ok) imprenditoriale.

  10. La cosa divertente è che mi è appena arrivato il sg comunicato:

    “Segnaliamo e invitiamo a partecipare a questo ciclo di incontri promossi da SEL Wu MING e Fondamente, con l’adesione di A.L.B.A.
    Primo incontro su Democrazia e Rete Venerdì 22 giugno ore 18.00 – Santa Maria Formosa – Venezia”.

    Wu Ming su DEMOCRAZIA E RETE… ah ah ah ah ah

    • Wu Ming e Democrazia e rete nella stessa frase? @.@
      È un ossimoro? Un refuso di Denigrazia?

  11. ma sarà una beffa mediatica, comica.

  12. In questa vicenda vedo uno schema molto comune.
    Singoli soggetti che si uniscono in “struttura” con lo scopo di dominare il mercato, orientarlo a loro piacimento, essere non solo protagonisti (che sarebbe già abbastanza), ma anche burattinai. La struttura, va da sé, tende a essere costruta in modo gerarchico, non potrebbe essere altrimenti (altrimenti le strutture non funzionerebbero).
    Questo avviene normalmente nel sistema finanziario, ad esempio, dove le cosiddette “mani forti” muovono i mercati a proprio vantaggio schiacciando i singoli investitori che non hanno quei mezzi, spesso rovinandoli. E anche nel sistema editoriale, dove le “major”, mani forti, orientano tutto a loro piacimento, schiacciando gli editori indipendenti – e, di conseguenza, gli autori – non dotati degli stessi mezzi.

    I personaggi di cui parliamo sono asserviti al sistema major e ne eseguono le direttive generali, applicandole però con una propria metodologia, che utilizza gli strumenti più classici per prevalere, schiacciare, manipolare e condizionare:
    – pubblicità ingannevole;
    – utilizzo di tecniche sleali;
    – affermazioni e campagne mendaci;
    – squalificazione e annichilimento dell’avversario, attraverso la sua disumanizzazione;
    – minimizzazione, schiacciamento ed eliminazione (con metodologia precisa e replicabile in modo sistematico) degli argomenti non allineati o avversari;
    – reclutamento e chiamata all’opera di micro-fiancheggiatori alimentati con “òffe” per lo più inconsistenti;

    e altre tecniche sulle quali non mi dilungo.
    Sembra tutto un “già visto”, insomma: una cosa che fa molta, ma molta tristezza e molta vergogna.

  13. Un altro aspetto di questa vicenda, forse minore ma non meno significativo, è il seguente.

    – Il waso ming aspira ad appropriarsi di Stephen King, diventandone in pianta stabile il traduttore nonché l’esegeta.
    – La nota blogger di Kataweb, sotto la falsa identità di una giovane ed esperta lettrice di King, non fa che rimarcare il grande valore del waso ming e delle sue opere, che adora, coniugandolo col grande valore delle opere di King, che adora e di cui si atteggia a esegeta.
    – Porta avanti questa pratica per qualche anno, fiancheggiando l’attività “diretta” dell’interessato, facendo così passare l’idea di rappresentare un “campione significativo” (in senso statistico) dei lettori di King e di ciò che essi vorrebbero, ossia il connubio del sommo Autore horror col modernissimo waso ming.
    – In questo modo si è mirato a ottenere questa appropriazione, legittimandola con l’idea che i lettori di king – senza saperlo, ovviamente – in realtà vorrebbero questo, e quindi che l’operazione porterebbe grandi benefici nel bacino di fans (rappresentati statisticamente dalla giovane scrittrice che è esperta lettrice ed esegeta di King).
    Ma, come si sa, così non è stato.

  14. paolo. “Singoli soggetti che si uniscono in “struttura” con lo scopo di dominare il mercato, orientarlo a loro piacimento, essere non solo protagonisti (che sarebbe già abbastanza), ma anche burattinai”… epperò alla fine sono diventati solo burattini di loro stessi. Ti rimando al post “Non siamo che scorregge di lupo”:-)

  15. Poi, d’un tratto, il risveglio spirituale:
    Illuminazione! Illuminazione! Illuminazione! Ho capito tutto ripensando a Luther Blissett:
    “In Italia, tra il 1994 e il 1999, il cosiddetto Luther Blissett Project […] diviene un fenomeno molto popolare e riesce a diffondere una leggenda, la reputazione di un eroe folk. Questo Robin Hood dell’era dell’informazione ingaggia una guerriglia dentro/contro un’industria culturale in via di radicale trasformazione (siamo ai primordi del web), organizza eterodosse campagne di solidarietà a vittime della censura o della repressione, e –soprattutto – ***orchestra elaborate beffe mediatiche come forma d’arte, rivendicandole sempre e spiegando quali difetti del sistema ha sfruttato per far pubblicare o trasmettere notizie false.***

    Ehm…
    LARA MANNI novella LUTHER BLISSET? EROINA URBAN FANTASY?

  16. «La vostra eccetera ha constatato che quello che vale per il cosiddetto immaginario di genere (quella sorta di dismorfismo intellettuale per cui si è convinti di una realtà anche se la realtà effettiva è esattamente quella opposta) vale anche per l’immaginario della rete.
    Così la *vostra eccetera* (mi spiegate perché parla di sé in terza persona e si definisce una locuzione?!?) ha sommato una più una, sè sdoppiata in Lara Manni e ha fatto bingo!
    Perché, effettivamente, in RETE, il dismorfismo dei fanfictionari e degli aNobiiani ha fatto sì che preferiscano credere a teorie fantasiose sul bollino invece che alla semplice evidenza. Non crederebbero neanche al contratto firmato se lo vedessero, se è per questo, e addurrebbero ipotesi tipo la sorella gemella o la sosia della nostra eccetera…
    Insomma, oblique ucronie…

  17. “Come confermatomi sia da Zwei che da altri due amici, uno avvocato da anni e l’altro solo laureato in legge, il caso è cristallino e il parere della Cassazione evidente.
    Se fosse vero, se la Lippa è Lara Manni, allora l’inganno portato fino a questo punto è un REATO: nome reale falso, con età falsa e vari elementi falsi di background nel tempo, ma pochi, per dare credibilità; finto incontro testimoniato da GL; l’esempio di successo spontaneo nelle fyccine che diventa libro stampato; sfruttamento della credulità altrui per costruire un circolino parallelo di rimbalzo e rinforzo alle proprie idee; utilizzo del nome e del personaggio per vendere libri ingannando i lettori, peggio ancora farsi aiutare da Me -una consulenza- e da Gamberetta -valutazione e consigli- mentendo sulla propria identità per ottenere l’aiuto che difficilmente o mai sarebbe giunto alla Lipperini ecc…

    E se invece la Lippa è Lara, il non ammettere la colpa è anch’esso ben spiegato dal REATO che così ammetterebbe di aver commesso, certamente a lei noto essendo una giornalista di un certo livello, non la prima arrivata. Una professionista con una lunga carriera alle spalle e trucchi da vendere (ma nonostante tutto l’anno scorso, come raccontato nella prima parte del post, l’ho fatta finire in trappola con il trucco più cliché del mondo, quello dell’arrendevolezza alla censura!).”

    http://www.steamfantasy.it/blog/2012/06/21/anniversario-di-un-addio-e-lippamanni/

  18. “Io spero tanto che si avveri il miracolo e che siano tutte concidenze, per quanto improbabili, e che Lara non sia la Lippa. Lo dico perché la Lippa come giornalista era già disprezzabile (ho colto più di un commento di disprezzo verso di lei alla fiera della piccola editoria a Roma… come dire che non serve nemmeno volerne parlare, nel settore se capita per un articolo o per un altro motivo l’argomento Lipperini scattano anche le pernacchie) e nel condurre una campagna diffamatoria contro Massacri Fantasy degna del peggior schifo giornalistico denunciato da Barzini un secolo fa, ha solo dimostrato di essere ciò che già si sapeva fosse: la versione femminista degli ultimi anni di Striscia la Notizia, stessi meccanismi accusatori e di caccia alle streghe, o come dicono altri è un rigurgito di “berlusconismo”.
    Se fosse anche Lara, non ci sarebbe nulla in più di cui godere.”

    http://www.steamfantasy.it/blog/2012/06/21/anniversario-di-un-addio-e-lippamanni/#lippamanni

    • I told you so. Si è già squalificata da sola da un pezzo. Il suo commentarium che agli inizi, immagino, era frequentato da “intellettuali” (bbòni quelli) e scrittori, oggi brulica solo di Fumarole (vedi altro BOCL) e uomini zeta.

      E gli “scambi” tra lei e le sue groupies del Fum da una parte e l’ufficio stampa di Striscia dall’altra, alcuni mesi fa, hanno confermato la tesi di steamfantasy.

  19. Continuo a pensare che firmare una parte delle proprie opere con un nick autorale diverso dal proprio non sia un reato, ma una sorta di gioco tipo Second Life. Restano, invece, gravi le contraddizioni ideologiche e le silenziazioni degli interlocutori scomodi in un blog solo in teoria aperto a tutti. Ma anche qui siamo nell’ambito dei comportamenti individuali più o meno simpatici, non in zona reato.

    • Abbi pazienza Lu’, ma né in questa sede né in altre ALCUNO ha mai negato la liceità di usare uno o più pseudonimi o eteronimi.
      Non ricominciamo d’accapo!
      Si contesta che un leggittimo nom de plume si sia trasformato in un fake attivissimo in rete per anni etc. etc. Attivissimo non solo a portare avanti la battaglia per il riconoscimento ufficiale del fantastico o per una lecita autopromozione della propria produzione libresca, ma attivissimo a condurre flame in guerricciole di opinione sul web.

  20. Sottoscrivo, lo vado scrivendo e sottoscrivendo ovunque. E la penso al duemila per cento come te. (Oltre al fatto che davvero, ha un po’ stufato ‘sta storia.) Amen.

  21. da questo momento diventa “Accanimento terapeutico”. Sono contraria.

  22. Faccio notare che nel blog Steamfantasy – strettamente competente nella querelle – non si era ancora presa una posizione ufficiale e dettagliata: forse si era preso tempo per analizzare tutta la situazione nei suoi risvolti più particolari, visti anche in chiave retrospettiva.
    Ora l’hanno fatto, e immagino che la pratica sia più o meno evasa.

    • Stiamo ultimando le cose per poter pubblicare l’articolo su FM, rimando a quello appena sarà online. Non per fare la misteriosa ma perchè ci piace fare le cose come si deve, non ci interessa inseguire lo ‘sguuup’ e soprattutto lo ‘sguuup’ con ogni mezzo. Ci interessa mettere davanti ai lettori i fatti e le informazioni aggiuntive che riusciremo a ottenere da fonti affidabili e cooperanti. Dopodiché ognuno farà funzionare i neuroni per conto proprio, secondo le proprie capacità

      Per tutto il resto, ribadisco che Forum è una trasmissione deleteria. Soprattutto per l’Italiano medio, noto per essere affetto da sindrome del C.T.

      E’ quanto afferma una portavoce di Fantasy Magazine su aNobii
      http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3197544#new_thread

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